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Probiotici come supporto al sistema immunitario. Nuove strategie per combattere il raffreddore

Autori:
girl (educadormarcossv)

*Marta Lo Re, * Alice Galeazzi, *Diletta Squarzanti, **,***Lisa Lungaro, **,****,*****Giacomo Caio, * Patrizia Malfa Un trial clinico randomizzato rivela come una specifica formulazione probiotica multiceppo possa supportare la risposta immunitaria e contribuire alla riduzione dei sintomi e dell’incidenza del raffreddore comune, offrendo nuove prospettive per l’utilizzo mirato dei probiotici nella salute respiratoria. Il raffreddore comuneLe malattie da raffreddamento generalmente indicano un gruppo di patologie a carico dell’apparato respiratorio tipiche della stagione fredda. Si manifestano con infiammazioni ed infezioni respiratorie, generalmente d’origine virale, e sono caratterizzate da un’elevata contagiosità: si trasmettono principalmente in ambienti chiusi e affollati attraverso la saliva e le secrezioni. Tra queste, il “raffreddore comune” rappresenta una delle patologie infettive più diffuse a livello globale ed è definito come un’infezione lieve delle alte vie respiratorie che si risolve spontaneamente. Colpisce persone di tutte le età, ma è particolarmente rilevante nei bambini, negli anziani e negli individui immunocompromessi, per i quali il rischio di sviluppo di complicanze respiratorie è maggiore (Marella, 2024). Si riporta che i bambini prendano il raffreddore 7–10 volte l’anno, mentre gli adulti 2–5 volte l’anno, con implicazioni significative per la qualità della vita e la salute pubblica (Hiroka, 2025).  I virus responsabili del raffreddore sono più di 200 e possono dare origine a manifestazioni piuttosto eterogenee. Ad esempio, i rinovirus rappresentano circa il 30–35% dei casi negli adulti, con più di 100 sierotipi identificati, mentre i coronavirus, adenovirus ed enterovirus contribuiscono agli episodi stagionali di diversa incidenza e gravità. Alcuni agenti virali, come il virus respiratorio sinciziale (RSV) e il virus parainfluenzale, possono provocare infezioni più gravi delle vie respiratorie inferiori determinando bronchiti, polmoniti o riacutizzazioni di malattie croniche respiratorie (Kesson, 2007). Dal punto di vista clinico, i sintomi compaiono tipicamente 24–72 ore dall’esposizione e includono congestione nasale, rinorrea, mal di gola, starnuti, tosse e, in alcuni casi, febbre lieve e mal di testa che permangono in media per 7-10 giorni (Kobatake, 2022). Tali manifestazioni non dipendono solo dal tipo di virus coinvolto, ma anche da fattori come l’età e le condizioni di salute della persona, rendendo il decorso variabile da individuo a individuo.  […]

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