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International news (gennaio-febbraio 2019) – Cannella ipoglicemizzante; Carciofo per il fegato

Cannella ipoglicemizzante: Diversi studi hanno valutato l’effetto ipoglicemico della cannella in pazienti con diabete mellito di tipo 2 (DM2), con risultati contrastanti.Le differenze nell’indice di massa corporea (Body Mass Index – BMI) dei pazienti all’inizio degli studi possono essere in grado di spiegare le differenze osservate nei risultati. Ricercatori iraniani hanno progettato questo studio randomizzato in triplo cieco per valutare l’effetto della supplementazione di cannella sui parametri antropometrici, glicemici e lipidici di pazienti con DM2 in base al loro BMI di riferimento. Carciofo per il fegato: Estratti di foglie di carciofo hanno mostrato il loro potenziale come agente ipolipemizzante ed epatoprotettivo grazie ai loro componenti antiossidanti, sesquiterpeni e flavonoidi. Scarica PDF

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Hypericum, un genere da riscoprire

* Edoardo Napoli Hypericum perforatum, l’iperico dai piccoli fiori gialli ampiamente diffuso in Italia è conosciuto principalmente per la sua azione antidepressiva. Numerose altre piante dello stesso genere, con profili fitochimici simili, sono studiate per le diverse proprietà farmacologiche che stanno emergendo da questa continua ricerca, il cui frutto è l’identificazione dei vari costituenti chimici […]

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Effetti di un estratto standardizzato di Cannabis sativa L. sulla risposta infiammatoria centrale e periferica

* Vittoria Borgonetti Cannabis sativa è una pianta che suscita un grande interesse per le sue proprietà farmacologiche, sempre più oggetto di studi scientifici, ma anche molte polemiche per la recente “liberalizzazione” della coltivazione di piante prive di THC, il principio attivo psicoattivo, e la conseguente vendita dei prodotti ottenuti da esse. Nel lavoro che […]

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Una compressa Vin-cente per la prevenzione cardiovascolare

* Fabrizia Guerra Identificare e intervenire sui possibili fattori di rischio delle malattie cardiovascolari è una strategia vincente per la loro prevenzione. Recenti studi hanno evidenziato un legame tra il metabolismo microbico intestinale e la malattia coronarica, che avviene attraverso la produzione di una sostanza, a partire dal catabolismo di alcuni nutrienti introdotti con la dieta, […]

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International news (dicembre 2018) – Psillio e stitichezza nei diabetici; Zafferano, depressione e diabete

Psillio e stitichezza nei diabetici: Lo psillio ha attività lassativa in quanto la mucillagine richiama liquidi nel lume intestinale e rigonfiandosi aumenta di volume, stimolandola peristalsi e l’evacuazione. Anche se in studi precedenti sono stati valutati i benefici dello psillio in pazienti con T2D, indicando che può migliorare il controllo della glicemia, dei lipidi, del peso corporeo e il movimento intestinale, non sono disponibili dati per i pazienti T2D con stitichezza. Zafferano, depressione e diabete: Lo stigma essiccato dello zafferano (Crocus sativus L.) è usato come spezia da secoli ed è la spezia più costosa in tutto il mondo. Alcuni studi hanno evidenziato come le proprietà antiossidanti e antinfiammatorie dell’estratto di zafferano e dei suoi costituenti possano essere il possibile meccanismo della sua azione. Precedenti studi clinici hanno dimostrato che lo zafferano può attenuare i sintomi della depressione rispetto al placebo o ai farmaci antidepressivi convenzionali. La supplementazione di zafferano ha anche attenuato i sintomi dell’ansia. Scarica PDF

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International news (novembre 2018): Propoli post-operatoria; Zafferano e rodiola per la depressione

Propoli post-operatoria: I componenti della propoli a cui sono riconosciute le maggiori attività biologiche sono i flavonoidi, considerati responsabili dell’effetto antiossidante e cicatrizzante (utili nella fase post-operatoria); altri composti importanti sono acidi fenolici, aldeidi, alcoli, cumarine, vitamine e minerali. Zafferano e rodiola per la depressione: I rimedi di origine vegetale sono continuamente oggetto di indagine da parte degli scienziati per verificarne l’efficacia come alternativa ai farmaci antidepressivi tradizionali. In particolare, gli estratti di rodiola (Sedum roseum o Rhodiola rosea) e di zafferano (Crocus sativus) hanno evidenziato separatamente in diversi studi di avere effetti significativi sulla depressione. Scarica PDF

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International News (settembre 2018): Quinoa e benessere cardiovascolare; Alga antidepressiva; Gymnema e sindrome metabolica

Quinoa e benessere cardiovascolare: La quinoa è inclusa nella categoria dei “cereali integrali” ma gli effetti del suo consumo nell’uomo non sono stati studiati in maniera approfondita. Un gruppo di ricercatori ha effettuato uno studio di intervento dietetico con l’obiettivo di analizzare gli effetti del consumo giornaliero di un pane arricchito con farina di quinoa (20 g su 160 g) sui marcatori di rischio CVD rispetto a un gruppo controllo che assumeva pane di farina di frumento raffinata al 100%. Alga antidepressiva: Un gruppo di ricercatori francesi ha condotto uno studio clinico randomizzato in doppio cieco, controllato con placebo, per valutare l’effetto di un estratto acquoso dell’alga Ulva lactuca in volontari sani con anedonia e un basso livello di morale caratterizzato da una componente di depressione, il tutto valutato attraverso appositi test. Gymnema e sindrome metabolica: Il consumo di foglie di Gymnema è stato associato a benefici sui livelli di lipidi e glucosio, BP e peso corporeo. Gli autori di un recente lavoro hanno condotto uno studio clinico randomizzato in doppio cieco, controllato con placebo, per valutare l’effetto della somministrazione di Gymnema sui parametri della MetS, sulla secrezione di insulina e sulla sensibilità all’insulina. Scarica PDF

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La Sapienza per valorizzare gli Alimenti del territorio laziale. Il peperone di Pontecorvo, emblema di e-ALIERB

Antonella Di Sotto, Cinzia Ingallina, Anatoly P. Sobolev, Silvia Di Giacomo, Simone Circi, Gabriella Sanzò, Donatella Capitani, Bruno Botta, Simonetta Fornarini, Mattia Rapa, Marcello Locatelli, Maria Elisa Crestoni, Barbara Chiavarino, Caterina Fraschetti, Giovanna Simonetti, Chiara Toniolo, Raffaella Preti, Massimo Reverberi, Alessia Parroni, Marzia Scarpari, Fausta Natella, Giuliana Vinci, Anna Maria Giusti, Simone Carradori, Luisa Mannina Un interessante ed esemplare laboratorio di ricerca multicompetente e multidisciplinare, che apre le porte dell’Università alla piccola e media azienda regionale, in questo caso quella del Lazio, offrendo il suo supporto scientifico allo scopo di valorizzare la tipicità dei prodotti locali e di promuovere lo sviluppo sostenibile dei territori interessati, incoraggiandone gli aspetti culturali e le tradizioni. Natural 1 Scarica PDF

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International News (ottobre 2018): Microbiota intestinale e malattie neurodegenerative; Probiotici e fibromialgia; Frutto indiano contro GERD

Microbiota intestinale e malattie neurodegenerative: La disbiosi intestinale è associata a una varietà di malattie che vanno dal diabete mellito di tipo 2 alle malattie intestinali, cardiovascolari e infiammatorie. Più recentemente è stata associata anche a numerose patologie cerebrali, tra cui il disturbo dello spettro autistico, la malattia di Alzheimer (AD), la malattia di Parkinson (PD) e la sclerosi laterale amiotrofica (SLA), suggerendo una comunicazione diretta o indiretta tra batteri intestinali e il sistema nervoso centrale (SNC). Probiotici e fibromialgia: I risultati di uno studio hanno dimostrato che l’intervento probiotico multispecie di 8 settimane ha migliorato i processi cognitivi, in particolare la scelta impulsiva e il processo decisionale, nel gruppo di pazienti con diagnosi di fibromialgia. Nessun altro effetto benefico è stato osservato nel dolore auto-riferito, nella qualità della vita, nell’impatto della fibromialgia, nei sintomi depressivi o ansiosi. Frutto indiano contro il reflusso gastroesofageo: Amla, o uva spina indiana (Phyllanthus emblica L.), è una delle piante medicinali maggiormente utilizzate nei paesi orientali, in particolare in Iran e India. Contiene un’alta percentuale di acido ascorbico, fenoli e tannini come acido gallico e flavonoidi. Nella medicina tradizionale Persiana e in quella Ayurvedica, i rimedi ricavati da questa pianta sono usati per trattare diverse malattie, incluso il reflusso e il rigurgito. Scarica PDF

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International News (luglio-agosto 2018): OE di lavanda depigmentante cutaneo; OE di sandalo e dermatite atopica

OE di lavanda depigmentante cutaneo: Un gruppo di ricercatori rumeni ha condotto uno studio con lo scopo di scoprire se l’olio essenziale di Lavandula angustifolia ha proprietà depigmentanti sulla pelle umana, avendo come premessa teorica il suo effetto di blocco della tirosinasi, precedentemente riportato inletteratura per alcune specie di piante compresa la Lavanda. OE di sandalo e dermatite atopica: È noto che l’olio essenziale di sandalo dell’India orientale (Santalum album) ha attività antinfiammatorie, antisettichee astringenti. Gli autori di questo lavoro hanno condotto uno studio clinico di fase 2, a prova singola in aperto, utilizzando tre preparazioni topiche (bagnoschiuma, crema lenitiva e detergente quotidiano) contenenti olio essenziale di sandalo (OES) e farina d’avena colloidale per trattare la DA in pazienti pediatrici. Scarica PDF

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