Cristina Delunas
Ordine: Apiales
Famiglia: Apiaceae
Etimologia: il nome del genere deriva dal greco daucos col significato di riscaldare per le sue supposte proprietà riscaldanti o riferito al colore rosso della radice che suggerisce qualcosa di bruciato. L’epiteto carota deriva dal greco karotón e dal tardo latino carōta con lo stesso significato di oggi che indica quel particolare ortaggio.
Nome comune: Carota selvatica, Carota dei campi.
Descrizione Botanica: pianta erbacea biennale molto variabile, esistono infatti 9 sottospecie. Fusto eretto e robusto semplice o ramoso nella porzione inferiore, sempre coperto da peli ispidi e terminante nella tipica ombrella. È una specie dal leggero aroma che si sprigiona se strofinata. Caratteristico apparato radicale a fittone dalla cui selezione nei secoli si è ottenuta la carota coltivata o Daucus carota L. var. sativus DC.
Foglie: molto variabili, le basali di 6-12 cm di lunghezza e 2-4 cm di larghezza, bi e tripennatosette con segmenti lanceolati. Le foglie cauline sono bipennatosette di 3-5 x 1,2 cm.

Fiori: di colore bianco o reseo, sono riuniti in grandi ombrelle composte da 20-40 raggi, con diametro che varia da 5-15 cm fino a 30 cm. Ogni fiore misura pochi mm, con corolla composta da 5 petali, i più esterni hanno dimensione maggiore. Il fiore centrale di ogni ombrella è in genere sterile o unisessule, con molti petali la cui funzione è quella vessillare, il colore varia da roseo o più spesso porporino scuro o bruno. Dopo l’impollinazione l’ombrella si chiude con la caratteristica forma a “nido d’uccello”.
Frutto: achenio ovoidale di 2-3 o anche 4 mm, provvisto di aculei lunghi quanto l’achenio e uncinati con la funzione di impigliarsi al pelo degli animali ed essere facilmente dispersi favorendo così la propagazione.
Habitat: da 0 a 1500 m s.l.m., è diventata una specie cosmopolita comunissima ovunque. Indifferente al substrato e all’esposizione cresce negli incolti, nei prati, nei bordi delle strade e in generale nelle vicinanze delle attività e degli insediamenti umani.
Fioritura: da aprile a ottobre.
Proprietà: contiene betacarotene, vitamine A, B, C, E, sali minerali e ferro. Rientra nella composizione di vitaminizzanti, abbronzanti ed emollienti. Nella medicina popolare era utilizzata come rimedio per il morbillo, per l’apparato urinario e per regolare il sistema ormonale femminile.
Curiosità: a partire dal XVI, attraverso la selezione operata sul fittone, si è ottenuto il comune ortaggio che tutti conoscono come carota. I fusti venivano utilizzati in passato per legare i covoni di grano.