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Conservanti nei cosmetici naturali

Autori:
styrax japonica

*Hana Mušinovic´

**Mark Smith 

Un prodotto cosmetico deve mantenere inalterata per un tempo determinato la funzionalità dei suoi ingredienti oltre alle sue caratteristiche organolettiche, evitando le contaminazioni microbiche. L’allegato V del Regolamento sui cosmetici contiene l’elenco delle sostanze che possono essere utilizzate come conservanti, ma è possibile utilizzarne anche diverse di origine naturale, che permettono l’apposizione sul prodotto del claim “senza conservanti”. NATRUE, Associazione internazionale per la cosmesi naturale e biologica, fa il punto sull’uso di queste sostanze nelle formulazioni dei cosmetici “green”.

La conservazione è essenziale per la sicurezza di tutti i prodotti cosmetici perché riduce il rischio di crescita di microrganismi e quindi previene eventuali danni alla salute dei consumatori. La conservazione di un prodotto cosmetico può essere ottenuta in vari modi, includendo l’uso delle sostanze conservanti consentite della legislazione. Tuttavia, recentemente c’è una crescente percezione negativa su un gruppo di ingredienti che sono ritenuti “non sicuri” da alcuni consumatori. Questo elenco, che include conservanti come i parabeni, sta incrementando la sfiducia nei confronti di alcune sostanze chimiche che dovrebbero essere evitate. Questo scetticismo, anche se a volte è privo di una reale valenza scientifica, si è consolidato associandosi alla cosiddetta tendenza di “clean beauty” legata all’eliminazione di alcuni ingredienti. Per i cosmetici naturali e biologici certificati, gli standard privati che operano nel settore hanno ridotto ulteriormente l’elenco dei conservanti consentiti dalla legge a un sottoinsieme basato sui loro criteri di certificazione individuali, sviluppati per aiutare i produttori che cercano di offrire cosmetici autenticamente naturali o biologici in linea con le aspettative dei consumatori.

Conservazione di prodotti cosmetici

L’utilizzo di conservanti adeguati prolunga la shelf life del prodotto e la fase di utilizzo una volta aperto il cosmetico, inibendo o riducendo lo sviluppo di microrganismi. I prodotti con elevato contenuto di acqua o che espongono una grande quantità di cosmetico, come i vasetti di crema, possono essere più sensibili alla contaminazione. Pertanto deve essere impedita l’entrata dei microrganismi (batteri, funghi o lieviti) nel prodotto cosmetico, che possono poi proliferare al suo interno. I microrganismi non solo potrebbero essere dannosi per il consumatore, ma anche influenzare il prodotto cambiandone consistenza, stabilità, colore o persino producendo un odore sgradevole. A loro volta, questi fattori possono anche avere un impatto negativo sulla sicurezza del prodotto e quindi sulla salute dell’uomo, causando potenziali irritazioni cutanee, infezioni o allergie.

A norma di legge, ai sensi del regolamento sui cosmetici (CE) n. 1223/2009, tutti i prodotti cosmetici, naturali e convenzionali, devono essere sicuri per la salute umana e dimostrare tale sicurezza, compresa la stabilità microbiologica. In particolare, l’Allegato V elenca tutti i conservanti consentiti, i loro livelli massimi di concentrazione in preparati pronti all’uso, specificando se la sostanza non può essere utilizzata in specifiche categorie di prodotti come quelli per l’igiene orale. I conservanti compresi in questo elenco sono regolati in base a una valutazione positiva da parte dell’organismo indipendente di valutazione dei rischi della Commissione europea, il Comitato scientifico per la sicurezza dei consumatori (SCCS). Laddove vi sia preoccupazione per il livello di utilizzo sicuro di un conservante, la Commissione europea può incaricare l’SCCS di rivalutarne la sicurezza. Al di fuori dell’UE, la legislazione varia, sebbene un certo numero di paesi e territori guardi sempre più ai cambiamenti nella legislazione dell’UE e li rispecchi nella propria legislazione per i cosmetici.

La conservazione di un prodotto cosmetico può essere ottenuta in vari modi: 

– Aggiungendo un conservante: per legge si tratta di sostanze che vengono inserite nei prodotti cosmetici “esclusivamente o principalmente per inibire lo sviluppo di microrganismi”. Queste sostanze possono essere riproduzioni interamente artificiali, riproduzioni natural-identiche di sostanze presenti in natura o derivate da elementi di origine naturale. Nell’UE, le concentrazioni più elevate per un uso sicuro tendono a essere consentite per i prodotti con risciacquo con un contenuto di acqua più elevato, pari a circa il 2% della formula, mentre per i cosmetici “leave-on” le percentuali sono notevolmente inferiori. I conservanti possono essere scelti in base a fattori come la categoria di prodotto, la formulazione e la compatibilità all’interno della formulazione. Un singolo conservante può inibire la crescita su un ampio spettro, contro vari microrganismi può essere necessario un numero di conservanti in combinazione.

– La confezione del prodotto può fornire una funzione di conservazione riducendo l’esposizione della formulazione all’ambiente esterno, come nei sistemi monouso o chiusi (per esempio un distributore airless). 

– Le proprietà della formulazione stessa, per esempio: alcuni ingredienti hanno un impatto sulla conservazione della complessa miscela cosmetica attraverso un buon bilanciamento della formulazione; il valore pH della formulazione (acidità o alcalinità – es. un sapone alcalino tradizionale); esclusione dell’acqua (o oli dai prodotti per il corpo); un alto contenuto di alcol (fragranze raffinate).

- V del Regolamento sui cosmetici contiene l’elenco delle sostanze che possono essere utilizzate come conservanti
- Conservanti nei cosmetici naturali e biologici
- l’apposizione sul prodotto del claim “senza conservanti”
Jasminum grandiflorum

Conservanti nei cosmetici naturali e biologici

Delle attuali 57 sostanze presenti nell’Allegato V, una combinazione di vari elementi come sostanze in disuso, delisting normativo, riduzione delle soglie per l’uso, sfide nell’accettazione di nuove sostanze, percezione della società, ha contribuito a ridurre continuamente la tavolozza del formulatore. In termini di standard privati per i cosmetici naturali, come quello NATRUE, solo alcuni dei conservanti elencati dall’UE nell’allegato V sono autorizzate per la produzione di cosmetici naturali e biologici, ognuno dei quali è sicuro per l’uso in base alle restrizioni stabilite dalla corrente legislazione dell’UE. Spesso queste sostanze sono anche autorizzate come conservanti negli alimenti.

I conservanti consentiti da NATRUE sono classificati come natural-identici, ovvero riproduzioni in laboratorio di sostanze presenti in natura che possono essere utilizzate solo quando le sostanze naturali non possono essere recuperate dalla natura mediante uno sforzo tecnico ragionevole; o sostanze di derivazione naturale, sostanze naturali che sono state chimicamente convertite utilizzando una serie di reazioni consentite basate su processi fisiologici.

Esempi di conservanti consentiti nei cosmetici naturali compresi nella lista positiva dell’allegato 4 dello standard NATRUE includono:

– Alcool benzilico: un alcool biologico che può essere trovato in alcuni oli essenziali vegetali; in particolare quello estratto dai fiori di gelsomino.

– Acido deidroacetico: presente in natura nei fiori di Solandra nitida e Solandra grandiflora e ad azione pH-dipendente, può essere utilizzato in combinazione con l’alcool benzilico.

– Acido benzoico: presente nel benzoino (resina balsamica ottenuta dalla corteccia di diverse specie di alberi del genere Styrax) e presente nelle secrezioni di difesa degli scarabei d’acqua. La sua attività di conservazione dipende molto dal pH e quindi per la sua attività ottimale potrebbe essere necessario abbassare il pH del prodotto finito.

– Benzoato di sodio: il sale dell’acido benzoico si trova naturalmente nei tè e in alcuni frutti come mele, mirtilli, susine e prugne. Come con l’acido libero, funziona bene in un ambiente acido (o a basso pH) e ha principalmente attività antifungina, ma è spesso combinato con sorbato di potassio in prodotti a basso pH per creare un sistema di conservazione ad ampio spettro. 

– L’acido sorbico e il suo sale, il sorbato di potassio, si trovano naturalmente in alcuni frutti (come le bacche di sorbo). Il sorbato di potassio viene spesso utilizzato insieme al benzoato di sodio come sistema conservante per i cosmetici liquidi. Questa miscela, che ha un valore di pH per la pelle fino a 5,5 e un’azione ad ampio spettro contro batteri, lieviti e funghi, può essere utilizzata sia nei prodotti con risciacquo sia in quelli “leave-on”.

– Altri conservanti spesso usati nei cosmetici naturali sono l’acido salicilico (presente in Filipendula ulmaria e Salix alba), l’acido formico(presente nella secrezione degli insetti che lo utilizzano per la protezione dai coleotteri e da altri artropodi, nelle foglie di Urtica dioica e negli aghi di alberi del genere Abies) e l’acido propionico (che si forma durante la fermentazione propionica effettuata da batteri) e i loro loro sali.

– I conservanti possono anche essere anche di origine minerale inorganica come il cloruro d’argento, che si presenta naturalmente come clorargirite.

– Ethyl Lauroyl Arginate HCl è utilizzato come conservante anche negli alimenti; viene prodotto dall’esterificazione dell’amminoacido naturale, l’arginina, con etanolo, seguito dalla reazione dell’estere con un derivato dell’acido grasso vegetale, l’acido laurico.

Il claim 

“senza conservanti”

A causa dell’aumento delle richieste di prodotti “senza parabeni”, sul mercato europeo dal luglio 2019 è diventato applicabile un documento tecnico a sostegno della legislazione dell’UE in vigore sui criteri comuni per i claims dei prodotti cosmetici. Sebbene legalmente non vincolante e con vari gradi di attuazione negli Stati membri dell’UE, un allegato all’interno di questo documento include riferimenti a indicazioni “esente da” e a quando queste dichiarazioni possono essere considerate indicazioni fuorvianti.

Il Documento Tecnico fornisce una serie di esempi illustrativi non esaustivi che considerano, per esempio, l’accettabilità dell’indicazione “privo di conservanti” nel caso il prodotto contenga uno o più ingredienti a funzione multipla che, in base alle loro proprietà intrinseche, possono soddisfare la funzione da cui si afferma che il prodotto è libero, e dove non è possibile dimostrare che queste sostanze non esercitano tale funzione conservante nel prodotto.


Conclusioni

L’industria cosmetica è alla continua ricerca di nuovi composti in grado di limitare la crescita di microrganismi. Tuttavia, i nuovi conservanti vengono aggiunti raramente agli elenchi positivi dell’UE e i formulatori sono sempre alla ricerca di nuove tecniche e metodi alternativi.

Per i produttori di cosmetici naturali e biologici, l’obiettivo è fornire cosmetici sicuri ed efficaci, come richiesto dalla legge e, allo stesso tempo, garantirne l’autenticità. Quindi, sebbene oggi sia possibile la formulazione senza l’uso di conservanti natural-identici, queste stesse sostanze rimangono ancora nell’elenco dei criteri di molti standard privati per i cosmetici naturali e biologici. I crescenti miglioramenti hanno comportato che le tecnologie di conservazione si stanno muovendo verso la riduzione della vulnerabilità microbiologica del prodotto e quindi la riduzione del rischio di contaminazione, modulando con successo una combinazione di fattori tra cui: contenuto, pH e l’imballaggio per migliorare l’efficacia complessiva del sistema di conservazione e prolungarne la durata.

In futuro, per aiutare i formulatori di cosmetici naturali, questa complessa sfida multifattoriale legata alla conservazione richiederà anche un ulteriore sviluppo di conservanti naturali per sostituire gli attuali conservanti natural-identici, per promuovere l’innovazione e rispondere all’interesse crescente del consumatore verso prodotti cosmetici veramente biologici e naturali.

*Regulatory & Scientific Manager NATRUE

**Director General NATRUE

NATRUE, Associazione internazionale per la cosmesi naturale

Riferimenti bibliografici

– Technical document on cosmetic claims

– Agreed by the Sub-Working Group on Claims (version of 3 July 2017)

– Regolamento (CE) n. 1223/2009 sui prodotti cosmetici

Natural 1

La conservazione è essenziale per la sicurezza di tutti i prodotti cosmetici perché riduce il rischio di crescita di microrganismi e quindi previene eventuali danni alla salute dei consumatori. La conservazione di un prodotto cosmetico può essere ottenuta in vari modi, includendo l’uso delle sostanze conservanti consentite della legislazione. Tuttavia, recentemente c’è una crescente percezione negativa su un gruppo di ingredienti che sono ritenuti “non sicuri” da alcuni consumatori. Questo elenco, che include conservanti come i parabeni, sta incrementando la sfiducia nei confronti di alcune sostanze chimiche che dovrebbero essere evitate. Questo scetticismo, anche se a volte è privo di una reale valenza scientifica, si è consolidato associandosi alla cosiddetta tendenza di “clean beauty” legata all’eliminazione di alcuni ingredienti. Per i cosmetici naturali e biologici certificati, gli standard privati che operano nel settore hanno ridotto ulteriormente l’elenco dei conservanti consentiti dalla legge a un sottoinsieme basato sui loro criteri di certificazione individuali, sviluppati per aiutare i produttori che cercano di offrire cosmetici autenticamente naturali o biologici in linea con le aspettative dei consumatori.

Conservazione di prodotti cosmetici
L’utilizzo di conservanti adeguati prolunga la shelf life del prodotto e la fase di utilizzo una volta aperto il cosmetico, inibendo o riducendo lo sviluppo di microrganismi. I prodotti con elevato contenuto di acqua o che espongono una grande quantità di cosmetico, come i vasetti di crema, possono essere più sensibili alla contaminazione. Pertanto deve essere impedita l’entrata dei microrganismi (batteri, funghi o lieviti) nel prodotto cosmetico, che possono poi proliferare al suo interno. I microrganismi non solo potrebbero essere dannosi per il consumatore, ma anche influenzare il prodotto cambiandone consistenza, stabilità, colore o persino producendo un odore sgradevole. A loro volta, questi fattori possono anche avere un impatto negativo sulla sicurezza del prodotto e quindi sulla salute dell’uomo, causando potenziali irritazioni cutanee, infezioni o allergie.

A norma di legge, ai sensi del regolamento sui cosmetici (CE) n. 1223/2009, tutti i prodotti cosmetici, naturali e convenzionali, devono essere sicuri per la salute umana e dimostrare tale sicurezza, compresa la stabilità microbiologica. In particolare, l’Allegato V elenca tutti i conservanti consentiti, i loro livelli massimi di concentrazione in preparati pronti all’uso, specificando se la sostanza non può essere utilizzata in specifiche categorie di prodotti come quelli per l’igiene orale. I conservanti compresi in questo elenco sono regolati in base a una valutazione positiva da parte dell’organismo indipendente di valutazione dei rischi della Commissione europea, il Comitato scientifico per la sicurezza dei consumatori (SCCS). Laddove vi sia preoccupazione per il livello di utilizzo sicuro di un conservante, la Commissione europea può incaricare l’SCCS di rivalutarne la sicurezza. Al di fuori dell’UE, la legislazione varia, sebbene un certo numero di paesi e territori guardi sempre più ai cambiamenti nella legislazione dell’UE e li rispecchi nella propria legislazione per i cosmetici.

La conservazione di un prodotto cosmetico può essere ottenuta in vari modi:

  • Aggiungendo un conservante: per legge si tratta di sostanze che vengono inserite nei prodotti cosmetici “esclusivamente o principalmente per inibire lo sviluppo di microrganismi”. Queste sostanze possono essere riproduzioni interamente artificiali, riproduzioni natural-identiche di sostanze presenti in natura o derivate da elementi di origine naturale. Nell’UE, le concentrazioni più elevate per un uso sicuro tendono a essere consentite per i prodotti con risciacquo con un contenuto di acqua più elevato, pari a circa il 2% della formula, mentre per i cosmetici “leave-on” le percentuali sono notevolmente inferiori. I conservanti possono essere scelti in base a fattori come la categoria di prodotto, la formulazione e la compatibilità all’interno della formulazione. Un singolo conservante può inibire la crescita su un ampio spettro, contro vari microrganismi può essere necessario un numero di conservanti in combinazione.
  • La confezione del prodotto può fornire una funzione di conservazione riducendo l’esposizione della formulazione all’ambiente esterno, come nei sistemi monouso o chiusi (per esempio un distributore airless).
  • Le proprietà della formulazione stessa, per esempio: alcuni ingredienti hanno un impatto sulla conservazione della complessa miscela cosmetica attraverso un buon bilanciamento della formulazione; il valore pH della formulazione (acidità o alcalinità – es. un sapone alcalino tradizionale); esclusione dell’acqua (o oli dai prodotti per il corpo); un alto contenuto di alcol (fragranze raffinate)…

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