Accademia Nazionale di Agricoltura e Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna hanno premiato i 212 studenti che hanno partecipato ai corsi formativi, promossi con l’obiettivo di un futuro lavorativo in Appennino, che aiuti questi luoghi in crisi ad affrontare le sfide ambientali e sociali del futuro.
Accompagnare i giovani studenti a scegliere di investire il proprio talento in Appennino, contribuendo a scrivere una nuova pagina di sviluppo sostenibile per l’intera comunità metropolitana con strumenti concreti di orientamento lavorativo post scolastico, è l’obiettivo delle “Attività formative e di orientamento per lo sviluppo socio-economico dell’Appennino” che lo corso 5 maggio hanno visto, presso l’Oratorio di San Filippo Neri a Bologna, la presentazione dei risultati dei corsi e la consegna di diplomi di partecipazione agli studenti. Il progetto promosso dall’Accademia Nazionale di Agricoltura, con il sostegno della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, ha visto la collaborazione del Comando Carabinieri Forestali di Bologna e Ferrara, del Consorzio Castanicoltori dell’Appennino Bolognese, dei Dipartimenti di Scienze Mediche Veterinarie e di Scienze e Tecnologie Agro-Alimentari dell’Università di Bologna e del Settore Attività Faunistico-Venatorie della Regione Emilia-Romagna.
Più di 200 studenti hanno affrontato temi didattici per gestire le sfide ambientali future.
Sono stati 10 i corsi altamente professionalizzanti che, da ottobre a dicembre 2025, hanno visto la partecipazione di 212 studenti del Liceo Scientifico Statale “Augusto Righi” di Bologna, dell’Istituto di Istruzione Superiore “Arrigo Serpieri” di Bologna e degli Istituti Professionali Agrari “Luigi Nolè” di Loiano e “Benito Ferrarini” di Sasso Marconi per un totale di 264 ore di attività tra laboratorio e campo.
L’iniziativa, che si colloca nell’ambito delle ore di orientamento obbligatorie previste dall’ordinamento vigente, mediante incontri con esperti del settore, laboratori tematici, uscite didattiche ha consentito di approfondire tematiche che raramente trovano spazio nella programmazione didattica tradizionale come: “Valutazioni delle trasformazioni del territorio mediante l’uso della tecnologia GIS”, “Contrasto all’erosione e interventi di ingegneria naturalistica”, “Creazione di database georeferenziati e sistemi di navigazione satellitare GPS”, “Gestione della fauna selvatica”, “Allevamenti zootecnici e benessere animale”, “Gestione della castanicoltura”, “Filiera lattiero-casearia”, “Il sequestro di carbonio”, “Potatura e innesto di piante da frutto”, “Il suolo e le sue caratteristiche chimiche e biologiche”.
I corsi proposti, dunque, hanno toccato insegnamenti multidisciplinari, che potessero aiutare gli studenti a comprendere a fondo le differenti attività ambientali, di controllo del territorio, produttive e di gestione che sono indispensabili per poter operare oggi in aree di montagna, a fronte dei numerosi problemi legati al dissesto idrogeologico e all’abbandono sociale ed economico di numerose aree del territorio appenninico.
Aumento della conoscenza delle tematiche e studenti coinvolti nelle attività
I numerosi corsi, svolti in questi quattro anni, hanno evidenziato come attività concordate con i dirigenti scolastici e gli insegnanti bene si integrano ai programmi scolastici, soprattutto per quelle tematiche che richiedono attività dimostrative di campo o di laboratorio. L’analisi delle risposte date dagli studenti, nel questionario fornito al termine dei corsi, ha mostrato un costante aumento del grado di conoscenza delle tematiche affrontate, e il giudizio degli alunni sulla valenza del percorso è risultato positivo, sia sotto l’aspetto orientativo che quello dell’uso di una metodologia didattica laboratoriale e di pratica fattiva sul campo, risultata molto coinvolgente da tutti i partecipanti.
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