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Editoriale – luglio-agosto 2020

Autori:

Marco Angarano

Ritorno alla terra. Non è l’effetto del coronavirus, ma una tendenza che si è affermata negli ultimi anni. Secondo Coldiretti sono oltre 56.000 i giovani sotto i 35 anni alla guida di imprese agricole, con una crescita, appunto, del 12% negli ultimi cinque anni. Una tendenza confermata anche dall’interesse che riscuote la Banca delle Terre Agricole dell’ISMEA (Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare): un inventario dei terreni agricoli che si rendono disponibili anche a seguito di abbandono dell’attività produttiva e di prepensionamenti, il quale raccoglie le informazioni delle loro caratteristiche e delle modalità e condizioni di cessione e di acquisto degli stessi. L’ultimo bando, chiuso nei giorni scorsi e relativo a 386 terreni messi all’asta dall’ISMEA, ha raccolto 1709 manifestazioni di interesse. Un’opportunità sicuramente attrattiva (certo, qualità e vocazione dei terreni sono comunque tutte da valutare) per un aspirante imprenditore agricolo con meno di 40 anni, dato che c’è la possibilità di dilazionare i pagamenti anche fino a 30 anni, oltre a quella di ricevere finanziamenti europei per i progetti imprenditoriali. Davvero un’occasione allettante, vero? Peccato che a fine gennaio Coldiretti ha disegnato un quadro un po’ triste: su circa 39.000 progetti imprenditoriali presentati il 55% è stato respinto a causa degli errori della programmazione delle amministrazioni regionali. Anche nel settore agricolo la complessità delle procedure amministrative è un (o il?) grosso problema. Alla faccia di tante parole che si spendono su semplificazione e digitalizzazione. Manteniamo comunque una visione prospettica positiva.
Attrazione per la terra e per le piante officinali. Sul social network più noto (che pare sia ormai abbandonato dai più giovani, migrati su altre piattaforme) la pagina della FIPPO (Federazione Italiana Produttori Piante Officinali) raccoglie numerose domande da parte di chi si vuole approcciare alla coltivazione di officinali, una tentazione per agricoltori, nuovi imprenditori ma anche speculatori. Ne parlo con Andrea Primavera, agronomo e presidente FIPPO, secondo cui in generale aldilà, spesso, della mancanza di preparazione, c’è un grosso problema di aspettative e di false idee sui costi/benefici: in tanti vorrebbero un’impresa redditizia in ‘conto terzi’, ma avere il capitale, il terreno in questo caso, non equivale ad avere automaticamente la rendita. “Sono necessari lavoro, investimenti e competenze” conclude.
Tanti giovani possiedono buone basi (come di consueto su questo numero estivo ci sono tutte le informazioni sui corsi di laurea del settore erboristico); poi le competenze specifiche si acquisiscono in campo, nel vero senso della parola, o con corsi dedicati; la nuova normativa sulla coltivazione delle officinali offre chiarimenti e ha l’obiettivo di incentivare la crescita del settore; ci sono le aste di terreni e i possibili finanziamenti (auspicando la semplificazione). Braccia ‘donate’ all’agricoltura: penso sia questione di volontà, di informarsi, di saper cogliere le opportunità e, sicuramente di quel pizzico di fortuna che è sempre necessario. Torneremo sull’argomento.
Buona estate.

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