*Roberto Miccinilli
Fino all’inizio del ventesimo secolo (decennio più, decennio meno), il medico aveva a sua disposizione, fondamentalmente, due armi per curare i malanni dei suoi pazienti: l’alimentazione e le piante medicinali. All’epoca il termine “fitoterapia” non aveva motivo di esistere, in quanto la gran parte dei farmaci di uso corrente era di origine vegetale, in varie presentazioni, a seconda delle diverse forme estrattive. Tinture, infusi, decotti, polveri, creme e lenimenti vari venivano prescritti a scopo curativo, quasi sempre associati ad un regime alimentare appropriato che escludeva o consigliava i vari alimenti, a seconda delle patologie e dello stato del paziente. Anche se le conoscenze scientifiche nutrizionali non erano certo paragonabili a quelle attuali, l’occhio clinico e l’esperienza di un bravo medico riuscivano spesso a colmare queste lacune (oggi, purtroppo, la semeiotica fisica è un’arte in via di estinzione, passata ingiustamente in secondo piano, soppiantata dalla semeiotica strumentale e di laboratorio). L’alimentazione giocava però anche un’altro ruolo, forse più di tipo preventivo, continuo, quotidiano, impercettibile ma efficace, per la presenza nella dieta , nelle abitudini alimentari della popolazione, di alimenti, quasi tutti provenienti dal mondo vegetale, ricchi di principi farmacologicamente attivi utili all’organismo, al di là delle loro proprietà nutrizionali: veri e propri farmaci vegetali a piccole dosi.
Questa è una caratteristica comune un po’ a tutte le popolazioni del pianeta, nelle varie aree geografiche e culture, che deriva dal fatto che, durante i millenni, sono state selezionate dall’uomo piante alimentari non solo in base alla vista, al gusto e all’olfatto, ma anche in funzione della loro utilità e del benessere che apportano all’organismo. In tutta l’area mediterranea, questa prerogativa “terapeutica” del cibo ha assunto nel corso del tempo un ruolo rilevante, poiché la presenza di piante cosiddette aromatiche e di vegetali ad azione medicamentosa è particolarmente elevata e diffusa ovunque. In Italia ancor più che altrove, tenendo conto dell’estrema diversità delle tradizioni gastronomiche regionali, derivante da una geografia nord-sud molto estesa, con variazioni climatiche ampie e quindi con colture agricole diversificate, da una storia antica e assai movimentata, durante la quale, per millenni, sulla nostra penisola si sono incontrati e intrecciati popoli e culture diverse, con stratificazioni anche dal punto di vista alimentare ormai non più dipanabili, e dalla creatività tipicamente italica. Il risultato di tutti questi diversi fattori è stata la nascita e l’evoluzione di un modo di mangiare italiano, diffuso ormai in tutto il mondo, che oltre ad un’estrema varietà di piatti e sapori, ad un’ottima combinazione di principi nutrizionali, presenta anche un aspetto salutare proprio per la presenza di spezie, odori, condimenti, ortaggi e piante commestibili utili per la salute dell’uomo, sia in senso preventivo che curativo. La conferma di ciò sta nel fatto che pochi decenni or sono è stato coniato da alcuni nutrizionisti americani il termine “dieta mediterranea”, per indicare il modo di alimentarsi delle popolazioni agricole dell’Italia centro-meridionale, tra le due guerre mondiali e negli anni ’50, considerato, ancora oggi, il più equilibrato dal punto di vista nutrizionale. Una dieta caratterizzata da una prevalenza di carboidrati complessi, forniti dai cereali (pasta, riso, pane scuro) e dai legumi, su quelli semplici, da un consumo abituale ed abbondante di verdure cotte e crude, frutta fresca e secca, con un conseguente buon introito di fibra indigeribile, vitamine, sali minerali. L’uso esclusivo di olio di oliva come grasso di condimento contribuisce a prevenire le malattie cardiovascolari coronariche, in quanto ne risulta una dieta povera di acidi grassi saturi ad azione aterogena. Così come l’uso non frequente di carne e prodotti animali limita l’apporto di colesterolo e di acido arachidonico, precursore delle prostaglandine della serie 2, dei leucotrieni e del tromboxano (infiammazione, allergie, ipertensione, rischio cardiovascolare).
La dieta mediterranea comprende anche l’assunzione di giuste quantità di vino rosso, ricco di proantocianidine (OPC) ad attività vasoprotettrice ed antiossidante. Ma dal punto di vista terapeutico ciò che caratterizza di più questo modo di alimentarsi è la presenza costante di alimenti, tutti vegetali, che danno i caratteristici sapori ai piatti tipici della nostra cucina, e che ci riportano alla mente gli odori degli orti nelle nostre campagne, gli aromi delle essenze della macchia spontanea lungo le nostre coste, i profumi invitanti delle cucine delle nostre case: gli odori e i sapori della nostra infanzia. L
a cipolla, l’aglio, il basilico, l’origano, il timo, il prezzemolo, il peperoncino, le mente, la maggiorana, il finocchio, il rosmarino, la salvia, il lauro, il mirto, il ginepro, ma anche il carciofo e il dente di leone, e tante altre, una lista interminabile, sono piante alimentari per noi ormai talmente comuni, che abbiamo perso di vista quanto ognuna di esse sia utile al nostro benessere, ognuna con caratteristiche e prerogative differenti dovute ai diversi componenti e principi attivi, siano essi olii essenziali, o principi amari, o altro. Ciascuna svolge però un ruolo positivo sul nostro corpo, quotidianamente, in modo impercettibile ma inesorabile alla lunga distanza.
La fitoterapia in cucina: una ragione in più per poter affermare che la prima medicina è il cibo
1 – ALLIUM SATIVUM L. – Liliaceae Originario degli altopiani dell’Asia centrale, l’aglio si è diffuso in tutto il mondo grazie alle migrazioni delle tribù nomadi. Attualmente è coltivato in tutte le zone a clima temperato. Nell’antichità veniva fatto assumere ai costruttori delle piramidi in Egitto e ai soldati delle centurie romane, come tonico corroborante e per prevenire le infezioni. Più tardi era usato come antisettico durante le epidemie di peste e di colera.
ATTIVITÁ TERAPEUTICA – antiipertensiva – #antiaggregante piastrinica (l’ajoene, componente dell’olio volatile, interagisce direttamente con i recettori piastrinici del fibrinogeno ed è anche inibitore della 5-lipoossogenasi. Ne risulta un’ azione simile a quella dell’acido acetilsalicilico) – antidislipidemica – #ipoglicemizzante (per azione dei gruppi tioguanidinici) – #fluidificante bronchiale ed espettorante (eliminazione dei metaboliti solforati attraverso le vie respiratorie) – #antisettica intestinale (garlicina e alisina) – antifermentativa, carminativa (allicina) – colecistocinetica – vermifuga potente.
2 – ROSMARINUS OFFICINALIS L. – Labiatae Il rosmarino è un arbusto sempreverde spontaneo della macchia mediterranea. Il suo nome deriva dal latino ros marinus = rugiada di mare. Presso i Greci veniva bruciato durante i sacrifici, insieme all’incenso, come pianta gradita agli dei. La consuetudine di bruciare rametti di rosmarino si è mantenuta nei secoli: negli ospedali e nelle case ciò veniva fatto per evitare infezioni ed epidemie. Nella cultura mediterranea antica questa pianta simboleggiava la fedeltà ed il ricordo: veniva dato all’amato che partiva per un viaggio, le spose se ne inghirlandavano la testa il giorno del matrimonio, i suoi cespugli si trovano spesso piantati nei cimiteri. In passato era anche utilizzato per conservare ed aromatizzare la carne fresca. ATTIVITÁ TERAPEUTICA – tonico-stimolante – #antiossidante (diterpeni e acido rosmarinico) – #antinfiammatoria (per inibizione della sintesi dei prostanoidi) – #colagoga, coleretica e colecistocinetica (diterpeni) – epatoprotettrice – antidislipidemica – eupeptica e carminativa – spasmolitica – antisettica intestinale (olio essenziale) – #balsamica e fluidificante bronchiale (olio essenziale).
3 – SALVIA OFFICINALIS L. – Labiatae “Cur moriatur homo cui salvia crescit in Horto?” Questo motto della Scuola salernitana sintetizza le molteplici proprietà medicinali di questa pianta, da sempre usata nella preparazione di piatti della nostra cucina tradizionale. È considerata da sempre (e a buon motivo) come afrodisiaco per le donne e come anti-afrodisiaco per gli uomini. ATTIVITÁ TERAPEUTICA – #estrogeno-simile, emmenagoga, ipogalattogena (acidi aromatici, alcuni flavonoidi e, nell’insieme, tutto il fitocomplesso) – #antisudoripara (olio essenziale e metabolici dei diterpeni, che riducono l’attività delle ghiandole sudoripare) – colagoga e coleretica (acidi fenolici e flavonoidi) – batteriostatica, antisettica (diterpeni) – debolmente ipoglicemizzante – spasmolitica – balsamica, fluidificante (olio essenziale).
4 – ORIGANUM VULGARE L. – Labiatae L’origano è molto diffuso in tutta l’area mediterranea, ma solo quello che nasce nelle zone calde dell’Italia del sud e della Grecia (l’origano detto Heracleopicum) possiede l’aroma intenso e forte che conferisce ad ogni pietanza un sapore inconfondibile. La Grecia è ancor oggi la maggior produttrice di questa pianta aromatica. ATTIVITÁ TERAPEUTICA – antifermentativa, carminativa – stomachica, eupeptica e digestiva (dispepsie atoniche) – spasmolitica – antisettica intestinale – espettorante, calmante della tosse (olio essenziale).
5 – FOENICULUM VULGARE Mill. – Apiaceae Il finocchio selvatico è una delle più belle ombrellifere. L’intensità del suo profumo è in funzione della concentrazione di olio essenziale nei suoi semi. Già usata come pianta medicinale dagli Assiro-Babilonesi, fu successivamente consigliata dalla Scuola medica salernitana per la cura della flatulenza intestinale. Insieme al coriandolo, al cumino e all’anice fa parte della miscela dei “4 semi caldi”, ancora oggi molto usata per la prevenzione ed il trattamento del meteorismo.
ATTIVITÁ TERAPEUTICA – stimolante-aromatica – digestiva, carminativa, antifermentativa – spasmolitica – antisettica intestinale – #secretolitica a livello dell’apparato respiratorio (olio essenziale).
6 – JUNIPERUS COMMUNIS L. Cupressaceae Il ginepro è un arbusto o alberello sempreverde, che cresce dal mare alle zone montane della nostra penisola, di cui si utilizzano, per la gastronomia e per uso medicinale, le bacche, i galbuli, pseudofrutti che si raccolgono in autunno, a maturità. Trovano impiego per aromatizzare le carni, soprattutto arrosti di cacciagione, ma anche per la preparazione di liquori e distillati.
ATTIVITÁ TERAPEUTICA – #diuretica volumetrica (olio essenziale e alcuni diterpeni) – #espettorante e sedativo della tosse (olio essenziale) – epatoprotettrice – #antidispeptica, carminativa, antifermentativa – antisettica intestinale – antireumatica.
7 – OCIMUM BASILICUM L. – Labiatae Il basilico è di origine indiana e già 4000 anni fa la sua coltivazione ed il suo uso erano diffusi in tutta l’Asia. Non nasce spontaneo, ma deve essere coltivato. Nella tradizione cristiana, la sua sacralità deriva da due credenze: la prima vuole che il basilico sia nato nel vaso dove Salomè aveva sepolto la testa di Giovanni il Battista, la seconda narra invece che esso fu trovato dalla madre dell’imperatore Costantino, Elena, sul luogo della crocefissione di Cristo e da lei diffuso in tutto il mondo. Il suo nome deriva probabilmente dal greco “basilikos” che vuol dire “regale”.
ATTIVITÁ TERAPEUTICA – eupeptica e digestiva, antifermentativa – spasmolitica – antisettica intestinale – fluidificante e balsamica (olio essenziale) – tonica generale, antiastenica.
8 – CALAMINTHA NEPETA – Labiatae Nome scientifico della nepetella o mentuccia, conosciuta da tutti come ingrediente inconfondibile ed insostituibile dei carciofi alla romana. Cresce spontaneamente dal mare alle zone montane di tutta Italia, nei boschi, nei luoghi erbosi e negli incolti. Si consuma come condimento, fresca o essiccata, in mazzetti, all’ombra. Le proprietà medicinali della mentuccia sono abbastanza sovrapponibili a quelle delle altre specie di menta, come la Mentha piperita o la Mentha acquatica.
ATTIVITÁ TERAPEUTICA – eupeptica e digestiva (olio essenziale) – #carminativa e antifermentativa (olio essenziale) – antisettica intestinale – antiossidante (acido rosmarinico) – spasmolitica e miorilassante (flavonoidi) – antiflogistica (flavonoidi) – #coleretica (polifenoli, frazioni furaniche e chetoniche dell’olio essenziale).
9 – CAPSICUM ANNUUM L. Solanaceae Il peperoncino rosso, originario dell’America, fu introdotto in Europa soltanto dopo i viaggi di Cristoforo Colombo verso le Indie occidentali. In breve tempo è entrato prepotentemente a far parte dell’alimentazione mediterranea, soprattutto nelle zone più calde, come condimento, per rendere piccanti le pietanze. È particolarmente ricco in vitamine (B2, PP, C, provitamina A, tocoferoli, E).
ATTIVITÁ TERAPEUTICA – #eupeptica, aperitiva, eccito-secretoria gastrica – antiemetica – diuretica – diaforetica – tonico-stimolante generale – rivitaminizzante – antiflogistica ed antireumatica.
10 – MYRTUS COMMUNIS L. Myrtaceae Il mirto è un tipico componente della macchia spontanea mediterranea, diffuso fino all’Asia centrale. Particolarmente presente in Sardegna dove vive in associazione con alloro, timo, corbezzolo, leccio, cisto, lentisco e carrubo, e dove entra, più che altrove, nella preparazione di piatti tipici e di liquori. Le sue foglie servono ad aromatizzare gli arrosti, in particolare di agnello e di maiale.
ATTIVITÁ TERAPEUTICA – balsamica e mucolitica (olio essenziale) – antisettica respiratoria e intestinale – antinfiammatoria – astringente intestinale (tannini presenti fino al 14%).
11- CYNARA SCOLIMUS L. Compositae Il carciofo è una pianta di origine africana coltivata da sempre in tutto il bacino del mediterraneo. La parte utilizzata in culinaria è rappresentata dal capolino, con i fiori non ancora aperti, e dalle brattee che lo circondano. Pur essendo presenti soltanto durante i mesi primaverili, i carciofi sono ampiamente utilizzati nella tradizione gastronomica italiana e rappresentano, quindi, una fonte di sostanze farmacologicamente attive, assai utili per l’uomo. L’uso fitoterapico vero e proprio del Cynara scolimus è legato invece alle foglie della pianta, molto più ricche di principi attivi rispetto alla parte commestibile.
ATTIVITÁ TERAPEUTICA – #coleretica e colagoga (cinarina, difesoli, flavonoidi) – colecistocinetica – #epatoprotettrice (flavonoidi e alcoli terpenici) – #diuretica uricosurica, azoturica (flavonoidi e metabolici dei polifenoli) – depurativa – antidislipidemica (cinarina) – eupeptica, aperitiva, digestiva – tonica generale.
12- TARAXACUM OFFICINALE Weber – Compositae Il tarassaco, chiamato anche Dente di leone o, volgarmente, piscialletto, entra a far parte della dieta mediterranea in quanto erba da raccolta di largo uso, che cresce spontaneamente nei prati, e che viene consumata sia come verdura cotta, spesso mescolata alla più pregiata cicoria selvatica (Cichorium inthybus), o cruda, raccolta molto giovane, a formare con numerose altre erbe selvatiche, la cosiddetta “ mesticanza”. Anche se in fitoterapia si utilizzano le parti sotterranee di questa pianta, le radici, anche le foglie possiedono delle virtù medicinali simili, pur se in misura minore.
ATTIVITÁ TERAPEUTICA – #colecistocinetica (triterpeni in sinergia coni i lattoni sesquiterpenici) – diuretica (flavonoidi eudesmanoliti) – antinfiammatoria – anti-radicali-liberi – blandamente lassativa.

13- THYMUS VULGARIS L. Labiatae Il timo è un arbusto alto poco più di un palmo, ma dotato di un profumo intenso e penetrante, ed è largamente usato a scopo alimentare in tutta il Mediterraneo perché il suo aroma si accompagna bene con gli ingredienti più tipici della cucina di quest’area (pomodoro, olio di oliva, olive, aglio). Cresce spontaneo, dal mare alle zone montane, soprattutto in terreni aridi, sassosi e ben soleggiati, dove le sue caratteristiche aromatiche si esaltano ancora di più. Greci e Latini erano a conoscenza che la peculiarità del timo era quella di conservare la carne, in virtù delle sue proprietà antisettiche e germicide. Per questo ne facevano largo uso, oltre che per la preparazione di pietanze, anche in caso di epidemie, come disinfettante. In alcune zone, per esempio in Sardegna, è chiamato “erba di Maria”: una leggenda narra che durante la fuga in Egitto, il timo servì da morbido e profumato giaciglio per la Vergine.
ATTIVITÁ TERAPEUTICA – #antisettica intestinale e generale (olio essenziale) – #antimicrobica, germicida (olio essenziale) – tonica generale, antiastenica – digestiva, eupeptica – colagogo-coleretica – diuretica e depurativa (flavonoidi) – diaforetica – stimolante dell’appetito – #fluidificante bronchiale, espettorante, calmante della tosse (olio essenziale) – #spasmolitica (i fenoli, riducendo la disponibilità del calcio, inibiscono le contrazioni della muscolatura liscia) – vermifuga (olio essenziale).
14 – ALLIUM CEPA L. – Liliaceae La cipolla è una pianta erbacea perenne il cui bulbo è stato utilizzato fin dai tempi più antichi e di cui non si conosce la zona di origine (forse la Persia). Il suo nome è citato da fonti caldee, egizie e greche, e Plinio il vecchio ne descrisse già l’uso medicinale. Nella Bibbia troviamo un passo che narra l’esodo del popolo di Israele, durante il quale gli ebrei, costretti a cibarsi di sola manna, rimpiangono, tra l’altro, le dolci cipolle d’Egitto. Da allora, e ancor oggi, la cipolla è rimasta uno dei pilastri della cucina contadina di tutta l’area mediterranea, presente quotidianamente nella preparazione delle varie vivande.
ATTIVITÁ TERAPEUTICA – antisettica e batteriostatica (olio essenziale) – #diuretica uricosurica e saluretica (flavonoidi e fruttosani) – antiipertensiva – ipoglicemizzante ( glucokinina, aminoacidi solforati) – antidislipidemica – #fibrinolitica ed antiaggregante piastrinica (composti solforati, inibitori della cicloossigenasi e della lipoossigenasi) – #colagogo e coleretica (acido caffeico e acido clorogenico) – #integratore di vitamine (A, C, gruppo B) e di sali minerali (K, Na, Fe, Ca, P, Si, S, I).
15- PETROSELINUM CRISPUM A. W. Hill – Apiaceae Il prezzemolo è probabilmente la pianta aromatica più comune e più usata in cucina. Questa ombrellifera, originaria dell’Europa meridionale e centrale, fa parte da millenni della cultura dei popoli mediterranei, non solo dal punto di vista alimentare, ma anche da quello simbolico-religioso: nel pasto rituale della Pasqua ebraica, Sedarim, rappresenta il nuovo principio, la nuova vita che sboccia. In Grecia i vincitori dei giochi Istmici e Nemei venivano incoronati con ghirlande di prezzemolo, simbolo di forza e coraggio. Come rimedio officinale, la fortuna di questa pianta è stata assai alterna: citata poco dai medici greci e romani, durante il medioevo solo Hildegard badessa di Bingen lo consigliava, bollito nel vino, “contro i dolori di petto e di cuore”. Solo dall’inizio del XX° secolo sono state riscoperte ed apprezzate le sue molteplici virtù medicinali. Il prezzemolo riveste anche una notevole importanza sotto il profilo nutrizionale: 5 g. di foglie contengono la quantità di Vitamina A necessaria a soddisfare il nostro fabbisogno quotidiano, mentre con 30 g. si assumerebbe la dose necessaria di Vitamina C. Le foglie servono anche a rinfrescare l’alito e ad attenuare l’odore pungente dell’aglio, cui spesso si accompagna nelle pietanze. Anche se sono noti gli effetti tossici causati dall’ingestione di grandi dosi di prezzemolo, l’uso che se ne fa in cucina è limitato nelle quantità e garantisce soltanto gli effetti benefici della pianta.
ATTIVITÁ TERAPEUTICA – diuretica-depurativa ( apiolo e flavonoidi ) – #emmenagoga ( olio essenziale, ricco di apiolo, miristicina e alfa-pinene, dotato di proprietà stimolanti a livello della muscolature liscia e in particolare di quella uterina. Ciò spiega il fatto che i frutti e l’essenza di prezzemolo, molto ricchi di apiolo, sono stati sempre utilizzati, ad alti dosaggi, come abortivo popolare – eupeptica, stomachica e carminativa – #rinfrescante l’alito (il prezzemolo ha un contenuto di clorofilla superiore ad ogni altra erba aromatica) – febbrifuga (apiolo dell’olio volatile) – #antistaminica (Journal of allergy and clinical immunology) – tonica generale – #integratore vitaminico e minerale (vitamina A, vitamina C, Mn, Fe, Ca.
16- URTICA DIOICA L. – Urticaceae Anche se è presente nella tradizione culinaria italiana soltanto in alcune zone della penisola, l’ortica rappresenta forse il picco più elevato dell’attività medicinale di una pianta alimentare. Ottima per preparare zuppe, minestre, risotti; il potere urticante delle sue foglie scompare con la cottura. La pianta fresca contiene il 5-6 % di proteine, con tutti gli aminoacidi essenziali presenti. L’azione inibente sulle cellule prostatiche è svolta dalla radice dell’Urtica dioica e, quindi, non sfruttabile con il consumo alimentare delle foglie della pianta. ATTIVITÁ TERAPEUTICA – #digestiva e stomachica (secretina, enzima che stimola la produzione ed il rilascio di enzimi digestivi pancreatici ed intestinali, nonché di bile) – #rimineralizzante (alto contenuto di Fe, S, Ca, Si, Na, K, Mg, Mn) – #stimolante il trofismo degli annessi cutanei (unghie e capelli) – #integratore vitaminico (elevati dosaggi di Vitamine A, C, B2, PP, K, E, acido folico) – #eritropoietica ed antianemica (alto contenuto di clorofilla che possiede una struttura chimica simile a quella dell’emoglobina umana, da cui differisce solo per la presenza di un atomo di Mg al posto di quello di Fe) – #diuretica e depurativa (flavonoidi, fruttosani, sali minerali) – #antiflogistica ed antireumatica (inibizione della produzione di leucotrieni, di prostaglandine della serie 2, di TNF-alfa, di interleuchine 6 e 1- beta) – ipoglicemizzante (dubbio).
17- LAURUS NOBILIS L. – Lauraceae L’alloro cresce spontaneo nelle zone temperate dell’area mediterranea ed entra a far parte delle tipiche macchie costiere. Le sue foglie vengono da sempre utilizzate, fresche o essiccate, come componenti aromatici di un gran numero di pietanze, salse ed intingoli, particolarmente per piatti di carne. Pianta sacra ad Apollo, l’iconografia classica antica e rinascimentale ci mostra come corone e serti, preparati con i rami di alloro intrecciati, hanno cinto, fin dalle prime olimpiadi nel 776 a.c., il capo di atleti vincitori, di imperatori, di eroi, di sommi poeti e letterati.
ATTIVITÁ TERAPEUTICA – antinfiammatoria e antireumatica – antidolorifica, sedativa e miorilassante (metil-eugenolo) – sudoripara e anticatarrale (olio essenziale) – eupeptica, stomachica, digestiva – antisettica intestinale e battericida (olio essenziale) – emmenagoga.
18 – VITIS VINIFERA L. – Vitaceae A parte l’uso che se ne fa nella parte orientale del Mediterraneo, dove si utilizzano a scopo alimentare anche le foglie, la vite entra a far parte della triade alimentare fondamentale di tale area (frumento, olivo, vite), come elemento base per la preparazione del vino, presente quotidianamente sulle tavole italiane a completamento della dieta tradizionale. Si considera utile all’organismo un consumo giornaliero fino a 500 ml di vino a 11-12 gradi. Oltre questa dose l’alcol contenuto nella bevanda diventa eccessivo per l’organismo e per le funzioni metaboliche del fegato, fino ad arrivare, per consumi esagerati, alla tossicità e all’alcolismo, piaga sociale sicuramente superiore alla tossicodipendenza da droghe pesanti. Un bicchiere di buon vino a pasto giova invece alla salute e allo spirito, e allunga la vita.
ATTIVITÁ TERAPEUTICA – antiossidante (prontocianidoli) – vasodilatatrice, coronarodilatatrice (alcool) – vasoprotettrice (flavonoidi, proantocianidoli) – #antiipertensiva (inibizione dell’enzima di conversione dell’angiotensina da parte dei proantocianidoli) – astringenti (tannini).
19- OLEA EUROPAEA L. – Oleaceae La pianta dell’olivo si è caricata, nel corso dei millenni, di significati simbolici a lei attribuiti dalle diverse tradizioni culturali mediterranee. È sicuramente uno degli alberi a cui i nostri occhi sono più abituati e che suscitano in noi ricordi ed emozioni. Il suo frutto, l’oliva, e l’olio che da essa si estrae sono così radicati nella tradizione alimentare di tutto il bacino del mediterraneo, che sarebbe impossibile concepire un pasto, una tavola imbandita, un incontro conviviale senza la loro presenza. Insuperabile come condimento di verdure e ortaggi crudi, per il suo sapore e per il suo profumo, andrebbe utilizzato di preferenza anche come olio da cottura e da frittura, grazie alla sua stabilità alle alte temperature, dovuta alla presenza di un solo doppio legame nell’acido oleico, rispetto ad altri olii costituiti da acidi grassi poliinsaturi, molto più fragili e meno stabili.
ATTIVITÁ TERAPEUTICA – colagogo-coleretica – antidislipidemica (acido oleico e linoleico) – blandamente lassativa – #facilitante il trasporto e l’assorbimento di vitamine liposolubili (A, D, E, K) – preventiva per la malattia ateromatosa.
20 – COFFEA ARABICA L. Rubbiaceae Originario dell’Etiopia, viene ormai coltivato in molte regioni della fascia tropicale e sub-tropicale dell’America, dell’Africa e dell’Asia. Nella zona mediterranea non si può coltivare, ma l’infuso preparato con la polvere dei suoi semi, tostati e macinati, il caffè, è entrato ormai da secoli a far parte della tradizione alimentare italiana, greca, turca, e di molti altri paesi dell’area. L’abuso di caffè può creare problemi a livello del sistema nervoso: ansia, nervosismo, agitazione psico-motoria, insonnia, aggressività. Il suo contenuto in alcaloidi, soprattutto caffeina, spiega queste azioni “tossiche” da eccesso. Ciò non toglie che il caffè, a dosaggi opportuni e limitati, può risultare molto utile per l’organismo.
ATTIVITÁ TERAPEUTICA – stimolante psico-fisico – tonica – eupeptica e digestiva – colagogo – coleretica – stimolante la peristalsi intestinale, lassativa – #attivatrice del metabolismo glucidico e lipidico, facilitante la liberazione e l’utilizzazione di energia.
Alle piante fin qui elencate se ne potrebbero aggiungere ancora molte, sia tra quelle coltivate che tra quelle spontanee, da raccolta, che spesso sono l’immagine più profonda e vera delle tradizioni popolari di una regione. La cicoria, l’asparago selvatico, il cardo, la malva, l’anice, la fragola, il ribes nero, l’erba cipollina ed infinite altre: abbiamo imparato a riconoscerle, raccoglierle, usarle, trarne beneficio fin da bambini, magari sotto la guida esperta di una zia o di una nonna, che tramandavano queste conoscenze antiche con semplicità e naturalezza, quasi un racconto, una fiaba. Il sapiente uso delle piante medicinali attraverso i secoli, si è via via consolidato attraverso l’utilizzo quotidiano che porta all’esperienza, fatta anche certamente di errori e sconfitte, ma che alla lunga insegna la via. L’esattezza dell’indicazione terapeutica di alcuni prodotti vegetali presenti nella dieta mediterranea è sconcertante, soprattutto dopo le verifiche scientifiche attuali. Le bacche di rosa canina, ad esempio, che maturano in settembre, sono utilizzate da tempo immemorabile nella Tuscia (chissà, forse anche gli etruschi ne facevano uso!), come frutto e come base per la preparazione di marmellate da consumare durante il periodo invernale, per proteggere i bambini dalle malattie da raffreddamento, tipiche di questa stagione. Oggi possiamo comprendere il perché di tale scelta alimentare, grazie alle evidenze scientifiche: le bacche di rosa canina rappresentano la più importante e diffusa fonte di vitamina C in natura, perlomeno nella nostra area geografica, elemento chiave per una stimolazione fisiologica del sistema immunitario, con conseguente prevenzione delle patologie infettive. Questo esempio, ma se ne potrebbero fare tanti altri, ci porta ad una logica conclusione: un moderno e razionale utilizzo delle piante medicinali, siano esse usate come alimenti consumati quotidianamente, o come farmaci naturali, deve sicuramente avvalersi dell’esperienza empirica nata dall’utilizzo antico, ma necessariamente supportato e avvalorato dalla ricerca scientifica e dalle sperimentazioni cliniche, base della attuale fitoterapia.
* Specialista in Scienza dell’alimentazione
Direttore dei corsi di perfezionamento in Fitoterapia Università degli Studi della Tuscia – Viterbo L’iconografia è tratta da Herbario nuovo di Castore Durante Roma 1585 per gentile concessione della Biblioteca degli Ardenti di Viterbo
Bibliografia
1 – Flaminio Fidanza – Lineamenti di nutrizione umana – 1974 – Idelson – Napoli
2 – Montenero-Bonessa – Dietologia pratica – 1980 – Milano
3 – Arienti-Floridi – Biochimica della Nutrizione – 1981 – Piccin
4 – Leung-Foster – Enciclopedia delle piante medicinali – 1999 – Aporie
5 – Rocco Longo – Le monografie tedesche – Studio Edizioni – Milano
6 – Roberto Miccinilli – Alimentazione degli Etruschi e dieta mediterranea Natural 1 – Giugno 2001
7 – Miccinilli-Campagna – Fitoterapia e piante medicinali – Università della Tuscia
8 – Piergiorgio Chiereghin – Farmacia verde – Edagricole – 2002 – Bologna
9 – Massimo Rossi – Tinture Madri in Fitoterapia – Studio Edizioni – Milano
10- Max Rombi – 100 piante medicinali – Edizioni Romart – 1993
11- Romagnoli-Vasetti – L’antico erbario – Nardini Editore – Fiesole – 1994
12- Enrica Campanini – Dizionario di fitoterapia e piante medicinali Tecniche nuove – 1998 – Milano
13- Alessandro Formenti -La medicina dei semplici – Ed. L’informatore agrario 1992
Fino all’inizio del ventesimo secolo, tinture, infusi, decotti, polveri, creme e lenimenti vari venivano prescritti a scopo curativo, quasi sempre associati ad un regime alimentare appropriato che escludeva o consigliava i vari alimenti, a seconda delle patologie e dello stato del paziente...