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Editoriale luglio-agosto 2011

firma

Bruno Agostinelli

Con l’approssimarsi delle vacanze estive, molti di noi avranno tempo per riflettere sulla proprie scelte lavorative. Oggi è più che mai importante saper tirare le somme e soprattutto saper scegliere la propria strada. Questo vale anche per la vita delle aziende. Un po’ di sana autocritica non ha mai fatto male a nessuno, soprattutto quando è costruttiva. E non è detto che la strada seguita fino a questo momento sia ancora quella giusta. Alcuni insistono nel perseguire un obiettivo camminando in una direzione, senza neppur soffermarsi sul fatto che spesso, i segnali stessi che il nostro ambiente ci invia, indichino piuttosto palesemente che necessiterebbe un cambiamento. Dobbiamo saper leggere questi segnali, altrimenti questo atteggiamento di chiusura, queste inconsce convinzioni, questa specie di ostinazione, che spesso viene scambiata per coerenza (termine che d’istinto viene considerato positivamente), non premia né noi né l’azienda e può portare a risultati negativi, all’insuccesso.
Durante le nostre riflessioni è necessario rimanere concentrati sull’obiettivo; non dobbiamo permettere che dei fatti ininfluenti possano confonderci, in quanto se così fosse, perderemmo la visone d’insieme. Un esame superficiale della situazione
potrebbe essere la causa di gravi equivoci che potrebbero riflettere sulle nostre decisioni.
Oggi una delle capacità che dovrebbe possedere un imprenditore, è la capacità di cambiare la propria strategia. l’AD di Nokia, Mr. Elop, intervistato dice: “l’industria in cui ci muoviamo è cambiata e noi dobbiamo cambiare alla svelta…” Il concetto di base è “riprogettare la propria strategia aziendale”.
La variazione dell’atteggiamento nei confronti di un evento o di un problema, si definisce come “flessibilità cognitiva” ( il contrario di “rigidità cognitiva”, purtroppo oggi ancora così diffusa); in altre parole è la tecnica che permette di adattare il nostro atteggiamento nei confronti delle cose adeguandoci alle condizioni dell’ambiente in cui lavoriamo.
Un esempio di capacità e di abilità di adeguamento che fa scuola, potrebbe essere la Toyota, che progettando il suo modello PRIUS, ha dimostrato come un’azienda automobilistica può trarre profitto con nuove idee, producendo veicoli sì ma, a basso tasso di inquinamento. Un altro esempio di fantasia e di “disinvoltura” (mi si perdoni il termine che non vuole essere negativo) potrebbe essere la BP (British Petroleum) che notoriamente è sempre stata una azienda operante nel settore dei combustibili (del petrolio in particolare) , mentre ora ha aperto una divisone che è diventata leader nell’industria dei pannelli solari. Insegna la IBM: “bisogna saper cambiare tutto tranne i propri valori”. Sottolinea il concetto di “cambiamento strategia” la Basf con “Wissensfabrik” (fabbrica del sapere), la sua fondazione che si basa sulla ricerca e la beneficenza nel settore scolastico.
Attraverso il web, mi è giunta questa intelligente piccola parabola, ad alto potere illuminante. Una specie di flash per le vacanze che semplifica il concetto sopra esposto. Eccola!
“Un cieco, seduto su un marciapiede in una strada di una grande città, chiedeva la carità con un cappello ai suoi piedi e un pezzo di cartone recante la scritta:
«Sono cieco, aiutatemi per favore»
Un pubblicitario che passava di lì notò che il cappello era vuoto e spinto dalla compassione, vi pose qualche moneta e poi, dato che il cieco non lo poteva vedere, prese il cartone, vi scrisse sopra un’altra frase girandolo.
Qualche ora dopo, tornando a casa, il pubblicitario ripassò e notò che il
cappello era pieno di monete.
Il cieco riconobbe il passo dell’uomo e gli domandò cosa avesse fatto durante la sosta vicino a lui dato che da quel momento la gente si fermava e lasciava cadere sempre più spesso monete nel cappello .
Il pubblicitario rispose: “Nulla che non sia vero, ho solamente riscritto la tua frase sul cartone in un altro modo”. Sorrise e se ne andò.
Sul suo pezzo di cartone vi era scritto: «Oggi è primavera e io non posso vederla».”
Morale:
Impara a cambiare la tua strategia quando è il momento giusto e vedrai che tutto andrà meglio.
Il messaggio è stato recepito molto bene e preso alla lettera anche da alcuni colossi del mondo alimentare che stanno entrando con pubblicità mirate e molto esplicite nel “mondo della salute”, rivelando davvero una inaspettata vocazione, simil- farmaceutica. A questo proposito è in atto una grande discussione nel nostro settore.
Assisteremo ad una risposta di sconfinamento anche da parte dell’industria farmaceutica nell’alimentare tradizionale o limitrofo?
In attesa, vogliate gradire i migliori auguri per le vostre vacanze.
Buon riposo e buona ricarica!