*Iacopo Bertini e Maria R. D’Isanto del Comitato Scientifico Associazione Italiana Nutrizionisti CAFFEINA IN GRAVIDANZA? MEGLIO EVITARE La caffeina è probabilmente la sostanza psicoattiva più ampiamente consumata nel mondo, anche dalle donne in gravidanza, come risulta da diversi studi. La caffeina ha la capacità di attraversare rapidamente la placenta: per questo motivo, il feto viene esposto ad una concentrazione di questa sostanza simile a quella presente nel sistema circolatorio della madre. Le più importanti associazioni e istituzioni scientifiche a livello internazionale (la principale organizzazione scientifica americana di ginecologia, l’American College of Obstetricians and Gynecologists, le Linee guida dietetiche negli Stati Uniti e l’European Food Safety Authority), hanno stabilito che una piccola quantità di caffeina (fino a 200 mg al giorno, contenuta grosso modo in 2-3 tazzine di caffè espresso) possa essere ritenuta sicura. Per chi volesse approfondire, parlammo per esteso, in un articolo passato (Natural1, marzo 2019), delle proprietà benefiche del consumo di caffè. Tuttavia, l’azione farmacologica della caffeina fa ritenere che possano esserci potenziali effetti avversi sul decorso della gravidanza dovuti al suo consumo. Questo studio (una review narrativa) ha cercato di fare il punto della situazione sul tema. Materiali e metodi. Dopo aver passato in rassegna tutta la letteratura scientifica prodotta fino a ottobre 2019, sono stati presi in considerazione 48 studi (osservazionali e meta-analisi), pubblicati negli ultimi venti anni, che avessero messo in correlazione il consumo di caffeina e uno o più delle sei principali problematiche che si verificano durante una gravidanza e nei primi anni di vita del bambino (aborto spontaneo, neonato nato morto, neonato con basso peso alla nascita e/o piccolo per età gestazionale, nascita pre-termine, leucemia acuta in età pediatrica e sovrappeso/obesità pediatrica). Risultati. Complessivamente, su un totale di 42 set di risultati, relativi alle suddette problematiche, ben 32 hanno trovato un’associazione positiva tra il consumo di caffeina ed effetti avversi verificatisi in gravidanza, mentre 10 non hanno trovato associazioni statistiche positive oppure i dati non erano conclusivi. Il rischio stimato legato al consumo di caffeina è risultato, a livello statistico, con una “consistenza” da moderata ad elevata. Anche per le 17 meta-analisi considerate, ben 14 hanno […]
Related Post
Psilocibina: una molecola di origine naturale al confine tra farmacologia, neuroscienze e salute mentale
La psilocibina rappresenta oggi uno dei capitoli più stimolanti della ricerca in neuropsicofarmacologia. Da molecola isolata da funghi del genere Psilocybe, è diventata un possibile strumento per indagare la relazione tra cervello, esperienza soggettiva e cambiamento terapeutico.Le evidenze disponibili suggeriscono che, in contesti controllati e con adeguato supporto psicologico, la psilocibina possa produrre benefici clinici in alcuni pazienti con depressione, ansia associata a malattie gravi o disturbo da uso di sostanze. Perché oggi si parla di psilocibinaNegli ultimi anni la psilocibina è tornata al centro dell’interesse scientifico internazionale. Per molto tempo, le sostanze psichedeliche classiche sono state associate quasi esclusivamente all’uso ricreativo, alla controcultura degli anni Sessanta e alle restrizioni legislative che ne hanno progressivamente limitato lo studio. Oggi, tuttavia, il quadro è profondamente cambiato. Una nuova generazione di ricerche cliniche, condotte in contesti universitari e ospedalieri controllati, ha riaperto il dibattito sul possibile ruolo della psilocibina nella cura di alcuni disturbi psichiatrici, in particolare depressione maggiore, depressione resistente al trattamento, ansia, disturbo da stress post-traumatico e disturbi da uso di sostanze. Questa ripresa è stata spesso definita “rinascimento psichedelico”. L’espressione è molto forte ma non indica semplicemente una moda culturale o una nuova fascinazione per sostanze naturali ad azione psicoattiva. Indica piuttosto il ritorno degli psichedelici nel campo della farmacologia, delle neuroscienze e della psichiatria sperimentale. Il punto centrale non è riscoprire in modo acritico molecole note da decenni, ma studiarle utilizzando le conoscenze della ricerca moderna: studi controllati, valutazioni di sicurezza, misure neurobiologiche, protocolli psicoterapeutici standardizzati e follow-up clinici. La psilocibina si presta particolarmente a questa riflessione perché occupa una posizione di confine. È una molecola di origine naturale, prodotta da diverse specie fungine; è una sostanza psicoattiva capace di modificare in modo marcato percezione, emozioni e senso del sé; è un composto farmacologicamente caratterizzabile, con un bersaglio serotoninergico principale; ed è oggi oggetto di studi clinici che ne valutano l’impiego in ambito psichiatrico. Questa complessità rende necessario distinguere con chiarezza tre piani spesso confusi nel dibattito pubblico: l’evidenza scientifica, l’uso ricreativo o non supervisionato e la comunicazione mediatica. L’interesse della psichiatria nasce da un dato clinico concreto. […]
Questo contenuto è riservato agli abbonati
Se vuoi approfondire l’argomento, continua a leggere l’articolo sottoscrivendo uno di questi abbonamenti: Abbonamento – Gold or Abbonamento – Digital
La natura è la tua passione? È anche la tua professione?Ottieni accesso illimitato a tutti i contenuti scientifici e alle splendide immagini della rivista Natural1.
Scopri gli Abbonamenti
Fibermaxxing: quante fibre al giorno?
Sui social il 2026 è “l’anno delle fibre”. La maggior parte delle persone assume, con gli alimenti, troppo poche fibre. Qual è la soluzione? Sicuramente non può essere una gara a chi ne assume di più! Con l’hashtag #fibermaxxing, sui social, un esercito di creator mostra come arricchire ogni pasto con un maggior contenuto di […]
Pigmenti vegetali, un indizio visivo sul tipo di metaboliti secondari e sulle funzioni mediche degli alimenti
La possibilità di identificare alcune attività metaboliche in base al colore degli alimenti può aiutare il singolo consumatore anche inesperto a stabilire una dieta personalizzata.La varietà dei colori presenti nel mondo vegetale rappresenta l’espressione di una complessa ricchezza chimica, nella quale pigmenti e composti bioattivi svolgono funzioni essenziali per la sopravvivenza delle piante e, allo […]
Mangiare uova: beneficio o rischio per la salute?
Si parla spesso della necessità di limitare il consumo di uova per il loro contenuto di colesterolo e quindi per la prevenzione delle malattie cardiovascolari. Quante ne possiamo mangiare? Ogni italiano mangia all’incirca 230 uova all’anno, considerando sia quelle consumate tal quali sia quelle utilizzate come ingrediente in produzioni industriali (dolci, paste all’uovo, ecc.). Una recente […]
Fegato “grasso”: cosa fare?
Ne soffre un italiano su quattro. La diagnosi, però, spesso arriva tardi, favorendo lo sviluppo di forme più gravi come la cirrosi e il tumore al fegato. Fondamentale individuare i pazienti a maggior rischio. Il fegato è l’organo che svolge più di 500 funzioni vitali, disintossica le sostanze nocive, aiuta la digestione, immagazzina sostanze nutritive […]
Latte vs “latte” vegetale: qual è meglio?
*Iacopo Bertini E’ possibile o, come spesso si sente dire, consigliabile sostituire il latte vaccino con un “latte” vegetale? Negli ultimi anni i latti vegetali o, per essere più precisi da un punto di vista normativo, le “bevande vegetali”, sono diventati sempre più popolari, come testimonia la presenza sugli scaffali dei supermercati. Queste bevande hanno […]