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Articoli GOLD

Structure-function relationship of oligopeptides isolated from wheat sprouts. Potential application on nutraceutical field

*Gian Luigi Gianfranceschi Lo studio descrive la ricerca di molecole biologicamente attive nei germogli di grano. In particolare l’analisi di spettrometria di massa di frazioni di estratti di germogli di grano purificate mediante HPLC rileva due peptidi con [MH+] = 572 e 541, rispettivamente. Tali peptidi vengono sequenziali e sintetizzati. Le strutture proposte mostrano due […]

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La cura per il corpo e la cosmesi nella Salerno normanna

* Ernesto Riva La ridente posizione di questa città, le sue relazioni con la vicina Sicilia, i rapporti intensi – non solo commerciali dovuti all’espansione marinara della Repubblica di Amalfi – con l’Oriente anche più lontano, le offrirono la possibilità di assimilare varie correnti di pensiero e di trasformarsi in un vero e proprio centro […]

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Sport e disbiosi intestinale: come prevenirla

*,** Alexander Bertuccioli* Chiara Maria Palazzi L’attività fisica modula profondamente la fisiologia gastrointestinale e l’ecosistema microbico. Se l’esercizio moderato promuove un microbiota più diversificato e funzionale, gli sforzi intensi e prolungati generano condizioni di ischemia mucosale, incremento della permeabilità, traslocazione batterica e disbiosi. Negli atleti di endurance, tali effetti possono manifestarsi in modo marcato e […]

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Focus sui bisogni di una popolazione che cambia. La prevenzione al centro

Vivere più a lungo non sempre significa vivere bene. La buona salute non può mai dirsi acquisita: va tutelata, rafforzata, investendo prima nella prevenzione e poi nella cura. E diventa importante distinguere il termine life span, che rappresenta la durata della vita, dall’health span, che è la durata della vita in buona salute. Garantire una buona salute richiede un nuovo approccio di gestione del paziente e soprattutto un percorso di presa in carico. Questo vuol dire che vanno analizzati da un punto di vista sanitario, ma anche e soprattutto sociale e di sostenibilità economica, i nuovi bisogni della popolazione.
Scenario

L’osservazione e l’analisi l’epidemiologica della popolazione italiana ci prospetta un quadro con alcune evidenze ormai inequivocabili. Scattando una fotografia della società di oggi, la prima cosa che colpisce è l’invecchiamento della popolazione. Un fenomeno italiano, comune anche a tante altre realtà nazionali, che porta il nostro paese a essere al vertice della classifica sulla speranza di vita. Un bambino che nasce oggi ha un’aspettativa di vita di quasi 83,8 anni. Ci precede di poco solo la Spagna, che tocca gli 84 anni. (Fig 1) Stratificando l’analisi, si osserva una situazione però non omogenea. In primis le donne hanno un’aspettativa di vita alla nascita molto più alta degli uomini. Quattro anni in più, e non sono pochi. La vera disomogeneità la troviamo entrando all’interno dei territori. Il Trentino è la regione con la speranza di vita più alta (82,7 per gli uomini, 86,7 per le donne): la Campania al contrario vede una speranza per gli uomini di 79,7 anni e di 83,8 per le donne. Secondo il report ISTAT sugli indicatori demografici del 2024 c’è una forbice molto significativa tra Nord e Mezzogiorno. A parte le differenze regionali, che pure dovrebbero far riflettere, in termini di analisi sociopolitica ed economica, è evidente che possiamo essere soddisfatti, anche perché il trend è in continua crescita e si è recuperato totalmente il crollo del periodo pandemico. Quando però l’analisi diventa più approfondita, il quadro cambia aspetto e i colori diventano più foschi. Da un punto di vista epidemiologico siamo di fronte a una vera e propria emergenza sociale: il crollo delle nascite. Il limite delle 400 mila nascite all’anno che segnava il numero di sicurezza è ormai solo un ricordo. Siamo al minimo storico, con 370.000 nuove nascite e un tasso di fecondità di 1,18 figli per donna, con una età media al parto sempre più alta. Soprattutto siamo di fronte a un trend ormai ampiamente consolidato, che non fa sperare in un’inversione nei prossimi anni (Fig.2) Un inverno demografico che mette a rischio la sostenibilità economica del futuro, visto che l’indice di vecchiaia (rapporto tra over 65 e under 15, cioè tra chi assorbe risorse e chi le produce) porterà l’Italia nel 2050 ad avere 3 anziani per ogni giovane. Già oggi siamo a 1,8. Ma un inverno demografico che già oggi produce effetti a volte sottovalutati e non conosciuti. A settembre 2025 nelle scuole erano presenti 135 mila studenti in meno e sono state soppresse 5667 cattedre. In 20 anni quasi un milione di under 19 in meno. Da questa analisi viene fuori la prima considerazione. I bisogni primari della popolazione oggi sono rappresentati dalla gestione di una società sempre più anziana, con la assoluta necessità di attuare in tempi brevissimi politiche e incentivi che favoriscano la natalità. 

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Probiotici come supporto al sistema immunitario. Nuove strategie per combattere il raffreddore

*Marta Lo Re, * Alice Galeazzi, *Diletta Squarzanti, **,***Lisa Lungaro, **,****,*****Giacomo Caio, * Patrizia Malfa Un trial clinico randomizzato rivela come una specifica formulazione probiotica multiceppo possa supportare la risposta immunitaria e contribuire alla riduzione dei sintomi e dell’incidenza del raffreddore comune, offrendo nuove prospettive per l’utilizzo mirato dei probiotici nella salute respiratoria. Il raffreddore comuneLe malattie da raffreddamento generalmente indicano un gruppo di patologie a carico dell’apparato respiratorio tipiche della stagione fredda. Si manifestano con infiammazioni ed infezioni respiratorie, generalmente d’origine virale, e sono caratterizzate da un’elevata contagiosità: si trasmettono principalmente in ambienti chiusi e affollati attraverso la saliva e le secrezioni. Tra queste, il “raffreddore comune” rappresenta una delle patologie infettive più diffuse a livello globale ed è definito come un’infezione lieve delle alte vie respiratorie che si risolve spontaneamente. Colpisce persone di tutte le età, ma è particolarmente rilevante nei bambini, negli anziani e negli individui immunocompromessi, per i quali il rischio di sviluppo di complicanze respiratorie è maggiore (Marella, 2024). Si riporta che i bambini prendano il raffreddore 7–10 volte l’anno, mentre gli adulti 2–5 volte l’anno, con implicazioni significative per la qualità della vita e la salute pubblica (Hiroka, 2025).  I virus responsabili del raffreddore sono più di 200 e possono dare origine a manifestazioni piuttosto eterogenee. Ad esempio, i rinovirus rappresentano circa il 30–35% dei casi negli adulti, con più di 100 sierotipi identificati, mentre i coronavirus, adenovirus ed enterovirus contribuiscono agli episodi stagionali di diversa incidenza e gravità. Alcuni agenti virali, come il virus respiratorio sinciziale (RSV) e il virus parainfluenzale, possono provocare infezioni più gravi delle vie respiratorie inferiori determinando bronchiti, polmoniti o riacutizzazioni di malattie croniche respiratorie (Kesson, 2007). Dal punto di vista clinico, i sintomi compaiono tipicamente 24–72 ore dall’esposizione e includono congestione nasale, rinorrea, mal di gola, starnuti, tosse e, in alcuni casi, febbre lieve e mal di testa che permangono in media per 7-10 giorni (Kobatake, 2022). Tali manifestazioni non dipendono solo dal tipo di virus coinvolto, ma anche da fattori come l’età e le condizioni di salute della persona, rendendo il decorso variabile da individuo a individuo.  […]

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Ieri, oggi e domani del nostro sistema alimentare

Giovanni Ballarini Con il recente aumento della popolazione umana l’agricoltura e i sistemi di produzione alimentare hanno aumentato le produzioni ben oltre ciò che si poteva immaginare solo un secolo fa, tuttavia creando problemi e soprattutto ponendo sfide significative che riguardano la sicurezza e la sovranità alimentare, la nutrizione e la salute, i cambiamenti climatici, […]

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Summer School – Oli essenziali e medicine integrate per la prevenzione e la cura delle patologie geriatriche

Domiziana Coggiatti, Gaia Gandola, Maura Di Vito Dal 4 al 6 giugno si è tenuta presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma la Summer School dal titolo “Oli essenziali e medicine integrate per la prevenzione e la cura delle patologie geriatriche”.Il programma delle tre giornate è stato intenso e colmo di spunti professionali utili per i discenti presenti e non sono mancati interventi volti alla prevenzione delle patologie rendendo evidente l’ampio spettro applicativo delle medicine integrate. Ecco un report dell’iniziativa. Ad aprire l’evento, il direttore del Corso Prof. Maurizio Sanguinetti, assieme al Prof. Francesco Landi primario del reparto di Geriatria della Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli di Roma, al Prof. Andrea Urbani direttore del Corso di Laurea magistrale in Farmacia, al Prof. Gianluca Franceschini Centro Integrato di Senologia ed alla Prof.ssa Giuseppina Nocca coordinatrice del Corso di laurea in Scienze e tecnologie cosmetologiche. Il Dott. Stefano Magno, direttore dell’Unità Semplice di Terapie integrate in Senologia, ha supportato l’organizzazione di una sessione dedicata alla paziente oncologica geriatrica. L’intero evento ha trovato anche l’interesse industriale. Infatti, l’Azienda Pranarom Italia ha sostenuto l’evento acquistando degli ingressi per la formazione di professionisti attivi sul territorio italiano. Il programma delle tre giornate è stato intenso e colmo di spunti professionali utili per i discenti presenti. Dopo l’apertura magistrale del Prof. Giuseppe Squillace che ha introdotto le sessioni scientifiche parlando della storia dei profumi e aromi nel mondo antico, si sono succedute sessioni che hanno visto l’alternanza d’interventi di fitoterapia e aromaterapia (Dott.ssa Maura Di Vito, Dott. Marco Valussi e Dott. Marco Sarandrea), medicina cinese, tradizionale cinese -Agopuntura- mindfulness (Dott.ssa Annalisa Di Micco), scienze dell’alimentazione (Dott. Marco Cintoni), eubiosi e disbiosi (Dott.ssa Maria Maddalena Rossi), pet-therapy (Dott.ssa Giovanna Masone Iacobucci) e musicoterapia (Dott.ssa Silvia Riccio), rivolti ai vari contesti fisiopatologici del paziente geriatrico. Il valore aggiunto delle medicine integrate è stato declinato mostrando l’integrazione in oncogeriatria (Dott. Domenico Fusco), scienze della nutrizione, microbiologia per il trattamento delle patologie infettive ricorrenti nel paziente anziano come cistiti, vaginiti, affezioni delle vie respiratorie (Dott.ssa Melinda Mariotti, Dott.ssa Patrizia Civettini, Dott. Giancarlo Nervi e Dott. Daniele Grassi), ma anche […]

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Il potenziale antiossidante del Luppolo (Humulus lupulus L.): una fonte naturale di metaboliti bioattivi contro lo stress ossidativo

Ludovica Lela, Luigi Milella, Maria Ponticelli Quante volte, in ambito medico o nelle pubblicità di integratori alimentari, sentiamo parlare di stress ossidativo con una nota negativa, come di un pericolo per la nostra salute? Ma sappiamo davvero cosa sia lo stress ossidativo?In questo articolo si illustrano esaustivamente le caratteristiche di tale condizione e si presentano […]

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Piante Aromatiche del Mediterraneo e del Sahara, dalla tradizione Amazigh alla convalida di laboratorio: un viaggio tra botanica, tradizioni e scienza

Enrico Doria Le piante aromatiche accompagnano l’umanità da millenni, utilizzate non solo per insaporire i cibi ma anche per curare. Nei saperi tradizionali, queste piante sono considerate vere e proprie farmacie naturali.L’Università di Pavia e presso l’IRA (Institut des Regions Arides) di Medenine, in Tunisia ha caratterizzato da un punto di vista fitochimico e valutare l’attività biologica di diverse piante cresciute e diffuse specialmente nelle regioni aride del sud della Tunisia. Chi percorre le piste tra Tataouine (Tunisia) e Timimoun (Algeria) viene accolto da mercati pieni di polveri color ocra, foglie essiccate e mazzi odorosi appesi alle tende dei nomadi. In quelle ceste c’è la farmacia del Sahara: un patrimonio di conoscenze Amazigh e arabe tramandate per via orale, già descritto nel XIII secolo dal medico andaluso-maghrebino Ibn al-Bayṭār e ancora vivo nelle famiglie rurali. In un articolo pubblicato recentemente (Applequist, 2025), l’autrice, Wendy L. Applequist, si chiede se la farmacopea tradizionale degli Amazigh nord- africani (noti anche come berberi, popolo indigeno del Nord Africa, con una storia che risale a tempi preistorici) sia davvero cambiata tanto nei secoli. Per scoprirlo mette a confronto 46 piante citate con nomi “berberi” da Ibn al-Bayṭār con gli elenchi di piante medicinali raccolti da studi etnobotanici moderni in Tunisia, Marocco e Algeria.L’obiettivo è capire quanta parte di quel sapere orale sia rimasta intatta in più di 750 anni. Wendy ha quindi incrociato tre grossi dataset moderni con il trattato medievale e con la farmacopea contemporanea di Jamal Bellakhdar per valutare le sovrapposizioni. I principali numeri ottenuti sono i seguenti: il 60,9 %di quelle 46 piante è tuttora usato; il 78,6 % conserva anche un nome tamazight affine a quello storico.; nei tre studi moderni, dal 58,2 %al 73,8 % delle specie citate era già registrato da Ibn al-Bayṭār; fra le 46 specie comuni a tutti e tre, l’82,6 %figurava nel testo del XIII secolo e 100 % nel repertorio di Bellakhdar. Tutto questo significa che il passaparola e la tradizione amazigh hanno preservato più della metà dei rimedi medievali, compresi i loro nomi, dimostrando che una tradizione orale può restare sorprendentemente stabile per […]

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Il mais viola: caratteristiche e proprietà farmaceutiche in confronto al mais comune

Andrea Pardini, Rosaria Fabrizio Nelle cultivar moderne i chicchi di mais sono solitamente gialli, tuttavia esistono varietà con chicchi bianchi, arancioni, rossi, marroni, blu, viola o neri. La diversa colorazione dipende dal tipo di sostanze chimiche contenute e dal loro bilanciamento. La componente colorante scura più comune è l’antocianina cianidin-3-b-glucoside.In generale si dice che i mais gialli sono adatti per l’alimentazione, mentre i mais viola sono più usati per ottenere bevande, anche con usi medicinali. Sono tipi tradizionali coltivati prevalentemente nei fondovalle andini di Perù, Bolivia, Colombia, Ecuador, ma abbastanza noti anche in altri Paesi dell’America Latina. Il mais (Zea mays L.) è una pianta erbacea annuale, probabilmente coltivato in Messico già 10.000 anni fa in forme selvatiche ma successivamente selezionate. Attualmente si ritiene che il mais moderno sia il risultato di una singola domesticazione avvenuta nel sud del Messico.È probabilmente il risultato di un complessa e ancora non ben spiegata ibridazione (De Wet et Al. 1971) fra forme selvatiche antiche di Zea mays ormai estinte, e piante di Zea mexicana (= Teosinte, detta anche Euchlaena mexicana) e forse piante di Tripsacum teosinte molto fogliose e ancora oggi coltivate come foraggio.Le ibridazioni portarono all’origine di piante meno fogliose ma più produttive in termini di granaglia, ovvero il mais moderno (figura 1). Il mais attualmente è una delle colture fondamentali dell’alimentazione umana, così importante che ne sono state selezionate varie sottospecie. Tuttavia nei Paesi industrializzati è destinato molto più all’uso di mangime per animali che non al consumo diretto umano.Nonostante sia la seconda coltura alimentare a livello tropicale (dopo il riso) la sua produttività massima si ha in aree temperate con un’estate non molto calda e ben piovosa (Corn Belts, soprattutto in USA ed Europa orientale), infatti nelle aree tropicali spesso si ha carenza idrica nella stagione di crescita quando si raggiungono anche temperature eccessive per la buona produzione, invece nelle zone equatoriali si hanno cieli sempre nuvolosi mentre il mais ha bisogno di alta irradiazione solare per esternare al massimo la sua capacità fotosintetica. In generale la produttività del mais viene accentuata da buona insolazione, alte temperature ma non eccessive, […]

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