*Stefania Cazzavillan
Con l’invecchiamento della popolazione, il declino cognitivo e le patologie neurodegenerative sono un problema preoccupante e in costante crescita. Intervenire per il recupero e il rallentamento di queste patologie è possibile grazie ad alcune sostanze naturali che agiscono potenziando le prestazioni mentali e proteggendo il sistema nervoso, tra le quali alcune derivano da funghi medicinali.
Attualmente l’aumento dei casi di demenza e patologie neurodegenerative è esponenziale e i dati sono decisamente allarmanti. Le basi per la perdita delle funzioni cognitive si pongono 20-30 anni prima della diagnosi e agire quando appaiono i sintomi è troppo tardi. In medicina purtroppo esistono solo “farmaci paracadute”, per cui la prevenzione diventa l’unica soluzione possibile.
A che età inizia il declino cognitivo? L’intervento della medicina convenzionale inizia dopo i 60 anni di età e l’idea generale è che non ci si debba preoccupare prima dei 50 anni. In realtà, tale deterioramento può iniziare molto prima. Test di esecuzione di compiti complessi hanno dimostrato che il declino cognitivo-motorio può iniziare addirittura all’età di 24 anni (Thompson, 2014).
Il declino cognitivo associato all’invecchiamento è correlato a condizioni di neuroinfiammazione e stress ossidativo, che causano disfunzione mitocondriale, alterazione del metabolismo cerebrale, senescenza e morte neuronale precoce. La “rarefazione neuronale” conseguente porta a deterioramento delle abilità cognitive e intellettuali e aumenta il rischio di sviluppare patologie neurodegenerative quali il morbo di Alzheimer.
In questa “era Covid-19”, oltre all’emergenza contagi, sono aumentati tutta una serie di sintomi neurologici, tra cui l’ansia, i disturbi dell’umore, i disturbi neuropsichiatrici e si sta osservando un incremento del tasso di suicidi, il tutto legato alla paura, alle preoccupazioni e all’isolamento. Inoltre, l’infezione sintomatica da Covid-19, in alcune persone sviluppa uno stato di neuroinfiammazione che attiva una serie di sintomatologie preoccupanti anche dopo la guarigione. Tra i sintomi descritti vi sono la perdita dell’olfatto e del gusto, talvolta con postumi a lungo termine, lo sviluppo di uno stato confusionale, di vertigini e mal di testa. Altre complicanze coinvolgono problematiche più gravi come quelle cerebrovascolari (ictus) e neuroinfiammatorie/neurodegenerative (alterazioni della memoria e dell’apprendimento, innesco di forme di demenza, ecc.) e lo sviluppo di polineuropatie periferiche (Josephson, 2020). Ci troviamo di fronte a uno scenario preoccupante.
Strategie di prevenzione
Come è possibile intervenire per recuperare e rallentare il rischio neurodegenerativo?
La natura ci mette a disposizione “supercibi” che possono esercitare effetti di potenziamento delle prestazioni mentali, attività preventive nei confronti del declino delle funzioni cognitive e protettive del sistema nervoso. Queste “sostanze naturali” sono state definite nootropi.
Il termine “nootropo” è stato coniato nel 1972 da Corneliu E. Giurgea (6 gennaio 1923, Bucarest – 30 dicembre 1995, Bruxelles), un medico, psicologo e chimico rumeno considerato il padrino della farmacologia del sistema nervoso centrale e della ricerca scientifica sul miglioramento delle performance cognitive. Nel 1964 egli sintetizzò il “Piracetam”, una molecola con azione nootropa che migliorava la memoria, le capacità di apprendimento, la creatività, la fluidità verbale e la circolazione cerebrale (Giurgea et al., 1977 – Giurgea, 1982).
Il Piracetam è un derivato dell’acido gamma-aminobutirrico (GABA), il principale neurotrasmettitore inibitorio del nostro organismo. A differenza del GABA, il Piracetam ha meccanismi d’azione diversi: ha effetti neuroprotettivi e proprietà anticonvulsive ed è stata dimostrata la sua efficacia sul miglioramento della plasticità sinaptica, sul sostegno del sistema vascolare, sulla capacità di inibizione del vasospasmo e di facilitazione della microcircolazione.
I nootropi possono essere definiti un gruppo eterogeneo di composti o sostanze con diversa composizione chimica ed effetti biologici che presumibilmente facilitano l’apprendimento e la memoria e favoriscono il recupero da condizioni caratterizzate da alterazioni delle funzioni cognitive. Sono chiamati anche cognitive enhancer o amplificatori delle funzioni cognitive. Le funzioni cognitive sono intese come la capacità e la velocità di processazione delle informazioni, l’applicazione della conoscenza acquisita e l’abilità di effettuare scelte e di prendere decisioni ottimali (problem solving) sulla base delle informazioni a disposizione anche in condizioni di stress. Tali abilità coinvolgono la memoria, l’attenzione, le funzioni esecutive, la percezione, il linguaggio e le funzioni psicomotorie.
I nootropi sono conosciuti colloquialmente anche come “smart drugs” (farmaci intelligenti) e sono tutte quelle sostanze, naturali o sintetiche, che possono potenziare le prestazioni mentali. Sono diventati molto famosi nel 2011 con il film “Limitless”, la storia di un uomo che assume una speciale pillola (NZT-48 – Modafinil) e diventa più intelligente e capace di chiunque altro sul pianeta. Il Modafinil contava, nel 2011, 650.000 consumatori che nel 2012 aumentarono a 1,9 milioni. Parallelamente nasce una comunità sempre più consistente di “biohackers” alla ricerca di sostanze che permettessero di potenziare le prestazioni dell’organismo. Nasce il boom dei nootropi.
Spesso però non viene fatta distinzione tra i nootropi naturali e specifici farmaci da prescrizione che possono avere un effetto stimolante e che potrebbero portare ad alterazioni della neurochimica cerebrale con conseguenze negative per l’organismo.
Quando si vuole fare un intervento preventivo conservativo per l’organismo, è molto importante che questa distinzione sia chiara. Non tutte le sostanze considerate “nootrope” sono sicure per l’organismo. Per esempio, farmaci da prescrizione tra cui il Modafinil usato per la narcolessia, l’Adderal, che contiene anfetamine per trattare l’ADHD (Disturbo da Deficit di Attenzione Iperattività), il Methylphenidate (Ritalin) usato per la narcolessia e l’ADHD, la Memantina usata per il morbo di Alzheimer e altri, pur essendo considerate smart drugs, non sono “conservativi” per l’organismo in quanto creano alterazioni della chimica cerebrale, hanno effetti collaterali e interazioni negative con la neurofisiologia.
La scelta di un nootropo naturale deve seguire criteri ben specifici. I nootropi naturali conservativi per l’organismo devono:
– aumentare le capacità di apprendimento (chiarezza di pensiero, attenzione e concentrazione), la memoria (a breve e lungo termine, esecutiva) la motivazione e il focusing (focalizzazione verso gli obiettivi);
– aumentare l’efficienza dei meccanismi neuronali con riduzione del rischio di declino cognitivo nell’aging.
– sostenere le funzioni cerebrali in condizioni di stress ottimizzando la performance sotto stress con riduzione dell’ansia, miglioramento dell’umore ed effetto antidepressivo;
– proteggere il cervello da tossine fisiche e chimiche: effetto neuroprotettivo con riduzione della neuroinfiammazione;
– non devono avere alcun effetto collaterale e non devono dare dipendenza, effetti comuni di molti farmaci psicotropi di sintesi.
I loro effetti derivano dalla capacità di modulare la neurochimica cerebrale con miglioramento dell’equilibrio dei neurotrasmettitori. Le conseguenze sono: miglioramento di umore, chiarezza mentale, focalizzazione, motivazione, apprendimento, memoria e funzioni cognitive in generale. Il controllo della neuroinfiammazione e la neuroprotezione consentono inoltre di aumentare l’espressione di particolari fattori di crescita quali il Nerve Growth Factor (NGF) e il Brain Derived Nerve Factor (BDNF) collegati rispettivamente a neurogenesi e plasticità sinaptica, ma anche a miglioramento dell’umore e delle prestazioni mentali. Un’altra azione importante descritta per i nootropi è l’aumento del flusso sanguigno cerebrale che comporta una migliore ossigenazione e nutrizione del cervello.
Come è stato anticipato, il declino cognitivo correlato all’età è accompagnato da alterazioni metaboliche cerebrali causate da neuroinfiammazione e stress ossidativo, non bilanciato dai sistemi antiossidanti, che conducono a rarefazione neuronale, senescenza funzionale con riduzione delle funzioni cognitive e della performance mentale e, conseguentemente alterazioni strutturali con aumentato rischio di sviluppare patologie neurodegenerative. Data la preoccupante aumentata prevalenza delle malattie neurodegenerative degli ultimi decenni, in questo particolare contesto storico, i nootropi sono diventati un importante possibile intervento per rallentare il declino delle funzioni cognitive associato all’invecchiamento.

Piante e funghi medicinali ad azione nootropa
Tra i nootropi naturali sono molto conosciuti la L-teanina, estratta dal tè verde (Camellia sinensis), i bacosidi di Bacopa monnieri, pianta della medicina Ayurvedica, Rhodiola rosea, adattogeno siberiano, Panax ginseng, Ginkgo biloba e altri, tra cui anche la caffeina in determinati contesti (Onaolapo, 2019).
Tra questi, L-teanina e Bacopa monnieri sono particolarmente studiate.
La L-teanina è molto interessante in quanto modifica le onde cerebrali. Estratta dal tè verde, la L-teanina ha una struttura simile al glutammato e per questo raggiunge velocemente il cervello usando lo stesso trasportatore. La particolare attivazione delle onde alfa cerebrali registrata dopo la sua assunzione implica un suo ruolo nei processi dell’attenzione: aumenta la capacità di mantenere l’attenzione per un tempo prolungato anche sotto stress e di fronte a un compito difficile da eseguire (Gomez-Ramirez et al., 2009). In pratica la L-teanina ha effetto energizzante e rilassante, ma non sedativo, potenzia la memoria esecutiva, lo stato di attenzione e concentrazione e la capacità di mantenere l’attenzione per un tempo prolungato; permette inoltre di ridurre l’ansia e di regolarizzare la pressione sanguigna anche in condizioni di stress, è neuroprotettiva e favorisce la neurogenesi riducendo il rischio di neurodegenerazione.
Bacopa monnieri è una pianta della tradizione Ayurvedica; è considerata una delle principali piante con azione di ringiovanimento e rivitalizzazione del sistema nervoso. Il suo nome in sancrito è Brahmi, che deriverebbe da quello del dio Brahma, il creatore delle divinità induiste, che cura e assicura una buona salute. La letteratura scientifica è focalizzata soprattutto su estratti standardizzati in bacosidi, sostanze appartenenti alla classe delle saponine triterpeniche, considerati i principali responsabili delle azioni sul sistema nervoso. I bacosidi si sono dimostrati efficaci nel potenziamento della memoria, della concentrazione e delle funzioni cognitive anche in condizioni di stress, hanno effetti ansiolitici e anticonvulsivanti, sono antinfiammatori e antiossidanti e protettivi per il sistema nervoso. Gli effetti ansiolitici coinvolgono anche la riduzione dei comportamenti associati all’ansia, quali la difficoltà nell’intrattenere interazioni sociali e di affrontare e risolvere situazioni problematiche, l’insonnia, l’irritabilità, il deficit di concentrazione, il mal di testa, la tachicardia e la dispepsia nervosa (Pase et al., 2012). Recentemente Bacopa monnieri ha evidenziato effetti interessanti anche nel miglioramento della performance sportiva, tra cui la capacità di alleviare l’affaticamento muscolare e di ottimizzare le funzioni motorie, migliorando la prontezza dei riflessi e la velocità di reazione. È inoltre in grado di aumentare le riserve di glicogeno muscolare ed epatico e di migliorare il metabolismo energetico contribuendo così ad aumentare la performance (Chen et al., 2017).
Oltre a migliorare la funzionalità del sistema nervoso e neuromuscolare, sono interessanti anche i suoi effetti preventivi delle malattie neurodegenerative (Chaudhari et al., 2017).
Molto meno conosciuti sono i nuovi nootropi tra cui i funghi medicinali Hericium erinaceus e Ganoderma lucidum che, grazie a recenti studi scientifici stanno assumendo un ruolo di primaria importanza nel campo dei “cibi per il cervello”. Ganoderma lucidum (Reishi in Giappone e Ling zhi in Cina) è un fungo conosciuto nell’antica tradizione orientale come il fungo dell’immortalità o il fungo dei 10.000 anni, o ancora come il fungo della potenza spirituale. Era particolarmente considerato in Medicina Tradizionale Cinese come una delle sostanze più potenti esistenti in natura per un approccio globale alla salute, per prolungare un’esistenza sana, per attivare le naturali capacità di autoguarigione dell’organismo, per favorire la calma durante la meditazione e per aumentare la lucidità mentale, la concentrazione e la memoria.
Gli effetti di Ganoderma lucidum (Reishi) sulla salute del sistema nervoso sono esercitati a più livelli. Uno studio in doppio cieco, randomizzato e controllato con placebo su 132 soggetti con neurastenia (Tang et al., 2005) ha dimostrato che l’utilizzo regolare di Ganoderma lucidum per 8 settimane migliora in modo significativo la sensazione di fatica, la mobilizzazione, le prestazioni fisiche e lo stato di benessere nei soggetti trattati rispetto al gruppo di controllo non trattato. Un altro studio randomizzato in doppio cieco (Mateo et al., 2015) ha valutato e confrontato gli effetti del trattamento di 6 settimane con Ganoderma lucidum e Ceratonia siliquasulla forma fisica in 64 pazienti affette da fibromialgia. G. lucidum ha migliorato la forma fisica (resistenza, flessibilità della parte inferiore del corpo e velocità) delle pazienti che lo assumevano rispetto a quelle che assumevano C. siliqua.
In uno studio in vivo, G. lucidum ha dimostrato un’azione antiaging e antiossidante con inibizione della perossidazione lipidica e miglioramento della funzione mitocondriale a livello cerebrale nei cervelli di ratti anziani (Ajith, 2009). Ha inibito anche la neuronfiammazione cerebrale riducendo l’attivazione di NFkB (Yoon, 2013) e l’attivazione della microglia (Cai, 2017).
In particolare, è stata descritta un’azione nootropa dell’estratto etanolico di Ganoderma lucidum che migliora la memoria, in particolare quella esecutiva e le capacità di apprendimento ed evidenzia un effetto neuroprotettivo dai danni da scopolamina (alterazione della memoria) con inversione delle alterazioni delle funzioni cognitive da essa indotte (Khatian, 2019). Numerose pubblicazioni dimostrano il suo effetto sul miglioramento delle funzioni cognitive e sulla prevenzione della neurodegenerazione (Sun, 2017).
Una pubblicazione scientifica recente ha dimostrato una sua attività regolarizzante della pressione, sia sistolica che diastolica, ottenuta attraverso una regolazione del rapporto tra neurotrasmettitori inibitori/eccitatori che diventa paragonabile a quello riscontrabile in ratti normotesi. Tra i meccanismi descritti vi sono l’aumento del flusso di sangue al cervello e il miglioramento dell’attività neuronale spiegabile dal riequilibrio dei neurotrasmettitori inibitori/eccitatori. Ganoderma lucidum induce quindi modificazioni del flusso di sangue al cervello e della ratio dei neurometaboliti e ciò suggerisce un suo importante effetto nootropo (Shevelev, 2018).
Migliora inoltre l’insonnia (Cui et al., 2012) con un meccanismo GABAergico (Chu et al., 2007), regolarizza i ritmi del sonno e riduce ilrischio di sviluppare malattie degenerative quali il morbo di Alzheimer e di Parkinson.
La sua azione è adattogena, ergogenica e nootropa, come dimostrato da numerosi studi scientifici. Effettua un’azione riequilibrante del sistema nervoso autonomo e centrale e, nel tempo, genera un senso di calma interiore e armonia e un miglioramento delle prestazioni mentali e delle funzioni cognitive. Diventa un aiuto molto interessante in presenza di stati di ansia, insonnia, svogliatezza, mancanza di motivazione, inquietudine e alterazioni della memoria e della concentrazione e per prevenire le malattie neurodegenerative. Hericium erinaceus è un altro fungo che ha una lunga storia di utilizzo nella Medicina Tradizionale Cinese. È stato tradizionalmente utilizzato per il miglioramento delle funzioni digestive, per la salute gastrointestinale, per il trattamento delle ulcere e delle malattie infiammatorie croniche dell’intestino grazie anche ai suoi importanti effetti sul microbiota intestinale e rigenerativi della mucosa.
È stato ipotizzato che molti dei suoi effetti siano esercitati attraverso la sua capacità di migliorare l’assetto del microbiota (Sheng, et al., 2018).
È considerato un fungo straordinario per il sistema nervoso, sia per i suoi effetti sull’intestino e sull’asse intestino-cervello, sia per la presenza di due peculiari classi di molecole a basso peso molecolare: le erinacine presenti nel micelio e gli ericenoni presenti nel corpo fruttifero. Le erinacine e gli ericenoni sono in grado di attraversare la barriera ematoencefalica, di raggiungere il cervello e di indurre la produzione di Nerve Growth Factor (NGF) e Brain Derived Nerve Factor (BDNF), aumentando la plasticità sinaptica, la mielinizzazione e la neurogenesi. La sua attività “rigenerativa” del sistema nervoso lo rende molto utile, oltre che nel potenziamento delle funzioni cognitive, anche nella prevenzione e nel trattamento complementare delle malattie neurodegenerative.
Il gruppo della Professoressa Paola Rossi dell’Università di Pavia ha studiato questo fungo e i suoi effetti sulla neurofisiologia sia in modelli preclinici che clinici. Uno studio preclinico ha dimostrato che Hericium erinaceus (Micotherapy Hericium – AVD Reform Srl, Noceto, Italia), somministrato a topini sani, innesca modificazioni comportamentali che portano a un aumento della curiosità e della capacità esplorativa, ha un effetto antineofobico (ricerca del nuovo) che nell’uomo corrisponde a un effetto antidepressivo, potenzia la memoria di riconoscimento e la memoria esecutiva e migliora la neurotrasmissione ippocampale (Brandalise, et al., 2017). Un esperimento più recente dello stesso gruppo ha paragonato le età del topo e dell’uomo e ha osservato e valutato gli effetti del fungo in topi anziani con fragilità fisica e cognitiva: la sua assunzione per 2 mesi (corrispondente a 7 anni nell’uomo a un dosaggio di 1 grammo al giorno) permetteva di “ringiovanire” il sistema nervoso di addirittura 23 anni (tempo corrispondente all’età dell’uomo) migliorando in modo significativo le funzioni cognitive (Ratto, et al., 2019). Si tratta di risultati davvero sorprendenti che forniscono un razionale per un suo utilizzo nel rallentamento dell’invecchiamento del sistema nervoso e nella prevenzione della neurodegenerazione.
Uno studio clinico del Policlinico di Milano in collaborazione con l’Università di Pavia ha dimostrato che l’assunzione per 8 settimane di Hericium erinaceus (Micotherapy Hericium – AVD Reform Srl, Noceto, Italia) ha esercitato un effetto antidepressivo e ansiolitico e ha migliorato la qualità del sonno notturno e l’aderenza alla dieta in pazienti obesi sottoposti a regime ipocalorico (Vigna, et al., 2019).
Uno studio clinico del 2009 ha dimostrato che la somministrazione del fungo in persone con alterazioni lievi delle funzioni cognitive a 8, 12 e 16 settimane, porta a un significativo aumento delle prestazioni mentali rispetto al gruppo di controllo non supplementato. Hericium erinaceus inverte il processo di neurodegenerazione e può quindi essere efficace nel miglioramento e nel rallentamento della progressione dei deficit cognitivi in condizioni patologiche come la Demenza senile e il morbo di Alzheimer (Mori et al., 2009). A livello molecolare Hericium erinaceus previene alterazioni della memoria a breve termine di riconoscimento spaziale e visivo indotta dal deposito di β-amiloide attraverso la riduzione di tali depositi (Mori, et al., 2011).
Questi e molti altri dati in letteratura, in esponenziale aumento, dimostrano un effetto nootropo e neurorigenerativo di questo fungo, che è probabilmente uno dei rimedi naturali più potenti a sostegno della salute e delle prestazioni del sistema nervoso.
Conclusioni
In generale tutti i funghi medicinali hanno un effetto sul sistema nervoso, tant’è che vengono chiamati “Brain Food”, tuttavia Ganoderma lucidum e Hericium erinaceus, sulla base delle esperienze, avvalorate dai dati in letteratura, entrano di diritto nella categoria dei nootropi e possono essere considerati un intervento di sostegno e miglioramento delle performance mentali sia in un’ottica di raggiungimento degli obiettivi, sia anche come prevenzione delle malattie neurodegenerative, considerato anche il loro allarmante aumento osservato negli ultimi decenni.
Con l’invecchiamento e l’instaurarsi di un inevitabile stato infiammatorio di basso grado, è normale ricercare un aiuto che permetta di ottimizzare le prestazioni sia fisiche che mentali. In un mondo recentemente molto accelerato dove la competizione è alle stelle e dobbiamo essere sempre più performanti per “restare in gioco” e dove i livelli di stress, le preoccupazioni e le paure sono amplificati, l’individuazione e l’utilizzo di sostanze in grado di sostenere l’organismo a più livelli senza creare effetti collaterali o dipendenze potrebbe permettere di migliorare la qualità della vita.
Avere un cervello in salute permette di vivere una vita piena, felice e ricca di significato. Per questo dobbiamo prendercene cura. I nootropi hanno un impatto positivo sul nostro cervello e sulla nostra mente e possono contribuire a sviluppare uno stato di benessere aumentando così la qualità della vita.
*Biologa, spec. Genetica
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