Editoriale Natural 1 - novembre 2017

Secondo la tradizione, la carta fu prodotta per la prima volta nel 105 d.C. da Ts’ai Lun, un eunuco della corte cinese dell’imperatore Ho Ti. Il materiale usato era probabilmente la corteccia dell’albero del gelso da carta (Broussonetia papyrifera), opportunamente trattata e filtrata in uno stampo di bastoncini di bambù o forse, come altri asseriscono, con vecchi stracci, reti da pesca e scorza d’albero. Ne scaturì comunque uno strumento alla portata di tutti, fin dall’inizio.
Come si concretizzava prima di allora il pensiero umano? Erano utilizzati i materiali più diversi: dalle foglie alla corteccia degli alberi, dalle tavolette di avorio e di bambù a quelle di argilla, dalle lastre di bronzo o di piombo alle tavole di pietra. Materiali piuttosto scomodi, in verità.

Per altri cinquecento anni circa, l’arte della fabbricazione della carta fu confinata in Cina, ma nel 610 fu introdotta in Giappone e, intorno al 750, nell’Asia centrale. La carta comparve in Egitto all’incirca nell’800, ma non fu fabbricata fino al 900 (Papiro).
L’uso della carta fu introdotto in Europa dagli arabi intorno al 1150. La Sicilia, sotto dominio islamico, potrebbe essere stata la prima terra europea in cui fu edificato uno stabilimento per trattare i cascami del cotone, secondo le tecniche apprese già nella seconda metà dell’VIII secolo. Per quanto manchino testimonianze “interne” sulla produzione in loco, appare assai probabile che proprio a Palermo fosse stato predisposto un laboratorio, sotto diretto controllo dei governanti, in cui fabbricare carta, così com’era abitudine per ogni capitale di governatorato islamico, anche a fini di prestigio. A quegli stessi anni (terzo quarto del XII secolo) risale la prima cartiera in territorio italiano cristiano, attribuita alla figura di Polese da Fabriano, che la impiantò sul Reno presso Bologna: chi di noi non ha macchiato d’inchiostro o calcato una mina colorata su un foglio di carta prodotto dal leggendario imprenditore manifatturiero italiano?
Dal profumo e fragranza del foglio di carta di un libro, un giornale, un quaderno, allo straordinario quanto rivoluzionario web: il sistema di scrittura e comunicazione universale che unisce ogni angolo del Pianeta facendoci dialogare e sognare attraverso la conoscenza e le immagini.
La prima proposta di un sistema ipertestuale si può far risalire agli studi di Vanner Bush del 1945 pubblicati nell’articolo “As We May Think” (come potremmo pensare), ma la data ufficiale rimane il 6 Agosto del 1991 quando l’inglese Tim Berners-Lee pubblicò il primo sito internet dando vita al World Wide Web… Ora è vita di tutti i giorni e i giovani sono nati in questa realtà già affermata, ma nessuno in quel momento si rendeva conto di come questo avrebbe cambiato la vita di tutti noi.
Tra duemila anni un altro editorialista racconterà di questo strumento probabilmente, anzi certamente obsoleto, attraverso chissà quale sistema, navigando nello spazio e linkando di pianeta in pianeta.
Una cosa è certa, sfogliare una pagina e sentirne il fruscio, ha un fascino insostituibile e ammaliante, capace di attraversare i sensi e riposare nel cuore.

Renato Agostinelli

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