• Nessun prodotto nel carrello.

Disbiosi intestinale e patologie dermatologiche: ruolo dei probiotici (parte 2)

Autori:

 

Sara Scozzesi, Stefania Preda, Luisa Gervasio, Cinzia Boselli, Francesco Saverio Robustelli della Cuna

Diversi studi hanno evidenziato l’utilità dei probiotici come coadiuvanti delle terapie farmacologiche standard nelle malattie dermatologiche. Oltre all’uso topico, la loro somministrazione per via orale è risultata efficace anche nel trattamento preventivo di alcuni disturbi e può evitare le recidive dopo la fase di remissione dei sintomi.

Natural 1 

Dopo aver visto nella prima parte dell’articolo le strette relazioni tra il microbiota intestinale e quello cutaneo, insieme alle loro implicazioni nei diversi disturbi cutanei, in questa seconda parte saranno considerati alcuni studi relativi al ruolo dei probiotici in questi disturbi.

Applicazione dei probiotici nella psoriasi
I probiotici possono intervenire sullo stato di salute dell’organismo umano, migliorandolo. Si pensa che questo effetto sia principalmente dovuto a una modulazione del sistema immunitario (Chen et al., 2017). Navarro-López e collaboratori hanno effettuato uno studio di 12 settimane su un campione di 90 soggetti affetti da psoriasi a placche. I partecipanti sono stati suddivisi in due gruppi, entrambi trattati con betametasone topico e calcipotriolo. Al primo gruppo è stata somministrata giornalmente una miscela di tre ceppi probiotici (Bifidobacterium longo, Bifidobacterium lactis e Lactobacillus rhamnosus), al secondo un placebo. I risultati mostrano una riduzione dell’indice PASI più drastico nei pazienti trattati con la miscela probiotica rispetto a quelli trattati con placebo. La miscela probiotica ha mostrato anche un effetto preventivo su eventuali recidive (Navarro-López et al., 2019). Un altro studio ha evidenziato un effetto di Lactobacillus sporogenes nel migliorare le lesioni della psoriasi pustolosa in soggetti non responsivi ai trattamenti tradizionali. Anche Bifidobacterium infantis, somministrato per os, è in grado di ridurre l’infiammazione cutanea tipica della malattia, con diminuzione significativa delle citochine pro-infiammatorie (Atabati et al., 2020). Probiotici sono stati utilizzati in un altro studio su modelli murini con psoriasi indotta da imiquimod (IMQ), un farmaco immunomodulatore, che come effetto collaterale è in grado di aumentare l’infiammazione cutanea, caratterizzata da rossore, bruciore, formazione di vesciche o desquamazione. Gli animali sono stati suddivisi in tre gruppi: 1) gruppo di controllo, 2) gruppo trattato con Lactobacillus pentosus GMNL-77 in concentrazione di 5×108CFU/d, 3) gruppo trattato con Lactobacillus pentosus GMNL-77 in concentrazione di 5×107CFU/d. È stato dimostrato che la somministrazione orale del ceppo probiotico porta a un miglioramento delle lesioni cutanee, in particolare eritema e desquamazione (Chen et al., 2017).

Preparazione delle jogurt (Foto di Chiot’s Run).

Utilizzo dei probiotici nella dermatite atopica
È stato indagato in vivo, su modello murino, il ruolo di tre diversi probiotici dotati di proprietà immunomodulatorie nel prevenire la dermatite atopica. In particolare, è stato analizzato l’effetto di Lactobacillus salivarius, Lactobacillus rhamnosus e Bifidobacterium bifidum, somministrati per 21 giorni per via orale. Dal quindicesimo al ventunesimo giorno, è stata applicata agli animali una soluzione di 12-O-tetradecanoilforbolo-13-acetato (TPA), un componente dell’olio di Croton tiglium, in grado di indurre infiammazione simile a quella che si osserva nella dermatite atopica. I due ceppi di Lattobacilli hanno mostrato un effetto preventivo più significativo, in quanto le lesioni cutanee dovute al TPA sono inferiori rispetto a quelle presenti nei topi trattati con Bifidobacterium bifidum o nel gruppo non trattato con probiotico. A dimostrazione che, agendo sul microbiota intestinale, è possibile ridurre l’infiammazione cutanea tipica di tali patologie dermatologiche (Holowacz et al., 2018).

Uno studio clinico effettuato su soggetti dai 4 ai 17 anni affetti da dermatite atopica ha valutato l’effetto di probiotici associati alla terapia farmacologica tradizionale che comprende steroidi a uso topico, antistaminici orali e agenti idratanti. Il trattamento consisteva in una compressa contenente tre ceppi probiotici: Bifidobacterium lactis, Bifidobacterium longum e Lactobacillus casei. Il gruppo trattato con i ceppi probiotici ha riportato notevoli miglioramenti rispetto al placebo, con riduzione significativa sia dell’indice SCORAD che della diffusione dell’eczema. Di conseguenza, i probiotici possono essere considerati un valido trattamento coadiuvante in queste patologie, consentendo di ridurre i dosaggi della terapia farmacologica (Navarro-López et al., 2018).

I principali probiotici utilizzati nel trattamento della dermatite atopica in età pediatrica sono Lactobacillus acidophilus, L. plantarum, L. fermentum, L. lactis, L. rhamnosus, L. salivarius, L. sakei, Bifidobacterium lactis (Adler-Neal et al., 2019). Inoltre, affiancando al normale trattamento l’assunzione di Lactobacillus acidophilus in pazienti pediatrici affetti da dermatite atopica, l’indice SCORAD subisce una diminuzione significativa. Risultano ridotti anche i valori di IgE (Nakata et al., 2019). La somministrazione di Bifidobacterium animalis sottospecie lactis, unitamente a Enterococcus faecium in pazienti pediatrici con dermatite, si è dimostrata un’utile prevenzione, nel ridurre i sintomi della malattia, consentendo di diminuire la terapia farmacologica. Al contrario, una somministrazione di questa miscela come trattamento della fase acuta della malattia ha mostrato un’efficacia ridotta (Di Pierro et al., 2018). Prakoeswa e collaboratori hanno eseguito uno studio su 22 bambini affetti da dermatite atopica, trattati con i farmaci standard. Il primo gruppo ha ricevuto la supplementazione con Lactobacillus plantarum microincapsulato, il secondo un placebo. Nel gruppo a cui è stato somministrato il probiotico si è riscontrato un miglioramento dell’indice SCORAD, riduzione dei sintomi della malattia e i livelli sierici di IgE e interleuchine (Prakoeswa et al., 2017). Sulla base degli studi effettuati, è possibile considerare i probiotici come il principale trattamento di medicina complementare e integrata per la dermatite atopica infantile, dal momento che sono in grado di ridurre la gravità della malattia grazie all’effetto immunomodulatorio (Adler-Neal et al., 2019). Sono stati testati anche diversi simbiotici per valutare un potenziale utilizzo nel contrastare la dermatite atopica. Nei pazienti pediatrici, i simbiotici si sono rivelati più efficaci nel migliorare l’indice SCORAD rispetto al trattamento con il solo probiotico (Fenner et al., 2018). Un esempio è rappresentato da uno studio che ha coinvolto 320 pazienti al di sotto dei 12 anni con dermatite atopica. I partecipanti sono stati trattati con una miscela di probiotici, tra cui L. casei, B. lactis, L. rhamnosus e L. plantarum, biotina e prebiotici, quali frutto-oligosaccaridi (FOS) e galatto-oligosaccaridi (GOS), due volte al giorno per otto settimane. I risultati hanno evidenziato che l’utilizzo del simbiotico è stato in grado di determinare una diminuzione dell’indice SCORAD, oltre che determinare un miglioramento del punteggio VAS (Visual analogue scale) per il prurito e per la perdita di sonno (Ibáñez et al., 2018). Per uso topico, possono trovare applicazione le formulazioni contenenti Lactobacillus johnsonii trattato termicamente, che è in grado di ridurre l’adesione di Staphylococcus aureus, responsabile dello sviluppo della dermatite atopica (Rosignoli et al., 2018).

Probiotici nell’acne volgare
Al fine di valutare un possibile impiego dei probiotici per il trattamento dell’acne volgare, sono state effettuate numerose sperimentazioni sia in vitro che in vivo (Mottin et al., 2018). La supplementazione orale in pazienti con acne volgare di un insieme di probiotici (Lactobacillus casei, Lactobacillus acidophilus, Lactobacillus salivarius, Lactobacillus lactis) ha mostrato un aumento sierico dell’interleuchina-10, un’importante citochina antinfiammatoria, utile nel regolare la risposta immunitaria (Rahmayani et al., 2019). Partendo dal presupposto che numerose dermatosi, come acne e rosacea, nascono da un’infiammazione intestinale, è stato testato l’utilizzo di Escherichia coli Nissle (Manzhalii et al., 2016). Si tratta di un microrganismo Gram-negativo dalle spiccate proprietà probiotiche, isolato da Alfred Nissle nel 1917, che possiede attività di antagonismo diretto nei confronti di batteri patogeni (Sonnenborn, 2016). È in grado di organizzarsi a formare biofilm e a colonizzare il colon (Manzhalii et al., 2016). Possiede attività antinfiammatoria e immunomodulatoria e contribuisce alla prevenzione della “leaky gut syndrome”, intervenendo nel ripristino della barriera epiteliale intestinale (Sonnenborn, 2016). Somministrato per via orale per trenta giorni, ha mostrato un miglioramento della patologia acneica, senza reazioni avverse, rispetto ai soggetti trattati con terapia farmacologica standard (Manzhalii et al., 2016). La somministrazione orale di Lactobacillus acidophilus, Lactobacillus delbrueckii bulgaricus, Bifidobacterium bifidum, Lactobacillus bulgaricus e Streptococcus termophilus, ha portato a una diminuzione delle lesioni cutanee caratteristiche dell’acne (Dessinioti et al., 2020)…

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *