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Un ingrediente fitoattivo da scarti di Castanea sativa

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*Tiziana Esposito, *Teresa Mencherini, **Serena Lembo, *Patrizia Gazzerro, *Francesca Sansone, *Giuseppe Chiuccariello, *Patrizia Picerno, *Rita Patrizia Aquino Nell’ottica di un’economia sostenibile e circolare, l’attenzione della ricerca scientifica negli ultimi anni si rivolge frequentemente allo studio degli scarti e dei sottoprodotti della filiera agricola come fonte di molecole bioattive da utilizzare in ambito farmaceutico, nutraceutico e cosmetico. I ricci delle castagne si rivelano un promettente ingrediente per la formulazione di cosmetici naturali ed efficaci. INTRODUZIONELa produzione di castagne, frutto edibile delle specie Castanea (Fagaceae), è ampiamente diffusa a livello mondiale, soprattutto in due macroaree, l’Asia e l’Europa, che rappresentano rispettivamente l’80% e il 16% della produzione. Il primo produttore europeo è l’Italia dove la castanicoltura è concentrata in in cinque regioni. Tra queste la Campania, in particolare la provincia di Avellino, rappresenta oltre il 50% della produzione nazionale con una media annua di 26-28 mila tonnellate di prodotto, seguono la Calabria, il Lazio, il Piemonte e la Toscana (www.istat.it/censimento-agricoltura 2010). Annualmente la raccolta del frutto, destinato in parte al consumo fresco e soprattutto alla trasformazione industriale (prodotto secco, farina e marron-glacé) viene fatta, tradizionalmente a mano, tra settembre e novembre. Durante questa fase, grandi quantità dell’involucro spinoso (riccio) che protegge il frutto vengono lasciate, come scarto, sul terreno. I produttori castanicoli sono costretti a rimuovere i ricci residui perché essi facilitano la crescita di insetti (Vázquez et al. 2012) che possono danneggiare la coltivazione riducendo la quantità e la qualità della produzione del frutto nell’annata successiva. Negli ultimi anni, nell’ottica di un economia sostenibile e circolare, grande attenzione è stata rivolta dalla ricerca scientifica allo studio degli scarti e dei sottoprodotti della filiera agroalimentare come fonte di molecole bioattive da utilizzare nel settore farmaceutico, nutraceutico e cosmetico (Aires et al. 2016; Balboa et al. 2014; Braga et al. 2015). La valorizzazione di questi scarti/sottoprodotti come ingredienti funzionali potrebbe risolvere il problema economico e/o ambientale del loro smaltimento, trasformandoli, anzi, in fonte di guadagno per l’azienda agroalimentare, e dall’altra parte rappresentare una materia prima nuova, a basso costo e facilmente reperibile. Recenti studi hanno dimostrato che i ricci di castagna sono ricchi […]

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