Nella seicentesca Sala Alessandrina, sede ufficiale dell’Accademia di Storia dell’Arte Sanitaria (ASAS), si è tenuto un interessante convegno dal titolo “IL FORLANINI una RISORSA per/di ROMA dalla TBC a…”, organizzato dal Centro Regionale Laziale dell’Accademia di Storia dell’Arte Sanitaria.
Dopo i saluti del Vice Presidente dell’Accademia Prof. PierPaolo Visentin, formulati a nome del Presidente Prof. Gianni Iacovelli, assente per motivi di salute, il tema è stato brillantemente introdotto dal Direttore del Centro Regionale Laziale dell’Accademia Sen. Riccardo Pedrizzi. (Fig. 2)
Dopo aver ricordato la recente dipartita del Cardinale Ruini, importante rappresentante dello Stato Vaticano, il sen. Pedrizzi ha sottolineato il ruolo fondamentale svolto dall’Accademia come promotrice della cultura sanitaria con al centro dell’attenzione non la malattia, ma il malato, come ha più volte ricordato anche il Santo Pontefice Giovanni Paolo II.
Subito dopo aver ringraziato i quattro componenti del Consiglio Direttivo Regionale, organizzatori del convegno, ed aver evidenziato come il FORLANINI rappresenti una risorsa storico-culturale-strategica per il nostro sistema sanitario, il nostro Direttore Regionale ha evidenziato la struttura del Convegno costituita da due sezioni: la prima, scientifica, con gli interventi di esperti di diverse discipline e la seconda con una tavola rotonda avente come scopo di sviscerare le varie posizioni dei partecipanti e di suggerire le varie possibili soluzioni all’attuale stato di abbandono del bellissimo storico ospedale.
A seguito del sen. Pedrizzi è seguita la lettura della lettera inviata dal Presidente della Commissione Cultura della Camera on.le Federico Mollicone, che ha augurato il buon successo del convegno in corso. Inoltre non potevano mancare i ringraziamenti della dr.ssa Fernanda Ferrazin che, come segretaria del Centro Regionale Laziale, ha citato tutte le Autorità presenti e gli importanti relatori intervenuti nel dibattito assieme alla numerosa partecipazione del pubblico presente, che ha gremito la storica Sala Alessandrina.
Il Direttore Sen. Pedrizzi, avendolo notato presente in Sala, ha invitato al tavolo l’On.le Marco Rizzo, che ha voluto portare i suoi personali saluti ed auguri di successo al Convegno (Fig. 3).
Dopo l’intervento fuori programma dell’On.le Marco Rizzo, che ha sottolineato la necessità di dare nuova vita allo storico ospedale Forlanini che, fondato nel 1934, è stato per quasi cento anni un punto di riferimento internazionale per la cura innovativa della tubercolosi, ha preso la parola il prof. Nicola Petrosillo, già primario all’Ospedale Spallanzani e attuale docente al Campus Biomedico di Roma, che ha messo in luce come la tubercolosi sia stata compagna dell’uomo fin dai primordi della civiltà, cosicché molti personaggi famosi morirono proprio a causa di questa patologia (ad es. il poeta inglese John Keats, il compositore polacco Fryderyk Chopin, lo scrittore russo Anton Cechov, lo scrittore boemo Franz Kafka ed il pittore e scultore italiano Amedeo Modigliani, per ricordarne solo qualcuno).
A seguire il dr. Elio Rosati, Segretario di Cittadinanzattiva del Lazio, ha sottolineato la proposta di considerare il Forlanini da “bene comune” a “bene in comune” che, quindi, merita di rimanere nell’ambito del Servizio Sanitario Nazionale per funzioni legate alla salute ed alla prevenzione degli abitanti del quartiere e di Roma.
Con il successivo intervento il prof. Gaspare Baggieriha illustrato come Eugenio Morelli, assistente di Carlo Forlanini e patologo di grande passione per il sistema nervoso centrale abbia fondato quello che sarebbe diventato il Museo Morelli. Morelli, fisiologo, arrivò a Roma nel 1934 e inaugurò l’ospedale Benito Mussolini (oggi Forlanini). Fu lui a volere fortemente il teatro all’interno dell’ospedale e a lanciare una concezione di socialità della medicina. Morelli divenne famoso negli anni Cinquanta per essere stato il primo a denunciare i danni da fumo di sigaretta, inimicandosi le major americane. Nel 1941 Morelli incontrò l’austriaco Rudolf Krunset, un preparatore anatomico che esibiva i suoi lavori in fiere e mercati. Morelli ne comprese il valore scientifico e lo assunse all’ospedale. Da quel momento nacque il nucleo del museo, costituito inizialmente dalla collezione di Krunset e arricchito successivamente dalle preparazioni dello stesso Morelli e dei suoi collaboratori. Oggi contiamo circa 1200 preparati umani e 150 animali. La Professoressa Rosa Vaccaro ha recentemente effettuato un censimento puntuale dello stato di conservazione e dell’inventario. L’anno scorso, vista la situazione di grave degrado della parte museale, per assenza della dovuta manutenzione, si era deciso di trasferire il museo e la collezione anatomica in una stanza diversa all’interno del complesso. Fortunatamente, il Ministero della Cultura è intervenuto bloccando l’operazione, giudicandola non corretta. Spostare reperti così delicati richiede pianificazione, progetti specifici e personale competente (architetti, storici, restauratori), elementi che mancavano totalmente in quella proposta. Immaginate cosa sarebbe potuto accadere a preparati del sistema nervoso centrale, cuori, embrioni ed esempi di teratogenesi! Il prof. Baggieri ha infine illustrato il “Concetto di Ecomuseo Diffuso”. Un museo ha bisogno di un’ideologia e di un pensiero forte. Riprendendo i principi dell’International Council of Museums – ICOM, la storia di un popolo passa attraverso testi, oggetti, contesti e territori. Il Forlanini può essere considerato un “ecomuseo diffuso”: monumenti, edifici storici, architettura, paesaggio e il nucleo centrale dei reperti anatomici formano una rete completa. Esistono tutti gli ingredienti per parlare di un museo diffuso che racconta la storia della medicina e della natura umana. Per valorizzare questo patrimonio, servirà un tavolo tecnico con figure competenti che fondino l’offerta museale per i cittadini con un pensiero ben preciso. Si tratta di trasmettere una memoria tangibile, fisica e naturale, descrivendo i contesti culturali, storici ed economici, associandoli ad altre forme di sapere come biblioteche, arte e architettura. Solo così potremo competere con i grandi musei internazionali, integrando materiali archeologici, strumentazione chirurgica, farmaceutica, pitture, stampe e la preziosa biblioteca storica.
L’ultimo intervento che si è tenuto prima della tavola rotonda è stato quello dell’Architetto prof. Francesco Scoppola che ha comunicato di aver consegnato agli organizzatori una relazione scritta sul tema del Forlanini, ma che, per motivi di tempo, ora preferisce esprimere una sua riflessione sulla Sala Alessandrina del Complesso del Santo Spirito, in cui sta avvenendo questo convegno.
Tanti secoli or sono il papa Innocenzo III ha fondato questa sede, in cui sono stati curati e guariti tantissimi malati, senza tenere conto della loro appartenenza a culti diversi.
La cosiddetta “Mater communitatis ecclesiales” (“madre delle chiese combattenti”) è stata sempre fonte di tragedie. Infatti si pensi al grande Scisma d’Oriente, poi allo Scisma d’Occidente, poi alla Riforma Protestante. Ebbene, la pace è sempre possibile: se si considera la storia della sanità a Roma, qui non si faceva distinzione di religione tra i malati ed i bisognosi di essere aiutati.
Tutti insieme, nelle diverse Chiese, dobbiamo assumere un atteggiamento più materno, comprensivo, disponibile ed evitare di interrompere le imprese in corso per una ideologia.
Le cose si portano avanti indipendentemente, perché sono per il bene comune. (Figg. 4-5)
La tavola rotonda è stata introdotta dalla dr.ssa Letizia Gabrielliche, in qualità di ingegnere nell’Agenzia del Demanio, attuale proprietario del Complesso del Forlanini, dopo aver portato i saluti del Direttore dell’Agenzia, ha evidenziato come il Forlanini, con la sua interessante struttura storico-architettonica, arricchita anche da più di quattordici ettari di parco con essenze vegetali rare da preservare, possa in futuro diventare un volano della rigenerazione urbana del quartiere Monteverde e di Roma, a servizio di tutti i cittadini come parco e centro sanitario di alto livello scientifico-culturale. Per il momento l’Agenzia del Demanio ha iniziato le valutazioni sia degli alberi e piante da proteggere e manutenere che degli aspetti di sicurezza strutturale ed antisismica degli edifici esistenti, che occupano circa tre ettari di superficie.
Dopo questa introduzione da parte dell’Agenzia del Demanio il dr. Angelo Aliquò, Direttore Generale dell’Azienda Ospedaliera San Camillo-Forlanini, ha aperto la tavola rotonda ed ha promesso di continuare l’opera di recupero dei reperti del museo, brillantemente iniziata con le competenze della professoressa Grillo, valorizzandone il valore internazionale in attesa dell’importante ed attesa rivalutazione dei beni culturali custoditi all’interno del Forlanini.
Successivamente e’ intervenuto il prof. Massimo Martelliche, già Primario di chirurgia toracica del Forlanini per circa 25 anni, fino alla sua chiusura, ha ribadito a gran voce che il Forlanini non si può “vendere o svendere senza criterio”, ma va rivalutato come bene sanitario-culturale del Demanio, necessario per la cura dei cittadini nel rispetto dell’articolo 32 della Costituzione che garantisce l’assistenza sanitaria a tutti, a prescindere dal reddito.
A seguire l’economista dr.ssa Manuela Stefoni, revisore dei conti, ha sostenuto che il Forlanini, recentemente valutato, anzi svalutato, alla stregua di un albergo in disuso,è da considerarsi un bene culturale-storico sanitario di alto valore nazionale ed internazionale da rivalutare e preservare “come bene comune“ per le generazioni future.
Il successivo intervento dell’On.le Fabio Rampelli, architetto e Vice Presidente della Camera dei Deputati, ha nuovamente sottolineato l’importanza da dare al Forlanini, come struttura storico-sanitaria, importante sia per la sua passata e prestigiosa storia, riconosciuta a livello internazionale, che per le novità introdotte nella struttura organizzativa ambientale (ad es. camere di degenza tutte rivolte a sud con possibilità di stazionare in soleggiato parco all’aperto per i pazienti, presenza di un’area adibita a teatro, trasmissione comunicazioni da un reparto all’altro tramite sistema di posta pneumatica, collegamenti con montacarichi per la distribuzione dei pasti dalla mensa) e nelle innovative metodiche di cura (ad es. utilizzazione di nuovi medicinali, anche di origine vegetale e naturali introdotti nella terapia della tubercolosi). L’On.le Rampelli ha auspicato un serio confronto pubblico-privato per trovare la migliore soluzione possibile per l’utilizzazione del Forlanini, liberandolo dall’attuale stato di abbandono.
Secondo quanto riportato dal successivo relatore dr. Paolo Zuppi, componente dell’Accademia di Storia dell’Arte Sanitaria e Consigliere del Centro Regionale Laziale, il Forlanini, che in passato era nato per l’esigenza di cura della tubercolosi, attualmente potrebbe essere utilizzato come struttura “aperta” dedicata alla cura degli anziani, in numero crescente anche e soprattutto nella nostra nazione.
A seguire il dr. Valerio Franceschini, dirigente UGL Salute, ha auspicato che la ristrutturazione e la relativa messa in funzione di questa importate struttura ospedaliera risulti utile per l’assunzione di nuovo personale sanitario e per la riduzione della cronica situazione delle liste di attesa a cui attualmente sono soggetti i pazienti del Lazio per visite e/o analisi di controllo. Al termine degli interventi è stato proiettato un interessante filmato prodotto e commentato dal dr. Filippo Bartoccioni, relativo al Museo Morelli sito all’interno del Complesso del Forlanini.
Si è avuto modo, quindi, di vedere le immagini del passato di questo bellissimo Museo, immagini prodotte a scopo didattico e, purtroppo, anche immagini relative allo stato attuale, immediatamente prima del ripristino delle teche e dei reperti da parte dell’attuale dirigenza della Azienda San Camillo Forlanini. Il dr. Bartoccioni ha più volte sottolineato che si tratta di uomini reali, non di figure create da artisti, cui andrebbe dato il dovuto rispetto.
A chiusura del Convegno il sen. Riccardo Pedrizzi dopo aver ringraziato i relatori per le loro dotte ed interessati proposte ed il pubblico per essere rimasto attento a seguire tutte le relazioni senza abbandonare mai le loro postazioni, ha auspicato che il Forlanini possa presto uscire dallo stato di abbandono e diventare un Centro di Ricerca con spazi per laboratori innovativi e posti letto per studenti universitari provenienti da altre regioni o nazioni estere. Inoltre ha auspicato che il museo Morelli del Forlanini possa essere gestito dal competente ed appassionato Conservatore dell’ASAS prof. Gaspare Baggieri, assieme all’attuale museo medico dell’Accademia, in modo da non perdere, per assenza di manutenzione ed attenzione, i rari reperti costituiti da parti anatomiche donate alla scienza da generosi individui del passato.
Per ultimo sono stati ringraziati i diversi componenti della cultura romana ed internazionale presenti in sala fino alla chiusura del convegno, tra i quali sono stati notati i dermatologi professori Carla e Luigi Valenzano dell’Ospedale San Camillo, il prof. Severino Persechino, responsabile U.O.D. Dermatologia dell’Ospedale universitario Sant’Andrea, il noto economista prof. Luigi Marsullo, già componente del CIPE e collaboratore del CIPE, OPEC e OCSE e il Prof. Raffaele Saladino dell’Università della Tuscia. Inoltre, tra gli altri, hanno inviato i complimenti per il successo del meeting il ginecologo noto a livello internazionale, prof. Salvatore Mancuso, già Primario all’Ospedale Gemelli di Roma, il farmacologo prof. Bruno Silvestrini, dell’Università La Sapienza di Roma, l’Avv. Daniela Traldi, Presidente della Confederazione Italiana per la musica lirica e sinfonica (ConfLirica) e il dr. Massimiliano Fiorini, coordinatore didattico per il perfezionamento dei giovani talenti del Teatro dell’Opera di Roma.
*,**Pierfrancesco Morganti *Fernanda Ferrazin ***PierPaolo Visentin
*R&D Centro dell’Accademia di Storia dell’Arte Sanitaria, Roma
**Dermatology Department, The First Hospital,
China Medical University, Shenyang, China
***Vice Presidente dell’Accademia di Storia dell’Arte Sanitaria, Roma