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Tribulus terrestris 

Autori:
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Cristina Delunas

Ordine: Zygophyllales

Famiglia: Zygophyllaceae

Etimologia: Il nome del genere viene dal greco tribolos che nell’antichità era il ferro con punte che veniva gettato a terra per ostacolare il passaggio della cavalleria nemica. È riferito al frutto dotato di spine robuste e vistose. Terrestris è riferito alla terra, indica che cresce sulla terra. È un epiteto molto usato in botanica per indicare specie che strisciano sul terreno.

Nome comune: Tribolo comune

Descrizione Botanica: pianta erbacea, annuale. Fusti striscianti sul terreno, ruvidi, pubescenti per la presenta di evidenti peli biancastri.

Foglie: di colore verde scuro, paripennate con rachide di 2-4 cm e 8-14 segmenti opposti di 2-3 x 6-8 mm.

Fiori: singoli su peduncoli corti all’ascella delle foglie, calice di 3 mm, corolla composta da 5 petali gialli di 4 mm. Diametro del fiore di 1,5-2 cm.

Frutto: schizocarpo secco e asteriforme, composto da 5 mericarpi che si separano alla maturazione, di 8-10 mm, rugosi, più o meno carenati, tubercolati, con 2-4 spine rigide. Semi di 1,8-2 x 1-1,3 mm ottusi, lisci, biancastri.

Habitat: specie diffusa in tutto il mondo da 0 a 800 m sul livello del mare. Predilige incolti sabbiosi e aridi, bordi di strade, marciapiedi, terreni calpestati.

Fioritura: da maggio a ottobre

Proprietà: nella tradizione popolare e nell’antichità era conosciuto per le presunte proprietà afrodisiache. Il decotto delle parti aeree era utilizzato come astringente, diuretico e afrodisiaco. Nella medicina popolare indiana trova impiego per aumentare la fertilità. Nella medicina popolare cinese è utilizzato per la protezione di fegato e reni e nella cura delle disfunzioni dell’apparato urinario.

Curiosità: costituisce un problema negli sfalci urbani. Il Tribulus terrestris va infatti sradicato e non tagliato come le normali erbe infestanti. Il rischio è di sparpagliare i frutti dotati di spine acuminate che bucano le camere d’aria delle biciclette e infliggono dolorose ferite ai cani.