Editoriale Natural 1 - aprile 2017

Gli animali domestici che vivono nelle nostre case hanno raggiunto il ragguardevole numero di 60.000.000 e sono considerati, nella maggioranza dei casi, parte integrante della famiglia.
La parte “del leone” è rappresentata da cani e gatti ma anche pesci, uccelli, roditori e tartarughe vivono indisturbati all’interno delle quattro mura. Le attenzioni che rivolgiamo loro sono amorevoli e frutto di una cultura responsabile che nel corso degli ultimi decenni è andata diffondendosi soprattutto tra i giovani e gli anziani, in particolare nel sesso femminile.
Forse c’è un po’ di egoismo inconscio in tutto questo, un sottile e personalissimo egocentrismo che ritrova nell’animale domestico una sorta di compagno di vita che condivida in silenzio le nostre emozioni quotidiane e, nei momenti felici o tristi della giornata, sappia come “prenderci”, confortarci e stimolarci.


Qualunque sia la mascotte di casa, le nostre attenzioni tendono ad assecondare gusti e capricci di cane e gatto, curandoli e viziandoli come dei bambini, spendendo sempre di più in sana alimentazione e cura sanitaria: la spesa è aumentata del 70% in dieci anni e l’associazione dei consumatori Adoc ha ipotizzato una spesa media annua di 1.800 euro per un cane di media taglia e 800 euro per un qualsiasi micio.
Basta aggirarsi tra gli scaffali di un supermercato per rendersi conto della vasta offerta attraverso le immagini e le descrizioni del contenuto di scatolette che ammiccano anche al più intransigente e inflessibile dei padroncini che tra un “ma si se lo merita..” e un “per una volta..” cede agli stimoli del marketing.
Purtroppo esistono anche i casi d’inciviltà e crudeltà, dove l’indifferenza e la tortura si manifestano in tutta la loro spietata cattiveria, degradanti esempi della malvagità umana.
Sono ormai lontani i tempi in cui l’unica risorsa domestica del pet erano gli avanzi del pollo, del pesce, della bistecca o un semplice tozzo di pane secco, ormai, fortunatamente tutte le creature a quattro zampe e non, hanno acquisito il pieno diritto a una doverosa attenzione alimentare e soprattutto sanitaria.
Da qualche tempo la farmacologia ha compiuto passi da gigante e, attraverso studi mirati sulle singole specie di utilizzo, ha elaborato dati significativi sulla diversa capacità di distribuzione, assorbimento e metabolizzazione dei principi attivi di origine vegetale, sviluppando validi rimedi naturali adatti al mondo animale.
Alla fitoterapia veterinaria oggi va riconosciuto un ruolo importante e significativo sia per i risultati ottenuti con la ricerca scientifica che per il grado di crescita nel rapporto uomo – animale che sa sviluppare nella nostra società.
Il focus di questo numero è infatti dedicato proprio all’utilizzo dei fitoderivati nel settore veterinario, spaziando su argomenti come l’utilizzo degli oli essenziali nelle micosi e l’applicazione dell’agopuntura in vari disturbi, fino all’integrazione alimentare in ambito zootecnico.
Renato Agostinelli

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