Iacopo Bertini
L’uso degli energy drink, o bevande energetiche, è in notevole aumento. Il loro abuso, ma in alcuni casi anche il loro uso, andrebbe evitato.
Gli energy drink (ED) sono presenti sul mercato ormai da circa 25 anni: possiamo trovarli in lattine e bottigline di varie dimensioni e forme, con attraenti grafiche colorate e slogan accattivanti. Ovviamente, il loro consumo viene spinto da una forte strategia di marketing, che vede nella partecipazione, come sponsor, a manifestazioni sportive o grandi eventi, una specifica caratterizzazione di questi prodotti. Gli slogan utilizzati promettono sferzate di energia e ondate di benessere, a cui soprattutto i giovani sono particolarmente “sensibili”; il loro consumo, infatti, è aumentato esponenzialmente soprattutto nella fascia d’età 12-25 anni (Heckman et al., 2010), affascinati non tanto dal loro sapore quanto piuttosto dalla promessa di fornire un aiuto a contrastare la stanchezza. La ricerca ha cercato di studiare gli effetti delle diverse sostanze contenute, così come il loro potenziale effetto sinergico, sulla nostra salute.
Ma andiamo con ordine.
Cosa sono gli energy drink?
Da un punto di vista tecnico, sono delle bevande funzionali, analcoliche, che vengono arricchite con degli ingredienti che svolgono una funzione specifica per il consumatore. Vengono anche definite, con un termine più popolare, appunto “bevande energetiche”. La Food and Drug Administration statunitense li definisce come “una classe di prodotti in forma liquida che, tipicamente, contengono caffeina, con o senza altri ingredienti aggiunti”. Per meglio definire la categoria merceologica, non hanno nulla a che vedere con le bevande analcoliche che vengono magari bevute come aperitivo; piuttosto, gli energy drink possono essere considerati parte di quella categoria di prodotti che comprende gli integratori idrosalini e le bevande vitaminizzate.
Gli effetti sulla salute
Già da alcuni anni, in diversi paesi nel mondo (Gran Bretagna, Canada, ecc.) ci sono state diverse proposte per limitarne sia l’acquisto che il consumo a causa dei possibili effetti collaterali. Vediamo quindi qual è la loro composizione.

Troppo zucchero
Berne una o più lattine equivale ad assumere tante calorie, cosiddette “vuote” perché non accompagnate dall’introduzione di tante altre sostanze nutrienti così come avviene con i comuni cibi. A questo proposito, abbiamo parlato il mese scorso (Natural1, settembre 2023) del quantitativo massimo di zuccheri semplici che viene raccomandato dalle principali autorità sanitarie internazionali, livello che si raggiunge con una certa facilità, a maggior ragione se si fa uso di questi prodotti. Esistono anche bevande cosiddette “senza zucchero”, che utilizzano edulcoranti (“dolcificanti”) di sintesi o di derivazione naturale: anche per questa sostituzione, però, ci sono più ombre che luci (per chi è interessato: vedi Natural1, aprile 2023).
Caffeina
Gli ED hanno all’incirca lo stesso contenuto di caffeina (da circa 50 a 150 mg per barattolo da 250 mL; Costantino et al., 2023) di una tazzina di caffè espresso (in media circa 80-90 mg). Ricordiamo che l’assunzione di caffeina massima suggerita dall’EFSA (Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare) è di 400 mg al giorno (escludendo le donne in gravidanza), con un livello massimo di assunzione in una singola dose di 200 mg (EFSA, 2015); quindi, se assumiamo 3-4 lattine al giorno (attenzione: senza tener conto dell’eventuale dose di caffeina assunta con caffè, tè, cioccolata, ecc.) già potremmo superare ampiamente questo livello consigliato. Considerando, oltretutto, che essendo la risposta fisiologica alla caffeina estremamente variabile, molte persone con una dose giornaliera di questo livello (ma anche sotto i 300 mg/die) già avvertono disturbi di vario genere (eccessivo senso di “eccitazione”, ansia, disturbi del sonno, nervosismo ecc.).
Taurina
La maggior parte degli ED contiene anche taurina, un composto derivato dall’amminoacido cisteina, che si trova soprattutto in buona quantità nel muscolo scheletrico e cardiaco (Jakaria et al., 2019). E’ un composto amminoacidico che svolge diversi ruoli fisiologici, dalla neuromodulazione, nella stabilità della membrana cellulare e nella regolazione dei livelli di calcio intracellulari. La sua presenza risulta particolarmente significativa a livello cerebrale per cui viene ipotizzato un suo ruolo importante nei processi di protezione e di trasmissione nervosa. Alcuni studi avrebbero messo in evidenza un ruolo sinergico quando sia assunta insieme alla caffeina; tuttavia, gli studi sugli effetti dell’integrazione di questa sostanza, al momento, non sono conclusivi (Costantino et al., 2023)…