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Microalghe per la prevenzione delle malattie cardiovascolari

Autori:
Palmaria palmata (Peter D. Tillman)

Stefania Preda, Francesco Saverio Robustelli della Cuna La biomassa delle microalghe rappresenta un enorme potenziale come fonte di proteine alimentari paragonabili, in termini di quantità e qualità, alle proteine degli alimenti convenzionali, nonché superiori rispetto alle proteine di origine vegetale e animale. Grazie alla qualità nutrizionale delle proteine e alla loro natura in costante e rapida crescita, le microalghe sembrerebbero essere delle promettenti risorse alternative per la produzione di alimenti funzionali a base di peptidi bioattivi. risorse set25Download Negli ultimi anni, i peptidi bioattivi alimentari hanno suscitato molto interesse per i loro potenziali benefici sulla salute; in particolare, la conoscenza di diversi composti bioattivi delle microalghe ha aperto delle potenziali opportunità per la produzione di peptidi con un’ampia gamma di bioattività correlate alla gestione e alla prevenzione delle malattie cardiovascolari (Ejike et al., 2023). Produzione e isolamento di peptidi bioattivi dalle microalgheIl primo passo nella produzione di peptidi bioattivi è l’identificazione di opportune fonti proteiche e la selezione del metodo di estrazione più appropriato. Dopo l’estrazione, che può essere di tipo chimica, meccanica o enzimatica, le proteine sono sottoposte ad idrolisi per rilasciare i frammenti peptidici funzionali con le loro specifiche attività biologiche. Tra i vari metodi di idrolisi, l’idrolisi enzimatica è la più utilizzata in quanto consente di preservare le proprietà funzionali e i valori nutrizionali, evitando trattamenti chimici e fisici che potrebbero rivelarsi eccessivamente aggressivi. I prodotti dell’idrolisi sono poi sottoposti a tecniche di separazione, quali centrifugazione, precipitazione, ultrafiltrazione o cromatografia, per isolare il peptide di interesse di cui viene testata l’attività biologica. Questi peptidi derivati dalle proteine delle microalghe sarebbero in grado di influenzare l’attività biologica umana e di innescare effetti intracellulari grazie al legame con specifici recettori, con un impatto finale positivo sulle malattie metaboliche. Oltre alle potenziali proprietà farmacologiche, i peptidi bioattivi presentano irrilevanti effetti avversi o tossici e, dati i notevoli livelli di sicurezza, tollerabilità ed efficacia nell’uomo, costituiscono un punto di partenza per lo sviluppo di alimenti funzionali e nutraceutici innovativi. Pertanto, la possibilità di poter intervenire con un’azione preventiva sullo sviluppo di condizioni patologiche mediante la gestione della dieta anziché l’impiego di […]

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