• Nessun prodotto nel carrello.

Zinco e alimentazione

Annalisa Maietti, Paola Tedeschi, Gianpiero Bonetti, Vincenzo Brandolini

Lo zinco è un minerale essenziale per le funzioni fisiologiche: dopo il ferro è presente nell’organismo in quantità superiore a quella di qualsiasi altro oligoelemento. Dal punto di vista nutrizionale ha un ruolo importante poiché entra a far parte della struttura di oltre 200 complessi enzimatici ed è necessario per il corretto funzionamento di molti ormoni come insulina, ormone della crescita e ormoni sessuali.
Svolge anche un ruolo strutturale di regolazione e catalitico nel metabolismo delle proteine e degli acidi nucleici. È presente in molti alimenti e una dieta corretta ne garantisce la giusta disponibilità, ma in particolari condizioni può essere necessario ricorrere alla sua integrazione.

Natural 1

I sali minerali sono indispensabili per il corretto funzionamento dell’organismo infatti ogni giorno il nostro organismo ha un fabbisogno di macroelementi nell’ordine dei grammi mentre, per gli oligominerali, varia dai microgrammi ai milligrammi. Lo zinco è solido a temperatura ambiente ed è un metallo moderatamente reattivo che si combina con l’ossigeno e altri non metalli. È in grado di reagire con acidi diluiti generando idrogeno. Lo zinco metallico non è tossico, ma esiste una sindrome detta “brividi da zinco”, che può verificarsi per inalazione di ossido di zinco appena formato. Lo zinco, che presenta un solo stato di ossidazione (Zn2+), è un elemento essenziale che dopo il ferro è presente nell’organismo in quantità superiore a quella di qualsiasi altro oligoelemento. Questo minerale riveste un importante interesse nutrizionale poiché entra a far parte della struttura di oltre 200 complessi enzimatici ed è necessario per il corretto funzionamento di molti ormoni incluso insulina, ormone della crescita e ormoni sessuali. Inoltre, svolge un ruolo strutturale di regolazione e catalitico nel metabolismo delle proteine e degli acidi nucleici.
Le carenze di zinco sono rare poiché il suo contenuto negli alimenti è sufficientemente elevato.
Possibili rischi dovuti a carenze riguardano quelle persone che consumano elevate quantità di cereali integrali, legumi, prodotti a base di crusca o che seguono regimi vegetariani “stretti” perché lo zinco dei vegetali è meno disponibile causa il legame con l’acido fitico che può formare un complesso insolubile non assimilabile.

Entrate e uscite
L’organismo umano contiene zinco in quantità variabili da 1,4 a 2,5 g distribuito in tutti i tessuti, ma si concentra soprattutto nella muscolatura striata (60%), nelle ossa (30%), nella pelle (4-6%) e nei globuli rossi e bianchi. Solo lo zinco epatico può essere in parte mobilizzato in caso di deficit limitato nel tempo e, poiché non esistono riserve specifiche di zinco, è necessario mantenere un apporto regolare con l’alimentazione. Dello zinco introdotto con gli alimenti circa il 10-40% viene assorbito a livello dell’intestino tenue grazie al legame con la metallotioneina formata da due proteine a basso peso molecolare che data la particolare affinità per lo zinco ne regolano l’assorbimento e l’eliminazione intestinale in base all’apporto alimentare. Inoltre la quota assorbita dipende della sua concentrazione ematica. Viene eliminato principalmente con le feci, ma anche con le urine (2-8%). Nei bambini da 6 a 11 mesi le perdite fecali, urinarie e con il sudore sono stimate in 0,1 mg/kg/die. Per il calcolo del fabbisogno si stima il 30% per l’assorbimento intestinale medio e si aggiunge un 30% per la variabilità individuale del fabbisogno. È facilmente reperibile nei cibi e un’integrazione con sali minerali è raccomandata in caso di intensi sforzi fisici e intensa sudorazione, nel caso di diete non sufficientemente ricche e in determinate condizioni fisiologiche come la gravidanza e l’allattamento.

vongole, zinco
Le vongole sono tra gli alimenti considerati più interessanti per l’apporto di zinco (21-23 mg/100 g).

Lo zinco è necessario per la crescita, lo sviluppo dell’apparato sessuale maschile e la normale funzionalità della prostata. Combatte la sterilità maschile, favorisce la guarigione da ferite, lesioni e, mantenendo sane le arterie, aiuta a prevenire l’insorgere della arteriosclerosi e l’accumulo del colesterolo. È utile per regolare la pressione alta e insieme al cromo è indispensabile per il corretto funzionamento dell’insulina. Lo zinco è stato anche impiegato con successo negli spasmi dovuti a circolazione difettosa e nelle ulcerazioni varicose croniche, inoltre aiuta a mantenere la pelle sana. Attualmente è stato dimostrato che funziona come antiossidante, regolarizza il gusto e l’odorato, promuove la crescita e uno sviluppo regolari, favorisce la cicatrizzazione delle ferite, determina una crescita regolare del feto, interviene nella sintesi di DNA e RNA, promuove la divisione cellulare e regolarizza il livello ematico della vitamina A. Gravi carenze di zinco, anche se poco frequenti, sono caratterizzate da alterazioni cutanee, diarrea, perdita dei capelli, disturbi mentali e infezioni ricorrenti a causa dell’indebolimento delle funzioni immunitarie. La tossicità acuta è molto rara e si verifica con dosi di almeno 2 g che si manifesta con nausea, vomito e febbre. I principali effetti tossici si verificano in conseguenza di prolungate assunzioni di dosaggi superiori ai 150 mg al giorno e sono rappresentati da anemia, riduzione del colesterolo HDL, depressione della funzione immunitaria. Un eccessivo apporto di zinco con la dieta può provocare carenze di altri oligominerali. Lo zinco è un potente stimolante per la risposta immunitaria, ma se assunto in dosi elevate la può indebolire. Non ci sono indicazioni che lo zinco interagisca in modo negativo con alcun farmaco.

Supplemento, quando serve
È stato riscontrato clinicamente che i soggetti con un introito dietetico calorico inadeguato necessitano di quantità addizionali e, in particolare, i bambini nell’età pre-scolare, le persone anziane e le donne in gravidanza o in allattamento, i soggetti che fanno abuso di alcool o altre droghe, quelli con malattie croniche logoranti, stress prolungati o coloro che hanno da poco subito un intervento chirurgico. Anche i soggetti a cui è stata chirurgicamente rimossa una porzione del tratto gastrointestinale, con gravi ustioni o lesioni, coloro che assumono diuretici per qualsiasi ragione, con ipertensione, insufficienza cardiaca congestizia, malattie epatiche e le donne che assumono contraccettivi orali necessitano di una integrazione. L’alcool, preso anche in quantità moderate, può aumentare l’escrezione di zinco e può diminuire la capacità dell’organismo di utilizzare lo zinco a livello epatico. Il caffè non dovrebbe essere consumato contemporaneamente all’assunzione di zinco perché potrebbe diminuirne l’assorbimento. I principali sintomi da carenza moderata sono la perdita del gusto e dell’odorato, una crescita non ottimale nei bambini, alopecia, eruzioni cutanee con lesioni multiple sulla pelle e difficoltà cicatriziali. Glossite, stomatite, blefarite, sterilità e/o oligospermia. In caso di carenze gravi si osservano ritardo nella formazione delle ossa, epatosplenomegalia, riduzione del volume testicolare, funzioni testicolari inferiori alla norma, rallentamento della crescita e/o nanismo. Lo zinco è presente nella maggior parte degli integratori vitaminici e minerali del mercato perché, associato ad alcuni altri metalli, si ritiene contribuisca alle proprietà antiossidanti che proteggono dall’invecchiamento della pelle e dei muscoli. Pastiglie di gluconato di zinco si utilizzano come rimedio contro il comune raffreddore…

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *