Alimentazione ragionata

Alimentazione ragionata

Un'alimentazione corretta è condizione imprescindibile per conseguire e mantenere uno stato di benessere. Gli alimenti introdotti con la dieta influiscono sui processi fisiologici dell'organismo e possono contribuire all'insorgenza, o alla cura di determinate patologie.

Pomodori rossi e pomodori gialli

Gian Gabriele Franchi, Paola Massarelli

Molto si è lavorato, dal punto di vista della selezione agronomica, sul pomodoro rosso, che storicamente è risultato più gradito ai consumatori. È stato reso più dolce il sapore, migliorata la resistenza a malattie e intemperie, resa più uniforme e costante la produttività; sono stati ottenuti frutti di forme e pezzature diversissime. E il pomodoro giallo (per non dire anche di quelli di altri colori)? Meno gradito ai consumatori, forse per il colore meno intenso e il sapore più acidulo, non ha avuto successo e lo si è conservato qua e là come curiosità locale.

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Latte, un alimento "discusso"

Iacopo Bertini, Maria Rosaria D'Isanto

Nonostante il consumo di latte e derivati sia raccomandato nelle linee guida alimentari della maggior parte dei paesi del mondo, il suo contributo alla qualità complessiva della dieta rimane oggetto di un dibattito contrastato sia nella comunità scientifica sia a livello dei mass media e, in generale, nel pubblico.

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L'Indice Glicemico

Rocco Longo

L’indice glicemico indica la capacità di dei carboidrati contenuti negli alimenti di alzare la glicemia dopo il pasto rispetto a uno standard di riferimento rappresentato dal glucosio puro. Ma i fattori che influenzano la glicemia postprandiale sono numerosi, per esempio le attività enzimatiche e l’assorbimento intestinale, e di conseguenza l’indice glicemico di uno specifico alimento va determinato sperimentalmente e non semplicemente dedotto dalla sua composizione glucidica.

Le Brassicacee: preziosa fonte di componenti nutraceutici

Silvana Hrelia

Broccoli, cavoli, verza, rucola e ravanello sono tutti ortaggi che appartengono a questa famiglia botanica, insieme ad altre piante note in fitoterapia, come la borsa del pastore. Il loro profilo fitochimico è variegato, ma sono caratterizzate da un alto contenuto di composti glucosinolati, responsabili del tipico odore e sapore pungente.
La moderna ricerca è mirata a evidenziare le proprietà biologiche di questi veri e propri “alimenti funzionali” in modo da delineare nuove strategie nutrizionali e interventi dietetici atti a prevenire e proteggere l’organismo dalle più comuni patologie croniche e degenerative.

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La manioca: fonte calorica fondamentale per la dieta dei paesi poveri

Patrizia Restani, Chiara Di Lorenzo

Dalle sue radici si ricava una farina, la tapioca, che per molte popolazioni rappresenta una fonte energetica insostituibile, in funzione dell’elevato contenuto di carboidrati. La manioca è utilizzata anche nella medicina popolare per la cura di vari disturbi come la diarrea e la malaria; inoltre è priva di glutine e può essere utilizzata nella dieta dei soggetti celiaci. Ma tutta la pianta contiene linamarina, un glucoside che libera acido cianidrico, e perciò è necessario attuare un particolare processo di detossificazione per rendere commestibili radici e foglie.

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Consumo di carne rossa e cancro del colon-retto

Un recente studio presentato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità ha posto ancora all’attenzione del pubblico e del mondo scientifico il rapporto che intercorre tra il consumo di carne rossa e lo sviluppo di tumori. Una notizia che ha suscitato clamore e allarme, ma che merita alcune puntualizzazioni, distinguendo anche le carni rosse lavorate da quelle fresche. Uno stile di vita sano è basato comunque sulla moderazione, restano perciò sempre valide le raccomandazioni delle principali Società scientifiche e dell’OMS rispetto alla riduzione della carne nella dieta, la quale deve comprendere altre fonti proteiche come uova, pesce e legumi.

Ha destato un certo clamore e, inevitabilmente, molte discussioni, anche a livello scientifico, il recente studio dell’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro sul rapporto tra consumo di carne rossa e tumori. E' noto da tempo che la carne rossa e, soprattutto, gli insaccati possono essere potenzialmente cancerogeni. Che cosa è cambiato, allora? La certezza della classificazione di un autorevole organismo internazionale, la IARC (International Agency for Research on Cancer, organismo dell’Organizzazione Mondiale della Sanità) che, dopo aver passato in rassegna 800 studi epidemiologici eseguiti in tutti i paesi del mondo e incentrati sulla relazione tra carni rosse e insorgenza di cancro, ha inserito le carni lavorate tra i cancerogeni certi (il cosiddetto gruppo 1, che comprende anche l’amianto, l’alcol etilico e il fumo, le radiazioni ultraviolette e il Papilloma virus), e le carni rosse tra le sostanze probabilmente cancerogene per l’uomo (gruppo 2A).
Il lavoro (Bouvard et al., 2015), pubblicato su una delle più autorevoli riviste della letteratura scientifica, Lancet Oncology, è stato condotto da un gruppo di ricerca internazionale in seguito alle numerose evidenze scientifiche, di tipo epidemiologico, che mettono in relazione, a livello di popolazione, l’elevato consumo di carni rosse e lavorate con una maggiore probabilità di insorgenza di alcuni tipi di tumore, in particolare quelli dell’apparato gastrointestinale.
Ma andiamo con ordine, cercando di spiegare quali siano i reali termini della questione e, quindi, come vada recepita correttamente la notizia.

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