Editoriale
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Raccolta degli editoriali apparsi all'inizio di ciascun fascicolo di Natural 1. Per ripercorrere le varie tappe del cammino di Natural 1 negli ultimi anni.

Editoriale Natural 1 - maggio 2014

È facile non pensare al fatto che tutta la conoscenza odierna sia in realtà solo il risultato di un processo ancora in via di sviluppo. Parliamo della scienza medica, o meglio, (prima ancora di essere chiamata Medicina) più anticamente “l’arte del guarire” che dall’inizio della civiltà è stata sempre una priorità per l’Uomo.
Asclepio, figlio di Apollo, era considerato nella mitologia greca il dio supremo della Medicina e a lui furono dedicati numerosi templi in tutta la Grecia. Nel IV secolo a.C. Ippocrate seguì le orme del padre (anch’egli medico) venendo in seguito riconosciuto come Padre della Medicina. Come si legge ne “Il Taccuino della Sanità” di Ernesto Riva, Ippocrate aveva intravisto la capacità intrinseca dell’organismo di difendersi dalle malattie e così introdusse il concetto di “Physis vitale”, ovvero quella nostra tendenza alla salute e all’integrità dell’organismo, che ogni singolo malato dovrebbe possedere per contrastare il decorso della malattia.

Editoriale Natural 1 - aprile 2014

Questo mese Natural 1 vi offre un Focus su fitocosmesi e dermatologia. Cogliendo l’occasione concediamoci un po’ di tempo per parlare di Bellezza. Che cos’è in fondo la bellezza? Ci sarà qualcuno che conosce già la risposta. In inglese si direbbe “it’s in the eye of the beholder” cioè è negli occhi di chi guarda. Sicuramente il modo in cui percepiamo la bellezza differisce in ciascuno di noi. Ma dobbiamo ammettere la presenza di una bellezza soggettiva e una bellezza oggettiva.
Tralasciando per ora la visione soggettiva, mi sono imbattuta in una teoria che cerca di spiegare la bellezza oggettiva. Si tratta della teoria darwiniana della bellezza. Ci sono infatti dei canoni universali di bellezza che travalicano i confini degli Stati e oltrepassano gli Oceani.
Come possiamo spiegare questa universalità? Tale teoria ci suggerisce di cercare la risposta nel passato, fino all’Età della pietra, dove i nostri antenati, ancora prima di sviluppare un linguaggio per comunicare tra di loro, avevano già afferrato il senso del Bello. Pensiamo ai primi dipinti nelle caverne e agli utensili o alle armi che l’Homo erectus intagliava nella pietra e modellava in una forma simmetrica somigliante a una foglia appuntita o una goccia d’acqua. Erano opere d’arte che prendevano puramente ispirazione dalla natura. Espressione primordiale di ciò che oggi consideriamo “bello”.

Editoriale Natural 1 - marzo 2014

In ricordo dell’amico Rocco
Cari lettori, lo scorso mese abbiamo perso uno dei nostri più cari collaboratori, il Dott. Rocco Longo. Brillante chimico e valente ricercatore, non ha mai smesso di dare il suo prezioso contributo al settore della fitoterapia.
Rocco Longo ha trascorso molti anni presso la Facoltà di Chimica Organica dell’Università di Bonn in Germania, collaborando con importanti figure di rilievo internazionale, tra
cui Rudolf Tschesche (direttore della Facoltà) e Friefhelm Korte (Presidente del Dipartimento di Sostanze Naturali), e conducendo ricerche sull’estrazione e il controllo analitico dei componenti delle droghe vegetali.
Tornato in Italia ha lavorato presso l’Istituto Carlo Erba per le Ricerche Terapeutiche di Milano.

Editoriale Natural 1 - gennaio-febbraio 2014

L’incertezza
Vi è mai capitato di leggere un romanzo o di vedere un film che non avesse un finale preciso? A me sì. È come se mi avessero lasciato degli indizi, come briciole di pane, ma alla fine mi ritrovo completamente sola, abbandonata a tradimento in mezzo a un bosco fitto di alberi, senza sentieri. Semplicemente le tracce si perdono. Speravo che l’autore mi conducesse nella direzione giusta, sotto il velo di Maya. E invece al posto di scortarmi si fa da parte e lancia la sfida: ora tocca a me immaginare la fine.

Editoriale Natural 1 - dicembre 2013

Il Turco, un automa giocatore di scacchi costruito nel 1770, affascinò per quasi un secolo moltissimi spettatori fino alla sua distruzione in un incendio nel 1854. Questo primordiale “robot” aveva l’aspetto e il vestiario di un mediorientale e la Storia ci racconta che abbia battuto a scacchi Napoleone Bonaparte e Benjamin Franklin. Purtroppo non fu possibile rivelare il trucco utilizzato, ma la teoria più accreditata è che all’interno della scrivania, insieme ai moltissimi ingranaggi, si nascondesse un uomo di piccola statura, un maestro di scacchi, che muovendo la mano del Turco ricreava quella surreale circostanza in cui per la prima volta una macchina, un’intelligenza artificiale, sfidava l’uomo.

Editoriale Natural 1 - novembre 2013

Leggendo il Taccuino della Sanità di Ernesto Riva, mi sono imbattuta in una storia molto affascinante che avevo già incontrato nel passato leggendo le “Metamorfosi” di Ovidio. Si tratta della metamorfosi di Leucòtoe.

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