Bruno Agostinelli
editoriale dicembre 2012
Fine anno, epoca di consuntivi, momento di bilanci e di raccolta dati. Ma se i dati che raccogliamo non sono esatti? Se i dati che raccogliamo vengono elaborati con diversi sistemi? Oppure, peggio ancora, se i dati che raccogliamo sono diversi e vengono elaborati da differenti strutture…con scopi che divergono?
E’ l’interpretazione che diventa della massima importanza. In qualsiasi elaborazione dati, la strategia della interpretazione è basilare. Pertanto dobbiamo stare attenti a non confondere i dati raccolti con la loro oggettività. Praticamente, l’impiego di mezzi sempre più potenti ci permette oggi di poter mettere a punto statistiche sempre più elaborate e sofisticate, con le quali possiamo praticamente dimostrare quello che desideriamo, a discapito della realtà dei dati e della loro congruità. E’ quello che accade spesso a livello politico e amministrativo sia a livello regionale che nazionale. Ciò può accadere per malizia dello statistico, attraverso la manipolazione dei dati, oppure dalla forte determinazione del ricercatore o del committente, che intende “piegare” i dati raccolti a suo piacimento, senza necessariamente essere in cattiva fede.
D’altra parte Jorge Luis Borges scrive in “altre inquisizioni” che ” forse la storia dell’universo è proprio la storia delle diverse interpretazioni di alcuni fatti e metafore” e Albert Einstein, con la sua mente brillante, ironizza sui concetti di “teoria” e di “pratica” con queste parole: “la teoria è quando si conosce tutto ma niente funziona; la pratica è quando tutto funziona e nessuno sa il perché. Se mettiamo insieme la teoria alla pratica, talvolta capita che non c’è nulla che funziona…e nessuno sa il perché”.
E’ quello che accade spesso ai giorni nostri, sia a livello politico che a livello sociale, ma qui entriamo in un altro ambito: l’incompetenza.
A proposito di interpretazioni e di metafore, due parole sul famoso (si insegnava nelle scuole negli anni cinquanta/sessanta, poi se ne è parlato sempre meno) monologo di Menenio Agrippa. Secondo Tito Livio, Menenio Agrippa, convinse i plebei in sciopero a riprendere il lavoro raccontando loro una metafora.
In questa favola, il corpo umano era la società e le mani erano in sciopero perché stanche di lavorare per uno stomaco apparentemente ozioso, inattivo, fannullone; dopo i primi giorni di sciopero si resero conto che erano loro stesse ad essere indebolite dall’astensione dal lavoro. In pratica l’intero organismo, non nutrito, ne soffriva ed era portato alla morte. Sembra tutto molto semplice e molto lineare e corretto, ma invece, se analizziamo bene il racconto, ci rendiamo conto che esso, seppur d’effetto, diventa poco credibile. Infatti più che una metafora organo=plebei nei confronti del corpo= società, il monologo diventa una metafora sociale nei confronti dell’organismo. Gli organi del corpo non possono entrare in collisione col corpo stesso, per i loro interessi particolari, in quanto parti di un tutt’uno. Nel caso dei plebei invece, si potrebbe razionalmente intervenire attraverso la capacità di scelta e di resistenza nei confronti dei patrizi.
I dati non parlano da soli (anche se a noi piacerebbe che lo facessero); devono essere elaborati; i numeri, gli elementi conoscitivi, non ci daranno mai la certezza di una risposta vera, reale, pura, definitiva. D’altra parte, gli stessi criteri logici di elaborazione sono frutto dei programmi che gli statistici hanno immesso nei computer, quindi soggettivi. Attenzione allora, maneggiare con cura! In certi ambienti, sembra che la matematica stia diventando un’opinione.
Non è un’opinione, anzi diventa poesia in questo brano di Bhaskara (1114-1185): “un quinto di uno sciame di api si posò su di un fior di cadamba, un terzo su di un fior di silinda, tre volte la differenza di questi due numeri di api volò tra gli altri fiori del giardino e rimase solo un’ape, che si librò nell’aria, attirata dal profumo di gelsomino. Dimmi ora tu, diletta Lilavati, quale era il numero delle api?”
La risposta al prossimo numero della rivista.
Intanto, lasciamo da parte per un momento la matematica e concentriamoci sul Natale.
Siamo felici di informarvi che anche noi possiamo ritenerci “fornitori di Babbo Natale”. Abbiamo appena lasciato nel suo zaino in cordura ultraleggera (un tempo…gerlo), il modulo 2013 per l’abbonamento a Natural1, e l’ultima pubblicazione di GVEdizioni: IL TACCUINO DELLA SANITA’.
Buona navigazione nel sito www.natural1.it, buona lettura e soprattutto auguri di un sereno Natale da tutta la redazione di Natural1!
Buon Natale!