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Hypochaeris glabra L. (Costolina liscia)

flora luago26

Ordine: Asterales

Famiglia: Asteraceae

Etimologia: il nome del genere deriva dal greco hýpochoirís, composto da hypó sotto e da choíros maiale, riferito al fatto che i maiali si nutrono delle radici della pianta. Secondo altri deriva da hypo-chouros per la somiglianza dei peli presenti sulla superficie inferiore delle foglie di alcune specie di Hypochaeris con i peli del maiale. Glabra vuol dire senza peli.

Nome comune: Costolina liscia.

Descrizione Botanica: pianta erbacea annuale con rosetta basale e asse fiorale allungato le cui foglie sono ridotte a brattee. Scapo eretto semplice, nella parte alta può essere ramificato. La superficie del fusto è solcata superiormente e può ingrossarsi nelle porzioni apicali. Altezza dai 10 ai 40 cm fino a 60. Portamento eretto. Radice a fittone.

Foglie: riunite in rosetta basale, oblanceolate-spatolate, arrotondate all’apice, con bordi variamenti dentati i cui denti possono essere ottusi o acuti. Le foglie superiori sono ridotte a squame. Dimensione: larghezza 0,5-1,5 cm, lunghezza 2-6 cm.

Fiori: capolini isolati all’apice dei peduncoli. Involucro subcilindrico di 5-7 x 12-16 mm, formato da più squame lesiniformi che alla fruttificazione si ribaltano verso il basso assumendo una forma stellata. Capolino giallo dal diametro di 2-4 cm. I fiori sono ermafroditi, zigomorfi e pentameri. Il capolino è composto solo da fiori ligulati. Talvolta i fiori più periferici sono unisessuali e con canali laticiferi.

Hypochaeris glabra
Infruttesecnza (foto di C. Delunas).

Frutto: cipsela marrone scuro di 12-13 mm, cilindrica, robusta, tronca con 10 nervature che si prolungano in un becco sottile di 4-6,5 mm, all’apice è presente un pappo di setole brune in due serie: le esterne rigide e più corte delle interne piumose e biancastre, lunghe 9-10 mm. Generalmente sono presenti due tipi di cipsele, quelle centrali con becco, quelle periferiche senza, ma possono essere anche tutte uguali.
Habitat: Specie Euri-Mediterranea diffusa da 0 a 1200 m s.l.m., predilige incolti aridi, pascoli, colture a riposo, bordi delle strade soleggiati. Presente i tutt’Italia ad eccezione di Trentino Alto Adige e Molise.

Fioritura: da aprile a luglio.

Proprietà: nella tradizione popolare l’uso della specie suscita interesse soprattutto per le foglie che sono apprezzate in ambito culinario per il sapore amarognolo dovuto al lattice. Le radici e le foglie possiedono blande proprietà depurative, digestive e diuretiche.

Curiosità: l’impollinazione avviene principalmente tramite farfalle diurne e notturne. La dispersione dei semi, trasportati dal vento, è completata a terra dalle formiche. Le brattee dell’involucro possono agganciarsi ai peli degli animali di passaggio contribuendo così alla dispersione su lunghe distanze dei semi della pianta.

Cristina Delunas
Giornalista e divulgatrice scientifico-naturalistica