Agostinelli Bruno
Chi ha figli avrà notato come nella loro adolescenza, soprattutto quando sono ancora piccoli intorno ai cinque anni, essi cerchino di atteggiarsi a grandi indossando il cappello della mamma, le scarpe del papà, ridendo quando ridono i grandi, insomma assumendo lo stesso atteggiamento dei genitori o di coloro che sono il loro modello. È ciò che possiamo definire emulazione. E questo accade anche quando da piccolini guardavamo insieme lo stesso programma alla televisione… se noi ridevamo, i bimbi ridevano anch’essi, per dividere con noi le stesse sensazioni, per emularci, per farci piacere, per diversi motivi legati alla sfera psicologica. A questo proposito torna alla mente anche un fatto avvenuto a Bologna non molti mesi fa, in cui in una cineteca per diversi giorni era stato proiettato un film intitolato “the tree of life” montando le “pizze” cioè le bobine al contrario. Praticamente lo spettatore vedeva dapprima il secondo tempo e poi il primo, e sembra che nessuno se ne fosse accorto. La gente usciva dal cinema commentando il film ognuno dando il proprio giudizio senza rendersi conto che erano stati in buona fede “beffati” da sé stessi, vittime del proprio conformismo e della propria debolezza. Non ho visto questo film e quindi non posso esprimere dei giudizi… ma bisogna ammettere che è sconcertante… anche se qualcuno si difende dicendo che il valore del film rimaneva immutato pur vedendolo in simili condizioni. Ci sono quindi degli spettacoli che possono avere successo indipendentemente dal loro “montaggio”; è essenziale capire da chi viene il messaggio e a chi è diretto… e da quello che vuole vedere lo spettatore. Anche Cattalan, di cui personalmente apprezzo maggiormente le doti di uomo di marketing più che quelle di artista, ha diviso il mondo culturale in due quando ha impiccato i suoi bambini “finti” agli alberi di piazza XXIV maggio o ha fatto installare quel dito medio in piazza della Borsa a Milano. Chi è più conformista? I sostenitori di Cattalan o i suoi oppositori? E chi decide chi è Cattalan? I critici o noi stessi?
Ma cosa è l’arte? Anche una certa pubblicità può essere arte? Il fatto stesso di racchiudere in un concetto o in un tempo brevissimo, una linea, due parole, una fotografia, il lavoro di un team creativo, un oggetto costruito dall’uomo o dalla macchina, può far sì che si possa parlare di arte. Non basta rinfacciare alla pubblicità il suo carattere commerciale per allontanarla da ciò che viene considerato arte; uno slogan, un’immagine, una parola, nel “giusto” contesto, può fare la differenza. E siamo solo noi a deciderlo, non solo i critici specializzati. Ci possono essere dei contatti sia tra pubblicità e immagine che tra letteratura e pubblicità. I concetti si possono integrare e la sottile linea (imposta da chi se non dalle convenzioni pseudo intellettuali?) che divideva la pubblicità dall’arte è andata sfumando fino a sparire.
Molte volte anche nel mondo commerciale, più aderente alla realtà di un mercato rivolto al consumo, diventa più importante la presentazione del contenuto; o meglio un ottimo prodotto può diventare “eccellente” agli occhi del fruitore, se presentato nel modo “corretto” a un pubblico scelto, che è in attesa proprio di quello che poi vedrà. L’attesa è spettacolo anch’essa. Avete osservato le espressioni dei visi del pubblico a una presentazione di quel genio che è stato Steve Jobs, creatore di Apple?
Anche le fiere non rifuggono da questa considerazione. A Parigi, Natexpo, qualche giorno fa, ha presentato i suoi espositori nel modo corretto, nel modo in cui gli espositori stessi speravano di essere presentati ed è stata premiata dall’afflusso di operatori che cercavano il “loro” punto d’incontro. Ci si è accorti subito dell’armonia e dell’interesse che si andavano creando e stabilendo all’interno della manifestazione.
Credo che Natural 1 nel 2011 abbia raggiunto notevoli traguardi, supportando argomenti di grande interesse scientifico. Il numero 100 è stato davvero speciale con il Focus sull’infanzia, significando simbolicamente un nuovo inizio.
Anche per Natural 1 è giunto il momento di presentare un prodotto importante, che molti attendevano… una vera arca di informazioni. Un ottimo prodotto in un contenitore eccellente. Grazie ad una nuova veste grafica, più intuitiva, più accattivante e più pratica, a metà novembre, sarà on line il nuovo sito www.natural1.it, che arricchirà e completerà l’offerta di chi volesse approfondire i temi trattati nella rivista e non solo.
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