*Carla Scesa
Prevenzione, dieta e stili di vita consapevoli sono gli strumenti per conservare un buono stato di salute nello scorrere degli anni e hanno di fatto aumentato l’età media della popolazione. E nella “società dell’apparire”, caratteristica dei paesi industrializzati, l’aspetto e l’immagine, che mutano invecchiando, hanno un valore primario nei rapporti sociali e personali e assumono un ruolo di continuo stimolo e di spinta all’innovazione e alla creatività per il mondo della bellezza e della scienza cosmetologica.
L’innovazione è lo strumento chiave per assicurare sviluppo delle conoscenze, crescita scientifica e miglioramento della qualità della vita. Se ne parla sui mass media, nei dibattiti, nei congressi di economia e finanza oltre che scientifici e tecnologici, mentre le legislazioni internazionali ne regolamentano il forte impatto industriale e commerciale.
In questo momento di crisi economica mondiale, quando tutti i settori cercano uno sviluppo e un’alternativa di mercato, in Italia la cosmetica rappresenta uno dei pochi segmenti (con l’alimentare e la moda) che ha avuto uno sviluppo ininterrotto negli ultimi anni. Un fenomeno che sottolinea con particolare evidenza il consolidarsi, nei paesi industrializzati, di una “società dell’apparire”, dove l’aspetto e l’immagine che ognuno dà di sé assumono un valore prioritario nei rapporti sociali e interpersonali. Inoltre il significativo aumento dell’età media moltiplica la ricerca del benessere psico-fisico (l’Italia è il paese più “vecchio” d’Europa e uno dei più vecchi nel mondo , con una previsione di arrivare nel 2030 a raggiungere il 50% della popolazione di ultra 65 enni ). In parte ciò è dovuto al basso tasso di natalità (1,4 figli) ma anche alla prevenzione medica, a un più consapevole stile di vita e alla dieta (il 16 novembre 2010 quella mediterranea è stata dichiarata dall’Unesco, patrimonio dell’umanità, per i benefici che porta alla salute).
Questi dati coinvolgono in modo diretto il mondo della bellezza e la scienza cosmetologica, stimolandola verso una forte spinta di innovazione e creatività scientifica: è un segno di grande vitalità e giovinezza dell’intero settore continuamente impegnato ad aggiornare i parametri sui vari aspetti dell’invecchiamento cutaneo e dei meccanismi biochimici che lo provocano.
Invecchiare bene significa prendersi cura della propria salute e del proprio aspetto: da qui il grande successo di diete, cosmetici, trasmissioni e articoli che danno consigli di salute e bellezza.
Negli ultimi anni, accanto al tradizionale mondo dell’estetica, si sono create nuove figure, seguitissime soprattutto dai giovani: le “blogger”, che insegnano a truccarsi, a rimodellarsi, a preparare da sé cosmetici, tisane e rimedi di bellezza. E costituiscono ormai una crescente realtà di informazione e di consiglio (promuovendo anche un grosso giro di affari per la rete).
A questi importanti bisogni dell’uomo moderno si rivolge la cosmetologia, innanzitutto con la precoce prevenzione dell’ageing estetico: attraverso una calibrata igiene cutanea e una protezione quotidiana dai danni ambientali (di cui disidratazione,secchezza e un precoce invecchiamento, rappresentano i sintomi più diffusi e immediati). Si passa poi ai veri trattamenti specialistici contro i segni del tempo: rughe, rilassamenti, discromie, perdita di tono, dovuti all’azione combinata dell’invecchiamento naturale (crono-aging) e da quello indotto da fattori ambientali (inquinamento, raggi solari, radiazioni indoor quali la luce blu) o foto-aging. E’ per soddisfare la continua richiesta di cosmetici dall’efficacia rapida e percepibile che nasce la spinta all’innovazione dell’industria cosmetica. Ma cosa significa innovazione, in un settore industriale così complesso e variegato? Spesso è soltanto una brillante intuizione di marketing o l’accattivante presentazione della pubblicità, tuttavia la vera innovazione nasce nei laboratori di ricerca e sviluppo, in una importante sinergia di studi multidisciplinari (chimica, medicina, biologia,botanica, fisica ma anche informatica e statistica). Sono studi che non raggiungono il grande pubblico e la stampa, impedendo di apprezzare fino in fondo la grande evoluzione del mondo della bellezza, inteso in senso più ampio come mondo del benessere: star bene con sé stessi e con l’ambiente in cui si vive.
I settori dell’innovazione cosmetica
Interessano l’intera filiera del prodotto: dalla produzione al commercio, nel rispetto delle vigenti legislazioni internazionali in continuo aggiornamento, attraverso una serie di tappe innovative. Tra queste al primo posto ci sono studi di biochimica e fisiologia cutanea per conoscere a fondo i meccanismi alla base degli inestetismi e dell’invecchiamento cutaneo. Partendo dalle nuove conoscenze ottenute nei laboratori di ricerca industriali e accademici, vengono realizzati prodotti innovativi (nuove texture e forme chimico-fisiche), supportati dalla continua ricerca di nuovi ingredienti(eccipienti e sostanze funzionali) con il grande apporto delle conoscenze etnobotaniche legate alla globalizzazione. I risultati sperimentalmente ottenuti e la realizzazione di prodotti fortemente innovativi creano, con l’apporto delle conoscenze mediche, nuovi trattamenti per viso, corpo e capelli, creando innovative discipline cosmetologiche (dalla cosmesi tradizionale rivisitata, alla creazione di nuove funzionalità, quali i cosmetici del benessere, i nutracosmeceutici, i neuro cosmetici, i cosmetici della luce e altri ancora).
La crescente attenzione all’ambiente e al rispetto degli animali ha prodotto altresì una forte innovazione tecnologica nei test di valutazione dell’efficacia e della sicurezza, con lo studio continuo degli ingredienti e dei prodotti finiti per una precisa difesa della salute dell’uomo. Senza trascurare una componente fondamentale per l’efficacia e la sicurezza d’uso dei cosmetici: il packaging, che garantiscea la stabilità del prodotto, la tutela dell’ambiente e l’innocuità per l’uomo durante l’intero ciclo di vita del cosmetico.
Lo studio del packaging inizia dai contenitori a diretto contatto con i prodotti (vesetti, flaconi, tubi, bombole…), si amplia nei fogli illustrativi fino all’astucciatura finale, sulla quale vengono riportate una serie di informazioni (previste per legge): durata del prodotto, elenco degli ingredienti (INCI names), avvertenze e modalità d’uso e infine i “claims”, quei messaggi al consumatore che illustrano il prodotto e la sua efficacia, obbligatoriamente dimostrata secondo il Regolamento europeo CE 1223/2009 entrato in vigore 11 Luglio 2013
Possiamo riassumere (Tab.1) I principali fattori che hanno contribuito a cambiare , nel corso degli ultimi anni il mondo della bellezza
Ricerca e Innovazione: la pelle e le cellule
Al primo posto degli studi cosmetologici c’è la pelle, protagonista assoluta della bellezza con i suoi problemi, di cui si conoscono sempre nuovi meccanismi e nuove importanti scoperte nella lotta all’ageing.
Tra le importanti ricadute scientifiche negli studi cosmetologi possiamo citare alcune scoperte che hanno portato all’assegnazione di premi Nobel quali:
Nobel per la Medicina 2000 a A.Carlsson-P. Greengard-E. Kande per Signal transduction in the nervous system che ha aperto una importante strada di conoscenza sull’impatto sensoriale dei preparati per uso topico.
Nobel per la Chimica 2003 a P.Agree- R.Mackinnon per Channels in cell membranes ,con la scoperta delle aquaporine, i canali di trasmissione preposti, tra le altre funzioni fisiologiche, alla conservazione e trasporto di acqua nella pelle.
Nobel per la Medicina 2004 a R.Axel-L.B.Buck per Odorant Receptors and the organization of the olfactory system. Una tappa fondamentale per la conoscenza di messaggi odorosi e I meccanismi coinvolti nella loro trasmissione al cervello umano con la creazione di una memoria olfattiva e la stimolazione di neurotrasmettitori.
Nobel per la Medicina 2017 a J.C.Hall- M.Rosbash-M.W. Young per Molecular mechanisms controlling circadian rhytmes che sta aprendo un mondo di conoscenze sui momenti dei trattamenti cosmetologici e lo sviluppo di una vera Cronocosmesi funzionale.
Negli ultimi anni, grazie alle conoscenze scientifiche, sono nati nuovi cosmetici e nuove discipline applicate alla cosmetologia, tra cui:
Neurocosmesi. Che realizza una stimolazione biochimica del sistema nervoso attraverso l’attivazione dei neurotrasmettitori cutanei e olfattivi.
Metabolomica. La recentissima frontiera di una cosmesi funzionale per riequilibrare il microbiota cutaneo (già in atto nei preparati per il trattamento di aree intime femminili) per potenziare l’autodifesa della pelle attraverso l’inserimento di enzimi probiotici.
Cronocosmesi. Una disciplina giovane che riscopre, su basi scientifiche, trattamenti antichi quali le creme da applicare alla sera, per stimolare processi di riequilibrio e riparazione durante la notte e in stato di riposo. Oggi c’è la grande moda delle “maschere notturne” cioè cosmetici ricchi in principi attivi a funzionalità antiageing da lasciare in posa tutta la notte, con un’efficacia sperimentalmente dimostrabile “in vivo” .
Cosmetologia della struttura e Adipocosmesi, con l’obiettivo di riequilibrare i volumi. Gli indirizzi cosmetologici sono due: rimodellamento per il corpo con riduzione degli accumuli adiposi o stimolazione degli adipociti per rimpolpare e rassodare quelle aree cutanee del viso soggette al cedimento strutturale da foto e, soprattutto, crono invecchiamento. Grandi protagonisti sono i peptidi che agiscono sui pre-adipociti aumentandone il volume con un’efficacia documentata da studi “in vitro” su colture cellulari isolate. Interessanti anche gli studi su derivati vegetali quali sostanze attive da Myristica fragrans.
Tra le più interessanti ricadute che la ricerca scientifica ha sulla cosmetica, si possono ricordare,oltre alle aquaporine e ai numerosi recettori cutanei, i recenti studi sui meccanismi biochimici coinvolti nei danni ambientali: non solo specie radicaliche ossigeno reattive ROS, ma azoto reattive(RNS) e carbonio reattive, (RCS),i recettori di molecole dannose (quali gli idrocarburi aromatici presenti nell’inquinamento urbano) fino ai più gravi processi di glicazione endogena (AGE). La cosmesi di trattamento sta attivamente studiando i processi cellulari con l’ottenimento di interessanti risultati soprattutto attraverso l’utilizzo di oligopeptidi e derivati o estratti naturali vegetali e marini.

Ricerca e innovazione: Il prodotto cosmetico
Il prodotto è il secondo protagonista della cosmesi, da quella funzionale, al make up, ai prodotti di toiletries, fino alle sofisticate linee di profumeria alcolica. Come giustamente si è sottolineato nell’ articolo “The golden age of formulation” di Jim Bullock, pubblicato sulla rivista internazionale HPC Household and Personal care, la formulazione ha assunto un ruolo importante per i grandi contenuti di innovazione che riesce a realizzare. Nascono texture sempre più sensoriali e funzionali, esse stesse vettori e distributori di sostanze attive, in grado di dare idratazione, emollienza, protezione cutanea.
Nascono nuove forme cosmetiche che rispettano l’ambiente, che esercitano una multifunzionalità, che si trasformano come per magia durante l’uso, creando sensazioni termiche, passando da gel a emulsioni, da polveri a consistenze fluide e cremose. Veri capolavori di raffinati equilibri cosmetici realizzati con nuovi ingredienti (molti i polimeri) che il pubblico non conosce, perché non rappresentano quella punta di iceberg della comunicazione basata soltanto sulle sostanze attive. Sostanze che si prestano al sogno e all’immaginazione perché esotiche, rare o provenienti da culture e tradizioni lontane.
Gli studi sulle nuove forme cosmetiche si sviluppano oggi soprattutto in estremo Oriente (Corea e Giappone), dando origine a una nuova cosmesi e a nuove textures (letteralmente “tessiture”, cioè strutture cosmetologiche percepibili al tatto). Si è passati dalle classiche emulsioni “olio in acqua” e “acqua in olio”, alla formulazione di emulsioni siliconiche, altamente sensoriali, di microemulsioni ad elevato assorbimento cutaneo, senza dimenticare le PIT emulsions, con particolare tecnologia produttiva o le emulsioni a cristalli liquidi, particolarmente indicate per la loro perfetta spalmabilità cutanea. Nasce anche la Cosmetologia della luce, dove textures e ingredienti ad azione fisica giocano appunto con la luce creando sensazioni ottiche, minimizzando i segni del tempo (pigmenti soft focus) e proteggendo dagli effetti nocivi dei raggi solari, non soltanto ultravioletti ma visibili nell’intervallo della luce blu.
Sono nate le creme dell’alfabeto(BB- CC- DD creams): un vero boom internazionale, con textures innovative, pigmenti che riflettono e rifrangono la luce incidente e sostanze attive per la prevenzione dell’ ageing. Una serie di cosmetici per il viso e il corpo sono ormai entrati nell’uso comune ma hanno costituito, dalla loro prima comparsa sul mercato mondiale (anno 2012) una vera innovazione tecnologica e di trattamento cosmetico, minimizzando la percezione visiva dei segni dell’invecchiamento (rughe e discromie) con un insieme sinergico di effetti ottici e funzionali. L’ultimissima frontiera della Cosmesi della luce è stata il lancio (2016-2017) di creme e sieri neri, con uno strepitoso effetto di aumento della luminosità cutanea.
Ricerca e innovazione: gli ingredienti attivi
Sono i grandi protagonisti dei messaggi pubblicitari e dell’interesse dei consumatori.
Bisogna tuttavia ricordare la profonda differenza tra farmaco e cosmetico. Nel primo è funzionale la molecola attiva, l’eccipiente ne funge da supporto e distribuzione ma è inerte ai fini dell’efficacia. Nel cosmetico invece efficacia e sicurezza nascono da tutto l’insieme degli ingredienti contenuti in formula che spesso, come possiamo leggere in etichetta, superano le 30-40 voci e si integrano a vicenda in un complesso equilibrio, tipico del mondo cosmetico.
Gli ingredienti sono obbligatoriamente riportati su ogni prodotto, secondo una precisa normativa internazionale, in ordine decrescente di concentrazione (in peso) nell’intera formulazione. Secondo una terminologia (INCI names) che prevede nomi in inglese, in latino o numeri a 5 cifre. Tutti contenuti nel Cosmetic Ingredients Dictionary: un dizionario internazionale che, nell’ultima edizione riporta ben 22.000 voci. Tali e tanti sono i possibili ingredienti cosmetici. Quelli di origine o derivazione naturale (che non hanno subito alcun trattamento chimico) sono scritti in latino, altrimenti assumono la terminologia inglese. Tipico esempio è l’Olio di ricino o Ricinus communis che diventa Hydrogenated castor oil, dopo trattamento di idrogenazione. Troviamo quindi Aqua (senza la c), ma anche Paraffinum liquidum o olio di vaselina, Cera alba o estratti vegetali espressi con il nome botanico in latino e la parte di origine in inglese (es: Rosa centifolia flower). I numeri a 5 cifre indicano coloranti e pigmenti secondo il Colour Index internazionale.
Nell’ambito degli ingredienti cosmetici le innovazioni tendono a ridursi, anche a cause delle notevoli restrizioni dovute alle normative internazionali. Il Regolamento REACH (Registration, Evaluation, Authorisation of Chemicals)regolamento Europeo n. 1907/2006, entrato in vigore il 1°giugno 2007 ha posto infatti una serie di vincoli per l’immissione sul mercato di nuove molecole riducendo notevolmente la ricerca di nuovi ingredienti ma assicurando la salute dell’ambiente e dei consumatori. Oggi , per un utilizzo cosmetico,si studiano prevalentemente polimeri e sostanze naturali che non ricadono nelle normative imposte dal REACH.
E’ sempre molto diffusa la ricerca di derivati naturali, spesso di origine marina e lo studio di nuove sostanze prodotte con tecniche di biotecnologia. Tra le ultime novità si possono ricordare gli scambiatori di ossigeno, le cellule staminali, i potenziatori di scambi energetici cellulari e la grande famiglia delle molecole biomimetiche, tra cui i peptidi. Moltissimi gli antiossidanti, sempre più potenti nel prevenire danni cellulari e proteggere il DNA.
Tra gli ingredienti attivi più significativi di questi ultimi anni possiamo ricordare i Top ten, cioè le 10 classi di sostanze riportate in tabella.
Da non dimenticare infine, tra le nuove tendenze di un settore in continua evoluzione e in grande fermento innovativo, la Nutraceutica che si affianca sempre più spesso ai preparati cosmetici, verso una efficacia mirata ai vari problemi. Dall’idratazione, alla molteplicità dei fenomeni dell’ageing, dal rimodellamento del corpo alla prevenzione della caduta dei capelli, il mondo naturale offre sostanze di grande efficacia: vitamine , tra cui le vitamine A,E e C, antiossidanti, probiotici, carotenoidi, oli alimentari ricchi in PUFA (Poly-Unsatured Fatti Acids), tra cui l’acido omega 3, fitoestratti ad azione restituiva e biostimolante.
Principi attivi che ritroviamo in numerosi cosmetici, soprattutto sieri e creme di trattamento per viso e capelli per soddisfare i bisogni crescenti di benessere e di gratificazione.
Ricerca e innovazione: i Test di sicurezza ed efficacia
È infine doveroso ricordare un grande protagonista della cosmetologia funzionale: il “testing”, sia esso affidato a tecniche fisiche strumentali o a prove “in vivo”, “ex vivo” o “in vitro”. E’essenziale per studiare la sicurezza di ingredienti e cosmetici finiti o la loro efficacia su cellule isolate, su cute ricostituita, su modelli sperimentali in grado di dare una risposta scientifica all’innocuità e all’efficacia dei prodotti per la bellezza.
E’ questa una grande innovazione, che permette di sperimentare nuovi prodotti e nuovi ingredienti, sostituendo completamente gli ormai lontani test sugli animali, proibiti per legge sui prodotti finiti (anno 2004) e sugli ingredienti (anno 2009). Si tratta di un grande strumento di scelta per i consumatori e per chi li consiglia all’acquisto. Anni fa infatti gli effetti di creme, shampoo, oli e latti venivano valutati durante l’uso, con quella che oggi definiamo “autovalutazione”, seguita in anni successivi da misurazioni strumentali di idratazione, sebometria e acidità cutanea. Oggi i test di sicurezza e di efficacia sono molteplici, con tecniche sofisticate di indagine definite “in vitro”cioè in laboratorio su colture di cellule o cute ricostituita (che riproduce fedelmente il tessuto vivente delle varie aree cutanee), oppure “in vivo”, cioè misurando direttamente sull’uomo gli effetti dei cosmetici formulati, sotto il controllo di esperti e con l’utilizzo di tecniche strumentali molto avanzate. Si cerca di capire in profondità cosa succede nella pelle e di comunicare al pubblico i risultati conseguiti, un momento particolarmente evidenziato nel nuovo regolamento Europeo, in cui è prevista una verifica on market sulla sicurezza e sulla veridicità delle promesse fatte ai consumatori .
Il nuovo obiettivo della cosmesi è infatti agire sulle cellule cutanee superficiali e profonde: dai cheratinociti, ai melanociti fino ai fibroblasti, per stimolarne l’attività e rallentare l’invecchiamento.
Si tratta di meccanismi ancora in parte sconosciuti studiati in vitro, cioè nei laboratori di biologia cellulare dove vengono selezionati, fatti crescere e studiati i componenti vitali della pelle umana e dei suoi annessi (peli e unghie), applicandovi i nuovi principi attivi per capire se e come agiscono, se sono ben tollerati o presentano tossicità cellulare, anche minima, alle concentrazioni d’uso.
Ricerca e innovazione: verso il futuro
Dal boom delle ormai famose creme dell’alfabeto prima citate, che si sono estese dal viso al corpo ai capelli, si assiste alla nascita di nuove tecnologie, quali i prodotti in BOV (Bagon on valve) non inquinanti, sicuri, plurifunzionali. O ancora alla Cosmetotessile, con “tessuti non tessuti” che inglobano e rilasciano attivi, senza dimenticare maschere filmogene per uso continuativo ed emulsioni di altissima sensorialità ed efficacia potenziate dai Devices, strumenti ottici o meccanici che amplificano l’azione dei cosmetici. Tra gli ultimi esempi i Patch per le varie aree cutanee, dalla zona perioculare al corpo, in grado di rilasciare in modo continuativo sostanze attive (caffeina, escina e altri) per drenare o ridurre accumuli di sostanze idrofile o lipofile ad azione rassodante e rimodellante.
Gli esempi potrebbero continuare a lungo, addentrandosi nelle nuove textures: veri capolavori tecnologici, che hanno creato nuovi momenti di trattamento cosmetico quali i sieri, per potenziare l’azione delle classiche emulsioni, i primer, preparatori e stabilizzatori del make up e infine le acque micellari, sistemi bifasici per la pulizia del viso ad azione struccante anche su make up waterpfoof che stanno avendo un notevole successo da parte dei consumatori. Consumatori sempre più esigenti e attenti agli acquisti che controllano in rete e ai quali la rete appunto, con l’aiuto di fisici e informatici, sta offrendo nuove APP per controllare una protezione solare personalizzata, per creare immagini con un make up specializzato dal giorno alla notte, fino a controllare direttamente l’efficacia dei cosmetici utilizzati .
La cosmesi corre verso il futuro, in un mondo globale di bisogni, di risorse, di avanzamenti scientifici e tecnologici, aiutandoci a ottenere una bellezza e una forma fisica i cui risultati si allungano nel tempo.
Il tutto grazie a una ricerca portata avanti nei laboratori pubblici e privati, con il grande apporto delle competenze accademiche per prevenire, capire e soddisfare i bisogni di consumatori sempre più informati, ma spesso ancora molto insicuri nelle scelte (anche perchè bombardati dai messaggi, non sempre veritieri, che viaggiano velocemente attraverso il web). Nel futuro della cosmetica, ci dovrà essere anche questo impegno: rendere i prodotti semplici e comprensibili a tutti, cercando di creare una cultura cosmetica seria, allargata e condivisa, in un mondo multietnico e multiculturale. Soltanto il mondo scientifico riuscirà infatti a spiegare ai consumatori cosa succede nella nostra pelle e nel nostro cervello con il semplice, antico gesto di prelevare, spalmare e lasciarsi avvolgere dal piacere di una crema profumata.
*UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI SIENA
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI ALDO MORO DI BARI
Scuola Internazionale di Medicina estetica- Fatebenefratelli Roma
Direttore gruppo Editoriale Teknoscienze Publisher-Milano
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Note
L’articolo è tratto da Scesa C.
“Dieci anni di innovazione”- Lettura magistrale 10° Convegno Nazionale Aideco- nov (2017)
Lezioni di Chimica Cosmetologia (Università degli Studi di Siena e Bari – Master Medicina Estetica)
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