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Editoriale dicembre 2011

firma

Agostinelli Bruno

Conoscenza, ricerca, innovazione, carenza di leadership e idee.
Se il sistema in cui si fa ricerca non tiene conto della meritocrazia, è risaputo che, generalmente, a meno di casi rari sorretti da fedi religiose, politiche o settarie, si livella verso il basso. E’ ciò che accade in Italia e in altre nazioni in cui il libero mercato e i suoi stimoli non sono molto sostenuti politicamente, principalmente per questioni di comodo e di interesse più che per questioni di credo.
La conoscenza è alla base della ricerca. In una società che si possa definire “civile” uno dei pilastri è l’istruzione e non deve essere considerata come “costo” bensì come investimento, sulla strada della conoscenza. Ma la sete di conoscenza deve essere stimolata dal desiderio; il desiderio di una vita migliore, di approfondire la propria cultura, il desiderio di stare meglio, di comprarsi una casa, di viaggiare, di fotografare, di dipingere e di tutte le altre belle cose che ci fanno sentire meglio. Ma se viene a mancare questo desiderio, tutto si appiattisce, allora le cose diventano tristi, senza futuro, senza colore.
La situazione in cui siamo oggi sia a livello politico che economico non spinge certo all’ottimismo. I nostri figli, i piccoli che ci sono vicino, coloro che ci accompagnano e vivono la nostra vita, ci guardano disorientati, aspettando anche da noi delle risposte; si accorgono che qualcosa è sfuggito dai progetti comuni, si rendono conto che anche le istituzioni più “credibili” si stanno muovendo senza convinzione, alla ricerca di un assetto ormai perso da tempo. I previsti vantaggi della mescolanza delle etnie sono lungi dall’essere evidenti; anzi si nota un certo declassamento, diffuso in proporzione su tutte le fasce sociali, che abbassa inevitabilmente il livello di educazione raggiunto con tanta fatica dopo tanti anni di sforzi e di stimoli da parte delle nostre famiglie e istituzioni. E l’educazione non è fine a se stessa ma è la parte di un nucleo ben più ampio che comprende la cultura in toto, che diventa humus, substrato per l’innovazione, a sua volta l’anima, l’essenza della ricerca. Ma Natural 1 non è certo il sito più adatto per approfondire questi concetti etico-sociali.
Scusate le divagazioni.
La ricerca dell’innovazione, che nasce comunque dal miglioramento della nostra conoscenza e si è sempre mossa su tutta la linea della nostra esistenza, purtroppo oggi sta lasciando delle tracce difficili da seguire. E questo perché? Perché la nostra conoscenza di base è sempre meno stimolata o quantomeno valorizzata dalla globalizzazione e dalla tecnologia digitale. E’ tutto, forse troppo, alla portata di un clic. Non basta studiare con superficialità nuovi strumenti statistici, nuove tecnologie, bisogna saperle sfruttare, bisogna che gli uomini siano coscienti di quello che stanno facendo e dove stanno andando e così le aziende, le strutture dove operiamo tutti i giorni e dove impegnamo parte della nostre energie, della nostra vita.
Noi stessi, i dirigenti, i nostri collaboratori, i proprietari della ditta nella quale lavoriamo, dobbiamo essere sempre più capaci di prendere coscienza delle situazioni lavorative, dei relativi obiettivi, delle “mission” (come le chiamano gli anglosassoni), dobbiamo essere in grado di analizzare tutte le sfumature del nostro lavoro, ma soprattutto dobbiamo tornare ad avere il coraggio di rischiare, anche se talvolta purtroppo scopriamo che non ne vale la pena, date le difficoltà a cui andiamo incontro. Questo è uno dei problemi che affligge oggi la nostra società: la demotivazione da parte dell’imprenditore per le difficoltà incontrate, che spesso sono superiori ai benefici che raccoglie. Le organizzazioni di carattere tradizionale non tengono più e gli abitanti di queste piccole comunità commerciali che sono le nostre aziende, vivono senza riuscire più a programmare come un tempo. I tempi sono serrati. Per vincere le difficoltà, se si desidera progredire, bisogna innanzitutto essere ben motivati. Ci vuole la passione verso il proprio lavoro, verso l’impresa nella quale si vive, nutrire fiducia verso sé stessi e i nostri collaboratori. Al di fuori di questo, quando va bene, ci aspetta solo il galleggiamento. Un buon imprenditore oggi deve dare il buon esempio, senza il quale poco può essere fatto. Questo manca anche a livello politico. Un tempo i generali di Roma si lanciavano in battaglia con i loro soldati, non rimanevano nelle retrovie; così si vincevano le guerre. Solo così si possono chiedere sacrifici ai propri collaboratori!
Bisogna anche saper riconoscere i propri limiti; un ottimo meccanico non necessariamente deve essere un bravo pilota. Non si vince con la sola tecnica. Anche chi si è affidato solo al marketing ha scoperto sulla propria pelle che con certi prodotti estremamente innovativi il marketing non riesce ad interferire positivamente, per mancanza di precedenti.
Bisogna saper rischiare. E’ chiaro che abbiamo bisogno di collaborazione anche da parte delle Istituzioni che debbono fare il loro lavoro aiutando coloro che meritano di essere aiutati. Per vincere una corsa, una regata, bisogna conoscere bene la propria barca, i propri marinai, ma soprattutto conoscere il vento, il mare, avere un buon istinto; un buon marinaio non è necessariamente un ottimo skipper. In navigazione non basta saper alzare le vele.
E questo va al di là della regata, i concetti scendono in mezzo a noi, nella nostra azienda, coinvolgono
anche la politica. Chi non coglie delle metafore di attualità in queste immagini? Metafore che ognuno interpreterà a suo modo, ma che comunque fanno riflettere sul valore della nostra vita lavorativa, nel nostro insieme di società civile.
Infine, proprio per ribadire il concetto ricerca=innovazione, su questo fascicolo di dicembre di Natural 1 ci sono due grosse novità. Innanzitutto ci siamo addentrati nel campo della ricerca nel mondo delle materie prime legate ai settori del nostro mondo “naturale”. Le biotecnologie verdi, lo sviluppo delle colture di tessuti vegetali, una tecnica innovativa che non contempla interventi di ingegneria genetica. Ricerca di qualità e sicurezza quindi, nel rispetto dell’ambiente.
Poi, la liofilizzazione, tecnica che permette di ottenere, attraverso l’essicazione, l’allontanamento per sublimazione dell’acqua, conservando nella pianta un elevato tenore di principi attivi.
La seconda grossa novità, oltre ad essere tale, è una innovazione per la nostra casa editrice. Natural 1 ha il piacere di presentare il suo sito che è stato completamente rinnovato, sia esteticamente, che nella sostanza. Rimane la peculiarità dell'”arca” (ci piace chiamarla così)…un contenitore tecnico-scientifico che si rivolge agli addetti ai lavori, agli operatori, e rappresenta un importante strumento di consultazione. Con le sue sezioni ben riconoscibili, le sue icone, i suoi contenuti di migliaia di articoli e fotografie, www.natural1.it si fa navigare bene e raccoglie adesioni e commenti positivi anche dai social network.
Buon Natale, buona lettura e buona navigazione!
E soprattutto tanti auguri di un radioso 2012!