Editoriale Natural 1 - luglio-agosto 2017

La desertificazione rappresenta il grave degrado delle terre già aride, semi-aride e sub-umide secche.
Le cause di tale fenomeno sono da attribuire a diversi fattori tra i quali le variazioni climatiche e le attività umane.
L’effetto più evidente, in pratica, è la diminuzione o la scomparsa della produttività e complessità biologica o economica delle terre coltivate, sia che siano irrigate o non, dei campi, dei pascoli, delle foreste o delle aree boschive, causate dai sistemi di utilizzo della terra, o da uno o più processi, compresi quelli derivanti dall’attività dell’uomo (utilizzo di agenti chimici) e dalle sue modalità di insediamento, tra i quali l’erosione idrica, eolica (sfruttamento indiscriminato).


La deforestazione e la distruzione della biodiversità vegetale fanno posto ai pascoli per il bestiame, le coltivazioni intensive e la gestione scorretta delle risorse idriche, il deterioramento delle proprietà fisiche, chimiche e biologiche o economiche dei suoli e la perdita protratta nel tempo di vegetazione naturale comportano importanti mutamenti geologici e pedologici.
La desertificazione rappresenta una delle minacce più gravi alle quali l’intero pianeta deve far fronte, dall’alimentazione, all’abbigliamento, dagli oggetti di uso più comune alle nostre abitazioni, tutto deriva dalle risorse del territorio, in grave pericolo a causa del degrado del suolo.
L’interazione equilibrata tra l’uomo e l’habitat è dunque un importante fattore che preserva la biodiversità di un ambiente naturale.
Il problema è particolarmente grave in alcune zone del mondo, come il continente africano, ma coinvolge direttamente anche l’Occidente.
Secondo gli studiosi entro qualche anno, a causa della desertificazione, circa sessanta milioni di persone migreranno dall’Africa subsahariana verso l’Africa settentrionale e l’Europa.
Il 17 giugno si è celebrata la Giornata mondiale per la lotta alla desertificazione istituita dalle Nazioni Unite nel 1994.
L’obiettivo della giornata è stato quello di porre in primo piano il problema della desertificazione, per intensificare gli sforzi per contrastare gli effetti della siccità e per promuovere l’attuazione della convenzione delle Nazioni Unite contro la desertificazione.
Un processo che ci riguarda tutti, direttamente e indirettamente, e che è definito come “…degrado del territorio nelle zone aride, semi aride e sub umide secche, attribuibile a varie cause fra le quali variazioni climatiche e le attività umane…”.
Da parecchi anni, la prolungata siccità ha riportato in primo piano il problema delle aree a rischio di desertificazione nella nostra penisola.
Il Consiglio nazionale delle ricerche ha ultimamente cercato di mettere a fuoco il problema.
Spiega Mauro Centritto del CNR: “In Italia, gli ultimi rapporti mostrano che è a rischio desertificazione quasi 21% del territorio nazionale, il 41% del quale nel sud del Paese”.
“Sono numeri impressionanti che raccontano di un problema drammatico di cui si parla troppo poco”.

Renato Agostinelli

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