* Tiziana Esposito, * Teresa Mencherini, * Francesca Sansone, * Amalia Porta, Sempre più di frequente le Aziende si avvalgono della collaborazione con le Università al fine di sviluppare formulazioni innovative e materie prime da utilizzare per realizzare i loro prodotti. Lo sviluppo formulativo di due creme con elevate percentuali di ingredienti naturali attuato presso l’Università di Salerno è un esempio di questo rapporto e mette in luce utilità e valore della ricerca di base in ambito universitario. INTRODUZIONE Per formulare un nuovo prodotto cosmetico è necessario soddisfare le numerose ed esigenti richieste del consumatore e del legislatore del settore, che vanno dall’alta qualità delle materie prime alla dimostrata efficacia funzionale e sicurezza d’uso del prodotto finito. Oggi, per raggiungere tali obiettivi, le Aziende cosmetiche si avvalgono sempre più spesso della ricerca di base universitaria al fine di sviluppare materie prime e formulazioni innovative, mettere a punto processi produttivi a basso impatto ambientale, sviluppare metodi ed effettuare test (in vitro e in vivo) per verificare la sicurezza e l’efficacia dei prodotti. In questo contesto si inserisce il seguente lavoro di ricerca, svolto nell’ambito delle attività del PON (Programma Operativo Nazionale) Ricerca e Competitività 2007-2013 Hi-life (Health products from the Industry and foods). Il progetto ha previsto lo sviluppo formulativo di due emulsioni cosmetiche O/A destinate all’applicazione sulla cute del viso e delle mani, rispettivamente, con efficacia idratante, elasticizzante e nutriente. In linea con gli obiettivi del progetto Hi-life, le formulazioni sono state sviluppate con un’elevata percentuale di materie prime di origine vegetale. In particolare, la sfida raccolta è stata quella di riuscire a incorporare tra gli ingredienti delle emulsioni quantità significative di ingredienti di origine vegetale tra cui olio d’oliva e sua frazione insaponificabile, noti per le loro numerose proprietà cosmetiche, da quella idratante emolliente e protettiva a quella ristrutturante ed anti-invecchiamento ma con caratteristiche organolettiche (colore e odore) che normalmente ne limitano l’uso a elevate percentuali ali in cosmetici. L’attività di ricerca ha previsto la progettazione e lo sviluppo della formula quali-quantitativa delle emulsioni O/A sia della crema viso che della crema mani e l’ottimizzazione del metodo di preparazione. Delle due emulsioni prodotte è stata […]
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Psilocibina: una molecola di origine naturale al confine tra farmacologia, neuroscienze e salute mentale
La psilocibina rappresenta oggi uno dei capitoli più stimolanti della ricerca in neuropsicofarmacologia. Da molecola isolata da funghi del genere Psilocybe, è diventata un possibile strumento per indagare la relazione tra cervello, esperienza soggettiva e cambiamento terapeutico.Le evidenze disponibili suggeriscono che, in contesti controllati e con adeguato supporto psicologico, la psilocibina possa produrre benefici clinici in alcuni pazienti con depressione, ansia associata a malattie gravi o disturbo da uso di sostanze. Perché oggi si parla di psilocibinaNegli ultimi anni la psilocibina è tornata al centro dell’interesse scientifico internazionale. Per molto tempo, le sostanze psichedeliche classiche sono state associate quasi esclusivamente all’uso ricreativo, alla controcultura degli anni Sessanta e alle restrizioni legislative che ne hanno progressivamente limitato lo studio. Oggi, tuttavia, il quadro è profondamente cambiato. Una nuova generazione di ricerche cliniche, condotte in contesti universitari e ospedalieri controllati, ha riaperto il dibattito sul possibile ruolo della psilocibina nella cura di alcuni disturbi psichiatrici, in particolare depressione maggiore, depressione resistente al trattamento, ansia, disturbo da stress post-traumatico e disturbi da uso di sostanze. Questa ripresa è stata spesso definita “rinascimento psichedelico”. L’espressione è molto forte ma non indica semplicemente una moda culturale o una nuova fascinazione per sostanze naturali ad azione psicoattiva. Indica piuttosto il ritorno degli psichedelici nel campo della farmacologia, delle neuroscienze e della psichiatria sperimentale. Il punto centrale non è riscoprire in modo acritico molecole note da decenni, ma studiarle utilizzando le conoscenze della ricerca moderna: studi controllati, valutazioni di sicurezza, misure neurobiologiche, protocolli psicoterapeutici standardizzati e follow-up clinici. La psilocibina si presta particolarmente a questa riflessione perché occupa una posizione di confine. È una molecola di origine naturale, prodotta da diverse specie fungine; è una sostanza psicoattiva capace di modificare in modo marcato percezione, emozioni e senso del sé; è un composto farmacologicamente caratterizzabile, con un bersaglio serotoninergico principale; ed è oggi oggetto di studi clinici che ne valutano l’impiego in ambito psichiatrico. Questa complessità rende necessario distinguere con chiarezza tre piani spesso confusi nel dibattito pubblico: l’evidenza scientifica, l’uso ricreativo o non supervisionato e la comunicazione mediatica. L’interesse della psichiatria nasce da un dato clinico concreto. […]
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Assemblea pubblica di Cosmetica Italia “Fare impresa, creare valore. Innovazione e competitività per il futuro del sistema cosmetico italiano”
L’industria cosmetica in Italia cresce, crea valore e guarda al futuro. Fatturato record a 18 miliardi di euro Roma, 7 luglio 2026 – Riconoscere la cosmetica come uno dei settori strategici del Made in Italy e inserirla pienamente tra le priorità della politica industriale nazionale ed europea. È questo il messaggio che emerge dall’Assemblea pubblica […]
Incredibile ma vero. La chitina dei tessuti-veicolo viene trasformata in acido ialuronico
L’interessante ipotesi presentata in questo articolo riguarda l’attività della chitina che, contenuta in speciali tessuti, viene trasformata in acido ialuronico, dopo essere entrata in contatto e penetrata nella pelle e nell’organismo. Tale ipotesi darebbe ulteriore supporto ai diversi studi che hanno evidenziato l’efficacia del tessuto-carrier utilizzato come nuovo veicolo per produrre innovativi cosmeceutici e nutraceutici. In questo articolo viene riportata l’ipotesi riguardante l’attività della chitina che, contenuta in speciali tessuti, viene trasformata in acido ialuronico, dopo essere entrata in contatto e penetrata nella pelle e nel nostro organismo attraverso le strade previste dalla cosiddetta Beauty from Within. Questa metodologia prevede il raggiungimento della salute e della bellezza attraverso l’uso degli stessi ingredienti applicati sulla cute attraverso i cosmetici e assunti per via orale per mezzo degli integratori alimentari. A tal proposito si evidenzia la possibilità che frammenti di chitina vengano trasformati in acido ialuronico dall’enzima ialurono-sintetasi.Tale ipotesi darebbe ulteriore supporto ai diversi studi del nostro gruppo di ricerca che hanno evidenziato l’efficacia del tessuto-carrier utilizzato come nuovo veicolo per produrre innovativi cosmeceutici e nutraceutici. Infatti le fibre di questi tessuti, realizzati con polimeri naturali e biodegradabili, sono state “caricate” ed “attivate” con micro-particelle del complesso chitina-lignina, in grado di incapsulare ingredienti sia idro che l’idro-solubili. A tal proposito è interessante sottolineare come questo particolare tessuto sia risultato come veicolo non soltanto efficace e sicuro sia per la cute che per l’ambiente, ma anche in grado di cedere gli attivi in modo più rapido se paragonato ad una normale emulsione. Keywords: chitina, acido ialuronico, lignina, cosmeceutici, nutraceutici IntroduzioneLa chitina e l’acido ialuronico entrano in modo diverso nel metabolismo del nostro organismo. La prima in modo indiretto perché introdotta da insetti e diversi microorganismi, la seconda come parte integrante del nostro organismo. Comunque, esiste uno stretto collegamento tra i due polimeri che si intersecano e si accavallano l’una all’altro attraverso passaggi ancora poco noti, anche se le loro molecole hanno in comune la acetil glucosammina come chiaramente riportato dalla figura 1. Prima di entrare nel metabolismo dei due polimeri vediamone alcune delle loro caratteristiche chimico-fisiche e metaboliche. In natura la chitina è […]
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IRIS – Alla Radice della Bellezza
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