• Nessun prodotto nel carrello.

Dieta per l’emicrania: si può fare qualcosa?

Autori:
aliment luago25

Iacopo Bertini

La cefalea è un sintomo che può essere dipendente da diverse cause. La prima distinzione da fare è quella di distinguere fra una forma di tipo primario ed una forma di tipo secondario.
Le forme primarie di cefalea sono responsabili di circa l’85% dei “mal di testa”, che non dipendono o non sono attribuibili a cause organiche, in pratica non sono dovute a lesioni o a danni a carico del sistema nervoso; la loro causa è di tipo disfunzionale, va ricercata sostanzialmente nei complessi sistemi di trasmissione e controllo delle informazioni dolorifiche che fanno capo al sistema trigemino-vascolare. Per emicrania si intende una cefalea primaria che si presenta generalmente con episodi dolorosi ricorrenti (i cosiddetti “attacchi”), ad una frequenza variabile e con un’intensità rilevante. La malattia ha una forte impronta genetica, a cui concorrono altri fattori scatenanti, sia di tipo interno (ormonali, psicologici) od esterno (alimentari, sociali, ambientali): la sommatoria di tutti questi fattori determina l’insorgenza, la frequenza e l’intensità degli episodi stessi.
Le cefalee secondarie, che colpiscono la popolazione in percentuale inferiore rispetto alle primarie, sono invece conseguenza di una lesione oppure possono avere causa strutturale o dismetabolica, e sono quindi l’espressione di una patologia, che dovrà essere individuata. Senza addentrarci negli aspetti clinico-terapeutici, che vanno oltre gli scopi di questo articolo, possiamo dire che la diagnosi di una cefalea primaria è fondamentalmente di tipo clinico, si basa cioè su una approfondita anamnesi e sull’esame obiettivo che dovrà effettuare un neurologo. Se la cefalea che affligge il paziente invece non rientra nelle categorie diagnostiche o presenta delle caratteristiche non usuali (per insorgenza, durata, intensità e sintomi correlati), si può sospettare una forma di cefalea secondaria e, quindi, in questo caso saranno necessari esami strumentali di approfondimento.

La dieta DASH è una dieta originariamente concepita per ridurre la pressione sanguigna e si basa, essenzialmente, sulla riduzione del sodio, grassi saturi e zuccheri semplici.

La dieta DASH è una dieta originariamente concepita per ridurre la pressione sanguigna e si basa, essenzialmente, sulla riduzione del sodio, grassi saturi e zuccheri semplici.

Chi soffre di emicrania?
Si presenta 2-3 volte più frequentemente nelle donne rispetto agli uomini; nel sesso femminile, poi, gli attacchi tendono a presentarsi anche in maniera più dolorosa e frequente, tanto che può essere considerata una malattia di genere. L’età nella quale si manifesta più di frequente è fra i 40 e i 45 anni, ma inizia a presentarsi già in età giovanile, ed a volte anche pediatrica. Gli ormoni sessuali femminili (estrogeni e progesterone) sono in grado, infatti, di determinare specifici effetti a livello del sistema nervoso centrale, in particolare sulla trasmissione del dolore, sulla soglia di eccitabilità neuronale e sulla sintesi di neurotrasmettitori. Tutto ciò rende conto della ricorrenza, che spesso si osserva, fra le variazioni cicliche ormonali e gli episodi emicranici. Il brusco calo degli estrogeni in fase perimestruale si lega spesso alla comparsa di emicrania nei giorni del ciclo, spesso con intensità e durata maggiori che nei rimanenti giorni del mese. L’importanza delle variazioni dei livelli ormonali in relazione al quadro emicranico è confermata dal fatto che in gravidanza (con livelli estrogenici stabili ed elevati) le frequenze degli attacchi tendono a ridursi molto. Al contrario, il periodo di premenopausa si caratterizza per fluttuazioni ormonali transitorie che spesso portano ad un aggravamento nella frequenza delle emicranie stesse (Bernstein et al., 2020).
Dieta e stile di vita come intervento terapeutico
Fermo restando la necessità di ricorrere a farmaci secondo le recenti linee guida da poco pubblicate (Ornello et al., 2025), diversi accorgimenti dietetici e dello stile di vita possono dare un contributo, più o meno rilevante a seconda dei casi, per una migliore gestione della patologia (Ailani et al., 2021). Vediamoli.

Esercizio fisico
Un esercizio fisico moderato, regolare, graduale di tipo aerobico può ridurre la frequenza e l’intensità degli episodi emicranici. E’ indicata quindi una camminata veloce o andare in bicicletta per mezzora/un’ora almeno 3 volte la settimana, rimanendo però ben al di sotto della soglia aerobica, ovverosia senza raggiungere intensità particolarmente elevate. Vale anche il principio di aumentare gradualmente l’intensità dello sforzo, rispettando i limiti individuali, per non sottoporre il fisico a stress eccessivi (Reina-Varona Á et al., 2024).
Stress
Il paziente che soffre di emicrania è particolarmente sensibile agli stress. Dal momento che i fattori di stress non sono eliminabili dalla vita (lutti, divorzi, problemi lavorativi, ecc.), è essenziale acquisire strategie o attuare alcune pratiche comportamentali che possono dare un aiuto: in quest’ottica, tecniche di rilassamento (yoga, meditazione ecc.), gestione dello stress, terapia cognitivo-comportamentale e biofeedback, sono tutti rimedi raccomandati ed efficaci sia nella fase di prevenzione sia in quella di gestione dell’emicrania (Ailani et al., 2021)…