Quando la scoperta fu nota ai chimici dell’istituto di Francia, i caratteri della sostanza furono studiati a fondo, nientemeno che dal chimico Gay-Lussac, il quale mise a punto il metalloide definendolo con il nome di iodio proprio per il caratteristico colore violetto dei suoi vapori… Scarica PDF
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Valorizzazione della filiera dell’acquacoltura attraverso l’utilizzo di scarti del mare: il progetto Valdimar-ER
In Europa le macroalghe stanno acquisendo un sempre maggiore interesse dal punto di vista alimentare e le diverse nazioni stanno guardando con grande attenzione questo prodotto marino sostenibile dal punto di vista ambientale.Alcune macroalghe, molto diffuse nella laguna e costa dell’Emilia-Romagna, potrebbero rappresentare una risorsa alternativa in risposta al declino degli stock ittici e una soluzione all’aumento della domanda di alimenti ricchi di proteine, micronutrienti, fibre e integratori alimentari contenenti acidi grassi polinsaturi e sostanze ad attività antiossidante. Le alghe sono organismi unicellulari, coloniali o multicellulari prevalentemente fototrofi. Costituiscono una composita aggregazione artificiale, appartenente a molteplici linee evolutive, che si riflette in una considerevole diversità genetica. Questa varietà genetica si manifesta attraverso la vasta gamma di caratteristiche morfologiche, ultrastrutturali, ecologiche e biochimiche esibite dalle macroalghe (Cavalier-Smith, 2007; Brodie, 2007). Dalla metà del XIX secolo, esse sono state classificate in quattro diversi gruppi in base al colore: alghe blu-verdi (Cyanophyta, fino a 1500 specie), alghe rosse (Rhodophyta, circa 6000 specie), alghe brune (Ochrophyta, circa 1750 specie) e alghe verdi (Chlorophyta, circa 1200 specie) (Kilinç et al., 2013). Tra il 2000 e il 2018 la produzione mondiale di macroalghe è triplicata, passando da 10,6 a 32,4 milioni di tonnellate e se la produzione di macroalghe nel Sud-Est asiatico è rallentata negli ultimi anni, in altre parti del mondo la coltivazione di alghe continua a crescere. In Europa, infatti, le macroalghe stanno acquisendo un sempre maggiore interesse dal punto di vista alimentare e le diverse nazioni stanno guardando con grande attenzione questo prodotto marino sostenibile dal punto di vista ambientale. La grande proliferazione algale è un problema che in più occasioni ha creato non poche difficoltà agli ecosistemi marini e alle attività economiche costiere; la raccolta e lo smaltimento di queste biomasse avviene attraverso la collaborazione di diversi enti pubblici e cooperative locali al fine di ridurre gli elevati costi di smaltimento. Le alghe costituiscono una composita aggregazione artificiale, appartenente a molteplici linee evolutive, che si riflette in una considerevolediversità genetica (foto di lasaa). Pertanto, macroalghe quali Ulva e Gracilaria, molto diffuse nella laguna e costa dell’Emilia-Romagna (Sfriso, 2012) potrebbero rappresentare una risorsa […]
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Evoluzione storica della thalassoterapia
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Bibliografia completa
Relativa agli articoli: “Microalghe e salute umana” (maggio 2025); “Applicazioni commerciali delle microalghe nell’industria” (giugno 2025); “Microalghe per la prevenzione delle malattie cardiovascolari” (settembre 2025). Bibliografia_completaDownload
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Microalghe per la prevenzione delle malattie cardiovascolari
Stefania Preda, Francesco Saverio Robustelli della Cuna La biomassa delle microalghe rappresenta un enorme potenziale come fonte di proteine alimentari paragonabili, in termini di quantità e qualità, alle proteine degli alimenti convenzionali, nonché superiori rispetto alle proteine di origine vegetale e animale. Grazie alla qualità nutrizionale delle proteine e alla loro natura in costante e rapida crescita, le microalghe sembrerebbero essere delle promettenti risorse alternative per la produzione di alimenti funzionali a base di peptidi bioattivi. risorse set25Download Negli ultimi anni, i peptidi bioattivi alimentari hanno suscitato molto interesse per i loro potenziali benefici sulla salute; in particolare, la conoscenza di diversi composti bioattivi delle microalghe ha aperto delle potenziali opportunità per la produzione di peptidi con un’ampia gamma di bioattività correlate alla gestione e alla prevenzione delle malattie cardiovascolari (Ejike et al., 2023). Produzione e isolamento di peptidi bioattivi dalle microalgheIl primo passo nella produzione di peptidi bioattivi è l’identificazione di opportune fonti proteiche e la selezione del metodo di estrazione più appropriato. Dopo l’estrazione, che può essere di tipo chimica, meccanica o enzimatica, le proteine sono sottoposte ad idrolisi per rilasciare i frammenti peptidici funzionali con le loro specifiche attività biologiche. Tra i vari metodi di idrolisi, l’idrolisi enzimatica è la più utilizzata in quanto consente di preservare le proprietà funzionali e i valori nutrizionali, evitando trattamenti chimici e fisici che potrebbero rivelarsi eccessivamente aggressivi. I prodotti dell’idrolisi sono poi sottoposti a tecniche di separazione, quali centrifugazione, precipitazione, ultrafiltrazione o cromatografia, per isolare il peptide di interesse di cui viene testata l’attività biologica. Questi peptidi derivati dalle proteine delle microalghe sarebbero in grado di influenzare l’attività biologica umana e di innescare effetti intracellulari grazie al legame con specifici recettori, con un impatto finale positivo sulle malattie metaboliche. Oltre alle potenziali proprietà farmacologiche, i peptidi bioattivi presentano irrilevanti effetti avversi o tossici e, dati i notevoli livelli di sicurezza, tollerabilità ed efficacia nell’uomo, costituiscono un punto di partenza per lo sviluppo di alimenti funzionali e nutraceutici innovativi. Pertanto, la possibilità di poter intervenire con un’azione preventiva sullo sviluppo di condizioni patologiche mediante la gestione della dieta anziché l’impiego di […]
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La rivoluzione del sapere medico-farmaceutico (parte 2)
Ernesto Riva Prosegue il viaggio nel tempo della storia del sapere medico-scientifico. Il raccomto si conclude con un excursus sul XIX secolo. Nell’articolo, le vicende, spesso tragiche e tormentate, che hanno caratterizzato l’epoca e che hanno contribuito a definire il clima scientifico alla base del forte impulso alla nascita della farmacologia moderna. L’otto maggio del […]