La crescente consapevolezza della complessità biologica, del ruolo dell’ambiente interno e delle conseguenze impreviste degli interventi focalizzati solo sul patogeno sta spingendo la scienza e la medicina a riconsiderare l’importanza dei fattori legati all’ospite – in altre parole, del “terreno”.
È dunque possibile proporre un’azione combinata con antibiotici di sintesi + antibiotici naturali in abbinamento nei casi più complicati e in prevenzione, come pure in fase iniziale dell’infezione, solo O.E.
Da sempre l’umanità ha utilizzato le sostanze aromatiche di origine vegetali per vari scopi: dalle profumazioni ambientale voluttuarie, alle applicazioni più varie in campo medico, salutistico, cosmetico, religioso e conservativo: bagni aromatici, vaporizzazioni sensoriali, imbalsamazione conservativa dei faraoni, disinfettante generico durante le pestilenze, momenti religiosi per collegarsi con la divinità, così via…
In campo umano di tipo medico si è visto che mettendo a contatto un olio essenziale con una coltura di germi, questo svolge una attività inibente sulla crescita di alcuni microrganismi, creando un alone intorno al disco imbibito di olio essenziale, stando così a significare un’attività antibiotica in senso classico: l’aromatogramma* (mettere una foto di aromatogramma) testimonia tale attività.
Allora la domanda principale è perché al giorno d’oggi ci ammaliamo e perché poi non riusciamo, sempre meno riusciamo, a liberarci di alcuni microrganismi patogeni anche quando usiamo sempre più potenti antibiotici di sintesi?
Questo fatto lo possiamo comprendere solo quando riusciamo a capire «la vita dei batteri»: quindi solo approfondendo lo studio della MICROBIOLOGIA e delle leggi che la regolano.
Un tema di studio questo relativamente recente, in quanto il mondo invisibile dei microrganismi è stato messo a nudo dalla scoperta del microscopio ottico di cui Galilei ne inviò uno di sua costruzione al principe Federico Cesi, fondatore dell’ Accademia dei Lincei, per mostrargliene il funzionamento. Da allora sempre più e sempre meglio abbiamo compreso la vita del misterioso mondo dei batteri e dei virus. Per quello che riguarda il riferimento al campo dell’umano e alle possibilità di nuocere una volta che i patogeni si sono istallati nel corpo biologico, si è dato, ovviamente, molto risalto alle capacità difensive dell’ospite. Quindi è stato chiamato in causa il sistema immunitario e tutto ciò che può uccidere/inattivare l’intruso, anche se questo più spesso è già presente nel nostro organismo e si virulenta solo in alcune precise circostanze.
Alla metà del’800 grandi studiosi del mondo della microbiologia si affrontarono in diatribe che mettevano in evidenza punti di vista diversi rispetto ai germi in generale e al loro modo di vivere: Pasteur, Béchamp, Kock, Bernard. C’era chi proponeva lo studio del germe al centro del dibattito e chi proponeva invece altri punti di vista quali elementi determinanti per la loro sopravvivenza. Fondamentalmente ritroviamo due teorie alla base della microbiologia: Louis Pasteur chimico che sosteneva «La teoria dei germi», Antoine Béchamp medico che sosteneva «La teoria del Terreno», intendendo con ciò che la vita del battere dipendeva più dall’ospite che dalla sua stessa capacità di sopravvivenza.
Dobbiamo rispolverare qualche testo di Microbiologia per capire come vivono i batteri in generale e quindi come agire nei loro confronti quando ci attaccano.

La forza del nemico dipende sempre dalla capacita’ di difesa dell’aggredito
L’uso continuo degli antibiotici nel mondo attuale ha aumentato notevolmente la pressione selettiva favorendo l’emergere, la moltiplicazione e la diffusione di ceppi batterici resistenti. È da sottolineare che questo fenomeno riguarda spesso infezioni correlate all’assistenza sanitaria, che insorgono e si diffondono all’interno di ospedali e di altre strutture sanitarie. Ma non solo, altre condizioni vanno in questa direzione: l’aumentato uso di questi farmaci (incluso l’utilizzo non appropriato) sia in medicina umana che veterinaria, l’uso degli antibiotici in zootecnia e in agricoltura, la diffusione delle infezioni correlate all’assistenza causate da microrganismi antibiotico-resistenti (e il limitato controllo di queste infezioni), una maggiore diffusione dei ceppi resistenti dovuto a un aumento dei viaggi e degli spostamenti internazionali. Si pone così il grave problema della resistenza a livello mondiale di particolari ceppi batterici che per essere bloccati nel loro causare danni, hanno bisogno della somministrazione contemporanea di due o più antibiotici di sintesi e talora senza risultato. A questo punto vale la pena ricordare che gli antibiotici di sintesi sono composti da una sola molecola mentre gli oli essenziali in alcuni casi ne prevedono fino a trecento e più!! Questo vuol dire inoltre che il battere non riuscirà mai ad organizzarsi per creare una resistenza a tale complessità di molecole e inoltre la potenzialità letale di un olio essenziale può contare su più modalità di azione inibenti/inattivanti del batterio. La naturale conseguenza di tutto ciò è che il futuro dell’antibioticoterapia non può non prevedere l’uso di tali sostanze naturali.
Due vie per usare gli oli essenziali CORRETTAMENTE come «antibiotici naturali»; UNA VIA è la caccia al batterio per ucciderlo: MODALITÀ STATICA-GERMECENTRICA-PASTEUR (la via attualmente usata), UNA VIA è agire sul terreno che lo ospita modificando le condizioni vita: MODALITÀ DINAMICA-TERRENO INTERNO-BECHAMP (la via del futuro).
Quando parliamo di TERRENO stiamo facendo riferimento al nostro assetto PSICO NEURO ENDOCRINO IMMUNITARIO. La salute deve, a nostro avviso, essere vista come un equilibrio da mantenere, piuttosto che una guerra da combattere contro nemici esterni. Così come aveva sottolineato l’importanza della stabilità dell’ambiente interno (Claude Bernard) per la salute, suggerendo che il “terreno” dovesse essere predisposto affinché un germe potesse attecchire e causare malattia, riteniamo che la difesa debba passare per questa via. Da ciò: IL GERME È NULLA IL TERRENO È TUTTO. La citazione incarna il desiderio di una visione integrata della salute e della malattia, che riconosca pienamente l’interazione dinamica tra l’agente esterno e la condizione interna dell’ospite, riecheggiando le profonde intuizioni di Claude Bernard sulla stabilità dinamica del “milieu intérieur”.
Siamo così difronte ad un CAMBIO DI PARADIGMA: Il soggetto ospitante al centro dell’azione terapeutica, non più considerato elemento passivo bensì attivo. Il germe alle dipendenze delle condizioni dell’ospite. Quindi parliamo di una ALLEANZA TERAPEUTICA, l’olio essenziale fa esattamente questo: attacca il batterio o il virus, modula la reattività PNEI del soggetto, rispetta l’ecosistema biologico complessivo non creando disbiosi e rimette in equilibrio il terreno.
Pertanto l’azione terapeutica dovrà prevedere oltre all’olio essenziale adatto a quella situazione:
Nutrizione Ottimale: Dieta equilibrata, ricca di nutrienti essenziali, cibi integrali, con attenzione alla qualità (es. biologico, riduzione zuccheri e cibi processati).
Stile di Vita Sano: Esercizio fisico regolare, sonno adeguato e ristoratore, gestione dello stress (tecniche di rilassamento, mindfulness).
Detossificazione: Ridurre l’esposizione a tossine ambientali (inquinamento, pesticidi, metalli pesanti) e supportare i naturali processi di eliminazione del corpo drenando gli organi emuntori (fegato, reni, intestino).
Equilibrio del Microbioma: Promuovere una flora intestinale sana attraverso probiotici, prebiotici e una dieta adeguata.
Benessere Mentale ed Emotivo: Riconoscere l’impatto dello stato psicologico sulla fisiologia.
La scoperta che il corpo umano ospita trilioni di microrganismi (batteri, virus, funghi) che vivono in simbiosi con noi, specialmente nell’intestino, ha rivoluzionato la biologia. Questo microbioma non è un nemico da eradicare, ma un partner essenziale per la digestione, lo sviluppo del sistema immunitario, la produzione di vitamine e persino la salute mentale. L’alterazione di questo ecosistema interno (disbiosi), spesso causata proprio da antibiotici o da una dieta scorretta, è implicata in numerose malattie.
Questo sposta l’attenzione dalla semplice eliminazione dei “germi cattivi” alla necessità di coltivare un “terreno” microbico sano ed equilibrato.
La crescente consapevolezza della complessità biologica, del ruolo dell’ambiente interno e delle conseguenze impreviste degli interventi focalizzati solo sul patogeno sta spingendo la scienza e la medicina a riconsiderare l’importanza dei fattori legati all’ospite – in altre parole, del “terreno”.
Quindi in ultima analisi possiamo proporre un’azione combinata con ANTIBIOTICI DI SINTESI + ANTIBIOTICI NATURALI in abbinamento nei casi più complicati e in prevenzione solo O.E come pure in fase iniziale dell’infezione solo O.E.
*Medico chirurgo
Direttivo SIFIT
Esperto in Medicina Tradizionale Cinese
Filosofia orientale