* Barbara Venezia,
* Teresa Mencherini,
* Marialuisa Saviano
COSMETOLOGIA CINESE: UN VIAGGIO TRA TRADIZIONI, ARTE E TECNOLOGIE EREDITATE DALLE GRANDI DINAST
La cosmetologia cinese è una scienza prodotta dell’interazione di discipline differenti: chimica, botanica, scienze mediche che si occupano di dermopatologie ed estetica, ma anche psicologia. I principi su cui si fonda e agisce sono ritracciabili nell’olismo, per il quale l’uomo è concepito come un’entità complessa e unica, da curare nella psiche, nello spirito e nel corpo. Alla scoperta di un sistema antichissimo ma precursore della moderna cosmesi, se si considera che le donne cinesi sono state le prime a usare lo smalto per colorare e decorare le loro unghie.
I PARTE
INTRODUZIONE SULLA COSMETOLOGIA NELLA TRADIZIONE CINESE
La visione olistica
Nella tradizione medica cinese, la cosmetologia è un ambito specializzato nella prevenzione e cura di patologie e alterazioni che inficiano il ben-essere estetico e la salute dell’individuo comprendendo tutte le pratiche compensative/correttive/preventive volte a rettificare e coprire i difetti fisici e a ridurre il normale e fisiologico processo di aging. La cosmetologia è una scienza prodotta dell’interazione di discipline differenti, come la medicina, le pratiche estetiche e le tecniche cosmetiche alla base dell’allestimento di prodotti. Essa infatti include la chimica, la botanica, la medicina estetica, la cosmetologia del tratto orale, le scienze mediche che si occupano delle dermopatologie, ma anche la psicologia. Infatti la cosmetologia cinese è permeata del concetto di olismo, secondo cui le alterazioni “superficiali” sono correlate a disarmonie interne al corpo. L’olismo è uno degli elementi base su cui si fonda la speculazione orientale, secondo cui l’uomo è concepito come una entità complessa e unica e bisogna curarlo nella psiche, nello spirito e nel corpo. Le interpretazioni sull’interrelazione dell’ambiente con l’uomo hanno fortemente influenzato la medicina tradizionale cinese, in particolare in ambito della diagnosi differenziale e della scelta dei trattamenti da applicare nella cura e prevenzione delle alterazioni cutanee.
La cosmetologia tradizionale cinese è classificabile in base alle modalità di applicazione/assunzione dei preparati, ma anche in base all’adozione e supporto delle metodologie cliniche. Nel primo caso la cosmetologia si caratterizza per l’assunzione e applicazione di preparati per via topica, per via orale e/o dietetica, a scopo preventivo o integrativo, assicurando la prevenzione e il mantenimento del ben-essere globale attraverso la salute interna del corpo. In quest’ambito rientrano anche le discipline volte alla stimolazione dei punti meridiani del corpo: l’agopuntura e il Tui Na. Queste tecniche si basano sulla stimolazione dell’energia interna (Qi) e agiscono attraverso la manipolazione dei tessuti. Le metodologie cliniche riconosciute nella cosmetologia cinese sono: la dermatologia l’oftalmologia e l’otorinolaringologia. Esse sono discipline mediche volte allo studio e all’applicazione dei preparati dermo-cosmetici finalizzati al trattamento di affezioni e al miglioramento estetico e funzionale di cute e annessi, zona oculare e peri-oculare e tratto laringofaringeo. Anche queste tre discipline mediche subiscono l’influenza dei principi dell’olismo e del taoismo e hanno il fine di offrire un effettivo miglioramento dello stato di ben-essere e bellezza(1)
Cosmetici “trattanti”, di abbellimento e per le pratiche di igiene personale
I principi sui quali la cosmetologia cinese si fonda e agisce sono rintracciabili nei criteri fondamentali del taoismo e dell’olismo. Secondo la dottrina del microcosmo – l’uomo – e del macrocosmo – universo in cui l’uomo si muove – il singolo individuo è connesso con gli elementi celesti e terreni e il suo stato di salute è influenzato dai cambiamenti cosmici e stagionali. Nella concezione cinese le condizioni della pelle riflettono i rapporti di dualità delle forze fondamentali su cui microcosmo e macrocosmo si fondano(2). La bellezza e il ben-essere sono da considerare strettamente correlati all’interrelazione e all’equilibrio tra yin e yang, zang fu (organi), wu xing (i cinque elementi), qi e xue (il sangue). La filosofia della natura si basa sulle forze dello Yin e dello Yang. Esse sono due entità opposte non separate, aspetti co-presenti in tutto ciò che ci circonda, in antitesi, come poli dell’intima essenza della materia. Dall’interazione dello yin e dello yang nascono i cinque elementi o wu xing(3). Essi sono le sostanze principali che compongono la materia e corrispondono al fuoco, all’acqua, alla terra, al legno e al metallo. Ognuno di essi coincide con un organo e per questo motivo qualora vi fosse una problematicità interna, data da uno stato di disarmonia, essa si manifesterebbe sulla pelle, la quale è concepita come polmone esterno (4). Gli zang-fu sono invece i cinque organi sui quali si fonda la vita e sono considerati i punti di espressione del macrocosmo nel microcosmo(5). Essi corrispondono a fegato, cuore, milza, polmone e reni, sono correlati ai wu xing e sono considerati il mezzo attraverso cui è possibile la circolazione interna del qi e del sangue. La formulazione dei preparati fitoterapici e dermocosmetici è realizzata considerando la connessione sussistente tra l’organo interno (zang fu) e il corrispettivo esterno. Il qi (energia vitale) e il sangue (xue) sono potere e fonte delle attività vitali e sono messi in circolazione attraverso i vasi sanguigni (i mai “la rete dell’animazione”). Il qi è la sostanza essenziale e si riferisce alle funzioni fisiologiche del corpo. Esso è ascritto allo yang, è generato dai reni e conservato nel cuore e stimola la circolazione del sangue. Quest’ultimo è invece ascritto allo yin, è generato dal cuore ed è conservato nel fegato e nella milza. Qi e Xue sono dipendenti delle attività funzionali degli zang fue presentano una reciproca influenza. Tutti questi elementi costantemente in connessione e in comunicazione tra di loro, permettono di creare una sorta di continuità tra la salute fisica e spirituale. L’insieme di questi aspetti fondamentali della medicina tradizionale cinese rientra nella definizione di wei seng, traducibile come “igiene” e “protezione della vita”. Un elemento costante nello sviluppo secolare delle pratiche mediche e conseguentemente cosmetologiche, è l’interesse nei riguardi della prevenzione(6), concetto caro alla tradizione cinese sin dall’antichità e che trova già attestazione nel cerimoniale imperiale di periodo Zhou (771 – 221 a.C.) e nel primo testo comparativo della teoretica cinese Huang di Neijing. Su Wan, che recita: “È molto più importante prevenire la malattia che curare la malattia quando appare”(2). L’importanza dell’igiene personale, volta a prevenire la diffusione di malattie, in origine è connessa alle pratiche di abluzione rituale previste dai cerimoniali di corte. In breve tempo, però essa diviene usanza comune, come dimostrato per la presenza di ricettari volti all’adozione di ingredienti con proprietà detergenti e per la diffusione di strutture specificatamente adibite all’igiene personale, quali terme e bagni pubblici.

La cosmetologia nella storia cinese
I motivi che spinsero le antiche società a ricercare primitivi prodotti di cosmesi sono da rintracciare nella necessità di ricorrere a metodi di protezione cutanea (come per le scottature, per la disidratazione ecc.), alle pratiche cultuali e infine alle pratiche igieniche. Sin dai tempi più antichi, gli ingredienti utilizzati sono reperiti nel territorio, come estratti o derivati di natura vegetale (da fiori, radici, bacche, erbe ecc.), ma anche animale (tessuti) o metalli e minerali (come piombo e derivati). Un dato interessante è la condivisione di medesimi ingredienti e pratiche estetiche nelle diverse culture antiche. Un esempio è il ruolo estetico e sociale assunto dalla pelle chiara presente in Oriente come in Occidente.
Nell’ambito del progetto “Farmacia di genere: cosmetologia nell’antichità dal punto di vista femminile” (progetto DIFARMA – Corso di Perfezionamento G.F.O.) è stato delineato un excursus storico dell’evoluzione del concetto di cosmesi decorativa e di ben-essere nell’universo femminile cinese nelle forchette cronologiche comprese dal Paleolitico all’inizio del XX secolo, dedicando una sezione a sé per il periodo Tang (618 – 907 d.C.). È stato possibile rintracciare le manifestazioni di cultura materiale, proveniente principalmente da contesti funerari, e le attestazioni letterarie in merito alla produzione e all’utilizzo di prodotti cosmetici decorativi e dermoattivi nelle diverse fasi storiche, qui di seguito brevemente presentati.
La cultura materiale e la letteratura scientifica
La ricerca della bellezza esteriore (estetica) e interiore (salute) si esplica nel concetto del ben-essere femminile, tema molto caro alla tradizione cinese, ulteriormente sostenuto dal concetto della sacralità del corpo umano, considerato dono degli antenati e, come tale, da trattare rispettosamente. La Cina è stata tra le prime civiltà a utilizzare cosmetici come adornamento personale e a formulare prodotti dermoattivi. Le donne cinesi, infatti, hanno sempre seguito scrupolosamente i trend in voga nella loro epoca, costantemente alla ricerca di nuovi prodotti per mantenere candida la carnagione e per emanare una piacevole e durevole profumazione.
Dal Paleolitico al Neolitico (da 500 000 anni fa al III millennio a.C.)
Tra le prime attestazioni archeologiche del Paleolitico (ca. 500.000 anni fa – ca. 8500 a.C.) si ricordano le grotte di Zhoukoudian, situata a 50 km da Pechino. Dagli scavi sono state rinvenute perle litiche, denti di animali e gusci di crostacei utilizzati come ciondoli di collane. Molti di questi oggetti presentano tracce di ematite rossa, usata come pigmento per decorarne la superficie e sono considerabili primitiva attestazione di un precoce senso estetico(7). Durante il Neolitico (8500 a.C. – 2100 a.C.) si formano le prime società, caratterizzate da un livello estetico e qualitativo già abbastanza sviluppato. Nel centro rituale di Niuheliang – “il Tempio della Dea” è stata ritrovata una testa femminile che presenta tracce di ematite usata come trucco sulle gote e sulle labbra, riproducendo probabilmente il “make-up” femminile in voga in quel periodo. Le necropoli di Xiaohe presentano invece sepolture femminili caratterizzate da corredi compositi, nei quali sono state rinvenute borse in cuoio, falli lignei e pettini. Nelle borse sono stati ritrovati dei bastoncini contenenti un composto rosso essiccato, della medesima colorazione del “make-up” presente sui visi delle defunte ed identificato da analisi chimiche come tessuto muscolare cardiaco di bovino (FIG. 1) (8).
Le prime dinastie: il III e il II millennio a.C.
Nel periodo Xia (2017 – 1600 a.C.) si forma una prima effettiva organizzazione statale ed è in questa fase storica che la tradizione fa risalire la pratica del Loto d’Oro (la fasciatura dei piedi delle fanciulle) e l’uso della cipria e del fard/belletto a base di farina di riso e pigmenti rossi (1). Per le pratiche igieniche del cavo orale, si registra l’uso di una pasta ad azione detergente e sbiancante, composta da sale e muschi e applicata attraverso bastoncini (lignei o ossei) con setole di peli di maiale (9). La dinastia Shang (1600 – 1046 a.C.) è invece promotrice di un complesso sistema politico, religioso e culturale. Lo status sociale della donna inizia lentamente a mutare nonostante la ricchezza dei corredi funerari e le sporadiche attestazioni di partecipazione nelle vicende di politica interna (10). In questo periodo si registra l’uso di ciprie a base di minerali di piombo e il belletto/fard a base di cartamo (1). In questo periodo compaiono le prime forme di diagnosi mediche: le incisioni sulle ossa oracoli (gusci di tartaruga o di ossa di animali) (11) (FIG 2). Le iscrizioni presentano riferimenti alla divinazione e alle condizioni mediche come i problemi cardiaci, gastro-intestinali e mal di testa. Il valore benefico e apotropaico delle ossa oracolari è tale che da questo periodo si attesta anche la pratica della frantumazione delle stesse e l’assunzione per via orale della polvere sotto forma di decotti e “sciroppi” per il trattamento delle patologie (12).
Il periodo Zhou e la dinastia Han
Nel periodo Zhou (1046 – 221 a.C.) si pongono le basi del feudalesimo cinese e sono istituiti regolamenti di corte per tutelare il vestiario e gli ornamenti delle diverse classi sociali. Le principali fonti letterarie sono lo Zouzhuan – “Annali storici degli Zhou” e lo Zhouli – “I riti della dinastia Zhou”, nei quali sono menzionate pratiche mediche generali, che pongono le basi della fitoterapia, della nutrizione (dietetica), della dermatologia e della cosmetologia. Gli inestetismi cutanei come le rughe, il colorito itterico o qualunque alterazione della naturale pigmentazione cutanea (ecc.) iniziano a essere considerate dermopatologie da trattare nella routine quotidiana con specifici prodotti dalle proprietà preventive/coprenti/abbellenti (1). La moda femminile si caratterizza per la parziale o completa rasatura delle sopracciglia, ridipinte in blu e/o nero, per l’uso di una sostanza simile alla cera per lucidare i capelli e infine per lo smalto, i cui colori sono indicativi della classe sociale di appartenenza. La Cina è la prima civiltà a utilizzare lo smalto, una miscela densa di bianchi d’uovo, gelatina, cera d’api, tintura vegetale e gomma arabica che necessitava di diverse ore per solidificarsi. Il cerimoniale del periodo pone attenzione alla prevenzione e si registrano diverse pratiche igieniche, come quelle di lavare le mani almeno cinque volte al giorno, di eseguire un bagno caldo ogni cinque giorni, e di lavare i capelli ogni tre giorni.
Al periodo Han (220 a.C. – 221 d.C.) sono ascritti numerosi trattati, nei quali confluiscono la conoscenza e le tradizioni delle fasi storiche precedenti e si ha la diffusione e adozione di pratiche estetiche nella routine quotidiana. Secondo la moda dell’epoca, le donne modellano le sopracciglia in forme tali da rendere “triste” il loro aspetto e ricoprono le labbra di cipria, applicando il rossetto creando un motivo decorativo a goccia. Tra i ritrovamenti archeologici più importanti del periodo si ricorda la necropoli imperiale di Mawangdui, (Changsha, Hunan) e in particolare la sepoltura della Marchesa di Dai. Nel suo corredo sono stati rinvenuti manufatti in discreto stato di conservazione, come la scatola porta-cosmetici composta da un set di nove contenitori, decorati con due strati di lacca e cesellati (FIG. 3). e importanti documenti scritti, come la copia dello Shennong Bencao Jing che secondo la tradizione cinese è considerato il primo grande trattato di medicina. In epoca Han infatti compaiono le prime attestazioni scritte dei due classici della medicina cinese: lo Shennong Bencao Jing e il Huangdi Neijing. Il primo è noto come “Classico sulle Radici di Erbe del Contadino Divino” o “Classico di materia medica di Shen Nong”, ed è la prima grande raccolta di tradizioni orali del periodo degli imperatori celesti. L’opera è attribuita all’imperatore Shen Nong (III millennio a.C.), detto “il Contadino Divino” per il suo profondo interesse nei confronti delle piante e delle loro proprietà “medicinali”, egli è considerato il fondatore della fitoterapia cinese (6). Il trattato Huangdi Neijing – “Trattato di medicina interna dell’Imperatore Giallo” è un’opera di medicina preventiva, primo testo comparativo della teoretica cinese, diviso in due parti: il Su Wen – “Le Domande Semplici” e il Ling Shu – “Perno Spirituale”. Dal II secolo a.C. è stato introdotto anche il Nanjing – “Classico delle difficoltà” (6). Il testo è elaborato sotto forma di dialogo tra l’Imperatore Huangdi e un suo ministro (13) ed espone le nozioni base relative al funzionamento naturale della vita, sviluppa le pratiche mediche e definisce i principi base degli agenti patogeni, delle diagnosi e dei trattamenti.
Dopo il II secolo d.C., con l’espandersi del buddismo si pone un’ulteriore enfasi sull’importanza dell’igiene personale. I luoghi privati come i monasteri, i palazzi imperiali e alcune abitazioni dispongono già di bagni e piscine, ma iniziano a comparire prime forme di strutture pubbliche.
Il periodo delle Sei Dinastie (dal III al VII secolo d.C.)
Alle fine della dinastia Han, inizia un lungo periodo di guerre e di forte instabilità politica, noto come il periodo delle Sei Dinastie. Nonostante le pestilenze e la frammentazione politica e territoriale, le arti e le scienze continuano a evolversi. Le influenze delle tribù nomadi centro asiatiche penetrano nei territori cinesi e si inizia a delineare uno stile più peculiare della classe aristocratica. L’attestazione artistica più significativa è il rotolo dipinto Nüshi zhen – “Ammonimenti dell’istruttrice alle dame di corte”, attribuito a Gu Kaizhi (FIG 4), che apre una finestra nel celato mondo femminile. Di grande interesse è un particolare in cui è raffigurata una scena di toilette, con tre dame intente ad adornare il proprio aspetto. L‘intera raffigurazione è accompagnata dai consigli dell’autore, e tra essi si ricorda: “Tutte le persone sanno come ornare il loro aspetto, ma nessuno sa come ornare la propria natura. Se la propria natura non è ornata, i riti e il comportamento corretto diverranno confusi ed errati. Distruggilo e adornalo; supera i tuoi pensieri per renderti santo” (14). In questo lungo arco cronologico si susseguono diverse figure professionali che hanno contribuito allo sviluppo della medicina e della cosmetologia cinese, come il medico taoista Ge Hong (IV sec.), autore del Hou Bei Ji Fang “Manuale di Prescrizioni per le Emergenze”, in cui sono raccolte le ricette per il trattamento dell’acne, delle macchie nere e dell’alopecia (1). La sua opera è completata da Tao Hong Jing (V sec.), che introduce una sezione per la cura e prevenzione di dermopatologie. Egli è anche autore del Bencao Jing yi zhu “Commento allo Shen Nong, nel quale amplia la farmaceutica dello Shennong Bencao, introducendo una nuova classificazione delle patologie in base ai sintomi, e dei trattamenti in base ai tempi di infusione e somministrazione dei preparati (15).
Dall’epoca Song all’impero Qing (dal 907 al 1911 d.C.)
Dopo la caduta della dinastia Tang (618 – 907), la Cina ha vissuto 53 anni di frammentazione politica e territoriale. Nonostante ciò, il progresso scientifico e la diffusione della xilografia hanno permesso di diffondere il sapere a diversi livelli sociali della popolazione e a pubblicare numerosi trattati scientifici, medici e delle scienze naturali. In questo periodo le nobildonne sono oggetto di studio degli artisti, che le ritraggono in scenari privati, in una versione più ordinaria e reale, di pari passo alla rappresentazione tipica di grande bellezza ed eleganza. La moda del periodo è visibile nel vestiario, negli ornamenti e nella capigliatura della protagonista del dipinto di Su Hanchen“Signora alla sua toeletta in un giardino” (XII secolo) (FIG. 5). In questo periodo i bagni pubblici sono ormai diffusi e sono le medesime strutture riportate nei resoconti di viaggio di Marco Polo. Sfortunatamente, diminuisce l’attenzione all’igiene, come conseguenza del riutilizzo della medesima acqua, fatta semplicemente bollire e messa in circolo (2). Nel periodo Song (960 – 1279) si assiste alla fondazione dell’Ufficio Imperiale di Medicina, posto a direzione delle nuove scuole di medicina e di farmacia. I trattati considerati sintesi delle conoscenze mediche e raccolta di formule cosmetiche sono il Tai Ping Sheng Hui Fang – “Prescrizioni Sante e Benevolenti dell’Era Tai Ping” di Wang Huai Yin (15) e il Tai Ping Hui Min He Ji Ju Fang – “Prescrizioni della Farmacia del Soccorso Armonioso” di Chen Shi Wen (1107) (1).
Sotto il governo della dinastia Yuan (1271 – 1368), la Cina raggiunge la massima estensione territoriale, si incrementa il commercio e il contatto con i popoli orientali e occidentali. È il periodo della grande pittura da cavalletto e le raffigurazioni del mondo femminile diminuiscono notevolmente. Tra le figure più rilevanti del periodo, si ricorda Zhang Cong Zheng (1156 – 1228), fautore della corrente denominata Scuola della Purgazione e autore del Ru Men Shi Qin – “Cura del Letterato per i Suoi Parenti”.
Durante il governo della dinastia Ming (1368 – 1644) le donne ricoprono un ruolo sottoposto alle diverse figure maschili della loro vita (padre, marito, primogenito). Ovviamente in base allo status sociale da esse ricoperto, le donne dispongono di diversi livelli di autonomia e di “potere”, come per esempio accade per le aristocratiche, che possono influire notevolmente su decisioni politiche e sociali. Degno di nota è il rotolo di Tang Yin (1470 – 1525) “Dame di Corte nel Palazzo Shu” (FIG. 6), nel quale è riprodotta, con estrema raffinatezza, l’elegante bellezza delle donne di corte, caratterizzata dalla pelle chiara e unghie smaltate di colore rosso e nero. Nel 1642 è abolita la pratica del Loto d’Oro, per poi tornare in auge qualche anno dopo. In Era Ming, vede la luce lo Yongle Dadian – “Grande Dizionario dell’Era Yong”, nel quale diversi capitoli sono dedicati alla medicina, alla farmacia e alle scienze naturali. La principale figura professionale è Li Shi Zhen (1518 – 1593), autore del Ben Cao Gang Mu – “Compendio di Materia Medica”, opera pubblicata solo post mortem nel 1596. Il manuale è considerato uno dei più importanti trattati scientifici della medicina tradizionale cinese e offre informazioni di notevole interesse anche in ambito di biologia, botanica, cosmetologia, geografia e geologia (1) (15).
Ultima grande dinastia cinese, i Qing (1644 – 1911) sono promotori di un governo illuminato. La raffigurazione della donna inizia a distaccarsi dal quotidiano e si predilige una visione virtuosa e filiforme, quasi a voler ulteriormente sottolineare la sua natura debole e fragile. Degno di nota è il dipinto “Dama alla toletta” di Wang Qiao (1675) (FIG 7). Ancora una volta le donne sono raffigurate in un ambiente privato, mentre si prendono cura della loro bellezza. Nonostante il progresso tecnologico, le donne continuano a preferire i cosmetici tradizionali, come la farina di riso e, forse in risposta alle novità proveniente dall’occidente, si genera un gusto estetico più tradizionalista, riportando in luce alcuni aspetti della moda del passato, come per l’acconciatura dei capelli (16). Durante il governo Qing sono pubblicate diverse grandi raccolte enciclopediche, tra le principali si ricordano: il Zhang Shi Yi Tong – “Compilazione di Medicina del Maestro Zhong” di Zhang Lu, il Gu Jin Tu Shu Ji Cheng – “Raccolta dei Libri Antichi e Moderni” di Chen Meng Lei e lo Yi Zong Jin Jian – “Specchio d’Oro della Medicina” di Wu Qian. Ricette e trattamenti compaiono anche nei resoconti medici della corte e per la cura e prevenzione della bellezza e del ben-essere delle imperatrici (1) (15).
* UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI SALERNO
Dipartimento di Farmacia, Centro interdipartimentale di Ricerca in Tecnologie farmaceutiche e Farmacoeconomiche Pharma_Nomics
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