Iacopo Bertini
Sin dai tempi antichi, la pappa reale e il polline, prodotti dalle api, sono stati impiegati nella medicina tradizionale, specialmente nei paesi asiatici e in Egitto. La composizione chimica della pappa reale è molto variabile, in particolare quella di zuccheri e grassi, essendo una sostanza per sua natura “intrinsecamente” eterogenea.
Sin dai tempi antichi, la pappa reale (PR) e il polline, prodotti dalle api, sono stati impiegati nella medicina tradizionale, specialmente nei paesi asiatici e in Egitto.
La pappa reale è una sostanza acidula gelatinosa, di colore bianco-giallo, secreta dalle ghiandole mandibolari e ipofaringee delle giovani api operaie della specie Apis mellifera; le api la producono con lo scopo di stimolare la crescita e lo sviluppo dell’ape regina, che non ha caratteristiche genetiche diverse dalle api operaie ma può vivere fino a 5-6 anni, contrariamente ai circa due mesi di un’ape operaia, accrescendo le sue dimensioni di centinaia di volte, partendo dallo stadio larvale, in pochissimi giorni. Tutto questo per il “solo” fatto di essere nutrita, diversamente dalle altre api operaie, esclusivamente con la pappa reale. L’assunzione da parte dell’ape regina della pappa reale, infatti, provoca modificazioni nell’espressione dei geni, favorendo per esempio lo sviluppo completo dell’ovaio e permettendo così all’ape regina di deporre circa 2500 uova al giorno. A seguito di queste osservazioni si è sempre creduto che la pappa reale potesse avere proprietà ringiovanenti e rinvigorenti anche per l’uomo.
Composizione e principi attivi
La composizione chimica della PR è molto variabile, in particolare quella di zuccheri e grassi, essendo una sostanza per sua natura “intrinsecamente” eterogenea: dipende infatti dal luogo di produzione, dal periodo stagionale in cui viene prodotta e da tutta una serie di altri fattori (tipo di piante impollinate, metodo di allevamento delle api e di lavorazione e conservazione della PR, ecc.). In linea generale, possiamo dire che la PR è un colloide acido, con un pH che varia generalmente tra 3.6 e 4.2. In media, se consideriamo il peso fresco, è caratterizzata dalla presenza di:
a) acqua (50-70%);
b) proteine (9-18% circa) a elevato valore biologico, la maggior parte delle quali fanno parte di una famiglia (9 costituenti), denominata “proteine maggiori della pappa reale”, che si ritiene rappresenti uno dei componenti principalmente responsabile delle azioni fisiologiche che la PR esercita sull’uomo;
c) carboidrati (7-18%), per la maggior parte zuccheri, prevalentemente rappresentati da glucosio e fruttosio;
d) acidi grassi liberi (3-8%, in prevalenza a 8 e 10 atomi di carbonio, di cui il più studiato è l’acido trans-10-idrossi-2-decenoico, 10-HDA, che costituisce circa il 70% di tutti i grassi contenuti nella PR), dalla struttura chimica non comune in natura, ma anche altre sostanze a base lipidica (fosfolipidi, steroidi, ecc.);
e) infine, sono state dosate vitamine del complesso B (in particolare, l’acido pantotenico) e moltissimi componenti “minori” (oligoelementi, enzimi, sostanze ad attività ormonale, nucleotidi adenilici, ecc.), presenti in piccole quantità e non tutti ancora identificati, ma probabilmente importanti per l’azione complessiva di questa sostanza.
Un aspetto molto interessante che caratterizza la PR è la sua concentrazione di minerali ed elementi traccia (presenti cioè in quantità molto piccole): a differenza del contenuto molto variabile riscontrabile nel miele e nel polline, la presenza di queste sostanze sembra sostanzialmente stabile, anche in campioni di PR che provengono da luoghi geografici e botanici molto diversi. Questo fatto mette in evidenza come, probabilmente, ci sia un “aggiustamento omeostatico” del contenuto della PR che avviene a livello delle ghiandole endocrine delle api nutrici, in maniera simile a ciò che avviene per la produzione del latte dei mammiferi e dell’uomo.
Proprietà salutistiche
Nonostante l’uso millenario della PR a fini salutistici da parte dell’uomo, bisogna dire che, al momento, sono pochi gli studi condotti sull’uomo. La maggior parte dei risultati ottenuti nei lavori scientifici, infatti, si riferisce a studi condotti su diverse colture cellulari in vitro e su alcune specie animali. Fatta questa debita premessa, vediamo quali sono le principali proprietà riconosciute alla PR.
Proprietà antibiotiche
Le proprietà antibiotiche della pappa reale sono dovute, principalmente, alla presenza di un peptide, la roialisina, attivo contro i batteri (in particolare, i Gram-positivi).
Proprietà immunologiche
Nella pappa reale è stata identificata una sostanza, la neopterina, alla quale negli ultimi anni sono state attribuite diverse proprietà immunologiche (citotossicità verso agenti virali, induzione dell’apoptosi, effetto antiossidante). La neopterina è una sostanza presente anche nell’uomo: in particolare, è stato evidenziato un aumento della sua concentrazione in pazienti con infezioni virali, aumento forse dovuto alla risposta immunitaria del paziente all’infezione.
Effetto ipoglicemizzante
Esistono diversi studi condotti su animali che sembrano dimostrare un effetto positivo della pappa reale nella regolazione della glicemia. Le poche ricerche effettuate sull’uomo sembrano confermare quest’azione, anche se i dosaggi utilizzati sono molto più elevati rispetto all’assunzione abituale che ne viene fatta.
Effetto ipolipemizzante
L’effetto benefico della pappa reale sulle concentrazioni plasmatiche dei grassi in generale, e del colesterolo in particolare, è stato dimostrato in diversi studi su animali e in alcuni, seppur non molti, studi sull’uomo. A questo proposito, recentemente, è stata pubblicata una prima metanalisi (Hadi et al., 2018), che ha preso in considerazione 6 studi clinici e ha messo in luce un effetto benefico della PR sul colesterolo totale ma non sulle sue frazioni (HDL e LDL) e sui trigliceridi; quando sono stati analizzati gli studi a lungo termine (oltre i 90 giorni di assunzione della PR), invece, è stato messo in luce anche un effetto positivo sulla frazione “buona” del colesterolo (HDL). L’effetto della PR sui livelli di colesterolo sarebbe dovuto alla capacità del complesso delle “proteine maggiori della pappa reale” di inibire l’assorbimento del colesterolo a livello intestinale, così come, probabilmente, anche quella di impedirne il riassorbimento con gli acidi biliari.
Possibile attività anticancerogena
In alcuni modelli animali, e in studi in vitro su cellule umane è stata evidenziata una possibile inibizione della crescita tumorale, ma le ricerche, in questo campo, non sono ancora sufficienti per poter dare risposte certe, soprattutto sulle eventuali modalità di utilizzo della PR nei diversi tipi di tumore.
Controindicazioni ed effetti indesiderati
Sono state segnalate in letteratura, seppur raramente, reazioni avverse (eczema, broncospasmo, orticaria) dopo assunzione di PR, tipiche degli stati allergici.
Dosaggio
La quantità abitualmente assunta corrisponde a circa 300-500 mg al giorno…