La Regione mette a disposizione 400.000 euro per il loro rilancio. L’Accademia, in sinergia con altri partner del territorio, sarà in campo per la gestione, finalizzata alla valorizzazione del settore, ricerca e tutela della biodiversità del vivaio “I Monti”.
Prosegue il piano di rilancio dei vivai forestali pubblici dell’Emilia-Romagna, a supporto del programma “Mettiamo radici per il futuro”. Con uno stanziamento complessivo di 400.000 euro per il 2026, la Giunta regionale ha approvato due nuove convenzioni: una relativa al vivaio “I Monti” a Castelluccio di Porretta, sull’Appennino bolognese, l’altra al “Giardino delle erbe officinali” a Casola Val Senio, nella collina ravennate. Due realtà che contribuiranno a fornire piante per il progetto della Regione, il cui obiettivo è mettere a dimora 4,5 milioni di alberi, uno per ogni abitante dell’Emilia-Romagna, distribuendoli gratuitamente a enti locali, associazioni, cittadine e cittadini.
«Con queste risorse proseguiamo nel rilancio dei vivai forestali pubblici regionali, strutture strategiche per la tutela della biodiversità e per la produzione di piante autoctone di qualità – sottolinea l’assessora regionale ai Parchi e Forestazione, Gessica Allegni – Investire sulla vivaistica pubblica significa rafforzare uno degli strumenti attraverso cui possiamo sostenere interventi di forestazione e rinaturalizzazione e accrescere il patrimonio verde dell’Emilia-Romagna, coinvolgendo enti locali, associazioni, cittadine e cittadini. I nostri vivai svolgono una funzione che va oltre la produzione delle piante – conclude Allegni -: custodiscono risorse genetiche forestali, sviluppano attività di ricerca, formazione ed educazione ambientale e, soprattutto, un patrimonio di professionalità, competenze e conoscenze che è importante preservare».
«L’Accademia Nazionale di Agricoltura è particolarmente felice di partecipare a questo progetto della Regione Emilia-Romagna, sia per la rilevanza del tema, sia per l’approccio nuovo che propone. La scarsa produzione di piantine forestali – sostiene il Presidente dell’Accademia Nazionale di Agricoltura, Federico Magnani – è un collo di bottiglia in cui sono incappati negli ultimi anni molti progetti di afforestazione (che svolgono un ruolo essenziale per fissare CO2 atmosferica ma soprattutto per raffrescare la città e proteggere la montagna dal dissesto); tanti obiettivi, anche a livello nazionale, si sono dimostrati velleitari proprio per questa carenza ed è quindi encomiabile che la Regione trovi le risorse per rivitalizzare la vivaistica forestale pubblica. Anche il metodo adottato è nuovo e vincente: far collaborare le istituzioni del territorio, ognuna delle quali porta le sue risorse e competenze».
“I Monti”, un vivaio pubblico sull’Appennino bolognese
Situato nel territorio comunale di Alto Reno Terme, a 1000 metri di altitudine, “I Monti” è il vivaio forestale pubblico posto alla quota più elevata tra quelli presenti in Emilia-Romagna. La convenzione per il suo ripristino e la successiva gestione coinvolge la Regione Emilia-Romagna, proprietaria dell’immobile, il Comune di Alto Reno Terme, cui la struttura è affidata in concessione, i Carabinieri Forestali del Comando Tutela Biodiversità e l’Accademia Nazionale dell’Agricoltura.
L’obiettivo è restituire piena funzionalità al vivaio e farne una struttura a supporto della tutela della biodiversità, della conservazione delle risorse genetiche forestali e delle attività di ricerca, formazione ed educazione ambientale. “I Monti” produrrà piante forestali di provenienza locale, destinate prioritariamente agli enti pubblici, e fornirà materiale vegetale per interventi di forestazione e riforestazione.
Tra le attività previste anche la conservazione e la propagazione del germoplasma, cioè il patrimonio genetico, proveniente dai boschi da seme e dagli alberi monumentali regionali, oltre alla propagazione di varietà selezionate di castagno da frutto e da legno.
Il “Giardino delle erbe officinali” sulla collina ravennate
La seconda convenzione, siglata con l’Ente di Gestione per i Parchi e la Biodiversità – Romagna, riguarda il “Giardino delle Erbe Officinali” di Casola Val Senio, nella collina ravennate. La struttura rappresenta un punto di riferimento per la conservazione della biodiversità vegetale, la ricerca, la divulgazione e la formazione nel settore delle piante officinali, con attività rivolte anche a enti pubblici, scuole, cittadine e cittadini e operatori del settore.
La convenzione, in vigore fino al 2034, prevede la conservazione e l’ampliamento delle collezioni di specie officinali e autoctone, la realizzazione di nuove aree espositive e aiuole tematiche, il potenziamento della produzione vivaistica e della raccolta di semi. A queste attività si affiancano iniziative didattiche e divulgative, laboratori ed eventi rivolti alle scuole e alla cittadinanza. Nell’ambito di “Mettiamo radici per il futuro”, il progetto può contare su un finanziamento di 100.000 euro all’anno e prevede la messa a disposizione di circa 5000 piante erbacee e arbustive e di semi di 50 specie, destinati a supportare gli enti pubblici e gli interventi di rinaturalizzazione.
L’Accademia Nazionale di Agricoltura, attraverso le sue competenze, supporterà il Raggruppamento Carabinieri Biodiversità e il Comune di Alto Reno Terme nelle attività necessarie al ripristino del vivaio, con la definizione delle attività colturali e manutentive provvedendo, inoltre, alla pianificazione e svolgimento di attività di formazione professionale nel settore della vivaistica forestale.
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