Editoriale
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Raccolta degli editoriali apparsi all'inizio di ciascun fascicolo di Natural 1. Per ripercorrere le varie tappe del cammino di Natural 1 negli ultimi anni.

Editoriale Natural 1 - dicembre 2015

EXPO 2015 non si deve archiviare come una semplice pratica di ufficio o come una esperienza conclusa con dei numeri di successo che hanno regalato stima e prestigio al nostro Paese. Il tema della sostenibilità alimentare, nutrire il pianeta, energia per la vita, resta sul tavolo e va affrontato ragionando su almeno
quattro punti.
La prevenzione e la riduzione degli sprechi alimentari a livello aziendale e domestico. Le statistiche affermano che il pianeta produrrebbe sì cibo a sufficienza, ma queste risorse si perderebbero lungo la catena alimentare o per scelte sbagliate di consumo: l’Organizzazione delle Nazioni Unite (FAO) afferma che tutti gli anni almeno un terzo del cibo prodotto viene sprecato, un inutile utilizzo agricolo di 1.4 miliardi di ettari di terreno con effetti devastanti sull’emissione di gas serra specialmente durante la decomposizione in discarica.
Il modello di agricoltura industriale che ne è all’origine comporta (per lavorare, stockare, e trasportare) un uso smodato di fertilizzanti, pesticidi e combustibili fossili.
Maggior sostegno all’agricoltura famigliare: accesso ai mercati e al credito. Come già ribadito sul precedente fascicolo di novembre, “… i paesi sottosviluppati (e non solo) hanno carenza di infrastrutture e l’accesso al credito risulta pressoché inesistente costringendo gli agricoltori a produrre quantità insufficienti e
poco remunerative…”
Sostanze e preparati vegetali (Botanicals): uno sblocco delle incertezze e una chiara normativa internazionale basata sulla tradizione d’uso e su nuovi parametri di qualità e sicurezza permetterebbe un inquadramento legislativo esplicito e trasparente con riflessi positivi sulle scelte del consumatore e sull’economia del settore.

Editoriale Natural 1 - novembre 2015

Si sono spente le luci su EXPO Milano 2015, una kermesse lunga sei mesi ma con tanti scandali nella pancia, un torrente di polemiche, prima, durante e certamente dopo.
Iniziata sotto i peggiori auspici: la brutta immagine di una Milano ferro e fuoco che fa il giro del mondo, in ostaggio di un gruppo di “black bloc” proprio il giorno del 1° maggio, gli arresti della vicenda Expo e la presunta “cupola” d’affari tra politici, dirigenti e imprenditori, i cantieri fermi e la data del primo maggio sempre più vicina…
Penso di interpretare lo stato d’animo di tutti noi italiani, che non avremmo scommesso un cent sulla buona riuscita della manifestazione e che inesorabilmente saremmo andati incontro alla solita brutta figura con tanto di giudizi negativi sulla gestione dicutibile, messi alla berlina in prima pagina per aver presentato un prodotto disorganizzato, inefficiente con una bassa affluenza: un flop, insomma.
Bene, vediamo come è andata allora.
Come per incanto tutto si è materializzato a tempo di record, i padiglioni prendevano rapidamente forma, l’albero della vita iniziava a comparire in tivù, le strade all’interno della città fieristica brulicavano di operai che come formiche operose si prodigavano a completare il difficile puzzle con competenza, professionalità e soprattutto a velocità sorprendente. E la città? Asfalti, zone riqualificate, ex aree degradate finalmente restituite ai cittadini: un vero miracolo.

Editoriale Natural 1 - ottobre 2015

Sedici ottobre 1945, una data importante: si svolge la prima riunione della FAO (Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura) a Quebec City, in Canada; 16 ottobre 1981, viene istituita dalla stessa organizzazione la Giornata Mondiale dell’Alimentazione.
Mai come quest’anno la celebrazione assume grande rilevanza, considerando EXPO 2015 e i suoi aspetti legati all’argomento, Nutrire il Pianeta Energia per la Vita.
Il tema di quest’anno è l’agricoltura familiare, un’economia spesso bistrattata e male interpretata ma che assicura sostenibilità alimentare a tutto il pianeta, quasi per l’80% della produzione per lo meno nei continenti più disagiati.
Il lavoro avviene esclusivamente all’interno del nucleo familiare, in tanti casi garantendone la sopravvivenza e svolgendo una funzione basilare per lo sviluppo economico di intere aree rurali. Le considerazioni da fare sul ruolo dell’agricoltura familiare sono diverse e articolate. Incentivare l’innovazione e la ricerca è fondamentale per aumentare la produzione, migliorare la qualità dei prodotti e di conseguenza ridurre la povertà, il rischio di malattie legate alla malnutrizione e contribuire alla crescita dell’aspettativa di vita.

Editoriale Natural 1 - settembre 2015

Si chiama Kepler-453b, sarebbe il nostro pianeta gemello situato nella costellazione Cigno a più di 1.400 anni luce di distanza. Diametro superiore del 60%, maggiore il suo periodo di rivoluzione (ossia il tempo che impiega a girare intorno alla sua stella), che è infatti di 385 giorni contro i nostri 365, e temperatura dell’atmosfera più calda con la possibilità per la vegetazione di prosperare più rigogliosa attraverso il processo della fotosintesi clorofilliana.
Ovviamente la notizia ha fatto il giro del mondo in pochi secondi dopo che John Grunsfeld, amministratore associato NASA per il Science Mission Directorate, ne ha annunciato la sua scoperta: siamo a due passi da una Terra 2.0?
Gli astrofisici sono da sempre impegnati nella ricerca di pianeti con caratteristiche adatte a ospitare una qualsivoglia forma di vita. Film, documentari, trattati, romanzi, dibattiti, pubbliche dichiarazioni e infinite discussioni, da decenni hanno tenuto banco nel mondo scientifico seducendo l’immaginario collettivo che ha “voluto” immaginare l’esistenza di esopianeti magari abitati da fantasiose creature, chissà perché sempre più intelligenti di noi e naturalmente già turisti sulla nostra Terra, talvolta pronti a distruggerci, talvolta sensibili e collaborativi.

Editoriale Natural 1 - luglio-agosto 2015

Le scuole sono terminate, è tempo di bilanci e di scelte, talvolta obbligate, talvolta ragionate e attuate per i più fortunati.
L’idea che la scuola possa servire a nulla si insinua non solo tra i ragazzi ma anche tra gli adulti e purtroppo tra gli insegnanti: il valore di un tempo viene meno “grazie” alla congiuntura e recessione in atto nel nostro Paese, che costringe i neo diplomati, e non solo, a proporsi sul mercato del lavoro al più presto per reperire sostentamento e indipendenza economica.
Le motivazioni che inducono a interrompere o non proseguire gli studi sono principalmente due: la crisi economica che attanaglia le famiglie togliendo risorse da destinare all’istruzione dei propri figli e la sottoccupazione di una fascia manageriale e imprenditoriale non sufficientemente qualificata nonostante gli alti livelli di scolarità.
Tutto questo non deve tuttavia scoraggiare: pur condividendo che le scelte di certi indirizzi universitari possono portare al raggiungimento di un mero traguardo di soddisfazione personale e arricchimento culturale, ma limitati sbocchi ai fini concreti di una realizzazione delle ambizioni lavorative, è pur vero un dato di fatto: che la richiesta di personale specializzato e il conseguimento di una laurea professionale molto qualificata, restano un ottimo traguardo di speranza e di concreto futuro di competizione e inserimento nel mondo del lavoro.
Il diritto allo studio è sì un diritto di tutti per avere una base di istruzione, ma entrando nel merito delle scelte da attuare “in corsa” va preso atto dei fenomeni di globalizzazione, dello sviluppo tecnologico, delle richieste di mercato, insomma, il mondo gira a velocità supersonica e i programmi vanno studiati e realizzati a breve termine, cercando di cogliere l’attimo favorevole, leggendo il contesto del panorama economico sociale che si presenta. Sono entrate nel vocabolario comune parole come start up, sharing economy, cloud, making in europe, i conti ora si fanno sempre più con il processo di globalizzazione e le competenze cognitive necessitano di specializzazione e alta professionalità: in poche parole, le opportunità ci sono ma non ci aspettano, vanno colte al volo con una buona dose di sacrificio, ambizione, coraggio e soprattutto apertura mentale lasciandosi alle spalle le certezze di una volta.

Editoriale Natural 1 - giugno 2015

Ogni cosa che puoi immaginare, la natura l’ha già creata. (Albert Einstein)
In questa lettera scritta il 3 gennaio del 1954 al filosofo Erik Gutkind, il grande scienziato e premio Nobel per la fisica, esprimeva il suo punto di vista sulla
creazione, manifestando un profondo conflitto tra religione e scienza.
Chi di noi non si è trovato a sognare, a immaginare tutti gli scenari possibili alla ricerca di spiegazioni infilandosi nei meandri della filosofia della natura, conosciuta in latino come philosophia naturalis, inseguendo risposte a tanti interrogativi e magari ergendosi a depositario di una verità assoluta?
La natura ha messo a nostra disposizione le piante, con il loro contenuto di preziose sostanze dalle variegate attività biologiche, e l’uomo, anche attraverso l’effetto che queste avevano sugli animali, ne ha scoperto l’innegabile valore salutistico.
Si narra che nella grotta di Feldhofer, nella valle di Neander in Germania, insieme ai resti dell’uomo neanderthaliano, furono rinvenuti pollini di achillea, centaurea e altea, piante officinali ben conosciute nella tradizione erboristica.

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