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Editoriale Natural 1 – gennaio-febbraio 2014

Autori:

Erika Agostinelli

L’incertezza
Vi è mai capitato di leggere un romanzo o di vedere un film che non avesse un finale preciso? A me sì. È come se mi avessero lasciato degli indizi, come briciole di pane, ma alla fine mi ritrovo completamente sola, abbandonata a tradimento in mezzo a un bosco fitto di alberi, senza sentieri. Semplicemente le tracce si perdono. Speravo che l’autore mi conducesse nella direzione giusta, sotto il velo di Maya. E invece al posto di scortarmi si fa da parte e lancia la sfida: ora tocca a me immaginare la fine. L’unico problema è che qualsiasi conclusione mi venga in mente, in fondo, so che non è quella giusta. Dopo essere stata coinvolta in una storia, essermi affezionata ai personaggi, aver pensato insieme a loro, aver vissuto anche solo per poco la loro vita, i loro sentimenti, non è forse compito dell’autore raccontarmi l’epilogo? Certe volte è così frustrante che maliziosamente penso che lo scrittore stesso non sapesse come concludere il libro e preferisse scegliere di non rivelare e lasciare tutto alla libera interpretazione al fine di evitare lo scomodo finale.
Altre volte invece capita di trovare dei libri che vorresti non finissero mai o per lo meno dove il finale aperto, dopotutto, non è spiacevole. Perché in fondo preferiamo non sapere tutta la verità. Preferiamo che tutto rimanga avvolto nel mistero. Forse perché malgrado tutto gli enigmi ci piacciono. Arrivare alla soluzione è soddisfacente ma è più avvincente il processo con cui ci si arriva, quel prezioso momento di smarrimento iniziale. Senza quell’attimo non c’è poi tanto gusto a risolvere l’enigma.
Ma d’altro canto siamo inondati perennemente da dubbi di ogni genere. Come non annegare nell’incertezza? Nessuno lo sa di preciso. Certe persone trovano risposte nella filosofia o nella religione, altre persone non le cercano, e altre non trovandole decidono di rimanerne senza. E’ incredibile come siamo in grado di convivere con l’incertezza e rimanerne allo stesso tempo disturbati e affascinati. Però è bellissimo vedere come ci buttiamo a capofitto nel mistero nonostante ci sia il rischio di non trovare risposte. Siamo costantemente curiosi. Non anneghiamo nell’incertezza; ci nuotiamo dentro. Abbiamo sempre voluto raggiungere quelle luci nel cielo, abbiamo sempre voluto toccare il fuoco e dobbiamo per forza provare per scoprire sulla nostra pelle che in realtà brucia. Voler sapere forse è più allettante del Sapere. Non smettiamo mai di porci domande. E anche se non troviamo le risposte, alla fine che importa? È vitale non smettere di porle.
Però ci sono delle domande a cui possiamo concretamente replicare; domande che ci coinvolgono in prima persona e la nostra volontà può attivamente plasmare la risposta. Che tipo di futuro immagino per me? Chi voglio diventare? Quali qualità mi piacerebbe coltivare? Cosa vorrei realizzare? Questa porzione di realtà ci appartiene. In questo caso siamo proprio noi gli autori del nostro libro e possiamo fare ciò che vogliamo.
Natural1 2014
E così iniziamo il nuovo anno 2014 con tanto entusiasmo e buoni propositi che ci spingono a credere in uno sviluppo positivo del nostro settore. Natural 1 da questo anno si arricchisce di una nuova rubrica dedicata alla micoterapia. Come ribadito negli articoli pubblicati lo scorso anno, l’interesse per il settore della micoterapia è in aumento. Ogni mese Natural 1 vi offrirà una monografia di diversi funghi approfondendo gli utilizzi a scopo curativo, i meccanismi d’azione, i costituenti attivi, le possibili reazioni avverse, le interazioni erbe-farmaci e gli abstract della letteratura. Nel fascicolo di Dicembre 2013 ricordiamo la monografia sul Ganoderma lucidum conosciuto come Reishi. In questo fascicolo verrà presentato l’Agaricus Blazer Murril.
Il focus di questo mese (il primo di una serie di fascicoli tematici che verranno presentati durante il corso dell’anno) è dedicato alla stomaco e all’intestino. Affronteremo il tema da prospettive differenti: partiremo da un inquadramento fisiologico dei processi digestivi e passeremo agli approcci della fitoterapia e della medicina tradizionale. Come di consueto, cercheremo di offrire più “viste” eterogenee tra di loro per poter approfondire al meglio il funzionamento di tali organi, le patologie che ne derivano e i principali rimedi che offre le medicina complementare.
Buona lettura!

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