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Editoriale Natural 1 – gennaio – febbraio 2015

Autori:

Renato Agostinelli

Fantanotizie da un un tigì immaginario.
Qualcuno lo ha definito l’anno della svolta o l’anno del coraggio, altri, più prudentemente, l’anno della speranza. Ma cosa ci dobbiamo aspettare? Non intendo assolutamente immergermi in una discussione politica o azzardarmi in disquisizioni da talk show televisivo: ormai la retorica dello storytelling tiene banco ogni sera sui teleschermi e lo squallore dello scarica barile delle responsabilità si amalgama bene con il degradante gossip che tanto share produce. Lascio quindi la parola a chi può giudicare meglio di me e ha la necessaria autorevolezza (?) e competenza (?) per dissertare ai piani bassi dell’informazione.
Molto più semplicemente, e forse con una buona dose di immaturità e incoscienza, mi limito a sognare, illudermi di vivere ai confini della realtà (per ora solo fantascienza), immaginare di accendere l’amato/odiato televisore e ascoltare i titoli che voglio sentire annunciare: la crisi è ormai alle spalle, l’Europa riparte, si torna a sperare; le banche investono nell’impresa e nei giovani; aperte migliaia di nuove aziende con procedure di 24 ore; i quotidiani tornano a pubblicare annunci di lavoro; stanziamenti ingenti per la cultura, l’istruzione, il turismo; ripartono le opere pubbliche; al via i cantieri di messa in sicurezza per migliaia di siti; azzerati i debiti della pubblica amministrazione; sanità equa e solidale per tutti; la giustizia assicura la giusta pena per corruttori e collusi e infine sana competitività tra pubblico impiego e privato.
Certamente sogni, irrealizzabili…
Questi paradossi provocatori vogliono solo esortare all’ottimismo, seppur ironico, e dare un apporto concreto a noi tutti per continuare a sperare e stimolare la fantasia creativa, la positività che è dentro di noi anche se talvolta assopita e pigra a esprimersi.
E allora contribuiamo ad accendere qualche fiammella: raccontiamo che ci sono aziende che lottano e ce la fanno, imprenditori che investono nella ricerca e nella professionalità, start up in crescita, giovani che esprimono le loro idee e vengono ascoltati, amministratori onesti che investono bene il denaro pubblico; abbiamo tutti bisogno di sentirci raccontare anche le sane realtà della vita quotidiana. Sono esempi che non mancano e vanno rivelati, non marginalmente e sommariamente dopo le brutte notizie però, ma dando loro il meritato rilievo, con tanto di “istruzioni per l’uso”.
Tanto per tornare sulla Terra non dobbiamo però dimenticare di osservare l’oggettività delle situazioni, criticare e reagire, porre rimedio alle mistificazioni della politica, alle storture di un’opprimente burocrazia che ci attanaglia.
L’anno è comunque iniziato, il quindicesimo per Natural 1: se non avessimo creduto in questo progetto e nello sviluppo delle nostre idee, non avremmo mai raggiunto questo importante traguardo.
Buon Anno e buona lettura

 

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