Editoriale
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Raccolta degli editoriali apparsi all'inizio di ciascun fascicolo di Natural 1. Per ripercorrere le varie tappe del cammino di Natural 1 negli ultimi anni.

Editoriale Natural 1 - marzo 2016

Si inizia alla grande con gli appuntamenti fieristici del 2016: è stato un palcoscenico davvero prestigioso quello della Fiera di Norimberga, dove il mondo bio si è incontrato a BIOFACH e VIVANESS, i due importanti appuntamenti internazionali dedicati all’alimentazione e alla cosmesi biologica, che hanno festeggiato rispettivamente la propria ventisettesima e decima edizione.
I numeri del biologico sono decisamente positivi: il rapporto 2016 “The World of Organic Agriculture”, presentato in occasione di Biofach, rileva che il mercato globale degli alimenti biologici ammonta a 80 miliardi di dollari (oltre 60 miliardi di euro), con una superficie coltivata pari a 43,7 milioni di ettari. Il bio certificato non è più un settore di nicchia o una moda, ma dimostra il suo valore e tutta la sua forza economica, non solo in campo alimentare. A Vivaness, Germania, Francia e Italia sono state le protagoniste, con il numero maggiore di espositori (circa il 70% del totale), confermando una solida e progressiva crescita della cosmesi naturale nel mercato mondiale. Anche quest’anno è stato piacevole e confortante percorrere i corridoi sempre affollati dei due saloni e percepire una presenza importante del nostro Paese che, anno dopo anno, si ripropone come straordinaria realtà in continuo sviluppo e con un tangibile ruolo da protagonista. Le aziende italiane, sia quelle del settore cosmetico sia quelle del settore alimentare, evidenziano, insieme a un crescente desiderio di innovazione, anche quello di fornire comunicazione e precisa informazione al consumatore, il quale è sempre più evoluto ed esigente in termini di qualità e sicurezza dei prodotti.
Da segnalare che nel consueto Olive Oil Award, il premio di Biofach dedicato ai migliori oli d’oliva, ben quattro aziende italiane sono nella “top 10”, con la maggiore rappresentanza tra quelle in gara.

Editoriale Natural 1 - gennaio-febbraio 2016

La consuetudine è di fare bilanci e previsioni. Accantonati i ritmi lavorativi di dicembre, e smaltite le festività, il telefono riprende a squillare e finalmente o purtroppo si ritorna alla “normalità”.
In questi giorni assistiamo alla guerra dei numeri: una girandola di statistiche, percentuali e dibattiti che accompagnano radiofonicamente i nostri spostamenti in macchina o catturano la nostra attenzione davanti al televisore. Pretendono di stabilire inequivocabilmente, a torto o a ragione, la validità dei provvedimenti adottati, criticare il risultato delle politiche attuate e naturalmente ipotizzare previsioni e soluzioni per il prossimo futuro.
Numeri che si annullano tra di loro, diametralmente opposti l’uno all’altro e di conseguenza evasivi, rassicuranti per un verso e forieri di grandi preoccupazioni dall’altro, raffigurando scenari ricchi di ottimismo o carichi di nuvole tempestose. Ognuno “tira l’acqua al suo mulino” e pertanto il bicchiere mezzo vuoto brandito con mano tremolante dalle associazioni dei consumatori, magicamente ricompare mezzo pieno nella mano del politico di turno che invita a un brindisi per i successi conseguiti. Anche gli organi di statistica preposti “danno i numeri” e tutto questo non fa che creare confusione, falsi allarmismi o peggio ancora invita qualcuno a infilare la polvere sotto
il tappeto.

Editoriale Natural 1 - dicembre 2015

EXPO 2015 non si deve archiviare come una semplice pratica di ufficio o come una esperienza conclusa con dei numeri di successo che hanno regalato stima e prestigio al nostro Paese. Il tema della sostenibilità alimentare, nutrire il pianeta, energia per la vita, resta sul tavolo e va affrontato ragionando su almeno
quattro punti.
La prevenzione e la riduzione degli sprechi alimentari a livello aziendale e domestico. Le statistiche affermano che il pianeta produrrebbe sì cibo a sufficienza, ma queste risorse si perderebbero lungo la catena alimentare o per scelte sbagliate di consumo: l’Organizzazione delle Nazioni Unite (FAO) afferma che tutti gli anni almeno un terzo del cibo prodotto viene sprecato, un inutile utilizzo agricolo di 1.4 miliardi di ettari di terreno con effetti devastanti sull’emissione di gas serra specialmente durante la decomposizione in discarica.
Il modello di agricoltura industriale che ne è all’origine comporta (per lavorare, stockare, e trasportare) un uso smodato di fertilizzanti, pesticidi e combustibili fossili.
Maggior sostegno all’agricoltura famigliare: accesso ai mercati e al credito. Come già ribadito sul precedente fascicolo di novembre, “… i paesi sottosviluppati (e non solo) hanno carenza di infrastrutture e l’accesso al credito risulta pressoché inesistente costringendo gli agricoltori a produrre quantità insufficienti e
poco remunerative…”
Sostanze e preparati vegetali (Botanicals): uno sblocco delle incertezze e una chiara normativa internazionale basata sulla tradizione d’uso e su nuovi parametri di qualità e sicurezza permetterebbe un inquadramento legislativo esplicito e trasparente con riflessi positivi sulle scelte del consumatore e sull’economia del settore.

Editoriale Natural 1 - novembre 2015

Si sono spente le luci su EXPO Milano 2015, una kermesse lunga sei mesi ma con tanti scandali nella pancia, un torrente di polemiche, prima, durante e certamente dopo.
Iniziata sotto i peggiori auspici: la brutta immagine di una Milano ferro e fuoco che fa il giro del mondo, in ostaggio di un gruppo di “black bloc” proprio il giorno del 1° maggio, gli arresti della vicenda Expo e la presunta “cupola” d’affari tra politici, dirigenti e imprenditori, i cantieri fermi e la data del primo maggio sempre più vicina…
Penso di interpretare lo stato d’animo di tutti noi italiani, che non avremmo scommesso un cent sulla buona riuscita della manifestazione e che inesorabilmente saremmo andati incontro alla solita brutta figura con tanto di giudizi negativi sulla gestione dicutibile, messi alla berlina in prima pagina per aver presentato un prodotto disorganizzato, inefficiente con una bassa affluenza: un flop, insomma.
Bene, vediamo come è andata allora.
Come per incanto tutto si è materializzato a tempo di record, i padiglioni prendevano rapidamente forma, l’albero della vita iniziava a comparire in tivù, le strade all’interno della città fieristica brulicavano di operai che come formiche operose si prodigavano a completare il difficile puzzle con competenza, professionalità e soprattutto a velocità sorprendente. E la città? Asfalti, zone riqualificate, ex aree degradate finalmente restituite ai cittadini: un vero miracolo.

Editoriale Natural 1 - ottobre 2015

Sedici ottobre 1945, una data importante: si svolge la prima riunione della FAO (Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura) a Quebec City, in Canada; 16 ottobre 1981, viene istituita dalla stessa organizzazione la Giornata Mondiale dell’Alimentazione.
Mai come quest’anno la celebrazione assume grande rilevanza, considerando EXPO 2015 e i suoi aspetti legati all’argomento, Nutrire il Pianeta Energia per la Vita.
Il tema di quest’anno è l’agricoltura familiare, un’economia spesso bistrattata e male interpretata ma che assicura sostenibilità alimentare a tutto il pianeta, quasi per l’80% della produzione per lo meno nei continenti più disagiati.
Il lavoro avviene esclusivamente all’interno del nucleo familiare, in tanti casi garantendone la sopravvivenza e svolgendo una funzione basilare per lo sviluppo economico di intere aree rurali. Le considerazioni da fare sul ruolo dell’agricoltura familiare sono diverse e articolate. Incentivare l’innovazione e la ricerca è fondamentale per aumentare la produzione, migliorare la qualità dei prodotti e di conseguenza ridurre la povertà, il rischio di malattie legate alla malnutrizione e contribuire alla crescita dell’aspettativa di vita.

Editoriale Natural 1 - settembre 2015

Si chiama Kepler-453b, sarebbe il nostro pianeta gemello situato nella costellazione Cigno a più di 1.400 anni luce di distanza. Diametro superiore del 60%, maggiore il suo periodo di rivoluzione (ossia il tempo che impiega a girare intorno alla sua stella), che è infatti di 385 giorni contro i nostri 365, e temperatura dell’atmosfera più calda con la possibilità per la vegetazione di prosperare più rigogliosa attraverso il processo della fotosintesi clorofilliana.
Ovviamente la notizia ha fatto il giro del mondo in pochi secondi dopo che John Grunsfeld, amministratore associato NASA per il Science Mission Directorate, ne ha annunciato la sua scoperta: siamo a due passi da una Terra 2.0?
Gli astrofisici sono da sempre impegnati nella ricerca di pianeti con caratteristiche adatte a ospitare una qualsivoglia forma di vita. Film, documentari, trattati, romanzi, dibattiti, pubbliche dichiarazioni e infinite discussioni, da decenni hanno tenuto banco nel mondo scientifico seducendo l’immaginario collettivo che ha “voluto” immaginare l’esistenza di esopianeti magari abitati da fantasiose creature, chissà perché sempre più intelligenti di noi e naturalmente già turisti sulla nostra Terra, talvolta pronti a distruggerci, talvolta sensibili e collaborativi.

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