
Ilaria Chinaglia
Costanza, consapevolezza e comportamento: le ‘tre C’ in cui risiede il segreto della bellezza della donna coreana. Perché non è con un trattamento sporadico che si raggiunge l’obiettivo di una pelle perfetta, ma tramite un impegno quotidiano che non si esprime esclusivamente con l’utilizzo dei prodotti cosmetici. Alla scoperta della routine della K-beauty, scandita da un preciso rituale giornaliero che rappresenta una vera e propria filosofia del prendersi cura del proprio viso e del corpo.
Natural 1
Il cosmetico, reputato in un passato recente un bene voluttuario, è oggi un prodotto di largo consumo il cui utilizzo valica il semplice concetto di belletto: è uno strumento psico-terapeutico che permette al consumatore di prendersi cura di sé, di piacersi, di piacere agli altri e di guadagnare autostima. Le crescenti aspettative di consumatori “beauty addicted” verso prodotti sempre più performanti, spingono l’industria cosmetica a evolversi continuamente: offrire un prodotto cosmetico che risponda alle esigenze del singolo consumatore comporta investimenti costanti nella ricerca di nuovi ingredienti, soluzioni e materiali.
Tra i trend degli ultimissimi anni possiamo sicuramente comprendere la novità dei prodotti e rituali di bellezza coreani, o come viene definita K-Beauty. Detergenti viso in bustine da tè, tonici viso in pad, maschere in tessuto che sfruttano i benefici di verdure e ortaggi per rivitalizzare la pelle: sono solo alcuni degli ultimi trend targati Corea del Sud, che si sono diffusi anche nel mondo occidentale.
Influenzata nel corso dei secoli da correnti di pensiero come Shintoismo, Confucianesimo, Buddhismo e Taoismo, la popolazione coreana ha fatto della bellezza olistica una filosofia di vita: considerando anima e corpo come un tutto inscindibile, i coreani erano convinti che l’aspetto esteriore potesse condizionare quello interiore.
Il rituale di bellezza coreano era ritenuto essenziale per un miglioramento totalizzante, nell’ottica di una trasformazione esterna visibile congiunta ad un cambiamento spirituale.
Da questo retaggio culturale nasce l’arte coreana della cura del proprio corpo e in particolar modo della pelle, così come si connota il loro ideale estetico: una pelle perfetta, un incarnato bianco, luminoso, privo di macchie e impurità; non a caso, una cute opalescente viene considerata sinonimo di nobiltà. Non è con un trattamento sporadico che si raggiunge l’obiettivo di una pelle perfetta, ma tramite un impegno quotidiano che non si esprime esclusivamente con l’utilizzo di prodotti cosmetici. Secondo l’estetica olistica infatti, il segreto della bellezza risiede in “tre C”:
Costanza, perché le donne coreane istruiscono le figlie fin da bambine a trattare il viso con rispetto, giorno dopo giorno;
Consapevolezza, ovvero essere coscienti che senza volontà non si può raggiungere alcun obiettivo;
Comportamento, perché la bellezza esterna riflette la vita di tutti i giorni. Proteggere dal sole la pelle e detergerla accuratamente sono piccoli accorgimenti che possono contribuire alla resa estetica finale.
L’enorme importanza che aleggia intorno a questo ideale estetico, considerato ormai viatico per il successo sociale, ha portato i consumatori coreani, estremamente consapevoli della propria immagine, a investire in numerosi prodotti di bellezza, in particolar modo in prodotti di skin-care. La richiesta di adempiere alle necessità di clienti sempre più informati, curiosi ed esigenti ha determinato la nascita dell’industria cosmetica coreana.
Sulla spinta della forte domanda interna, il benessere è diventato ben presto uno dei settori più remunerativi, dinamici e rivoluzionari del paese: per conquistare il favore delle consumatrici coreane, le aziende cosmetiche hanno iniziato a competere tra loro nella creazione di prodotti sempre più all’avanguardia con un rapporto qualità-prezzo economicamente vantaggioso. Con migliaia di prodotti lanciati ogni anno, la Corea del Sud si è trasformata in una vera e propria “macchina della bellezza”, varcando addirittura i confini nazionali raggiungendo dapprima l’Asia e successivamente l’Occidente. È paradossale come, nonostante le differenze in termini di pelle e abitudini cosmetiche tra Occidente e Oriente, il prodotto e l’ideale di bellezza coreano si siano insediati nei mercati dell’Ovest riscuotendo un enorme successo.
La Corea del Sud, piccolo paese di 50 milioni di persone, si afferma così una delle “top driver” dell’economia cosmetica mondiale con un fatturato che, secondo i dati di Euromonitor, è valutato di circa 11.6 miliardi di dollari con previsioni di raggiungimento di 13 miliardi entro il 2020 (Fig. 1).
Al fine di spiegare questa incredibile ascesa in termini di vendite e popolarità, è stata coniata un’espressione – The KBeauty – che descrive tale fenomeno e che permette l’identificazione sul suolo extracomunitario dei prodotti “Made in Seul”.
Beauty routine coreana
Un rituale di bellezza quotidiano che consente di preservare la propria pelle rilassandosi ed entrando in armonia con sé stessi: la beauty routine coreana (BRC) è prendersi cura di sé attraverso dedizione e prevenzione.
Diversamente dall’approccio occidentale, focalizzato su di un pubblico femminile maturo, economicamente agiato (la qualità del prodotto si riflette nel costo in alcuni casi maggiore), interessato ad agire per esigenze di copertura degli inestetismi, l’approccio della BRC è quello di puntare alla preservazione della bellezza nel tempo, prevenendo macchie cutanee, imperfezioni e rughe; anche l’utenza di questa routine è ampia e si allarga a tutte le età, compreso il sesso maschile e le fasce meno abbienti di popolazione.
Il rito consiste in 10 step (schematizzati in Fig. 2), generalmente ripetuti quotidianamente mattino e sera, che prevedono l’applicazione per stratificazione di prodotti (tecnica altresì denominata “millefoglie” o “layering”) sul viso. Non è essenziale solo la quantità di prodotti applicati ma anche l’ordine degli stessi: in seguito alla pulizia, le prime fasi prevedono la stesura di textures più leggere e penetranti per arrivare poi a quelle più dense e corpose; questa procedura permette un corretto assorbimento dei principi attivi, garantendo maggiore efficacia nell’ottenimento e conservazione di una pelle idratata, luminosa e nutrita. La pratica è rigorosa ma al contempo personalizzata a seconda del tipo di pelle, degli inestetismi e dell’età; alcuni step possono essere evitati in momenti stagionali o a seconda del livello di pulizia e idratazione del viso.
Double Cleansing
La doppia detersione è l’aspetto più innovativo dell’approccio coreano alla bellezza: un viso profondamente deterso predispone la pelle a rispondere meglio ai trattamenti funzionali successivi i quali, a loro volta, risulteranno più performanti. Passaggio fondamentale per mantenere una pelle sana e luminosa, la double cleansing è ritualmente eseguita sia la sera sia la mattina: la sera per eliminare la polvere, lo smog, le particelle di trucco e altri residui depositatisi sulla cute durante il giorno, la mattina per rimuovere tossine e cellule morte espulse dai processi rigenerativi della pelle, particolarmente attivi durante la notte. Sciacquare il viso esclusivamente con acqua non è sufficiente a rimuovere tutte queste impurità che possono così accumularsi sulla pelle conferendole un colorito spento e determinando l’insorgenza di brufoli e punti neri causati dal sebo in eccesso che si deposita nei pori ostruendoli.
È essenziale quindi scegliere prodotti non solo per pulire, ma per pulire nel modo giusto. La detersione è un rituale che se eseguito nel modo corretto, con giusta consapevolezza e costanza, può portare a risultati sorprendenti: una pelle luminosa, priva di impurità e ben ossigenata. Ecco che entrano in gioco i due step di detersione, una pulizia profonda della pelle che sfrutta le capacità di due detergenti, in una sequenza ben precisa: detergente a base oleosa e detergente a base acquosa.

Step 1: detersione oleosa
Secondo la legge “il simile scioglie il simile”, il detergente oleoso è vocato a rimuovere dalla superficie cutanea tutte le impurità a base grassa che vi si sono accumulate: schermo solare SPF, make-up, siliconi, sebo e residui di creme idratanti.
Particolarmente indicato per le pelli grasse e sensibili, il detergente oleoso rimuove lo sporco con gentilezza ed efficacia, senza aggredire il film idrolipidico cutaneo, la cui drastica rimozione comporterebbe di rimbalzo una sovrapproduzione di sebo per compensare ciò che si è cercato di eliminare.
I prodotti utilizzati per questo primo step sono i cleansing oil, i cleansing balm e le saponette: la procedura prevede il dosaggio di una piccola quantità di prodotto massaggiata sul viso asciutto, insistendo particolarmente sulla zona T e sulle aree maggiormente truccate al fine di sciogliere al meglio le impurità.
La scelta del prodotto è importante quanto il suo massaggio, atto a promuovere la circolazione del sangue, aumentare la quantità di ossigeno e la temperatura della pelle, favorendo così una migliore eliminazione di tossine attraverso i pori.
La tecnica del massaggio prevede l’uso delle nocche in particolari movimenti: dapprima premendo da sotto le guance nella direzione dei muscoli lavorando verso l’esterno e l’alto; si passa poi lungo i lati del naso fino alla sommità della fronte e lungo il perimetro dell’intero viso. Ci si affida infine ai polpastrelli per massaggiare gentilmente sotto gli occhi così da drenare i gonfiori: in questo caso si parte dal naso spostandosi verso le tempie. Il risciacquo con acqua tiepida conclude il primo rituale.
Particolarmente raccomandato in entrambe le occasioni del giorno, lo step 1 è di fondamentale importanza alla sera allo scopo di struccare e purificare completamente il viso mentre al mattino è consigliato principalmente alle pelli a tendenza acneica, al fine di eliminare il sebo in eccesso prodotto durante la notte. Poiché gli oli sono in grado di bloccare l’assorbimento dei principi attivi è saliente assicurarsi che tutti i residui (oltre a qualsiasi traccia di trucco e sporco) vengano rimossi in modo efficiente prima di applicare altri prodotti; da qui il secondo step, una schiuma detergente per lavare il viso e purificare la pelle.
Step 2: detersione a base acquosa
Il Secondo Step rifinisce e ultima la detersione già iniziata con il cleansing oil: al mattino è ideale per eliminare i trattamenti effettuati la sera precedente, mentre la sera è indicato per la rimozione dei residui dello Step 1 oltre a cellule morte, sudore e polvere. Il cosmetico da utilizzare è un detergente a base d’acqua, delicato, che non secchi eccessivamente la cute; la combinazione dei prodotti delle fasi di pulizia rispetta il pH della pelle lasciandolo in equilibrio a 5.5/6.
Le donne coreane prediligono i cosmetici che cambiano consistenza e per questo step sono largamente diffuse le cleansing cream, prodotti che fuoriescono dal contenitore con una texture cremosa, ma che poi monta tra le mani sviluppando una schiuma soffice che avvolge il viso e rimuove ogni impurità. Sono ampiamente diffuse anche le mousse e i foaming gel, preferiti da chi ha la pelle sensibile. Che sia in crema, in schiuma, in balsamo o in gel, il detergente a base d’acqua non va impiegato in dosi eccessive: ne serve una minima quantità, al contrario, un suo uso cospicuo contribuirebbe a sprecare il prodotto rischiando anche di diventare aggressivo per la pelle.
Step 3: esfoliazione
Invecchiamento cronologico, inquinamento ambientale, esposizione ai raggi UV e alterazioni fisiologiche possono compromettere il normale processo di rigenerazione cutanea determinando un rallentamento del rinnovamento cellulare (turnover cellulare) e di conseguenza accumuli di cellule morte sulla superficie della pelle.
Pur effettuando il double cleansing, periodicamente (una o due volte a settimana o ogni 10 giorni) è consigliabile l’attuazione di un trattamento di pulizia più profondo, l’esfoliazione. Oltre a pulire a fondo la pelle e rimuovere le cellule morte, promuove il rinnovamento cellulare, assottiglia i pori, riduce la comparsa di brufoli e comedoni e permette alla pelle di assorbire meglio i trattamenti successivi, offrendo un aumento della circolazione dermica anche grazie al massaggio realizzato durante l’applicazione; quest’ultima può essere eseguita con la pelle asciutta (metodo più esfoliante) o con la pelle bagnata (metodo di esfoliazione più delicato).
Esistono due tipologie di esfolianti, che differiscono per meccanismo d’azione.
1) Esfolianti meccanici: conosciuti più comunemente come scrub, si presentano sotto forma di una pasta più o meno fluida a base di gel, crema o olio, arricchita da microgranuli abrasivi che mediante un massaggio favoriscono l’eliminazione meccanica delle cellule morte. Oltre che a legare tra loro i microgranuli, la parte più fluida idrata ed ammorbidisce la pelle. I granuli presenti negli scrub meccanici hanno nature diverse in base alla tipologia di trattamento da eseguire e possono essere scelti per dimensione e caratteristiche per essere adeguati al tipo di pelle: una cute spessa necessita di grani più consistenti (zucchero, sali e minuscoli frammenti di noccioli di frutta o parti di piante essiccate), mentre una cute più delicata e irritabile richiede l’utilizzo di polveri sottili e leggere, anche dette “gommage” (farina d’avena e perline di jojoba).
2) Esfolianti chimici: nel caso di questi prodotti, a garantire l’effetto esfoliante è l’azione chimica e cheratolitica di alcune sostanze acide come acido glicolico, acido lattico e acido salicilico, agenti che lavorano alla decomposizione delle cellule morte sull’epidermide. L’esfoliazione della pelle è indotta attraverso l’indebolimento dei desmosomi, giunzioni proteiche che mantengono unite tra loro le cellule epiteliali, diminuendo la coesione intercorneocitaria , facilitando il distacco quindi delle cellule morte e stimolando il ricambio cellulare. Questi prodotti sono molto indicati per pelli sensibili, infiammate e facili all’arrossamento durante l’utilizzo di scrub meccanici: al contempo, considerato il loro meccanismo d’azione, gli esfolianti chimici devono essere utilizzati con particolare attenzione perché possono provocare seri danni cutanei se non applicati nelle giuste concentrazioni…