Editoriale
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Raccolta degli editoriali apparsi all'inizio di ciascun fascicolo di Natural 1. Per ripercorrere le varie tappe del cammino di Natural 1 negli ultimi anni.

Editoriale Natural 1 - maggio 2017

Non è tutto oro quello che luccica…
Anche l’acqua con il suo movimento, lento o impetuoso, e i suoi riflessi rivelati da ombre e raggi solari, ci ammalia e ci accieca: è definita “oro blu”, preziosa e rara come l’oro, quello vero, irrinunciabile e vitale come l’aria.
Solo il tre per cento delle acque presenti sull’intero Pianeta è dolce, e quindi utilizzabile dall’uomo, e il venti per cento di questa risorsa pone le proprie radici in grandi ecosistemi forestali come, per esempio, la foresta amazzonica con i suoi centomila chilometri di corsi d’acqua.
Un prezioso angolo di mondo, serbatoio di ossigeno e acqua, anello fondamentale di una catena che sostiene la vita e provvede all’equilibrio dell’ecosistema globale.
Quando si distruggono le foreste e il loro ruolo nel ciclo dell’acqua e dei sistemi idrogeologici, si rafforzano inevitabilmente la portata e l’intensità di fenomeni come alluvioni, dissesti idrogeologici, siccità e desertificazione.

Editoriale Natural 1 - aprile 2017

Gli animali domestici che vivono nelle nostre case hanno raggiunto il ragguardevole numero di 60.000.000 e sono considerati, nella maggioranza dei casi, parte integrante della famiglia.
La parte “del leone” è rappresentata da cani e gatti ma anche pesci, uccelli, roditori e tartarughe vivono indisturbati all’interno delle quattro mura. Le attenzioni che rivolgiamo loro sono amorevoli e frutto di una cultura responsabile che nel corso degli ultimi decenni è andata diffondendosi soprattutto tra i giovani e gli anziani, in particolare nel sesso femminile.
Forse c’è un po’ di egoismo inconscio in tutto questo, un sottile e personalissimo egocentrismo che ritrova nell’animale domestico una sorta di compagno di vita che condivida in silenzio le nostre emozioni quotidiane e, nei momenti felici o tristi della giornata, sappia come “prenderci”, confortarci e stimolarci.

Editoriale Natural 1 - marzo 2017

La trascuratezza e l’incuria che rileviamo sulle nostre strade, nei luoghi pubblici, nelle opere d’arte e l’inquinamento dell’aria che scandisce quotidianamente la vita di noi cittadini, purtroppo non sono l’unica grande sfida da affrontare e combattere con metodi incisivi e risoluti.
Alcune persone, talmente assorte e rapite dai problemi della grande città, dimenticano di rivolgere la loro attenzione alle periferie, ai paesi e soprattutto a boschi e montagne che con l’enorme ricchezza naturale che racchiudono, rappresentano  parte integrante e insostituibile del nostro ecosistema: danno per scontato che la natura faccia il suo corso, come se viaggiasse autonoma e parallela al ritmo degli eventi.
Infatti, il bosco, con la sua ricchezza biologica è sempre stato considerato dall’uomo come una risorsa a costo prossimo allo zero, capace di auto rinnovarsi autonomamente, e pertanto utilizzabile senza eccessivi problemi come fonte di risorse alimentari, energetiche e di materiali da costruzione.

Editoriale Natural 1 - gennaio-febbraio 2017

L’argomento scioglimento ghiacci è sempre di attualità e la data del 1850 solitamente è indicata come una fase iniziale di recessione o ritiro dei ghiacciai. La loro superficie e il loro spessore diminuiscono inesorabilmente del 4% ogni decennio, influenzando una serie di processi naturali, di possibili calamità e di problematiche ambientali.
Artide, Antartide e i ghiacciai che si trovano sui monti dell’Himalaya, in Patagonia, in Alaska e in tanti altri luoghi: il 40% del pianeta è coperto da ghiacci e manti nevosi, un sistema di raffreddamento che si sta rompendo a causa del riscaldamento globale, con conseguenze molto pesanti per le risorse idriche di vaste aree. Anche le nostre Alpi non sono esenti da questo fenomeno, e lo scioglimento dei ghiacciai alpini le coinvolge in modo espressivo: dal 1960 a oggi la superficie della massa ghiacciata è diminuita del 40%.
Una ricchezza fondamentale per attività come agricoltura e industria, quindi per la vita umana.

Editoriale Natural 1 - dicembre 2016

Statistiche, sondaggi, proiezioni: tre modi differenti e talvolta sinergici per affrontare il presente e soprattutto per prepararsi al futuro.
Molto spesso si tende a confondere il significato degli strumenti e gli interlocutori televisivi, che quotidianamente ci propinano numeri snocciolati alla rinfusa arbitrariamente a uso e consumo dei loro convincimenti, manifestano tutta la loro impreparazione e scarso approfondimento.
Non meno estranei sono i moderatori/ conduttori che accettano di buon grado il confronto televisivo tra le parti acconsentendo alla completa anarchia dialettica senza pretendere e ottenere riscontri oggettivi.
Alla fine del 1700, il filosofo Gottfried Achenwall, volle utilizzare gli elementi in suo possesso come scienza deputata a raccogliere dati utili per governare meglio, un metodo scientifico che si avvalesse della matematica per studiare in modo sintetico i fenomeni collettivi analizzandone le informazioni relative e fu il precursore dell’attuale ISTAT, nato con il nome di Ufficio Statistico Nazionale ai tempi dell’Unità d’Italia.

Editoriale Natural 1 - novembre 2016

Di norma, affermiamo che una generazione dura in media venticinque anni, dalla nascita di un genitore alla nascita di un figlio, sebbene ogni contesto meriti diverse valutazioni. In tempi più remoti, quando ci si sposava prima e le aspettative di vita erano minori, la media generazionale era forse più ridotta. La questione del ricambio generazionale per la gestione delle piccole e medie imprese, soprattutto quindi nel mondo con il quale ci si confronta quotidianamente, è spesso caratterizzata da una convergenza tra ruolo imprenditoriale e ruolo manageriale. Ancora più rilevante, che ci riguarda da vicino, è la questione nel caso d’ imprese familiari, dove si presenta un’ulteriore sovrapposizione tra ruoli professionali e personali.
Non esiste una formula magica per il passaggio generazionale, se non quella del buon senso e della capacità di non farsi travolgere dagli eventi. Deve prevalere la consapevolezza del non prevaricare e del saper ascoltare.
Aziende oggi affermate, hanno dovuto sudare e non poco per realizzarsi: forse l’entusiasmo e l’inconsapevolezza dei primi anni hanno prevalso sulla formazione, ma certamente hanno fatto da volano per il decollo del nostro settore, che agli albori degli anni Settanta sembrava promettere soddisfazioni, ma nel quale pochi e capaci imprenditori investirono risorse e competenze, riuscendo a creare e sviluppare aziende dal nulla grazie anche al recupero di terreni abbandonati e alla passione per la materia.

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