Editoriale Natural 1 - maggio 2017

Non è tutto oro quello che luccica…
Anche l’acqua con il suo movimento, lento o impetuoso, e i suoi riflessi rivelati da ombre e raggi solari, ci ammalia e ci accieca: è definita “oro blu”, preziosa e rara come l’oro, quello vero, irrinunciabile e vitale come l’aria.
Solo il tre per cento delle acque presenti sull’intero Pianeta è dolce, e quindi utilizzabile dall’uomo, e il venti per cento di questa risorsa pone le proprie radici in grandi ecosistemi forestali come, per esempio, la foresta amazzonica con i suoi centomila chilometri di corsi d’acqua.
Un prezioso angolo di mondo, serbatoio di ossigeno e acqua, anello fondamentale di una catena che sostiene la vita e provvede all’equilibrio dell’ecosistema globale.
Quando si distruggono le foreste e il loro ruolo nel ciclo dell’acqua e dei sistemi idrogeologici, si rafforzano inevitabilmente la portata e l’intensità di fenomeni come alluvioni, dissesti idrogeologici, siccità e desertificazione.


L’irrigazione per l’agricoltura utilizza a livello mondiale il settanta per cento dell’uso umano dell’acqua sottratta ai fiumi, laghi e falde acquifere: si ritiene che la domanda di cibo continuerà a crescere fino a raggiungere un incremento di richiesta di acqua che entro il 2030 obbligherà 700 milioni di persone a emigrare, fino a raggiungere la vertiginosa richiesta del cinquantacinque per cento in più entro il 2050. Non è un traguardo molto lontano, e sarà la causa di una drammatica emergenza per i nostri figli e le generazioni future.                                                                                                                                     Tuttavia la buona notizia è che di acqua ce ne sarebbe a sufficienza, ma la cattiva notizia è che spetta all’uomo il compito di saperla gestire e sfruttare.
In effetti, proviamo a pensare: le bottigliette del supermercato non si riempiono da sole, e l’acqua non sgorga misteriosamente dalla terra per poi cadere magicamente sui nostri tetti. Molto più semplicemente, si auto-ricicla attraverso i tre stadi (solido/liquido/gassoso). Così come il nostro maestro ci insegnava alle elementari. Nulla si spreca, appare e scompare, ci appartiene e si dona per poi fuggire e scendere copiosa dall’altra parte del mondo.
Il problema non è quindi la scarsità, quanto la localizzazione dell’acqua, e sarebbe facilmente risolvibile se l’uomo usasse la tecnologia di cui si vanta per controllare e ben veicolare il ciclo idrico. Las Vegas o il South Wales sono l’esempio più calzante di una buona gestione delle risorse idriche: la prima salvata dalla grande siccità, il secondo, nonostante l’aridità del suolo e le condizioni avverse a ogni coltivazione, è oggi una dei maggiori territori per la produzione di riso. Certamente la capacità economica è la principale componente ma non dimentichiamo che la volontà politica è fondamentale per affrontare e risolvere i problemi del nostro Pianeta.
Acqua fonte di vita, la vita che generano le donne, e il focus di questo mese è dedicato alla salute femminile: l’alimentazione nel periodo della gravidanza e dell’allattamento, l’importanza della vitamina D per il metabolismo osseo, il ruolo fitoestrogenico delle antocianine del Ribes nero e infine un articolo dedicato al fegato e alle sue innumerevoli implicazioni nel benessere di tutto l’organismo.
Renato Agostinelli

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