*Gudrun Mayr Boninsegna
La visione medico-filosofica della Medicina Tradizionale Cinese si basa sull’osservazione della natura e sulla teoria dei Cinque Elementi, che si lega alla fisiologia del corpo. In questo contesto deve esserci una perfetta armonia tra l’essere vivente e l’ambiente in cui è inserito. Tra i rimedi utili a mantenere questa armonia ci sono anche le piante medicinali, e in quelle della fitoterapia Occidentale si possono trovare similitudini per utilizzarle con successo nella terapia al posto di quelle cinesi.
Da parecchi decenni la Medicina Tradizionale Cinese si è diffusa nel mondo occidentale sia nella medicina umana, che in quella veterinaria. Sempre di più sono i medici e i terapeuti che curano i loro pazienti usando i cosiddetti Cinque Rami della MTC; essi consistono in ginnastica funzionale (Qi Gong), massaggio terapeutico (Tuiná), Dietetica cinese, Fitoterapia cinese e Agopuntura nonché Moxibustione. Anche la richiesta di terapie naturali da parte dei pazienti sta aumentando sempre di più. Ma a differenza di Qi Gong, Tuiná e Agopuntura che sono accettati benissimo dai nostri pazienti, spesso ci sono dei problemi di compliance sia con la Dietetica che con la Fitoterapia cinese. Per questo motivo da circa 30 anni diversi autori stanno facendo delle ricerche per trovare un modo più familiare per curarci, seguendo le teorie della Medicina Tradizionale Cinese, pur usando le nostre erbe e alimenti europei.
Concentrandoci sulla Fitoterapia veterinaria cinese, ci sono diversi vantaggi nell’usare erbe occidentali al posto di erbe cinesi. Senz’altro la già nominata familiarità è di enorme aiuto: i proprietari dei nostri animali, che oramai sono visti come membri di famiglia, si sentono più sicuri usando delle erbe spesso a loro note al posto di erbe straniere con nome sconosciuto. Spesso convince anche la notevole differenza di costo fra erbe nostrane, cresciute in Europa, ed erbe importate dall’altro capo del mondo. Anche il sempre crescente desiderio di rispettare la sostenibilità globale, ci porta indubbiamente a prescrivere delle formule composte da erbe occidentali non soggette a trasporti per migliaia di chilometri. In più le erbe cinesi spesso non sono disponibili facilmente nelle nostre farmacie, per cui i proprietari devono ordinarle appositamente e aspettare a volte anche a lungo l’arrivo della ricetta desiderata. Quanto alla mia attività di veterinario MTC, due punti mi hanno convinto di usare le nostre erbe al posto di quelle cinesi. Spesso si leggeva di erbe che presentavano residui di pesticidi o di metalli pesanti; e seppure negli ultimi anni i controlli sono stati fortemente aumentati, ci si imbatteva in lotti di erbe qualitativamente non adatti al mercato europeo. Inoltre, sappiamo anche che nella Fitoterapia cinese sono pure in uso dei prodotti che eticamente io non posso considerare accettabili.
D’altronde una volta abituata a lavorare con la Medicina Cinese e seguendo questa strada affascinante di diagnosi e terapia olistica per curare i pazienti mi sembrerebbe assurdo non cercare di usare anche la Fitoterapia. La MTC è una delle più vecchie Medicine documentate su questo mondo. Il concetto medico-filosofico si basa sull’osservazione della natura, considerata dai Cinesi come Macrocosmo. Descrivendo i fenomeni che succedono e si ripetono nella natura nell’arco del tempo, gli antichi cinesi hanno sviluppato la teoria dei Cinque Elementi. Questi sono Acqua, Legno, Fuoco, Terra e Metallo. Essi si generano e si controllano a vicenda e sono connessi secondo precise regole. Di conseguenza anche la fisiologia del corpo è stata spiegata con i Cinque Elementi. In un essere vivente equilibrato questi Cinque Elementi sono in armonia e lo stesso essere vivente è in sintonia con l´ ambiente nel quale si trova inserito. Tradotto in termini della Medicina Cinese: il Microcosmo si trova in armonia col Macrocosmo.

Diagnosi e terapie in MTC
Partendo da questo concetto si capisce quanto più ampia sia la possibilità di generare la diagnosi di un paziente con l’ausilio della Medicina Tradizionale Cinese. Paragonandola con la nostra Medicina occidentale, abituata a fare un elenco di sintomi per combattere ogni sintomo con il farmaco adatto, nella MTC la visione è molto più omnicomprensiva. Ogni paziente viene valutato sempre nella sua totalità, e non solo, vengono anche considerate le sue circostanze ambientali. Facendo quindi una Diagnosi cinese si riassumono tante informazioni che ci fornisce il paziente, o meglio il proprietario del nostro paziente. A partire dall’ambiente in cui vive e in quali circostanze, la dieta che mangia, lo stile di vita che fa, il suo passato, i suoi pensieri o problemi emotivi che ha e infine sintomi e segni osservati. Per segni dobbiamo intendere delle particolarità, che nella Medicina occidentale sembrano senza importanza, che invece nella MTC sono importantissimi. I proprietari, per esempio, descrivono i gusti speciali del loro animale: gatti che bevono delle tisane ma solo se si tratta di tè verde (che in MTC è considerato raffreddante), cani che bevono solo acqua a temperatura ambiente (un’informazione importantissima dello stato di temperatura di questo paziente). Sommando tutte queste informazioni e dopo aver valutato Lingua, Polso e Punti diagnostici del nostro paziente riusciamo a fare una Diagnosi Cinese e a descrivere sia il Ramo che la Radice dello squilibrio. Nei nostri pazienti i sintomi si possono paragonare ai rami di un albero; mentre la causa dello squilibrio è spesso nascosta come lo sono le radici di una pianta. Comunque, per impostare una terapia cinese è fondamentale capire lo squilibrio del paziente nel suo completo.
Anche le singole terapie secondo la Medicina Cinese hanno delle loro particolarità. Sia nella Fitoterapia che nella Dietetica ogni erba e ogni alimento sono definiti secondo la loro Temperatura, il loro Sapore e il loro Tropismo organico. Come Temperature conosciamo il Freddo, il Fresco, il Neutro, il Tiepido ed il Caldo. Al paziente che presenta una situazione di Calore dobbiamo prescrivere un’erba fresca o fredda per ripristinare il suo equilibrio. Quali Sapori sono descritti classicamente il Dolce, l’Amaro, il Bruciato, il Salato e il Piccante. Al paziente che soffre di un Vuoto cronico di Energia dobbiamo prescrivere un’erba dolce per colmare il deficit. Spesso nelle erbe troviamo più Temperature e Sapori in un’unica pianta. Per ultimo dobbiamo valutare il Tropismo, poiché ci sono delle erbe che curano meglio di altre gli squilibri di uno specifico Zang o Fu. Di tutte le erbe e di ogni alimento usato nella Medicina Tradizionale Cinese conosciamo la definizione di Temperatura, Sapore e Tropismo, e ciò ovviamente è un enorme vantaggio per impostare la ricetta individuale per i nostri pazienti, per curare Rami e Radici dello squilibrio attuale. Però le erbe e gli alimenti usati dalla MTC sono delle piante che i vecchi maestri cinesi trovavano nelle vicinanze delle loro abitazioni.
Anche nell’occidente la Fitoterapia ha una lunghissima storia. Già Ippocrate curava i suoi pazienti con le erbe. Galeno di Pergamo, descriveva nel 150 d.C. le erbe secondo la loro temperatura e cercava di capirne l’effetto farmacologico. Successivamente Paracelso attorno al 1500 d.C., che lavorava secondo le regole delle somiglianze, riteneva per esempio che foglie dall’aspetto simile al cuore curassero anche patologie del cuore. Secondo lui la natura è sia causa che cura delle malattie, ed era convinto che i rimedi adatti per le malattie delle quali soffriva la gente si trovavano nell’ambiente in cui vivevano. Però nei secoli, nell’occidente la fitoterapia si trasforma più in una medicina del popolo, veniva usata e studiata soprattutto nei monasteri, dove fino a oggi troviamo dei bellissimi giardini pieni di erbe medicinali. I medici e gli scienziati invece puntavano più sull’analisi chimica delle piante, dalla quale si evolve poi la nostra farmacologia occidentale.
MTC in Occidente
Da qualche decennio sempre più medici nell’occidente hanno una formazione di Medicina Tradizionale Cinese e curano i loro pazienti seguendo le teorie della MTC. Come già descritto, soprattutto nella Diagnosi ma anche nella Terapia la MTC ci dà un’arma in più per aiutare il malato in modo olistico. Pensando però alle antiche dottrine cinesi e alle parole di Paracelso, secondo le quali la natura è sia causa che cura della malattia, diventa ovvio che noi occidentali possiamo usare le erbe che crescono nelle nostre vicinanze, come hanno anche fatto i vecchi maestri cinesi. Il primo tentativo di trovare una simbiosi fra erbe occidentali e orientali è contenuto in un articolo pubblicato da Michael Tierra nella rivista Planetary Herbology nel 1988. Diversi autori europei e americani successivamente hanno lavorato alla cosiddetta traduzione cinese delle erbe occidentali, descrivendo questi ultimi secondo Temperatura, Sapore e Tropismo organico. Nel 2003 poi esce il libro di un alunno di M. Tierra, J.Ross, col titolo “Combining Western Herbs and Chinese Medicine”, che tuttora è considerato il testo standard su questo argomento, anche se, soprattutto nella letteratura tedesca, sono stati pubblicati altri libri molto ampi e completi.
Non ci sono ancora tanti testi e pubblicazioni sull’uso delle erbe occidentali secondo la Medicina Tradizionale Cinese Veterinaria. Ma diversi veterinari stanno percorrendo questa via con grande successo e ci sono corsi da seguire per imparare questa visione particolare della Fitoterapia Cinese. Possiamo usare sia erbe secche, che tisane e anche tinture per curare i nostri pazienti. Ovviamente cavalli e cani assumono le erbe prescritte con meno difficoltà rispetto ai nostri pazienti felini.
Di solito io uso delle tinture diverse per ogni paziente che vengono mescolate individualmente in farmacia. Il costo di una tintura standard si aggira attorno ai 30 € per una terapia di circa 21 giorni ed è così molto più conveniente di tanti altri farmaci.
L’enorme vantaggio che mi convince a combinare la MTC con le erbe occidentali è il fatto che riesco a usare le nostre piante secondo le dottrine della Fitoterapia Cinese, molto più ampia, specifica e individuale della fitoterapia europea. Prendendo come esempio il timo, un’erba conosciuta da tutti, facciamo un paragone tra la descrizione di quel rimedio tra le due medicine.
Paragonando le due monografie riportate nella tabella 1 risulta chiaro di quanto sia più specifica la Fitoterapia cinese rispetto a quella occidentale. Ma le monografie delle erbe sono solo l’inizio della creazione di una ricetta fitoterapeutica cinese.
Entrando nello specifico, alla partenza c’è ovviamente la Diagnosi Cinese del nostro paziente. Poi si decide la strategia terapeutica individuale: come deve essere la Temperatura e il Sapore e quali Organi sono da equilibrare? Poi si scelgono i gruppi di erbe che possono essere di aiuto nel singolo caso. Conosciamo all’incirca 20 gruppi di erbe, che contengono erbe con simile azione, come erbe che liberano la superficie, erbe che curano delle Stasi di Qi o Xue, erbe che trasformano Tan o erbe che tonificano Yin, Yang, Qi o Xue. Impostati i gruppi si scelgono le erbe piú adatte a curare questo paziente, ovviamente sempre tenendo d’occhio la Temperatura, il Sapore ed il Tropismo più adatto. Dall’elenco di erbe scelte va poi nominato la cosiddetta Erba Imperatore (Jun), l’erba più importante della ricetta. È il rimedio che classicamente concentra più azioni adatte per il nostro paziente. Attorno all’Imperatore vanno poi scelti i Ministri (Chen), gli Assistenti (Zuo) e l’Ambasciatore (Shi). Individuate le erbe adatte, di solito da 5 a 7 piante, ci si deve occupare del loro dosaggio. Qualcuna è più forte di altre e per cui vanno anche dosate secondo la loro forza. Spesso come ultima erba si aggiunge la liquirizia o il finocchio per armonizzare la ricetta e farla più appetibile per l’animale.
Il cavallo Tarzan: un caso clinico
Un caso clinico per rendere più vivo quanto sopra accennato: la storia di Tarzan, un cavallo di circa 20 anni, con problemi respiratori e con tosse. Da più di un anno è sotto terapia sia allopatica che anche complementare senza miglioramento. Tarzan ha gli occhi tristi, ha perso il suo amico cavallo prima che iniziasse a tossire. È stato sempre un gran lavoratore, ma ora non vuole più uscire dal suo paddock. Ha attacchi di tosse e ogni tanto esce muco bianco denso. Il corpo del cavallo è molto freddo e ha borborigmi continui. Polso vuoto e profondo – Lingua gonfia pallida, induito bianco – Back Shu BL13 BL15 BL20 BL23. Diagnosi Cinese : Il Polmone di Tarzan è stato attaccato dall’emozione Tristezza che ha portato a un Deficit di Qi e Wei Qi. Continua ad essere triste e si blocca anche la Milza per il pensiero continuo, che accumula poi Umiditá che va al Polmone e causa la tosse. Ovviamente anche lo Shen di Tarzan è interessato. Come strategia terapeutica per questo cavallo si sceglie di espellere Muco freddo dal Triplice Riscaldatore superiore, fortificare Qi di Polmone, Cuore e Rene, di calmare lo Shen e di tonificare lo Yang. Scelgo per Tarzan delle erbe dai gruppi 13.2 trasformare Umiditá, 13.3 tussostatica, 14.2 Erbe per lo Shen e 17.1 Tonico per Qi e Yang. La Temperatura della ricetta sarà neutra tiepida e il Sapore piccante e dolce, servono erbe con Tropismo Polmone, Milza, Rene e Cuore.
Prescrivo a Tarzan una tintura composta dalle erbe Veronica, Angelica, Urtica, Timo e Marrubio per 3 settimane 3 ml al giorno su uno zuccherino. La spiegazione della specifica scelta delle erbe si trova nella tabella 2.
Durante la cura il cavallo tossisce inizialmente di più, spurgando tanto muco. Dopo una settimana, inizia a partecipare alla vita del branco nel quale vive. Dopo poco ritorna di nuovo il carattere vivace del cavallo e saluta il suo proprietario, cosa che non aveva più fatto da un anno. Rimane però l’astenia durante il lavoro e anche la tosse. Tarzan riceve ancora due sedute di agopuntura e due tinture un po’ modificate durante i mesi successivi finché ritorna completamente il cavallo di prima, un gran lavoratore. Trova anche un nuovo compagno amico nel branco e non tossisce più.
Conclusioni
Ovviamente la mia esperienza di usare erbe occidentali secondo la Medicina Tradizionale Cinese è solo a un punto di partenza. Ma già adesso vedo che può diventare una bellissima integrazione delle mie cure olistiche. Posso usare tutta la capacità diagnostica e terapeutica della Medicina Cinese, senza dover avere scrupoli sulla qualità delle erbe, senza discussione per la sostenibilità dei trasporti. L’aveva già detto Paracelso: “La natura crea la malattia ma la cura anche”; l’importante è individuare e trovare ciò che la natura tiene in serbo per ogni singolo caso.
* Bolzano, Veterinaria per piccoli animali e cavalli, Diplomata SIAV – Agopuntura veterinaria, Docente SIAV
Bibliografia
Jeremy Ross – Klinische Materia Medica – 2.Auflage – Verlag Systemische Medizin
H. Magel, W.Prinz, S.van Luijk – 180 westliche Kräuter in der Chinesischen Medizin – 2. Auflage – Thieme Verlag
Susanne Kirsten – Tier-TCM-Seminare – materiale didattico del corso Westliche Kräuter in der TCM für Tiere – 2020/2021
Gudrun Mayr Boninsegna
La visione medico-filosofica della Medicina Tradizionale Cinese si basa sull’osservazione della natura e sulla teoria dei Cinque Elementi, che si lega alla fisiologia del corpo. In questo contesto deve esserci una perfetta armonia tra l’essere vivente e l’ambiente in cui è inserito. Tra i rimedi utili a mantenere questa armonia ci sono anche le piante medicinali, e in quelle della fitoterapia Occidentale si possono trovare similitudini per utilizzarle con successo nella terapia al posto di quelle cinesi.
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