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Editoriale – giugno 2021

Autori:

Marco Angarano

Dalla pandemia ne usciremo migliori, affermazione letta e sentita più volte. Dopo un anno e mezzo la pandemia ancora non è finita – la speranza, in generale, è che la più vasta sperimentazione clinica mondiale mai realizzata possa farci tornare a una vita “normale” – ma in fondo, in questo periodo, la “normalità” delle guerre, dei femminicidi, della disoccupazione e dei morti sul lavoro, l’inquinamento e i suoi riflessi sul clima globale, oltre a tante altre simpatiche faccende, non è che poi sia così tanto migliorata, tutt’altro.
Greenpeace, organizzazione non governativa ambientalista e pacifista, ha presentato recentemente i risultati del primo anno di studi del progetto “Mare Caldo”, con il quale una rete di Aree Marine Protette insieme a Greenpeace ha monitorato gli impatti dei cambiamenti climatici. Le osservazioni satellitari delle aree esaminate (Isola d’Elba, Portofino, Plemmirio in Sicilia) hanno rilevato un aumento costante e significativo delle temperature superficiali del mare; inoltre, tramite sensori posti fino a 40 metri di profondità, è stato verificato che il calore si trasferisce lungo tutta la colonna d’acqua. E questo aumento delle temperature ha conseguenze importanti, con fenomeni di mortalità sulle colonie vegetali e animali. Inoltre, aumenta il rischio per la biodiversità locale, in quanto specie animali e vegetali che vivono in climi più caldi si stanno insediando sempre più frequentemente alle nostre latitudini.
Per gli animali, visto il ritmo con cui sta mutando il clima del nostro pianeta, l’unica possibilità di adattamento è la migrazione verso luoghi migliori: la velocità del riscaldamento globale è infatti maggiore rispetto a quella dell’evoluzione animale.
Sono perciò fortunati tutti gli animali che vivono serenamente nelle nostre case: secondo l’ultimo rapporto dell’Eurispes, presentato qualche giorno fa, in Italia 4 persone su 10 accolgono un animale nella propria abitazione. Gli animali domestici rappresentano per molti un affetto importante, una compagnia quotidiana e, in molti casi, proprio in questo periodo sono stati l’opportunità per uscire di casa a fare una passeggiata. Nell’indagine dell’Eurispes viene riconosciuta la funzione “terapeutica” degli animali domestici, e quasi la metà di chi ne condivide la sua vita afferma che sono stati di grande aiuto per sentire meno la solitudine.
Per mantenere il benessere dei nostri amici animali, la medicina veterinaria rivolge sempre più attenzione ai prodotti naturali, esplorando per esempio le possibilità offerte dalla ricerca scientifica su composti dall’attività antinfiammatoria e antibatterica, come anche guardando alla medicina tradizionale e alla possibilità di sfruttare la similitudine di attività biologiche tra piante appartenenti a continenti diversi.
Buona lettura.

 

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