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Monografie

Il mais viola: caratteristiche e proprietà farmaceutiche in confronto al mais comune

Andrea Pardini, Rosaria Fabrizio Nelle cultivar moderne i chicchi di mais sono solitamente gialli, tuttavia esistono varietà con chicchi bianchi, arancioni, rossi, marroni, blu, viola o neri. La diversa colorazione dipende dal tipo di sostanze chimiche contenute e dal loro bilanciamento. La componente colorante scura più comune è l’antocianina cianidin-3-b-glucoside.In generale si dice che i mais gialli sono adatti per l’alimentazione, mentre i mais viola sono più usati per ottenere bevande, anche con usi medicinali. Sono tipi tradizionali coltivati prevalentemente nei fondovalle andini di Perù, Bolivia, Colombia, Ecuador, ma abbastanza noti anche in altri Paesi dell’America Latina. Il mais (Zea mays L.) è una pianta erbacea annuale, probabilmente coltivato in Messico già 10.000 anni fa in forme selvatiche ma successivamente selezionate. Attualmente si ritiene che il mais moderno sia il risultato di una singola domesticazione avvenuta nel sud del Messico.È probabilmente il risultato di un complessa e ancora non ben spiegata ibridazione (De Wet et Al. 1971) fra forme selvatiche antiche di Zea mays ormai estinte, e piante di Zea mexicana (= Teosinte, detta anche Euchlaena mexicana) e forse piante di Tripsacum teosinte molto fogliose e ancora oggi coltivate come foraggio.Le ibridazioni portarono all’origine di piante meno fogliose ma più produttive in termini di granaglia, ovvero il mais moderno (figura 1). Il mais attualmente è una delle colture fondamentali dell’alimentazione umana, così importante che ne sono state selezionate varie sottospecie. Tuttavia nei Paesi industrializzati è destinato molto più all’uso di mangime per animali che non al consumo diretto umano.Nonostante sia la seconda coltura alimentare a livello tropicale (dopo il riso) la sua produttività massima si ha in aree temperate con un’estate non molto calda e ben piovosa (Corn Belts, soprattutto in USA ed Europa orientale), infatti nelle aree tropicali spesso si ha carenza idrica nella stagione di crescita quando si raggiungono anche temperature eccessive per la buona produzione, invece nelle zone equatoriali si hanno cieli sempre nuvolosi mentre il mais ha bisogno di alta irradiazione solare per esternare al massimo la sua capacità fotosintetica. In generale la produttività del mais viene accentuata da buona insolazione, alte temperature ma non eccessive, […]

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L’olio di oliva: un alimento prezioso

Tullia Gallina Toschi, Sara Barbieri, Mario Guida, Enrico Valli Oggi è necessario un sforzo nella comunicazione e divulgazione degli oli extra vergini di oliva, che punti alla realizzazione di iniziative culturali per strapparlo da un’aura di uniformità e banalità che lo pone quasi sullo stesso piano degli altri oli vegetali non vergini, senza alcuna reale attenzione nella scelta, come meriterebbe un prodotto prezioso, originale e di tendenza. monografia set25Download Ci sono alimenti, bevande e ingredienti che hanno preservato nel tempo un valore intrinseco, riconosciuto e socialmente percepito, mentre altri, per effetto dell’abitudine o della costante accessibilità, hanno subito una progressiva svalutazione agli occhi della collettività, divenendo ordinari, quasi banali. Un esempio di questo tipo riguarda il sale, talmente prezioso da essere definito “oro bianco”, perché non solo era utilizzato per conferire sapidità ai cibi, ma era l’elemento chiave, prima che il frigorifero diventasse di uso comune nelle case, per le- gare l’acqua libera ed impedire così la proliferazione microbica negli alimenti. Il sale era una ricchezza perché permetteva di conservare a lungo gli alimenti deperibili quando il processo di salagione non era appannaggio delle sole salumerie o caseifici, ma anche dei nuclei familiari che preparavano e conservavano gli alimenti per potersi nutrire anche nelle stagioni calde. L’olio di oliva è antico quasi come il sale ed è stato per molto tempo considerato un bene prezioso, al quale, oggi in particolare, si dovrebbe attribuire un valore proporzionale agli aspetti di peculiare produzione, nel caso del vergine e di sensorialità e composizione superiore, nel caso dell’extra vergine. Per poter comprendere le origini storiche ed il valore di questo olio, che ha avuto nel tempo anche un uso religioso, cosmetico e, in merito alla qualità vergine più bassa, il “lampante” un uso come carburante, bisogna citare alcuni elementi storici ed alcuni dati di produzione. Elementi storiciLa coltivazione dell’olivo ha origini antichissime e risale a circa 6000 anni fa lungo le coste del Mediterraneo, in partico- lare in Siria e Palestina. Da queste regioni, si è diffusa prima in Anatolia, attraverso Cipro, e in Egitto, grazie a Creta. Si ritiene che siano stati i […]

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L’aceto e gli aceti, fra medicina popolare e scienza moderna

Andrea Pardini, Rosaria Fabrizio Oltre alla grande varietà intrinseca, l’aceto è un prodotto naturale le cui composizione varia a seconda di genotipo, ambiente e forma di allevamento della vite, clone di “madre dell’aceto”, condizioni di fermentazione: il prodotto quindi è certamente simile a tutti gli altri aceti, ma mai identico. Il permanere di questa variabilità […]

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Capparis spinosa L.: usi tradizionali e moderne prospettive (parte 2)

Carlotta Palazzotto, Matteo Balestra, Stefania Preda, Francesco Saverio Robustelli della Cuna In questa seconda parte dell’articolo, ci soffermiamo sulle proprietà, sugli effetti protettivi e salutistici di Capparis.Bisogna tuttavia tenere in considerazione il fatto che gli effetti positivi attribuibili al cappero sono correlati a due importanti limitazioni: la ridotta sperimentazione sull’uomo mediante trials clinici e i pochi studi di tossicità e sicurezza condotti sulla pianta. mono-nov24Download

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Capparis spinosa L.: usi tradizionali e moderne prospettive

Carlotta Palazzotto, Matteo Balestra, Stefania Preda, Francesco Saverio Robustelli della Cuna Gli effetti positivi attribuibili al cappero sono controbilanciati da due importanti limitazioni: la ridotta sperimentazione sull’uomo mediante trials clinici e i pochi studi di tossicità e sicurezza condotti sulla pianta. Se da un lato Capparis spinosa viene dipinta come “pianta del millennio”, dall’altro sono necessari ulteriori studi perché questo possa essere confermato sotto ogni aspetto. mono-ott24

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Sedum telephium: una versatile pianta curativa

Andrea Pardini Sedum telephium possiede numerose componenti farmacologicamente utili.La facilità di coltivazione permette di considerare Sedum telephium una “pianta strategica” ovvero utile per vari usi, inclusi quelli alimentari e medicinali occasionali; le sue foglie possono essere prontamente disponibili dal balcone di casa per uso rapido. La presenza di composti farmaceuticamente utili anche in altre specie del genere Sedum apre alla speranza che ulteriori ricerche possano individuare nuovi composti utili per migliorare la cura di varie malattie. monografia-set24Download

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Il vino: dalla cultura agli effetti sulla salute (parte 2)

Silvana Hrelia, Marco Malaguti Prosegue e termina con questa seconda parte il presente lavoro, tratto dal numero 7 – Dicembre 2023 della Rivista di Divulgazione di Cultura Agraria pubblicata periodicamente dall’Accademia Nazionale di Agricoltura di Bologna. monografia-luago24Download

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Il vino: dalla cultura agli effetti sulla salute

Silvana Hrelia, Marco Malaguti Il presente articolo è tratto dal numero 7 – Dicembre 2023 della “Rivista di Divulgazione di Cultura Agraria” pubblicata periodicamente dall’Accademia Nazionale di Agricoltura di Bologna. vino-giu24Download Tutta la letteratura scientifica sottolinea chiaramente che l’abuso di alcol è gravemente dannoso per la salute. Questi risultati hanno portato molte organizzazioni sanitarie e istituzioni responsabili della prevenzione delle malattie e della difesa della salute a suggerire misure volte a favorire un rigoroso contenimento del consumo di alcol fino al raggiungimento dell’obiettivo zero alcol (WHO 2022). Tuttavia, molte evi- denze epidemiologiche e cliniche sembrano sottolineare il ruolo protettivo sulla salute di quantità moderate di alcol e in particolare di vino (Hrelia 2023).È pertanto importante rivalutare la relazione tra il tipo di bevanda alcolica e la dose e la riduzione o l’aumento del rischio di varie malattie, alla luce delle più attuali evidenze scientifiche. Di particolare importanza è la correlazione con le patologie cardiovascolari, il diabete di tipo 2, le malattie neurologiche degenerative e la longevità, oltre che la molto dibattuta correlazione tra alcol/vino e rischio di cancro. Occorre comunque tenere in considerazione le differenze tra il vino e le altre bevande alcoliche alla luce dei fitocomponenti non alcolici del vino, valutando la modulazione delle vie bio- chimiche e dell’espressione genica da parte dei componenti bioattivi del vino. È indispensabile fornire prove scientifiche concrete per guidare le istituzioni che devono stabilire linee guida sul consumo corretto e consapevole di bevande alcoliche e in particolare di vino, al fine di non danneggiare la salute e anzi possibilmente di proteggerla e ridurre il rischio di varie malattie.Quanto l’enologia condiziona il profilo salutistico del vino?Come dice il Prof. Luigi Bavaresco, noto esperto di enologia all’Università Cattolica di Piacenza, c’è un aforisma, noto a molti, che connota la filosofia produttiva dei paesi della “vecchia” Europa e altri del bacino del Mediterraneo, che recita: “la qualità dei vini nasce in vigneto e si esprime in cantina”. Questo è profondamente vero dal punto di vista scientifico, ed è anche la base del sistema produttivo e commerciale basato sulle denominazioni di origine. Tutto inizia dalla terra, anzi […]

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La storia del caffè

 Roberto Della Loggia Il caffè, tra storia, mito e leggenda. Un excursus su una delle bevande più diffuse e consumate nel mondo. Le origini, i primi utilizzi e, persino, l’ostilità delle autorità religiose nei confronti di una sostanza ritenuta la “bevanda del diavolo”. caffe-della-loggiaDownload

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Il tè verde: una pianta antica nella moderna medicina occidentale

Elisabetta Miraldi È noto che ancora oggi il tè è la bevanda più consumata al mondo, dopo l’acqua. Il tè fu introdotto in Europa dalla Dutch East India Company nel 1610 ed ebbe immediatamente un grande successo: veniva principalmente consumato come tè verde, bevanda stimolante di lunghissima tradizione nei Paesi orientali. In questo articolo se ne discutono le proprietà nel moderno utilizzo. monografia-ott23Download

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