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Mela annurca campana IGP: la regina delle mele

Autori:
evidenza

* Viviana Narciso

* Fabrizia Guerra

Una varietà di mela “storica” e ampiamente diffusa nel territorio campano, che ha rivelato specifiche

proprietà salutistiche grazie al suo contenuto di procianidine, sostanze polifenoliche dalla spiccata attività antiossidante. La Melannurca Campana, che si fregia del marchio europeo di Indicazione Geografica Protetta, ha dimostrato in alcuni studi clinici un’azione di riduzione del colesterolo oltre a un potenziale utilizzo anche in tricologia. Ed è nata una promettente sinergia tra il mondo agricolo e quello della ricerca scientifica. 

Origine e produzione

La Melannurca Campana è una pregiata varietà di mela tipica della regione Campania, conosciuta già da tempi antichissimi. Alcuni dipinti rinvenuti negli scavi di Pompei e di Ercolano, città sepolte da un’eruzione del Vesuvio nel 79 d.C., testimoniano la sua stretta connessione con il mondo romano nell’ambito della Campania Felix. Altre testimonianze storiche provengono dal trattato “Naturalis historia” di Plinio il vecchio che ne colloca la sua produzione originaria nel territorio di Pozzuoli nell’area del lago d’Averno.

Nel marzo 2006, la denominazione “Melannurca Campana” è stata riconosciuta a livello europeo quale Indicazione Geografica Protetta (IGP). La zona di produzione definita nel Disciplinare comprende 137 comuni appartenenti alle cinque province campane, con una netta prevalenza di quelli ricadenti nelle aree dell’agro napoletano, beneventano e casertano da sempre maggiormente vocate per le peculiari caratteristiche pedoclimatiche.

La Melannurca nel campo scientifico

Per le sue specifiche proprietà salutistiche la Melannurca è un prodotto che è stato capace di creare una sinergia tra il “Consorzio di tutela Melannurca IGP”, costituito nel 2005, e una realtà scientifica di eccellenza quale il Dipartimento di Farmacia dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II”. 

Questa collaborazione, per la prima volta in Italia, ha permesso un approccio alla ricerca innovativo, ma soprattutto finalizzato a valorizzare un prodotto agricolo del territorio, che nel 2016, dopo anni di intensa sperimentazione, si è aggiudicato la decima edizione del premio nazionale “Oscar green”, nella sezione social innovation, promosso dalla Coldiretti. 

Il progetto nasce dall’idea del gruppo di ricerca, guidato dal Direttore del Dipartimento di Farmacia, Ettore Novellino, di approfondire le proprietà nutraceutiche di alcuni alimenti nelle patologie dismetaboliche ed in particolare gli effetti ipocolesterolemizzanti delle mele, andando ad indagare il ruolo dei flavonoidi sulla riduzione del colesterolo. 

Tutto parte dalla pubblicazione sul British Medical Journal di una ricerca osservazionale su due coorti di 10 mila soggetti l’una, datata dicembre 2013. In questo studio viene descritto come questi due gruppi, formati da soggetti con elevati livelli di colesterolo plasmatico, presentavano identici indicatori di mortalità per patologia cardiovascolare, anche se un 50% dei pazienti era regolarmente trattato con le statine, farmaci d’elezione nella terapia dell’ipercolesterolemia, mentre l’altro 50% consumava abitualmente mele.    

Da questi dati preliminari nasce l’intuizione dei ricercatori napoletani di approfondire ed indagare gli effetti benefici delle mele sulle dislipidemie. 

Ma quale mela scegliere? 

Sono state selezionate e confrontate diverse specie di mele abitualmente reperibili nel mercato, quali Granny Smith, Red Delicious, Golden Delicious e Fuji con la Melannurca Campana IGP. L’analisi dei vari componenti ha permesso di evidenziare che il frutto campano possiede, a parità di peso con le altre mele selezionate, quantità più abbondanti di procianidine, antiossidanti naturali appartenenti alla classe dei flavonoidi.

Studiando attentamente le modalità di coltivazione si è potuto verificare che questo sorprendente contenuto in polifenoli è una peculiarità dell’Annurca stessa; infatti questa mela è dotata di un picciolo molto piccolo e debole, per cui se essa restasse sull’albero fino a maturazione la forza di gravità la farebbe cadere a terra e marcire. Gli agricoltori pertanto sono, da sempre, costretti a raccogliere i frutti ancora verdi e a stenderli per terra su caratteristici graticci di paglia chiamati “melai” per circa un mese, rigirandoli frequentemente a mano, per far arrossare e maturare le mele. Questa particolare modalità di maturazione rende però l’Annurca estremamente attaccabile da funghi e parassiti, ed è in questa fase che vengono prodotte le procianidine. Dall’analisi di confronto tra le mele Annurche acerbe e quelle maturate per 30 giorni emerge che il contenuto di procianidine varia in un rapporto di 1 a 20 da quando le mele sono sull’albero a quando arrivano a maturazione; sono proprio le più elevate concentrazioni di procianidine che evitano la marcitura della mela.

Su tutte le cultivar prima elencate, sono stati effettuati degli studi in vitro finalizzati a comprendere quale fosse, a livello cellulare, la loro influenza sugli epatociti. Tutti gli estratti di mela impattavano su LDL e HDL, ma quello di Annurca era di gran lunga più efficace. Dai dati in vitro che mostravano una significativa riduzione del colesterolo totale, una riduzione delle LDL per aumento dell’espressione dei recettori delle stesse, ed un inaspettato incremento di biosintesi di proteine ApoA1 che si traduceva in un incremento della quantità di HDL, i ricercatori della Federico II sono passati all’osservazione in vivo, con uno studio su 250 soggetti, dai 18 ai 83 anni di età, i cui valori di colesterolo plasmatico oscillavano tra i 200-250 mg/dl, con ipercolesterolemia lieve o moderata, ma tale da non rappresentare un reale rischio cardiovascolare.

A tutti i partecipanti dello studio è stato suggerito di non modificare il regime alimentare o lo stile di vita, ma di assumere una volta al giorno una mela di una delle specie sotto osservazione.  Solo l’Annurca, assunta in quantità di due al giorno, perchè più piccola, si è rivelata, tra le tante, in grado di fare diminuire mediamente dell’8% il colesterolo totale e del 12% le lipoproteine a bassa densità (LDL) aumentando quelle ad alta densità (HDL) del 15%. E’ noto che la diminuzione dei valori di colesterolo, in media, nei soggetti che assumono statine è del 25% per il colesterolo totale e del 35% per le LDL. Per ottenere risultati simili sarebbe stato necessario mangiare sei mele Annurche al giorno, con risvolti sicuramente negativi sulla glicemia e la trigliceridemia. 

Per ovviare a tale inconveniente, ma ottenere lo stesso una riduzione significativa dei livelli di colesterolo, i ricercatori hanno messo a punto un metodo di estrazione totalmente food-grade per estrarre il fitocomplesso procianidinico della Melannurca Campana IGP, formulando quello che viene definito un nutraceutico, cioè un prodotto a base di un alimento,  opportunamente concentrato e somministrato nella giusta forma farmaceutica, capace di fornire benefici salutistici clinicamente verificati.  Per un nutraceutico sono fattori imprescindibili la sicurezza e la presenza di dati scientifici certi che possano validarne l’efficacia e ne garantiscano l’effetto su una determinata condizione patologica. Il nutraceutico formulato dall’equipe del professore Novellino è costituito da capsule acido resistenti, per evitare la degradazione dei principi attivi nello stomaco, ed ognuna di esse contiene una quantità di estratto equivalente a quello presente in tre mele. 

- Effetti del nutraceutico sul colesterolo
- La Melannurca
- Benessere e Bellessere
- Mela annurca campana IGP
- Sostanze polifenoliche
- Attività antiossidante
Fase di arrossamento

Effetti del nutraceutico sul colesterolo

L’estratto messo a punto dai ricercatori è costituito da una miscela di Procianidine oligomeriche presenti in isoforme diverse, dal dimero (n=2) all’esamero (n=6), in cui la forma dimerica B2 risulta tra le più abbondanti.  Un successivo trial su una popolazione di 250 soggetti moderatamente ipercolesterolemici (214-254 mg/dl), tra i 18 e gli 83 anni, ha mostrato che dopo 60 giorni di assunzione, il colesterolo totale era diminuito in media del 25% e le LDL del 37%, ma il dato più interessante risulta l’aumento del 45% delle HDL, il colesterolo buono, effetto non presente nella terapia con statine. Il complesso procianidico dell’estratto ha la capacità di sfruttare diversi meccanismi d’azione nella regolazione dei livelli di colesterolo, agendo sia sulla quota dietarica che su quella endogena. Le Procianidine in forma di esamero contribuiscono a formare delle strutture micellari in grado di inglobare, a livello intestinale il colesterolo derivante dall’alimentazione, impedendone l’assorbimento e favoriscono la precipitazione e l’eliminazione attraverso la massa fecale. Le procianidine B2 una volta arrivate a livello epatico inibiscono la sintesi del colesterolo, agendo sull’enzima squalene monossigenasi, tappa fondamentale nella biosintesi del colesterolo endogeno. Quando si verifica una riduzione del colesterolo citosolico endogeno si va ad indurre un meccanismo di regolazione che porta alla maggiore espressione dei recettori per le LDL, capace di sottrarre queste lipoproteine dal torrente circolatorio. Le Procianidine B2 inducono anche una maggiore espressione delle ApoA1, proteina precursore della formazione delle HDL. Questi meccanismi risultano sinergici tra loro rappresentando un effetto completo sui molteplici aspetti legati all’ipercolesterolemia.

Benessere e Bellessere

Alla fine del trial i ricercatori hanno raccolto molte testimonianze di persone che dopo l’assunzione per 60 giorni del nutraceutico affermavano di notare un notevole miglioramento sulla salute dei capelli.

Da qui è nata la necessità di approfondire anche tale aspetto. Dopo un attento studio in vitro condotto presso il Dipartimento di Farmacia su cellule cheratiniche umane HaCaT, è stato dimostrato che l’estratto procianidinico di Annurca è in grado di determinare un aumento dell’espressione della cheratina e di prolungare la fase anagen, la fase di crescita del capello. Questi risultati si sono rivelati molto interessanti per il miglioramento di una delle patologie tricologiche più comuni: l’alopecia.

Il processo patologico dell’alopecia comune parte con l’ingresso prematuro del bulbo pilifero nella fase catagen, dovuta all’azione degli androgeni. All’inizio del processo, il diidrotestosterone (DHT) stimola la sintesi del transforming growth factor-beta2 (TGF-β2) nelle cellule della papilla dermica. Il TGF-β2 sopprime la proliferazione delle cellule epiteliali e stimola la sintesi delle caspasi, enzimi che catalizzano le reazioni di apoptosi, morte cellulare programmata, con successiva eliminazione delle cellule epiteliali. La fase catagen è costituita da tre step che portano ad un ciclo del capello progressivamente sempre più corto:

 • la conversione del testosterone in DHA attraverso l’enzima 5α reduttasi di tipo II,

 • la sintesi di TGF-β2 nelle cellule della papilla dermica, 

• l’attivazione di un network di caspasi e di apoptosi.

Gli antagonisti del TGF-β2 sono efficaci nel prevenire i cambiamenti morfologici dovuti alla fase catagen e promuovono l’elongazione dei follicoli piliferi sia in vitro che in vivo. La procianidina B2, contrastando l’azione dei fattori TGF-β, è capace di prolungare la fase anagen, favorendo sia la ricrescita che il rafforzamento del capello. Inoltre è emerso che tutte le principali isoforme di citocheratina ad elevato peso molecolare (K1, K4, K5 ecc.), normalmente presenti nei principali annessi cutanei quali capelli ed unghie, subiscono un notevole incremento di espressione, ad opera del nutraceutico, a concentrazioni relativamente basse di prodotto e brevi tempi di esposizione.

Anche in questo caso stato effettuato un ulteriore trial clinico su 250 soggetti affetti da alopecia di vario grado, di cui 116 uomini e 134 donne, di età compresa tra 30 e 83 anni, a cui sono stati somministrate 2 capsule al giorno per 2 mesi del formulato nutraceutico in capsule acido resistenti per preservare interamente la porzione procianidinica. La condizione dei capelli dei pazienti è stata monitorata con osservazioni mirate a 30 e a 60 giorni. Dai dati raccolti è emerso un incremento medio del numero di capelli, del 50% dopo soli 30 giorni e del 110% dopo 60 giorni, incremento del numero di capelli (+ 8.9 capelli/cm2 dopo 30 giorni e + 19.4 capelli/cm2 dopo 60 giorni), e del contenuto di cheratina, tra i costituenti principali del capello (+ 18.4% dopo 30 giorni + 35.7% dopo 60 giorni). Il prodotto nutraceutico a base di estratto procianidinico di Melannurca Campana IGP, si è dunque dimostrato efficace, ma anche sicuro, a differenza di altri prodotti farmaceutici formulati per combattere la calvizie che hanno numerosi effetti collaterali.

Un nobile frutto

Per la spiccata qualità dei suoi frutti e il suo fitocomplesso unico, la Melannurca Campana rappresenta un vero e proprio concentrato di salute e benessere che segue rigidi protocolli di qualità e tracciabilità che coinvolgono tutti i componenti della filiera alimentare, fin dal terreno in cui le mele stesse vengono coltivate. Gli studi scientifici non hanno fatto altro che mettere in luce e meglio comprendere le caratteristiche peculiari di questi pregiati frutti. Una grande risorsa per il territorio Campano, ma grazie alla formulazione nutraceutica fruibile in tutta Italia, l’annurca non è una mela come tante ma la “regina delle mele”.

* UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI NAPOLI ” FEDELICO II “

Dipartimento di Farmacia

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