Editoriale Natural 1 - giugno 2017

Sono recenti le statistiche pubblicate da ISTAT sulle aspettative di vita della popolazione italiana, quasi 88 anni.
Il primo rilievo disponibile data 1863, quando l’età media di morte non arrivava ai 50 anni. Negli anni a seguire ci furono aumenti e flessioni, ma con un complessivo trend in crescita che fece registrare come età media di morte 54 anni nel 1881, quasi 60 nel 1891, 62 nel 1901, fino ai 71  del 1951.
“Nel 2014, i decessi in Italia sono stati 598.670, con un tasso standardizzato di mortalità di 85,3 individui per 10mila residenti. Dal 2003 al 2014 il tasso di mortalità si è ridotto del 23%, a fronte di un aumento del 1,7% dei decessi (+9.773) dovuto all’invecchiamento della popolazione”.
Un dato che ci conforta: per molte delle principali cause, i tassi di mortalità diminuiscono in tutte le aree geografiche del Paese, si riducono i differenziali territoriali della mortalità per malattie cerebrovascolari, altre malattie del cuore, tumori maligni di trachea, bronchi e polmoni e per malattie croniche delle basse vie respiratorie.


A livello mondiale, l’aspettativa di vita alla nascita si assesta ad anni 68,35 con un delta del 40% in meno per Paesi come lo Swaziland e il Mozambico  (ultimi nelle rilevazioni aggiornate al 2014) e del 28% in più per Singapore, Macao, San Marino, Italia (terza), Giappone e infine del 32% in più per Monaco, che guida con un’aspettativa di vita di quasi 90 anni dalla nascita.
Stupiscono il quindicesimo posto di Francia, il ventottesimo di Germania e solo il quarantaduesimo degli Stati Uniti d’America.
In Italia, buona alimentazione, welfare e tenore di vita hanno condotto a un rapido aumento della longevità della popolazione, con un allungamento della vita media, dagli anni Sessanta a oggi, di ben 11 anni.
Guarda caso un’impennata che coincide con l’affacciarsi dell’interesse per il naturale spuntato nei primi anni Settanta, pionieristici per il settore della fitoterapia, dell’alimentazione biologica e della cosmesi naturale. Sono stati fondamentali per lo sviluppo di una nuova affascinante filosofia e concezione di pensiero che mirava a sviluppare concetti del passato perfezionandoli e completandoli con la ricerca e le nuove metodologie a disposizione.
Oggi possiamo certamente dire che il naturale ha contribuito in modo concreto all’evolversi del benessere costante e progressivo della persona, ritagliandosi un ruolo di rilievo a fianco della medicina tradizionale.
Il nostro Paese sta attraversando una fase economica  particolarmente delicata e critica ma noi tutti confidiamo che la ricerca possa sostenere la crescita del “naturale” non solo con una tenuta sostanziale della domanda, ma che soprattutto possa generare una spinta concreta al nostro settore con la creazione di nuovi posti di lavoro e una maggiore soddisfazione psico fisica.
La ricerca è infatti protagonista di buona parte di questo numero, nel quale con piacere presentiamo le comunicazioni orali del XV Congresso della Società Italiana di Fitochimica, importante appuntamento internazionale che riunirà a Pisa a fine mese scienziati e ricercatori attivi nel settore delle piante officinali.
Renato Agostinelli

 

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