*Tomoyuki Koyama
Introduzione
Il Giappone, uno Stato isola, è stato storicamente definito dagli oceani che lo circondano. Tra le altre cose, l’oceano è una fonte molto importante di prodotti marini che per secoli hanno nutrito il popolo giapponese. Negli oceani che circondano il paese si raccolgono molte varietà di alghe, usate da lungo tempo come condimento, additivi alimentari e veri e propri cibi nell’alimentazione giapponese. In particolare, cibarsi di alghe è una delle tradizioni alimentari più peculiari del paese, che vanta una vasta gamma di alghe lungo le proprie coste. Al di là degli usi nutrizionali tradizionali, le alghe hanno recentemente sollevato l’attenzione mondiale come alimenti salutari grazie ai numerosi ingredienti benefici che contengono, oltre al loro basso tenore calorico.
I nutrimenti che traiamo dai pasti quotidiani formano il nostro corpo e mantengono il fisico in salute. Nello specifico le alghe marine sono particolarmente benefiche, in quanto contengono una ricca fonte di nutrienti, specialmente minerali (Mišurcová, 2011) e fibre. I minerali sono elementi nutrizionali importanti necessari per l’omeostasi, le reazioni enzimatiche e la formazione dei tessuti nel corpo. Alcuni esempi sono la ferritina, che migliora l’anemia ipoferrica, lo iodio, che regola la produzione degli ormoni della crescita e il calcio e il magnesio, che stimolano la formazione ossea. Le alghe contengono anche numerosi tipi di fibre, come agarosio, alignato, fucosio, fucoidano, carragenina, porfirano e ramnano. Tuttavia, questi specifici nutrienti e gli effetti benefici a essi associati variano a seconda del gruppo tassonomico delle alghe (Kim, 2011).
Alcuni studi hanno riportato come certe fibre idrosolubili abbassino i livelli di colesterolo, mentre altre abbassano i livelli di trigliceridi nel siero dei ratti. I polisaccaridi algali d’altro canto hanno mostrato attività antitumorali (Noda, 1989) e un’azione preventiva dell’aterosclerosi (Amano, 2005). Tuttavia le alghe marine non forniscono solo minerali e fibre alimentari, ma producono anche altre sostanze naturali che si sono dimostrate efficaci nella prevenzione di malattie legate allo stile di vita. Le ricerche hanno rivelato che le alghe possiedono la capacità di prevenire disturbi come l’obesità, il diabete, le malattie infiammatorie e l’osteoporosi, che descriveremo più avanti singolarmente. In questo report verranno anche presentati progressi recenti della ricerca accademica circa gli effetti delle alghe marine sulla salute.
1. Effetti anti-obesità
L’obesità è una condizione anormale che comporta l’accumulo eccessivo di trigliceridi (TG) nel tessuto adiposo. Studi recenti dimostrano come gli adipociti nei pazienti obesi rilascino grandi quantità di citochine per promuovere l’infiammazione e deteriorare il metabolismo dei nutrienti nel corpo. Inoltre, la sindrome metabolica porta allo sviluppo delle malattie aterosclerotiche, la cui mortalità è molto elevata, quando i sintomi peggiorano (Matsuzawa, 2006). Di conseguenza, è importante prevenire o rallentare l’esordio dell’obesità. Nel mercato degli alimenti funzionali per la prevenzione dell’obesità esistono principalmente due gruppi di prodotti. Il primo gruppo inibisce l’assorbimento di TG come fonte di energia nel cibo nel piccolo intestino. Il secondo gruppo inibisce l’accumulo di TG o accelera il consumo di TG nell’adipocita. Gli ingredienti che possiedono tali effetti sono stati trovati in molti tipi di alghe, come andremo ora a dettagliare.
Cianobatteri Leptolyngbya sp.
I cianobatteri marini sono noti per essere importanti creatori di vari composti bioattivi con attività farmacologica e tossicologica (Nagarajan, 2012). Lo yoshinone A marino con pironi y (Fig.1-1) è stato trovato come componente attivo principale nell’estratto dei cianobatteri marini Leptolyngbya sp. (Fig.1-2), raccolti nelle isole di Ishigaki e Okinawa, in Giappone (Inuzuka, 2014). Lo yoshinone A ha mostrato un’attività inibitoria sulla murina coltivata (cellule 3T3-L1) a una concentrazione superiore ai 100 µg/mL senza citotossicità. Si suppone che i pironi y marini possano essere potenziali candidati per nuovi composti guida per il trattamento dell’obesità e delle malattie correlate (Kahn, 2006). Studi sugli strumenti utili che regolano gli adipociti contribuiranno alla prevenzione e al trattamento di queste malattie.
Sono stati analizzati gli effetti inibitori dello yoshinone A sui TG accumulati negli adipociti 3T3-L1 maturi. Nelle Figure 1-3 sono mostrate immagini tipiche di TG adipociti macchiati con soluzione oil red O. I risultati hanno rivlato che i pironi-y di tipo yoshinone A mostravano ridotte attività di TG negli adipociti 3T3-L1 maturi.
Gli effetti anti-obesità del composto legato allo yoshinone A, il kalkipirone, sono stati esaminati in vivo alimentando dei topo con una dieta ad elevato tenore di grassi per sei settimane. Topi maschi ddY (di 5 settimane) sono stati alimentati con una dieta normale (ND), una a elevato tenore di grassi (HFD), e una HFD con ingestione orale di kalkipirone a un dosaggio di 5 mg/kg/giorno (HFD+KAL) durante l’esperimento. Il peso corporeo dei topi nei gruppi ND e HFD ha mostrato differenze notevoli, rispettivamente con valori di 39,5±0,2 e 43,4±0,7 g. Il gruppo HFD+KAL (40,6±2,8 g) ha mostrato una pronunciata inibizione dell’aumento del peso corporeo, ma senza differenze significative, a causa del numero limitato di campioni per l’esperimento. Il peso del tessuto adiposo, invece, veniva sensibilmente soppresso (p<0,05) con il trattamento con kalkipirone: 0,93±0,23 g nel gruppo HFD+KAL vs 1,62±0,15 g nel gruppo HFD. I risultati suggeriscono che l’ingestione per via orale del pirone y è efficace nell’inibizione dell’aumento del peso del tessuto adiposo nei topi. Sulla base di questi risultati preliminari, veniva suggerito che il pirone y di tipo yoshinone A esprime un effetto anti-obesità in vivo con somministrazione orale, e l’aumento della produzione di lattato sarà un fenomeno chiave nella riduzione dei TG accumulati negli adipociti (Koyama, 2016). Il lattato è uno dei principali prodotti finiti del metabolismo del glucosio del sistema glicolitico nel citosol, ma, come sempre, il ciclo dell’acido citrico nei mitocondri inibisce la produzione di lattato tramite il consumo dei metaboliti del glucosio per produrre energia. I meccanismi dettagliati dell’attività anti-obesità del pirone y marino verranno chiariti da ulteriori ricerche sui topi.
Undaria pinnatifida
La fucoxantina (Fig. 1-4), un caratteristico carotenoide delle alghe marroni, ha una struttura unica che comprende un insolito legame allenico e 5,6-mono eposside. L’Undaria pinnatifida, “Wakame” in giapponese, un’alga commestibile, è ricca di fucoxantina. La fucoxantina ha un effetto anti-obesità modificando l’espressione della proteina 1 (UCP1) disaccoppiante nel tessuto adiposo bianco (WAT) nei topi KKAy, modello animale di diabete di tipo 2 con obesità. Quando la fucoxantina viene smministrata oralmente ai topi, viene metabolizzata al fucoxantinolo (Sugawara, 2002). Si è riscontrato che la fucoxantina e il suo metabolita riducono l’espressione del recettore attivato dal proliferatore del perossisoma (PPAR) γ nei preadipociti 3T3-L1, che a sua volta inibisce la differenziazione negli adipociti maturi (Maeda, 2006), suggerendo che la fucoxantina inibisce la maturazione degli adipociti e stimola l’espressione dell’UCP1 nei WAT. Inoltre, i lipidi wakame ricchi di fucoxantina (WLs) hanno dimostrato di avere effetti antiobesità e antidiabetici sull’obesità indotta da HFD nei topi (Maeda, 2009). L’espressione aumentata della proteina-1 chemoattraente dei monociti (MCP-1) mRNA nei topi HF si è normalizzata dopo l’ingestione di WL con una HFD.
Saccharina japonica (Laminaria japonica)
Questa alga marrone Saccharina japonica, “Kombu”, è uno degli alimenti più diffusi nei pasti giapponesi. Dopo essere stata raccolta in mare ed essiccata al sole, viene lavorata come una sorta di cibo in scatola. Per cucinarla, viene prima immersa nell’acqua e poi si aggiungono vari condimenti, in modo da renderla gradevole. Gli effetti inibitori del Kombu sull’elevazione post-prandiale di glucosio e TG nel siero sono stati riportati (Shirosaki, 2011), e potrebbero anche essere influenzati dai metodi di lavorazione del prodotto.
Gli effetti anti-obesità del Kombu non affettato (NSK) e del Tororo-kombu (TK) sono stati analizzati in modelli animali. Il ‘Tororo-kombu’ è un alimento tradizionale giapponese a base di alghe commestibili del tipo Laminaria sp. Il piatto si prepara tagliando le alghe in modo molto sottile. Di conseguenza, si è scoperto che entrambi i tipi di Kombu inibiscono i livelli di TG nel siero indotti dalla somministrazione di olio di mais ai ratti e inibisce l’aumento del peso corporeo nei topi obesi indotto da una dieta a elevato tenore di grassi (Miyata, 2009). Questi effetti del TK erano più incisivi di quelli del NSK. Inoltre, le attività inibitorie del TK contro la lipasi erano maggiori di quelle del NSK (Fig. 1-5). Un inibitore della lipasi dovrebbe evitare l’assorbimento dei TG e mostrare un effetto anti-obesità in vivo. Lo spessore di una fetta di prodotto TK è di circa 0,02 mm, più sottile delle dimensioni di una cellula tipica di Kombu (circa 0,05 mm) (Fig. 1-6). Il processo di affettatura di prodotti TK contribuirebbe al rilascio dei componenti delle cellule. Di conseguenza, si ritiene che il Tororo-kombu prevenga l’obesità indotta da una dieta a elevato tenore di grassi.

2. Effetti antidiabetici
Il diabete è una malattia metabolica legata allo stile di vita che accompagna una diminuzione o compromissione della secrezione dell’insulina. L’insulina è un ormone creato esclusivamente per abbassare i livelli elevati di glucosio nel sangue promuovendo l’assorbimento del glucosio dal flusso sanguigno alle cellule del corpo. Un’iperglicemia costante, la caratteristica comune del diabete, può portare a varie complicanze, tra cui retinopatia diabetica, nefropatia e neuropatia. Di conseguenza, il diabete non solo compromette la qualità della vita, ma mette anche a rischio la vita stessa. La stabilizzazione del glucoso sanguigno è importante per i pazienti diabetici, poiché in questo modo si prevengono l’iperglicemia e le complicazioni associate al diabete (Heacock, 2005). I farmaci sono utili per la prevenzione e il trattamento del diabete e notoriamente riducono l’iperglicemia post-prandiale primariamente inibendo gli enzimi coinvolti nella digestione dei carboidrati e/o ritardando l’assorbimento del glucosio nel piccolo intestino, controllando così il livello di glucosio nel sangue. Per prevenire il diabete e per il controllo pre-critico del livello di glucosio nel sangue, materiali che mostrano attività anti-iperglicemica sono recentemente stati vagliati e sviluppati da fonti naturali, tra cui le alghe marine (Shirosaki, 2012).
Monostroma nitidum
In Giappone diversi tipi di alghe vengono usate come “Tukudani”, un tradizionale alimento giapponese cotto nella salsa di soia e inscatolato o usato come condimento secco. L’alga verde Monostroma nitidum (Fig. 2-1), comunemente reperibile nelle acque basse, è uno degli ingredienti principali di questo cibo. Gli effetti inibitori delle alghe verdi sulla risposta glicemica post-prandiale sono stati investigati in modelli sperimentali sui ratti. Una polvere di M. nitidum (0,2 g/kg peso corporeo) ingerita con una soluzione di carboidrati ha mostrato effetti inibitori sull’elevazione post-prandiale dei livelli di glucosio nel sangue nei ratti. In ulteriori esperimenti usando estratti preparati dalla polvere, la parte idrosolubile ha mostrato l’attività inibitoria. Risultati simili sono anche stati riscontrati in un trial umano usando la polvere di M. nitidum su volontari sani (Kamimura, 2010).
Dunque, l’M. nitidum sembra essere un buon candidato per prevenire il diabete in umani e animali. Il meccanismo non è ancora abbastanza chiaro ma i risultati indicano nettamente che il solfato di ramnano contribuisce agli effetti inibitori della risposta del glucoso.
Pyropia sp. (Porphyra sp.)
In Giappone, uno specifico tipo di alga rossa “Nori” viene consumato da lungo tempo come alimento quotidiano, frequentemente trovato in cibi comuni come i sushi roll e le polpette di riso. Oggi, quasi tutte le alghe Nori vengono prodotte e coltivate secondo tecniche tradizionali, e le specie biologicamente prevalenti sono la Pyropia yezoensis e la Pyropia tenera. Alcune specie del genere Porphyra sono state cambiate tassonomicamente nel nuovo genere Pyropia nel 2011. Recentemente, alcuni hanno riportato che l’alga Nori mostra effetti antidiabetici in esperimenti su modelli animali e volontari umani come sotto descritto.
La frazione estratta al 75% di etanolo di P. yezoensis ha dimostrato un effetto inibitore sulla lipolisi negli adipociti coltivati. L’effetto può essere visto come un indicatore dell’attività insulinica. Il componente attivo è stato stimato inferiore a 1.000 di peso molecolare sulla base di una tecnica a ultrafiltrazione. I componenti hanno mostrato effetti inibitori sull’elevazione post-prandiale del livello di glucosio nel sangue nei ratti che avevano ingerito glucosio. I ricercatori hanno concluso che l’alga Nori contiene componenti simili all’insulina, accettabili anche per applicazione orale (Tomoyori, 2009).
Gli effetti dell’alga Nori (3 g) sulla risposta glicemica post-prandiale del pane bianco sono stati studiati in dodici volontari sani di sesso femminile dell’età di 22,08 ± 1,44 anni. Nel gruppo che ha assunto pane bianco + Nori l’indice glicemico (IG) è sceso del 68% rispetto all’IG del gruppo che ha assunto solo pane bianco. Esperimenti in vitro hanno mostrato gli effetti inibitori sull’idrolisi dell’amido negli estratti di Nori. Questi risultati hanno rivelato che l’alga Nori potrà essere considerato un valido aiuto alimentare per controllare l’IGI degli altri cibi (Goñi, 2000).
3. Effetti antinfiammatori
L’infiammazione è uno dei sistemi di reazione di difesa biologica più importanti che il nostro corpo utilizza per mantenere e regolare l’omeostasi. Tuttavia, quando reazioni infiammatorie eccessive si verificano localmente, possono scatenare malatte, danneggiando il tessuto corporeo. In condizioni normali, i sistemi sono controllati, ma un degrado della salute e la concomitante alterazione dei nutrienti veri e propri può aggravare l’infiammazione. Alcune alghe hanno una funzione di regolazione della risposta infiammatoria, mentre si è scoperto che altre contengono componenti che possono prevenire o mitigare le malattie infiammatorie, come i disturbi auto infiammatori, le allergie al polline e le coliti ulcerose.
Dictyopteris undulata
Durante le ricerche di screening di cibi funzionali, lo zonarolo (Fig. 3-1), un idrochinone sesquiterpene marino, è stato isolato dall’alga marrone Dictyopteris undulata (Fig. 3-2) come composto antinfiammatorio per eliminare l’edema nei topi. Per chiarire le funzioni in vivo dello zonarolo, sono stati investigati gli effetti farmacologici della somministrazione dello zonarolo sulle infiammazioni indotte da sodio solfato destrano (DSS) in un modello di topi con colite ulcerosa (CU) (Yamada, 2014). La CU è riconosciuta come malattia incurabile che necessita di un periodo prolungato di trattamento dal Ministero della Salute e del Lavoro giapponese.
Nel modello, topi maschi ICR hanno ricevuto DSS al 2% nell’acqua di abbeverazione per 14 giorni. Nel contempo, 5 acidi aminosalicilici (5-ASA) a una dose di 50 mg/kg (controllo positivo) e zonarolo a dosi di 10 e 20 mg/kg, venivano somministrati oralmente una volta al giorno. Gli animali trattati con DSS hanno sviluppato sintomi simili a quelli della CU umana, come forte diarrea con presenza di sangue, valutati dall’indice di attività della malattia (DAI). Il trattamento con 20 mg/kg di zonarolo, oltre che 5-ASA, abbatteva sensibilmente il punteggio DAI, e ha anche portato a un miglioramento della lunghezza del colon (Fig. 3-3). Il trattamento con zonarolo ha ridotto sensibilmente l’espressione delle molecole di segnalazione proinfiammatorie, e ha prevenuto l’apoptosi delle cellule epiteliali intestinali.
L’hidrochinone marino isolato dalla D. undulata protegge contro la CU sperimentale tramite l’inibizione dell’infiammazione e dell’apoptosi, molto simile alla sulfasalazina standard-of-care, un noto profarmaco che rilascia 5-ASA. La somministrazione orale dello zonarolo potrebbe offrire un miglior trattamento per l’IBDs umana rispetto al 5-ASA, o potrebbe essere utile come strategia terapeutica alternativa/aggiuntiva contro la CU, senza alcuna prova di effetti collaterali.
Eisenia arborea
L’alga marrone Eisenia arborea, chiamata “Sagarame” in giapponese, si trova nelle regioni centrali lungo la costa pacifica del Giappone (Fig. 3-4). In morfologia, è simile all’Eisenia bicycleis, chiamata “Arame” in giapponese, diffusa ampiamente in tutto il Giappone. Negli esperimenti di screening impiegando cellule coltivate, l’estratto di E. arborea ha soppresso sensibilmente il rilascio di istamina (Sugiura, 2006).
Nell’esperimento di alimentazione in modelli di ratti sensibili all’allergia all’immunoglobulina E (IgE), i livelli di IgE e istamina nel siero sono stati soppressi nei ratti cui veniva somministrata una dieta arricchità di polvere di E. arborea essiccata per 42 giorni. I 6 composti attivi sono stati identificati come florotannini, polifenoli comunemente trovati nelle alghe marroni, dopo un procedimento di purificazione guidato da attività inibitoria del rilascio di istamina in vitro. Uno di essi è il nuovo florotannino, florofucofuroeckol-B (Fig. 3-5). Il meccanismo degli effetti anti-allergici è stato stimato in un effetto inibitorio sul rilascio dell’istamina e un effetto regolatore sull’equilibrio dei linfociti per analisi dell’effetto su citochine e immunoglobuline (Sugiura, 2008).
Di conseguenza, quest’alga sembra essere utile come alimento per alleviare i sintomi allergici come dermatiti atopiche, pollinosi, asma e rinite allergica. Quest’alga preziosa è stata ritenuta utile come alimento funzionale per alleviare le allergie al polline.
4. Effetti anti-osteoporosi
Si stima che 200 milioni di persone nel mondo soffrano di osteoporosi, secondo un rapporto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (Cooper, 1999). L’osteoporosi è un disturbo invalidante caratterizzato da una diminuzione nella densità e nella resistenza ossea. Il metabolismo osseo è caratterizzato da due attività opposte: la formazione ossea e il riassorbimento osseo (Martin, 2002). La massa ossea dipende dall’equilibrio tra riassorbimento e formazione nell’unità di rimodellamento. Il rimodellamento osseo è disturbato da una serie di condizioni patologiche che colpiscono lo scheletro, inclusa osteoporosi postmenopausale e artrite reumatoide, in cui c’è un’alterazione locale e/o sistemica nei livelli di ormoni o citochine proinfiammatorie che notoriamente stimolano o inibiscono il riassorbimento osseo in vitro e in vivo. Gli osteoclasti sono cellule multinucleate che giocano un ruolo cruciale nel riassorbimento osseo. Lo squilibrio tra riassorbimento osseo e formazione ossea dà luogo all’osteoporosi. Attualmente l’osteoporosi viene trattata con farmaci prescritti dall’ospedale. Tuttavia, alcuni fattori nutrizionali potrebbero essere particolarmente importanti nella prevenzione dell’osteoporosi. Di conseguenza, le sostanze in grado di impedire la formazione di osteoclasti sono potenzialmente candidate allo sviluppo di farmaci o cibi funzionali. Alcuni report hanno indicato che composti unici o estratti da micro e macro alghe marine possono abbattere la differenziazione degli osteoclasti (Koyama, 2011).
Dinoflagellate Symbiodinium sp.
Le dinoflagellate sono ampiamente note per essere ricche fonti di metaboliti secondari biologicamente attivi e dalla struttura unica (Uemura, 2006). Alcune dinoflagellate si trovano sotto forma di zooxantelle simbiotiche in un’ampia gamma di invertebrati marini. Riescono a vivere in condizioni ambientali limitate nel corpo dell’animale che le ospita, ma alcune dinoflagellate possono essere coltivate in condizioni artificiali nell’acqua marina. Si possono trovare gli utili metaboliti delle dinoflagellate nel mezzo di coltura o assieme agli animali che le ospitano.
Le simbioimine, isolate dalle dinoflagellate di coltura Symbiodinium sp., hanno mostrato effetti soppressori sulla differenziazione osteoclasta nelle cellule di tipo osteoclasta. La micro alga simbiotica Symbiodinium sp. estratta dalla platelminta marina acoele (2 mm di lunghezza corporea), è stata coltivata in acqua marina artificiale. Il mezzo con le dinoflagellate è stato estratto con l’80% di EtOH acqueo per raccogliere i metaboliti (Fig 4-1). La simbioimina (Fig. 4-2), un metabolita anfotero imminio, è stato isolato dall’estratto. La simbioimina si è dimostrato un farmaco anti-assorbimento e anti-infiammatorio (Kita, 2004). La sua abilità di inibire la differenziazione osteoclasta (EC50 = 44 µM) è stata dimostrata in cellule RAW264 (Fig. 4-3).
La norzoantamina, isolata dalla specie zoanthide coloniale Zoanthas sp., ha dimostrato un’attività anti-osteoporosi nei topi ovariectomizzati. Gli alcaloidi delle zoantamine sono una famiglia strutturalmente unica di prodotti naturali che hanno dimostrato attività biologiche anti-osteoporotiche, antibiotiche, anti-infiammatorie e citotossiche. Sebbene isolate dai coralli morbidi dell’ordine zoantharia, le dinoflagellate simbiotiche potrebbero giocare un ruolo importante nella loro biosintesi. La norzoantamina (Fig. 4-4) è stata isolata assieme ad alcuni analoghi da una specie di Zoanthus raccolta al largo della costa di Ayamaru nelle isole Amami in Giappone (Fukuzawa, 1995). Saranno necessari ulteriori studi per chiarire il meccanismo dell’azione anti-osteoporosi della norzoantamina.
Sargassum sp.
Il genere Sargassum include diversi tipi di alghe marroni commestibili. Rispetto agli effetti sul metabolismo osseo, esistono alcuni report sugli estratti non lavorati delle alghe marroni S. horneri, “Akamoku” in giapponese, e S. fusiforme, “Hijiki” in giapponese.
È stato investigato l’effetto dell’estratto idrosolubile delle alghe marine Sargassum horneri sul metabolismo osseo (Uchiyama, 2004). L’estratto di S. horneri ha mostrato le attività sul riassorbimento osseo osteoclasta e sulla formazione ossea osteoblasta in vitro. Negli esperimenti animali, l’estratto di S. horneri ha aiutato a prevenire la perdita ossea in ratti in cui era stato indotto il diabete da streptozotocina in vivo. Interessante è notare che questi due componenti attivi nell’estratto di S. horneri erano ritenuti regolatori del metabolismo osseo per prevenire l’osteoporosi. Si aspetta che i componenti attivi verranno identificati nel prossimo futuro.
Un estratto di Sarugassum fusiforme (Fig. 4-5) ha recentemente dimostrato di avere un’attività anti-osteoporosi. Quest’alga commestibile viene ben lavata in acqua bollente ed essiccata per poterla conservare nel tempo. Un estratto di metanolo è stato preparato dal materiale essiccato per la serie di esperimenti. L’estratto ha mostrato un effetto soppressivo contro la differenziazione osteoclasta e un effetto accelerativo sulla formazione osteoblasta nei differenti esperimenti in vitro. Inoltre ha mostrato attività anti-osteoporosi in topi ovariectomizzati regolando l’equilibrio tra riassorbimento osseo e formazione ossea. I topi ovariectomizzati trattati hanno perso velocemente massa ossea e forza entro poche settimane a causa della fisiologica produzione di estrogeni insufficiente (Fig. 4-6). D’altro canto, il trattamento orale dei topi con S. fusiforme a dosi di 500 mg/kg/giorno per quattro settimane ha portato a una ritenzione sensibilmente maggiore del peso femorale rispetto al gruppo di controllo. Per di più, questi effetti preventivi non sono stati accompagnati da un aumento del peso uterino, indicatore di un grave effetto collaterale del trattamento con 17b-estradiole nel caso di trattamento ormonale. Si è suggerito che l’estratto di metanolo del S. fusiforme regolasse il turnover osseo influenzando sia osteoblasti che osteoclasti. Si pensa che i due effetti coinvolgano altri composti. Poiché questi effetti sono stati associati all’estratto di metanolo, i componenti attivi si pensano essere molecole non-polari, dal basso peso molecolare. Questi estratti di alghe marine del Sargaassum sono anche potenziali candidati per diventare cibi funzionali o farmaci transizionali per la prevenzione delle malattie ossee come l’osteoporosi post-menopausale.
Conclusioni
In Giappone, le alghe sono uno degli alimenti più comuni ma anche più importanti dei pasti quotidiani. Nei supermercati se ne possono trovare un numero incredibile di varietà, ad esempio Nori, Kombu e Wakame. La varietà di questi prodotti dipende dagli ingredienti e dal processo di preparazione. Molti prodotti a base di alghe vengono sottoposti a lavaggio, essiccatura, affettatura, cottura, bollitura, salatura e una varietà di altri processi. Ciò permette ai consumatori di usare tipi diversi di alghe in qualsiasi tipo di pasto, dalle zuppe, ai piatti di riso, agli alimenti cucinati. Si possono anche utilizzare sotto forma di condimenti, te’ e snack leggeri. L’ampia gamma di utilizzo è molto importante in quanto permette ai giapponesi non solo di apprezzarne il gusto ma anche i benefici per la salute. Di recente, molti alimenti funzionali realizzati a partire da alghe sono stati messi sul mercato, sottolineando i benefici delle alghe marine come cibi funzionali dagli effetti medicamentosi.
Le alghe rimangono una risorsa marina abbondante, e si possono produrre sempre più anche al di fuori dell’ambiente marino, ad esempio tramite vasche di incubazione. Nel futuro, ulteriori tipi di alghe verranno visti sempre più non solo come alimenti commestibili, ma fondamentali per il mantenimento della buona salute.
* Associate Professor,
Laboratory of Food Chemistry and Functional Nutrition,
Graduate School of Marine Science and Technology,
Tokyo University of Marine Science and Technology,
Minato-ku, Tokyo 108-8477, Giappone
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