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Fitoterapia per animali domestici

Autori:
10hr

* David Carella

** Melissa Buccella

In medicina veterinaria, fitoderivati e oli essenziali possono essere impiegati contemporaneamente e in maniera sicura integrando eventuali trattamenti convenzionali già in essere, in un approccio terapeutico in grado di sostenere in maniera più completa ed equilibrata il processo di guarigione naturale dell’organismo degli animali da compagnia.

Da quando l’uomo decise di avvalersi per la propria sopravvivenza delle altre specie animali, dovette cominciare a preoccuparsi anche dello stato di salute dei suoi ”collaboratori”.

Nella considerazione che per il mantenimento del proprio stato di salute, seppur inconsapevolmente, impiegava quanto Madre Natura metteva a disposizione, va da sé che l’impiego delle piante a scopo terapeutico è divenuto pian piano di comune uso.

Da allora, attraverso i millenni, questa consuetudine, rafforzata da possibilità e conoscenza, è divenuta una normale attitudine nel rapporto tra l’essere umano e le altre specie animali.

In questo articolo vorremmo focalizzare l’attenzione su alcune piante e/o loro principi attivi che si possono impiegare per realizzare con semplicità diversi rimedi utili per trattare, arginare o risolvere alcune problematiche che frequentemente interessano i nostri animali da compagnia. Esistono molteplici benefici derivanti dal conoscere e dall’avere a disposizione in casa una piccola farmacia di rimedi naturali. Questi infatti possono costituire una prima linea di intervento nel momento in cui si manifestano condizioni di salute facilmente risolvibili in maniera naturale, o comunque in attesa della visita del Medico Veterinario. Possono tra l’altro consentire un notevole risparmio sulla spesa domestica annuale perché, grazie al loro impiego tempestivo, è a volte perfino possibile evitare di ricorrere a ulteriori costose terapie.

In alcuni casi i rimedi naturali, dietro parere del Medico Veterinario di fiducia, possono essere impiegati contemporaneamente ed in maniera sicura integrando eventuali trattamenti convenzionali già in essere, in un approccio terapeutico in grado di sostenere in maniera più completa ed equilibrata il processo di guarigione naturale dell’organismo dei nostri animali da compagnia.

È poi da sottolineare come i migliori risultati si ottengano quando i trattamenti complementari sono accompagnati da uno stile di vita sano, basato su un’alimentazione fresca e variegata, sull’esposizione quotidiana, quando possibile, alla luce solare, sull’esercizio fisico regolare, in un ambiente domestico il più possibile sereno. Questo vale tanto per noi quanto per i nostri animali.

Allium sativum (Aglio)

Un rimedio naturale estremamente valido ed economico è l’aglio, pianta dotata di attività antibiotica, antivirale, insettorepellente, ipotensivante, ipoglicemizzante, etc.

Si tratta anche di un rimedio molto valido per il trattamento e la prevenzione delle parassitosi intestinali.

È possibile integrare il pasto con una piccola quantità di aglio tritato a giorni alterni o per cicli di 3 settimane seguite da una settimana di pausa. L’effetto repellente e antielmintico si ottiene usando preferibilmente aglio fresco, dando se possibile la preferenza alla pianta autoctona (ottimo per esempio l’aglio rosso di Sulmona). Solitamente la dose consigliata va dal quarto di spicchio per cani di piccola taglia adulti e gatti fino a 2 spicchi nei cani di taglia gigante.

L’uso del prezzemolo tritato e mescolato insieme all’aglio permette di mitigarne l’odore pungente.

Con l’aglio è possibile realizzare anche rimedi naturali per uso esterno, per esempio un oleolito da tenere sempre pronto in caso di infiammazioni o infezioni alle orecchie, o per prevenirle in alcune razze come il cocker e il bassett hound, la cui particolare conformazione del padiglione auricolare predispone a otiti frequenti. 

Un oleolito è un macerato di piante o di parti di esse in un olio vegetale, possibilmente olio extravergine di oliva. Si tratta di rimedi naturali antichi, economici e semplici da riprodurre in casa. 

Una ricetta tradizionale prevede che si riempia a metà un barattolo di vetro da 100 mL con fiori secchi di verbasco (riempire il barattolo per intero se si usano fiori freschi) insieme con 1 spicchio di aglio tritato grossolanamente. Si chiude il barattolo e lo si lascia esposto al sole caldo d’estate per almeno una settimana, oppure nelle altre stagioni lo si lascia a bagnomaria su fuoco bassissimo per almeno 1 ora. Quindi si filtra e si travasa in una bottiglietta da 100 mL con contagocce.

Si applicano alcune gocce in ciascun condotto auricolare, massaggiando delicatamente il padiglione esterno.

Aloe vera
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Allium sativum 
Azadirachta indica
Calendula officinalis 
Aloe vera foto di K L Sawyer

Aloe vera (Aloe)

Pianta antica e di grande efficacia terapeutica, ne viene utilizzato il gel che fuoriesce dalle foglie recise di piante di almeno tre anni di età. Ne esistono diverse specie, ma per quanto di nostro interesse possiamo limitarci alla specie vera o barbadensis.

La composizione della pianta è davvero ricca di elementi curativi che ne consentono un utilizzo tanto per via interna quanto esterna. 

Sarebbe sempre bene assicurarsi, soprattutto nell’impiego per via orale, che si tratti di un prodotto puro al 99%, privo di sodio benzoato o acido benzoico, conservanti che potrebbero rivelarsi tossici per il gatto. Il succo di Aloe presenta tra le altre attività purificante e detossificante del tratto intestinale, e costituisce un ottimo lassativo in caso di costipazione. Nel gatto può essere utile per contrastare la formazione nello stomaco delle fisiologiche “palle di pelo”.

È consigliata anche in caso di allergie, colite e disordini intestinali, patologie epatiche e renali, problemi gengivali, in quantità che va da 1 cucchiaino per cani di piccola taglia e gatti fino a 3 cucchiai e più al giorno per pasto, in base alla taglia dell’animale. 

Volendo utilizzare il prodotto reperibile in commercio ed essendo una pianta di largo impiego, si raccomanda sempre di non utilizzare prodotti di basso costo che molto spesso contengono il gel della pianta in misura insufficiente.

Ricordiamoci sempre inoltre che il gel di Aloe per uso interno ha una importante attività nel trattamento di allergie, eczemi, ascessi, infezioni fungine, piodermiti e dermatiti varie. Impiegato sulla cute possiede infine un’ottima attività cicatrizzante e non dovrebbe mai mancare tra i nostri rimedi naturali.

L’Aloe è una pianta facilmente coltivabile anche in casa. Per avere sempre a disposizione un rimedio naturale, fresco e molto efficace in tutti i casi di bruciature, ferite, prurito, dermatiti, da impiegare anche come lenitivo e cicatrizzante, basterà semplicemente prelevare una foglia con un coltellino pulito, sezionarla in senso longitudinale e applicare il gel interno sulla zona da trattare. 

L’Aloe vera in gel per uso esterno può anche essere usata nel cane come base per veicolare gli oli essenziali, in alternativa agli oli vegetali “carrier”, poco pratici da impiegare sul mantello dei nostri animali (nel gatto l’utilizzo degli oli essenziali è sconsigliato, ed è possibile sostituirli con gli idrolati). 

Nel caso, sarà poi necessario “distrarre” il cane per una decina di minuti, il tempo necessario in attesa che gli oli essenziali, liposolubili, vengano assorbiti attraverso la cute dell’animale. A tal proposito, ecco di seguito una ricetta molto efficace in caso di prurito.

– Lavandula angustifolia O.E. 5 gtt

– Helychrysum italicum O.E. 5 gtt

– Commiphora myrrha O.E. 3 gtt

– Aloe vera gel 50 mL

Non bisogna far altro che aggiungere gli oli essenziali al gel di Aloe mescolando velocemente. Applicare quindi contropelo con un leggero massaggio per facilitarne l’assorbimento.

Azadirachta indica (Neem)

Nota da millenni, ampiamente utilizzata in medicina ayurvedica, molto apprezzata anche in veterinaria è Azadirachta indica, comunemente nota come Neem, rimedio fitoterapico dalle proprietà antimicrobiche, antinfiammatorie, antifungine ed antiparassitarie. In India l’albero del Neem è noto come Arishta, che significa “albero che guarisce da tutti i mali”, a testimonianza delle sue grandi potenzialità terapeutiche.

Della pianta si utilizzano soprattutto i semi dai quali si ricava un olio per spremitura a freddo, il celebre olio di Neem, ricco di proprietà idratanti, ristrutturanti e rigeneranti dei tessuti.

Meno diffusa ma ugualmente efficace sia per uso interno, come antielmintico ed immunostimolante, che per uso esterno come repellente, è la polvere che si ottiene dalle foglie essiccate. Con essa è possibile realizzare in casa alcuni semplici ed efficaci rimedi naturali. Sia la polvere che l’olio di Neem possono essere impiegati nella formulazione di dentifrici, per le loro proprietà antiplacca e sbiancante. 

Una ricetta di dentifricio per animali, semplicissima da realizzare, prevede che si mescolino tra loro i seguenti ingredienti:

– Neem polvere 1 parte

– Argilla bianca o verde ventilata 1 parte

– Aloe Vera gel o succo quanto basta a formare una pasta della consistenza tipica di un dentifricio

Si mescolano Neem e argilla in una ciotola di vetro con un cucchiaio di legno, si aggiunge poco alla volta l’aloe gel e si travasa il tutto in un barattolino di vetro a chiusura ermetica. Si ottiene in questo modo un dentifricio disinfettante e deodorante, utile anche in caso di affezioni gengivali. Per l’uso, si preleva una piccolissima quantità di prodotto, la si applica su uno spazzolino per cani e gatti o su una compressa di garza e si massaggia sui denti dell’animale. Si conserva per 1 mese. Ovviamente, la scelta degli ingredienti dovrà ricadere su materie prime biologiche e per uso alimentare.

Con la polvere di Neem è possibile realizzare anche un’ottima polvere antiparassitaria:

– Terra diatomacea grado alimentare 100 g

– Neem polvere 50 g

– Achillea (Achillea millefolium) polvere (o Achillea fiori essiccati polverizzati con un macinino da caffè elettrico) 50 g

– Eucalyptus globulus O.E. 20 gtt (omettere nel gatto).

Si mescolano delicatamente tutti gli ingredienti in una ciotola, quindi si travasa in un barattolino di vetro o meglio in un portaspezie con tappo bucherellato.

Per l’uso, si distribuisce la polvere dalla testa alla coda, evitando il contatto con occhi e naso, quindi si procede con un colpo di spazzola contropelo, per permettere alla polvere di entrare a contatto con la cute. Sulla zona ventrale, la polvere è più facilmente applicabile con l’aiuto di una spugnetta per cipria. Si ripete l’applicazione almeno 1 volta al mese come mantenimento, a giorni alterni, fino a risoluzione, in caso di infestazioni parassitarie in atto, sempre comunque dietro parere del Medico Veterinario curante. 

Si conserva per 1 anno lontano dalla luce.

Calendula officinalis (Calendula)

Appartenente alla famiglia delle Asteraceae, è una delle piante curative più diffuse ed efficaci della medicina tradizionale, estremamente versatile in tutti i casi di affezioni cutanee. 

In veterinaria può avere impiego per esempio in caso di:

– bruciature, nelle quali può essere applicata sotto forma di oleolito, unguento, crema o lozione a base di tintura madre, per promuovere la rigenerazione dei tessuti;

– ferite e tagli, dove unguenti e creme a base di calendula possono essere applicati direttamente sulla zona offesa.  Se la ferita è poi di dimensioni maggiori, è meglio ricorrere a lozioni a base di tintura madre. Lasciate in posa con una garza dopo aver perfettamente deterso la cute interessata. La calendula favorisce la cicatrizzazione scongiurando l’insorgenza di infezioni;

– ragadi, che possono essere trattate con unguenti e creme in maniera da favorire la cicatrizzazione e mantenere idratata la zona per prevenire ulteriori fissurazioni;

– punture di insetto e prurito.

È possibile realizzare oleoliti, unguenti, creme e lozioni della pianta con pochi ingredienti facilmente reperibili e limitati passaggi. Ecco alcuni esempi di semplici formulazioni per arricchire la farmacia domestica di rimedi naturali fatti in casa efficaci e pronti da utilizzare.

Per preparare un oleolito di calendula gli ingredienti necessari sono:

– Calendula fiori essiccati 100 g

– Olea europaea  O.V. 500 mL

Si mettono a macerare i fiori nell’olio in un vasetto di vetro che sarà quindi chiuso con un tappo. Si ripone il vasetto in un luogo buio per il tempo di una lunazione (28 giorni), quindi si filtra con un colino o meglio con un telo di lino o cotone e si travasa in una bottiglia di vetro ambrato. Si conserva per 1 anno.

Con l’oleolito possiamo poi preparare un unguento o una crema. La differenza tra le due preparazioni è che l’unguento è costituito da sola materia grassa, mentre la crema è un’emulsione di materia grassa ed acquosa, di consistenza dunque più leggera, ma di minore conservabilità.

Per realizzare un unguento, gli ingredienti necessari sono:

– Calendula oleolito 50 g

– Cera d’api 5 g

– Lavandula angustifolia O. E. 6 gtt

Si fonde a bagnomaria la cera d’api in un barattolino di vetro perfettamente pulito. Quando la cera è completamente sciolta, si aggiunge l’oleolito poco alla volta mescolando per evitare che la cera si risolidifichi. Si lascia fondere di nuovo il composto velocemente, quindi si rimuove dal fuoco, si aggiunge l’olio essenziale e si lascia raffreddare e solidificare. Si conserva per 6 mesi a temperatura ambiente.

Per la preparazione di una lozione antinfiammatoria, antisettica e cicatrizzante si utilizza la Calendula nella forma di tintura madre, facilmente reperibile in erboristeria o farmacia. Di seguito la formula per una lozione da 120 mL:

– Aloe vera succo 60 mL

– glicerina vegetale 30 mL

– acqua distillata grado F. U. 25 mL

– Calendula T.M. 5 mL

Si combinano insieme tutti gli ingredienti in un flacone con nebulizzatore vuoto possibilmente di vetro ambrato, si agita bene, anche prima di ogni utilizzo. Si conserva possibilmente in frigorifero per 1 anno. Può essere usata su ferite aperte dopo averle accuratamente deterse.

* Medico Veterinario, Naturopata  

** Naturopata

Bibliografia

“La mia bibbia degli oli essenziali”, Daniele Festy, Ed. Sonda, 2013

“Fitoterapia, guida all’uso clinico delle piante medicinali”, Fabio Firenzuoli, Ed. Masson, 2008

“Veterinary herbal medicine”, S.G. Wynn e B. J. Fougere, Ed. Mosby Elsevier, 2007

 

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