Cannero (VB), 28 febbraio-8 Marzo 2026
Nella XIX edizione, che, nell’ultima data, coincide con la Giornata della Donna, la Festa degli Agrumi parlerà di “rosso”. Tra le numerose varietà esposte nella mostra principale un posto di primo piano sarà dedicato alle arance pigmentate. Le arance si incontreranno nei giardini privati visitabili, nell’esposizione tematica in casa parrocchiale dedicata ai loro coloratissimi incarti, nelle mostre fotografiche, nei lavori del Liceo artistico Ferrini Franzosini e nell’installazione paesaggistica Orange 5.0.
Gli agrumi pigmentati, con tutta la loro ricchezza nutrizionale e aromatica, saranno protagonisti dei due momenti organizzati da Slow Food Verbano e Cusio: un incontro scientifico/divulgativo e una degustazione di amari artigianali a base di arance. Mentre il profumo del fiore d’arancio, il neroli, si ritroverà nel romanzo “La signora del Neroli” e negli avvolgenti percorsi tra le fragranze di profumeria.
Tutta la ricchezza degli agrumi verrà esplorata nella presentazione “Il viaggio degli agrumi in Italia” e nelle numerose proposte interattive: i laboratori sensoriali di Fondazione Hollman, le escursioni sul territorio e le minicrociere, per la prima volta condotte “in rima”.
La musica e gli spettacoli, invece, collegandosi al rosso in tutte le sue gradazioni, renderanno un omaggio alle donne, con artiste e temi al femminile.
Agrumi in mostra – Rapsodia in rosso
L’esposizione principale, che si svolgerà presso la Sala Pietro Carmine – località Lido nei giorni 28 febbraio/1 marzo e 7/8 marzo – ore 10.30-18, raccoglie decine di esemplari coltivati a Cannero, in questa edizione esplora il rosso come pigmento naturale e come simbolo del femminile: energia, maturazione, protezione, interiorità. I frutti, e le arance pigmentate in particolare, diventano così non solo prodigio della natura ma al tempo stesso oggetti estetici, strumenti di osservazione e materia poetica, tra botanica e arte visiva.
Tante varietà e illustri avventori
Le varietà di agrumi coltivate a Cannero e tanto decantate dagli abitanti e dagli avventori illustri si sono conservate per la maggior parte fino ai giorni nostri. Attraverso tecniche di propagazione vegetativa attuate dai privati, sono ora presenti a Cannero piante con più di un secolo, derivanti da quelle antiche introdotte in queste zone fin dal Cinquecento.
Le specie di agrumi più diffuse sul territorio cannerese sono limoni, aranci dolci, melangoli (aranci amari), pompelmi, pummeli, cedri, cedrati, mandarini e il figlio di queste terre per eccellenza: il limone cedrato Canarone.
Una storia plurisecolare
Soprattutto, le qualità di queste produzioni venivano riconosciute nell’Ottocento persino dalla famiglia Borromeo, che sui suoi possedimenti continuava a praticare la coltura di agrumi ornamentali e non. Di questo ne sono una testimonianza alcune lettere reperite negli archivi nelle quali è riportato l’acquisto da parte dei Borromeo di quattro piante di cedrato proprio da Cannero nel 1859.
L’attenzione e le cure verso le piante da parte dei canneresi fecero registrare produzioni notevoli. Da dati archivistici si sa che nel 1811 il raccolto venne quantificato in 6.050 frutti; l’anno seguente raddoppiò a 12.000 e chi visse fino a fine secolo, nel 1892, vide una produzione di circa 75.000 arance e 2.500 limoni.
Il fitto calendario di eventi proposto dalla Manifestazione è consultabile sul sito: https://agrumidicannero.it