Alogna Andrea, Claudio Trapella, Roberta Rizzo, Valentina Gentili Il secreto di chiocciola è notoriamente utilizzato per la cura degli inestetismi della pelle, adottato da decenni per la realizzazione di creme cosmetiche.Tuttavia, i dati scientifici a supporto delle proprietà ascrivibili al secreto sono ridotti, così come una standardizzazione delle tecniche di produzione.Nasce così da un progetto di ricerca dell’Università di Ferrara la volontà di approfondire e valorizzare questa materia prima con protocolli di allevamento delle chiocciole standardizzati, sistemi per l’estrazione e sanificazione del loro secreto, ma soprattutto tanta ricerca scientifica. Natural 1 Scarica PDF
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Dal 18 al 21 marzo 2027, il quartiere fieristico di BolognaFiere torna a essere l’epicentro mondiale della cosmetica e della cura della persona con la nuova edizione di Cosmoprof Worldwide Bologna. Da sessant’anni punto di riferimento insostituibile per brand, produttori, buyer e professionisti del settore, la manifestazione si conferma il barometro internazionale capace di anticipare […]
Psilocibina: una molecola di origine naturale al confine tra farmacologia, neuroscienze e salute mentale
La psilocibina rappresenta oggi uno dei capitoli più stimolanti della ricerca in neuropsicofarmacologia. Da molecola isolata da funghi del genere Psilocybe, è diventata un possibile strumento per indagare la relazione tra cervello, esperienza soggettiva e cambiamento terapeutico.Le evidenze disponibili suggeriscono che, in contesti controllati e con adeguato supporto psicologico, la psilocibina possa produrre benefici clinici in alcuni pazienti con depressione, ansia associata a malattie gravi o disturbo da uso di sostanze. Perché oggi si parla di psilocibinaNegli ultimi anni la psilocibina è tornata al centro dell’interesse scientifico internazionale. Per molto tempo, le sostanze psichedeliche classiche sono state associate quasi esclusivamente all’uso ricreativo, alla controcultura degli anni Sessanta e alle restrizioni legislative che ne hanno progressivamente limitato lo studio. Oggi, tuttavia, il quadro è profondamente cambiato. Una nuova generazione di ricerche cliniche, condotte in contesti universitari e ospedalieri controllati, ha riaperto il dibattito sul possibile ruolo della psilocibina nella cura di alcuni disturbi psichiatrici, in particolare depressione maggiore, depressione resistente al trattamento, ansia, disturbo da stress post-traumatico e disturbi da uso di sostanze. Questa ripresa è stata spesso definita “rinascimento psichedelico”. L’espressione è molto forte ma non indica semplicemente una moda culturale o una nuova fascinazione per sostanze naturali ad azione psicoattiva. Indica piuttosto il ritorno degli psichedelici nel campo della farmacologia, delle neuroscienze e della psichiatria sperimentale. Il punto centrale non è riscoprire in modo acritico molecole note da decenni, ma studiarle utilizzando le conoscenze della ricerca moderna: studi controllati, valutazioni di sicurezza, misure neurobiologiche, protocolli psicoterapeutici standardizzati e follow-up clinici. La psilocibina si presta particolarmente a questa riflessione perché occupa una posizione di confine. È una molecola di origine naturale, prodotta da diverse specie fungine; è una sostanza psicoattiva capace di modificare in modo marcato percezione, emozioni e senso del sé; è un composto farmacologicamente caratterizzabile, con un bersaglio serotoninergico principale; ed è oggi oggetto di studi clinici che ne valutano l’impiego in ambito psichiatrico. Questa complessità rende necessario distinguere con chiarezza tre piani spesso confusi nel dibattito pubblico: l’evidenza scientifica, l’uso ricreativo o non supervisionato e la comunicazione mediatica. L’interesse della psichiatria nasce da un dato clinico concreto. […]
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Assemblea pubblica di Cosmetica Italia “Fare impresa, creare valore. Innovazione e competitività per il futuro del sistema cosmetico italiano”
L’industria cosmetica in Italia cresce, crea valore e guarda al futuro. Fatturato record a 18 miliardi di euro Roma, 7 luglio 2026 – Riconoscere la cosmetica come uno dei settori strategici del Made in Italy e inserirla pienamente tra le priorità della politica industriale nazionale ed europea. È questo il messaggio che emerge dall’Assemblea pubblica […]
Incredibile ma vero. La chitina dei tessuti-veicolo viene trasformata in acido ialuronico
L’interessante ipotesi presentata in questo articolo riguarda l’attività della chitina che, contenuta in speciali tessuti, viene trasformata in acido ialuronico, dopo essere entrata in contatto e penetrata nella pelle e nell’organismo. Tale ipotesi darebbe ulteriore supporto ai diversi studi che hanno evidenziato l’efficacia del tessuto-carrier utilizzato come nuovo veicolo per produrre innovativi cosmeceutici e nutraceutici. In questo articolo viene riportata l’ipotesi riguardante l’attività della chitina che, contenuta in speciali tessuti, viene trasformata in acido ialuronico, dopo essere entrata in contatto e penetrata nella pelle e nel nostro organismo attraverso le strade previste dalla cosiddetta Beauty from Within. Questa metodologia prevede il raggiungimento della salute e della bellezza attraverso l’uso degli stessi ingredienti applicati sulla cute attraverso i cosmetici e assunti per via orale per mezzo degli integratori alimentari. A tal proposito si evidenzia la possibilità che frammenti di chitina vengano trasformati in acido ialuronico dall’enzima ialurono-sintetasi.Tale ipotesi darebbe ulteriore supporto ai diversi studi del nostro gruppo di ricerca che hanno evidenziato l’efficacia del tessuto-carrier utilizzato come nuovo veicolo per produrre innovativi cosmeceutici e nutraceutici. Infatti le fibre di questi tessuti, realizzati con polimeri naturali e biodegradabili, sono state “caricate” ed “attivate” con micro-particelle del complesso chitina-lignina, in grado di incapsulare ingredienti sia idro che l’idro-solubili. A tal proposito è interessante sottolineare come questo particolare tessuto sia risultato come veicolo non soltanto efficace e sicuro sia per la cute che per l’ambiente, ma anche in grado di cedere gli attivi in modo più rapido se paragonato ad una normale emulsione. Keywords: chitina, acido ialuronico, lignina, cosmeceutici, nutraceutici IntroduzioneLa chitina e l’acido ialuronico entrano in modo diverso nel metabolismo del nostro organismo. La prima in modo indiretto perché introdotta da insetti e diversi microorganismi, la seconda come parte integrante del nostro organismo. Comunque, esiste uno stretto collegamento tra i due polimeri che si intersecano e si accavallano l’una all’altro attraverso passaggi ancora poco noti, anche se le loro molecole hanno in comune la acetil glucosammina come chiaramente riportato dalla figura 1. Prima di entrare nel metabolismo dei due polimeri vediamone alcune delle loro caratteristiche chimico-fisiche e metaboliche. In natura la chitina è […]
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L’irritazione oculare, la fotosensibilizzazione, i metodi in silico e la sperimentazione integrata Dopo l’introduzione del Regolamento (CE) n. 1223/2009 e della sua entrata in vigore l’11 marzo 2013 [1], con conseguente divieto dell’uso di sperimentazione animale sugli ingredienti cosmetici e divieto di commercializzare prodotti cosmetici che fossero stati testati su animali, c’è stata una corsa allo sviluppo di nuovi metodi alternativi. Nell’articolo precedente abbiamo approfondito i principali metodi alternativi alla sperimentazione animale usati nella valutazione della sensibilizzazione cutanea e della genotossicità nei cosmetici. Un altro endpoint fondamentale nella valutazione della sicurezza dei cosmetici è l’irritazione oculare [2], storicamente oggetto di test altamente invasivi sugli animali. La valutazione dell’irritazione oculareL’irritazione oculare è una reazione avversa acuta che si verifica quando una sostanza entra in contatto con la superficie dell’occhio, in particolare con cornea, congiuntiva e film lacrimale. Si tratta di un effetto locale che può manifestarsi con sintomi reversibili, come arrossamento, dolore e lacrimazione, fino a lesioni gravi e potenzialmente irreversibili, quali ulcerazioni corneali e perdita della trasparenza della cornea.Il sistema GHS (Globally Harmonized System of Classification and Labelling of Chemicals) [3] è un sistema internazionale di classificazione delle sostanze chimiche, sviluppato dalle Nazioni Unite per armonizzare a livello mondiale criteri di pericolo ed etichettatura dei prodotti. Per quanto riguarda il rischio oculare il GHS le divide in tre categorie: Categoria 1: sostanze che danneggiano irreversibilmente gli occhi (es: composti che provocano opacità corneale persistente o ulcerazioni permanenti). Categoria 2: sostanze che provocano irritazione oculare reversibile. Questa a sua volta si divide in due categorie, la categoria 2A che sono gli effetti che si risolvono entro 21 giorni ma non entro 7 e la categoria 2B che sono effetti che si risolvono entro 7 giorni. No Category: sostanze che non inducono effetti significativi sugli occhi La valutazione dell’irritazione oculare è un endpoint obbligatorio dato che i cosmetici possono entrare in contatto accidentale con l’occhio o perché destinati ad un uso nella zona perioculare o per contatto accidentale.Oggi come alternativa abbiamo sperimentazioni su epitelio corneale umano ricostruito, Reconstructed human Corneal Epithelium (RhCE), tra cui EpiOcular™ [4], un modello in vitro ricostruito di […]
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